Postromanticismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il postromanticismo[1] si riferisce a una serie di tentativi e atteggiamenti culturali che emergono tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo, dopo il periodo del romanticismo.

Herman Melville e Thomas Carlyle sono scrittori postromantici.[2] Madame Bovary di Flaubert è un romanzo postromantico.[3] Il periodo del postromanticismo in poesia è definito come la fine del diciannovesimo secolo, ma comprende la poesia di Letitia Elizabeth Landon[4] e Tennyson.[5]

Postromanticismo nella musica[modifica | modifica wikitesto]

Il postromanticismo nella musica faceva riferimento a compositori romantici che usavano forme che si trovavano tipicamente nel classico e nel barocco, pur conservando ancora aspetti dell'era romantica. Tra i compositori postromantici più noti troviamo Giacomo Puccini e Sergei Rachmaninov. Arthur Berger descrive il misticismo di La Jeune France come postromanticismo piuttosto che neoromanticismo.[6] Anche Hans Pfitzner scrisse opere postromantiche come la sua opera Palestrina.

A differenza dei compositori tardo romantici come Richard Strauss e Alexander Scriabin, i compositori della musica postromantica crearono una o entrambe le forme e l'armonia tradizionali. Béla Bartók, per esempio, "in tali opere influenzate da Strauss come Il castello di Barbablù", si può affermare che abbia ancora usato la "dissonanza ['intervalli come quarte e settime'] con lo scopo di ottenere un'espressione postromantica, non semplicemente [sempre] come un richiamo all'arte primordiale del suono", a differenza di Arnold Schönberg e dello stesso Strauss, che credevano entrambi in "una mitologia del progresso storico nella musica occidentale".[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ postromantico, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Robert Milder, Exiled Royalties: Melville and the Life We Imagine, New York: Oxford University Press US, 2006, p. 41. ISBN 0-19-514232-2
  3. ^ Stephen Heath, Gustave Flaubert, Madame Bovary, Cambridge and New York: Cambridge University Press, 1992, p. 13. ISBN 0-521-31483-6.
  4. ^ Sybille Baumback and others, "A History of British Poetry", Trier: WVT. ISBN 978-3-86821-578-6. Section 19: Poetic Genres in the Victorian Age I: Letitia Elizabeth Landon’s and Alfred Lord Tennyson’s Post-Romantic Verse Narratives by Anne-Julia Zwierlein.
  5. ^ Richard Bradford, A Linguistic History of English Poetry, New York: Routledge, 1993, p. 134. ISBN 0-415-07057-0.
  6. ^ Virgil Thomson,. Virgil Thomson: A Reader: Selected Writings, 1924-1984, edited by Richard Kostelanetz, New York: Routledge, 2002p. 268. ISBN 0-415-93795-7.
  7. ^ Daniel Albright,. Modernism and Music: An Anthology of Sources, Chicago: University of Chicago Press, 2004pp. 243-44. ISBN 0-226-01267-0.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Burkholder, J. Peter, Donald Jay Grout, and Claude V. Palisca. A History of Western Music: Seventh Edition. New York: W.W. Norton & Company, 2006.
  • Pappas, Sara. Review of Claudia Moscovici, Romanticism and Postromanticism (Lanham, MD: Lexington Books, 2010). Nineteenth Century French Studies, Volume 36, Number 3 & 4, Spring-Summer 2008, pp. 335–37. University of Nebraska Press, 2008.
  • Tilby, Michael. Review of Claudia Moscovici, Romanticism and Postromanticism (Lanham, MD: Lexington Books, 2010). French Studies: A Quarterly Review, Volume 62, Number 4, October 2008, pp. 486–87.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Musica classica Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica