Vai al contenuto

Lady Macbeth del Distretto di Mcensk

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando la novella di Nikolaj Leskov, vedi Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk.
Lady Macbeth del Distretto di Mcensk
Lady Macbeth del Distretto di Mcensk al Teatro Comunale di Bologna: Svetlana Sozdateleva come Katerina L'vovna Izmailova, direttore Dmitry Bertman (dicembre 2014).
Titolo originaleLedi Makbet Mcenskogo Uezda
Lingua originalerusso
MusicaDmitrij Šostakovič
LibrettoAleksandr Prejs
Dmitrij Dmitrievič Šostakovič
(libretto online)
Fonti letterarieUna Lady Macbeth del distretto di Mcensk
di Nikolaj Leskov
Attiquattro
Prima rappr.22 gennaio 1934
TeatroLeningrado, Piccolo teatro statale dell'Opera
Versioni successive
Katerina Izmajlova (versione del 1962)
Personaggi
  • Boris Timofeevič Izmajlov, mercante (basso)
  • Zinovij Borisovič Izmajlov, suo figlio, mercante (tenore)
  • Katerina L'vovna Izmajlova, moglie di Zinovij (soprano)
  • Sergej, servo (tenore)
  • Aksin'ja, cuoca (soprano)

Lady Macbeth del Distretto di Mcensk (in russo Леди Макбет Мценского уезда?, Lédi Makbèt Mcénskogo úezda) è un'opera in 4 atti e 9 scene del compositore russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, basata su un libretto di Aleksandr Germanovič Prejs e dello stesso compositore, ispirato all'omonimo romanzo breve di Nikolaj Leskov.

La prima rappresentazione ebbe luogo il 22 gennaio 1934[1] al Piccolo teatro statale dell'Opera di Leningrado. Šostakovič dedicò l'opera alla sua prima moglie, la fisica Nina Varzar.

Nelle intenzioni del musicista, avrebbe dovuto essere la prima opera di una trilogia sulle donne russe; delle tre opere progettate fu l'unica portata a termine[2].

Russia, XIX secolo. Katerina Izmajlova[3] è infelicemente sposata con Zinovij Borisovič Izmajlov, un mercante di farina di provincia; chiusa nella sua camera, si lamenta tra sé e sé della propria solitudine, dovuta alle continue assenze del marito. Suo suocero Boris Timofeevič Izmajlov la sorprende mentre piange, e ribatte alle sue lamentele dicendo che non sarebbe sola, se avesse avuto dei figli da Zinovy; invece i due sono sposati da cinque anni, e ancora non hanno dato alla luce l'erede della casata. Katerina risponde che non è colpa sua, insinuando che suo marito, molto più vecchio di lei, sia sterile o poco virile; presa dalla discussione, si lascia sfuggire che avrebbe avuto già molti figli, se si fosse data a un uomo più giovane. Al colmo del furore, Boris la copre di insulti e la minaccia: se mai dovesse avere un amante, lui stesso la ucciderà con le proprie mani. Poco dopo Zinovy viene a salutare la moglie prima di partire per l'ennesima volta; in sua presenza, Boris fa giurare a Katerina di essergli fedele a costo della vita; lei esegue, ma appena i due uomini vanno via scoppia a piangere. Una serva, Aksinya, viene a consolarla e le racconta di Sergej, un bracciante appena assunto da Boris, uomo affascinante e con la fama di impenitente donnaiolo.

Passano alcuni giorni. Sergej, in compagnia di altri braccianti, molesta sessualmente Aksinya, dicendo di ritenere tutte le donne esseri inferiori e quindi meritevoli di violenza. Katerina assiste per caso alla scena e interviene per difendere la serva, quindi rimprovera Sergej per il suo machismo, affermando che le donne sono coraggiose e forti quanto gli uomini. Volendole dimostrare quanto si sbaglia, Sergej la aggredisce e, dopo averla scaraventata al suolo, le si lancia addosso proprio mentre entra Boris. I due, col sostegno degli altri braccianti, affermano di essere semplicemente inciampati, ma Boris, sospettoso minaccia di raccontare a Zinovy il suo comportamento; dopodiché, per estrema umiliazione, punisce Katerina ordinandole di friggere per lui i funghi di cui è ghiotto.

Viene la sera e Katerina si prepara ad andare a letto. Sergej bussa alla sua porta con la scusa di prendere in prestito un libro per conciliarsi il sonno, ma Katerina rivela di non averne, poiché le è stato vietato di imparare a leggere. L'uomo tenta di sedurla ricordandole la loro zuffa; di fronte alle sue resistenze, entra nella stanza e le si avventa addosso. Lei dapprima sembra rifiutarlo, ma quando Boris bussa alla porta, evita di dirgli che Sergej è con lei; credendola sola, il suocero la chiude a chiave nella stanza. Rimasti soli, i due hanno un rapporto sessuale, a partire dal quale nascerà la loro relazione clandestina.

Una settimana dopo, di notte, Boris cammina nel cortile buio, incapace di dormire per paura dei ladri. Ricordando i suoi giorni da giovane libertino e riconoscendo la scarsa virilità di Zinovy, immagina di sedurre lui stesso Katerina per avere il tanto sospirato erede. In quel momento scorge Sergej che esce dalla finestra di Katerina: dopo un breve inseguimento lo cattura e lo frusta pubblicamente accusandolo di essere un ladro, poi lo fa rinchiudere nelle segrete. Katerina assiste a tutto ciò dalla finestra, ma non può intervenire perché è stata da lui chiusa a chiave nella sua stanza. Quando finalmente riesce a calarsi da una grondaia, si scaglia contro Boris, trattenuta a viva forza dagli altri servitori; il suocero comprende quindi che la donna prova dei sentimenti per il bracciante. Esausto per aver picchiato Sergej, Boris pretende che Katerina gli cucini il pranzo, promettendole di punire lei e Sergej a dovere; manda quindi un servitore a richiamare Zinovy, dicendo al figlio che in casa sono sorti dei problemi. Decisa a salvare sè stessa e Sergej, Katerina aggiunge del veleno per topi ai funghi e li dà in pasto al suocero, che subito accusa tremendi dolori; la donna gli sottrae le chiavi della cella e libera il suo amante. Richiamato dai servitori, arriva un prete che trova Boris agonizzante: l'uomo cerca invano di dirgli che è stato avvelenato, ma tutto ciò che riesce a fare prima di morire è indicare Katerina. La donna, fingendosi addolorata, convince il sacerdote che quelli mangiati da Boris erano funghi velenosi da lui stesso raccolti, riuscendo a scagionarsi.

Katerina si sente quindi libera di amare Sergej, ma questi le rammenta che la loro relazione dovrà finire a causa del prossimo ritorno di Zinovy, nonostante lui desideri sposarla; Katerina lo rassicura che riuscirà a risolvere la questione, ma si rifiuta di dirgli in che modo. I due si coricano insieme nel talamo nuziale, ma mentre Sergej si addormenta, Katerina, tormentata dal fantasma di Boris, non riesce a dormire; di conseguenza, quando Zinovy fa ritorno, lei se ne accorge e in tutta fretta fa nascondere Sergej in un armadio. Zinovy chiede conto a Katerina della morte di Boris, incolpandola di non aver saputo prendersene cura; Katerina, con freddezza, gli rinfaccia le sue continue assenze. A quel punto il marito nota i pantaloni e la cintura lasciati incautamente da Sergej sul letto, e capisce cos'è accaduto: l'uomo si azzuffa con Katerina e la frusta con la cintura. Sentendo le urla, Sergej si precipita a soccorrerla e affronta Zinovy, il quale, sopraffatto, corre a chiamare aiuto. Prima che possa riuscirci, Katerina lo strangola con la cintura, mentre Sergej lo finisce colpendolo con un candelabro. Gli amanti nascondono poi il cadavere murandolo in una parete della cantina.

Qualche tempo dopo, Zinovy viene dichiarato disperso e Katerina, rimasta vedova, può sposare Sergej; tuttavia lei è preoccupata dal fatto che qualcuno possa scoprire il cadavere del marito. Sergej, impaziente di impadronirsi dei beni di Boris e Zinovy, la rassicura, e i due si recano a sposarsi. Mentre di sopra si svolge la cerimonia, un contadino ubriaco irrompe nella cantina in cerca di vino, trova casualmente il corpo di Zinovy e corre a chiamare la polizia.

Al matrimonio, mentre tutti festeggiano ballando e ubriacandosi, Katerina si accorge che qualcuno è sceso in cantina; tenta allora di fuggire con Sergej, ma è troppo tardi: i poliziotti fanno irruzione alla festa, e arrestano i due amanti omicidi.

Katerina e Sergej sono stati condannati per omicidio plurimo e vengono deportati in Siberia. Durante il viaggio, Katerina corrompe una guardia affinché le permetta di incontrare Sergej; l'uomo, tuttavia, la incolpa di tutti i misfatti e cerca platealmente di sedurre un'altra condannata, Sonyetka, per farle dispetto. Sonyetka gli chiede un paio di calze in cambio di un rapporto sessuale: Sergej inganna Katerina facendosi consegnare le sue, e poi le dà a Sonyetka, che subito schernisce l'ingenuità di Katerina assieme agli altri deportati. Furibonda, Katerina spinge Sonyetka in un fiume ghiacciato, ma vi cade dentro anche lei. Le due vengono trascinate via dalla corrente; nonostante il dolore di Sergej e degli altri detenuti, il treno prosegue il suo viaggio.

Storia dell'opera

[modifica | modifica wikitesto]

Nell'adattamento il libretto opera alcune modifiche tendenti a mettere la protagonista in una luce migliore di quella che appare nel romanzo (nel quale, ad esempio, Katerina commette un ulteriore omicidio e abbandona il figlio avuto dal suo amante; inoltre il libretto accentua la natura malvagia del suocero, per spiegare così la sua uccisione). Secondo il musicologo Franco Pulcini, Šostakovič attenua «la crudezza del racconto, rendendolo un po' meno scandaloso, e soprattutto si fa avvocato difensore della sua eroina, giustificandone la responsabilità»[4]. Il musicista «cerca di scoprire tracce di umanità anche nella psicologia criminale, verso la quale si muove con intelligenza e comprensione»; nell'opera infatti «la figura appassionata di Katerina emerge sulla banalità meschina e feroce della classe dei mercanti russi» del XIX secolo[5]. Nell'ultimo atto, ove si svolge la deportazione in Siberia, la musica «raggiunge livelli abissali di depressione: nulla di più lontano dall'ottimismo dell'arte socialista di Stato»[6].

Pur venendo proposta dagli autori quale espressione di rivolta antiborghese (una donna agiata prende coscienza dell'ingiustizia della società zarista ed un servo partecipa all'omicidio dei propri padroni), l'opera cadde in disgrazia presso il regime stalinista ed è oggi considerata uno dei maggiori esempi di censura[7] politica sull'arte.

Nonostante il grande successo, sia di pubblico che di critica, Lady Macbeth fu presto lo spunto per una denuncia generale della musica di Šostakovič da parte del Partito Comunista dell'Unione Sovietica al punto che lo stesso Stalin fu incuriosito dall'opera[8] e volle assistere a una rappresentazione. Ma il risultato fu la sua totale scontentezza: abbandonò il Teatro Bol'šoj di Mosca alla fine del terzo atto. Era il 26 gennaio del 1936. Alla fine della rappresentazione Šostakovič ricevette gli applausi ma lo videro impallidire dopo avere visto l'abbandono del palco da parte del dittatore georgiano[9][10].

Stalin[11] (al centro rivolto verso il palco) fotografato al Teatro Bol'šoj verso il 1930 a una rappresentazione di balletto classico in compagnia anche della seconda moglie, Nadežda Sergeevna Allilueva. (Foto Archivio di Stato Russo di letteratura e arte, Mosca)

Due giorni dopo, il 28 gennaio, sulla Pravda, il giornale ufficiale del Partito Comunista, uscì un articolo dal titolo "Il caos anziché la musica" («Хаос вместо музыки»[12]) di David Zaslavsky (1880-1965)[13] ispirato da Stalin stesso, dove per spregio il nome del musicista non fu neppure menzionato. L'opera fu pertanto proibita in quanto «inadatta al popolo sovietico» e mai più messa in scena per oltre un quarto di secolo.

Fu solo vari anni dopo la morte di Stalin, nel periodo in cui l'URSS era sotto la guida di Nikita Sergeevič Chruščëv, che il compositore volle riproporre l'opera, ma non nella sua versione originale. La versione revisionata debuttò, col titolo Katerina Izmajlova, l'8 gennaio 1963[1] a Mosca al Teatro Musicale Stanislavskij-Nemirovič-Dančenko. Šostakovič dichiarò di preferire la nuova versione[14], ma dopo la sua morte, la versione più rappresentata fu quella originale.

L'opera incorpora elementi di espressionismo e verismo.

Negli Stati Uniti d'America, nel 1935 sul giornale The Sun uscì una recensione negativa ove l'opera era definita come una "pornofonia"[15].

L'opera e il suo autore, comunque, rivestono un'importanza artistica e culturale che non può essere ridotta alla sua sola dimensione politica: in altre parole Shostakovich merita di essere valutato come un grande compositore e non soltanto come una vittima o un oppositore dello stalinismo[16].

Rappresentazioni

[modifica | modifica wikitesto]

Galina Višnevskaja, Nicolai Gedda, Werner Krenn, Taru Valjakka, Dimiter Petkov, Robert Tear, Birgit Finnilä, Alexander Malta, Ambrosian Singers, London Philharmonic Orchestra, direttore Mstislav Rostropovič, EMI ASD 3664 (1979)

  1. 1 2 Pulcini 2021, p. 246.
  2. Pulcini 2021, p. 126.
  3. Giuseppina La Face, Prima della Scala. - "Lady Macbeth criminale ed erotica: da dove nasce l’opera di Shostakovich (e perché Shakespeare c’entra fino a un certo punto).", su ilfattoquotidiano.it, 7 dicembre 2025.
  4. Pulcini 2021, p. 127.
  5. Pulcini 2021, p. 128.
  6. Pulcini 2021, p. 131.
  7. Fabio Lorovere, La 1ª alla Scala: Eros, potere e censura., su connessiallopera.it, 4 dicembre 2025.
  8. La serata che cambiò la musica sovietica, su pierluigipiccini.it.
  9. (EN) Terry Blain, "Perverted": how Stalin's anger left Shostakovich fearing for his life., su classical-music.com, August 21, 2025.
  10. (RU) Игорь Вирабов = Igor Virabov, Как Шостакович заставил Сталина оправдываться. = "Come Shostakovich costrinse Stalin a giustificarsi"., su godliteratury.ru, 26 settembre 2016.
  11. (RU) Денис КОРСАКОВ [=Denis Korsakov], Сталин вел себя в Большом театре как режиссер: менял актрисам наряды и ругал дирижера за спектакли «без бемолей» [=Stalin si comportava come un regista al Teatro Bolshoi: cambiava gli abiti delle attrici e rimproverava il direttore d'orchestra per le esibizioni "senza ballerine".], su kp.ru, 22 marzo 2021.
  12. (RU) Leonid Maksimenkov, 322 pag., "СУМБУР ВМЕСТО МУЗЫКИ", Сталинская культурная революция, 1936-1938 (Ю «Юридическая Книга, Москва, 1997) = "Confusione invece di musica", la rivoluzione culturale di Stalin 1936-38 (dal "Libro di Legge", Mosca, 1997). (PDF), su imwerden.de.
  13. "la Repubblica", inserto Album, pag.5, "Immorale pornofonia" così tra Mosca e New York Dmitrij cade in disgrazia, di Nicola Gallino, martedì 2 dicembre 2025
  14. Pulcini 2021, p. 135.
  15. "la Repubblica", inserto Album, pag.5, "Immorale pornofonia" così tra Mosca e New York Dmitrij cade in disgrazia, di Nicola Gallino, martedì 2 dicembre 2025
  16. (EN) Ed Vulliamy, Lady Macbeth of Mtsensk and the muddle surrounding Shostakovich's opera: "Shostakovich has been as misunderstood as his great opera was. It’s time to stop viewing both the man and his works through the lens of Stalinism"., su theguardian.com, 25 settembre 2015.
  17. Anna Giust, Venezia, I russi al Teatro La Fenice, su russinitalia.it.
  18. Vedasi Šostakóvič, Biografia e «Lady Macbeth "scandalizza" Venezia»
  19. Giordano Cavallari, "Lady Macbeth" di Shostakovich alla Scala (con storia e rappresentazioni), su settimananews.it, 4 dicembre 2025.
  20. Cesare Galla, Una Lady Macbeth tra censure e scandali: storia del capolavoro di Šostakovič, su lettera43.it, 30 novembre 2025.
  21. "Una lady Macbeth del distretto di Mcensk". La prima del Teatro alla Scala 2025, su teatroallascala.org.
  22. "Lady Macbeth del distretto di Mcensk a 50 anni dalla morte di Shostakovich"., su raicultura.it.
  23. Massimo Bernardini, Šostakovič alla Scala, Milano osa: la Rai racconta, ma paga un prezzo alto in share., su huffingtonpost.it, 8 dicembre 2025.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 177859311 · GND (DE) 300150784 · J9U (EN, HE) 987007581390205171
  Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica