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Sancho Garcés

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Sancho Garcés
Espinosa de los Monteros Plaza Sancho Garcia.jpg
Monumento a Sancho García a Espinosa de los Monteros
Conte di Castiglia
In carica 995 - 1017
Predecessore García Fernández
Successore García Sánchez
Nome completo Sancho Garces
Altri titoli conte di Burgos, conte d'Álava e conte di Lantarón e Cerezo
Nascita ca. 965
Morte 1017
Padre García Fernández
Madre Ava di Ribagorza
Consorte Urraca Gómez
Figli Fernando Sánchez
Munia di Castiglia
Trígida di Castiglia
Sancha Sánchez
Garcia Sanchez

Sancho Garcés, detto el de los Buenos Fueros (dalle buone leggi). Sancho anche in spagnolo, in aragonese, in portoghese e in galiziano, Sanç, in catalano e Antso in basco (965 circa – 5 febbraio 1017), fu conte indipendente di Castiglia (995-1017) e anche conte di Burgos, di Lantarón, di Cerezo e di Álava.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del conte di Castiglia, García Fernández e di Ava di Ribagorza, figlia del conte di Ribagorza, Raimondo II.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 990, con l'appoggio dell'hajib di al-Andalus, Almanzor, Sancho si ribellò al padre, Garcia, dividendo in due parti la contea di Castiglia[1], che da quella data, rimase divisa sino alla morte del padre.

Nel 994, Sancho sposò la cugina, Urraca Gómez (?-1038), figlia di Gómez Diaz, conte di Saldaña, della famiglia dei Banu Gómez, e della zia di Sancho, Muniadomna Fernández di Castiglia, figlia di Fernan Gonzales.

Nel 995, alla morte del padre, in prigionia, a Cordova, gli succedette nel titolo di conte di Castiglia, continuando a riconoscere ai sovrani del León, una superiorità giuridica.
In quello stesso anno per mantenere buoni i rapporti con Almanzor, gli diede in moglie la sorella, Oneca Garces.

Nel 999, alla morte del re di León Bermudo II, si oppose invano alla nomina a reggente del nuovo re, Alfonso V, di tre anni, di Menendo Gonzales, con cui ebbe rapporti conflittuali[1] per tutto il periodo di reggenza.

Nello stesso anno Sancho rifiutò di pagare il tributo al califfo di Cordova, mettendosi in urto con al-Andalus; allora Sancho Garces fece un'alleanza con il re di Navarra, García II Sánchez, con il re del León Alfonso V e con García Gómez de Carrión, conte di Saldaña.
Nel 1000 Almanzor attaccò la Castiglia e lo scontro avvenne, nel luglio del 1000, nella Provincia di Palencia, alla battaglia di Cervera de Pisuerga, che fu molto cruenta, con molti morti da ambo le parti, ma alla fine vide il successo dei Mori e la sconfitta di Sancho Garcés e del conte di Saldaña, che l'aveva seguito in battaglia.

Contea di Castiglia
Castiglia
Escudo de Castilla.svg

Rodrigo
Figli
Diego
Figli
  • Rodrigo
  • Gonzalo
  • Marello
  • Diego
  • Fernando
  • Gutina
  • Asura
  • Gomez
Nuño Muñoz
Figli
Gonzalo Téllez
Figli
  • Munio Gonzales
Nuño Nuñez
Gonzalo Fernández
Figli
Fernando Ansúrez
Figli
Nuño Fernández
Figli
  • Diego Nuñez
Gutier Núñez
Ferdinando Gonzales
Figli
Ansur Fernández
Figli
  • Fernando
  • Teresa
  • Oveco
  • Munio
  • Gutierre
  • Gonzalo
García Fernández
Figli
  • Sancho
  • Gonzalo
  • Mayor
  • Urraca
  • Elvira
  • Toda
  • Oneca
Sancho
Figli
García
Munia con Sancho III Garcés di Navarra
Ferdinando
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Alleatosi con i re cristiani, Alfonso V del León e Sancho III Garcés il Grande della Navarra, Sancho Garcés partecipò alla battaglia di Calatañazor, nel 1002, dove Almanzor (molto probabilmente la sua retroguardia) subì la sua prima sconfitta e poco dopo, a Medinaceli, morì.

Nel 1009, intervenne nella guerra civile tra gli omayyadi del califfato di Cordova, Sulaymān ibn al-Ḥakam, "al-Mustaʿīn", acclamato califfo dai Berberi, ed il califfo Muḥammad II (al-Mahdī) ibn Hishām, appoggiato dai mercenari dell'esercito, detti "gli schiavi".
Appoggiò Sulaymān contro al-Mahdī ed in cambio ricevette diverse piazze sulla linea del Duero: Osma, San Esteban de Gormaz, Clunia, Berlanga de Duero, Sepúlveda, Peñafiel. Col suo aiuto, Sulaymān riuscì a spodestare Muḥammad II e dopo la vittoria Cordova fu saccheggiata (distrutta secondo la Cronaca Burgense[2]) dai berberi e dai castigliani.

Il suo soprannome, el de los Buenos Fueros (dalle buone leggi), fu dovuto al fatto che concesse molti privilegi a diverse popolazioni della Castiglia.

Fu, inoltre, il fondatore del Monastero di San Salvador di Oña, nel 1011, dov'è ancor oggi tumulato.

Alla sua morte, nel 1017, la contea fu ereditata, assieme al titolo di conte, da suo figlio Garcia Sanchez, di circa sette anni.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sancho ed Urraca ebbero cinque figli:[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Dinastie comitali e poi reali di Castiglia
  2. ^ La Cronaca Burgense è composta da annali scritti, in latino, nel corso del XIII secolo e ritrovati, dopo secoli, nella cattedrale di Burgos (da cui il nome); furono compilati nella regione della Rioja e sono inerenti alla storia della Castiglia e della Navarra, dalla nascita di Gesù Cristo alla battaglia di Las Navas de Tolosa, del 1212.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in Storia del mondo medievale, vol. II, pp. 477-515.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]