Nuño Fernández

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Nuño Fernandez
Conte di Castiglia
In carica 920 - 926
Predecessore Fernando Ansurez
Successore Fernando Ansurez
Nome completo Nuño Fernandez di Amaya
Altri titoli conte di Burgos
Nascita nella seconda metà del IX secolo
Morte dopo il 932
Padre Fernando Muñoz
Madre Gutina Diaz
Figli Diego Nuñez

Nuño Fernández detto di Amaya. Nuño anche in spagnolo, in portoghese e in galiziano (seconda metà del IX secolo – dopo il 932) , è stato conte di Castiglia e conte di Burgos dal 920 al 926.

Origine[1][modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Fernando Muñoz, fratello di Nuño Muñoz[2] e di Gutina Diaz, figlia di Diego Rodriguez Porcelos.
Era il fratello di Gonzalo Fernández, probabile (ma non è provato) capostipite della casata di Lara, che porterà all'indipendenza la contea di Castiglia e sarà molto importante nel regno di Castiglia. I

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Contea di Castiglia
Castiglia
Escudo de Castilla.svg

Rodrigo
Figli
Diego
Figli
  • Rodrigo
  • Gonzalo
  • Marello
  • Diego
  • Fernando
  • Gutina
  • Asura
  • Gomez
Nuño Muñoz
Figli
Gonzalo Téllez
Figli
  • Munio Gonzales
Nuño Nuñez
Gonzalo Fernández
Figli
Fernando Ansúrez
Figli
Nuño Fernández
Figli
  • Diego Nuñez
Gutier Núñez
Ferdinando Gonzales
Figli
Ansur Fernández
Figli
  • Fernando
  • Teresa
  • Oveco
  • Munio
  • Gutierre
  • Gonzalo
García Fernández
Figli
  • Sancho
  • Gonzalo
  • Mayor
  • Urraca
  • Elvira
  • Toda
  • Oneca
Sancho
Figli
García
Munia con Sancho III Garcés di Navarra
Ferdinando
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Penisola iberica (carta politica), nel 910

Nel 920, dopo la battaglia di Valdejunquera, il conte di Castiglia, Fernando Ansurez, dopo essere stato destituito dal re del León, Ordoño II, perché non si era presentato in tempo, con le sue truppe, alla battaglia, venne relegato nel León e sostituito, nel governo della contea di Castiglia con Nuño Fernández, che divenne anche conte di Burgos, e che governò circa sei anni.<vr>Nuño Fernández fu coinvolto nella trappola ordita da Ordoño II, che, tra il 922 e il 923, volendo inoltre punire sia per il disastro militare che per l'offesa arrecata alla sua autorità la nobiltà castigliana ed avendo saputo che diversi nobili castigliani erano riuniti a Burgos, li fece convocare per un incontro a Tejares, sulle sponde del fiume Carrión affluente del fiume Pisuerga. Tutti i nobili castigliani, tra cui il conte Nuño ed il suo predecessore Fernando Ansurez, che, senza timore, si presentarono all'appuntamento furono arrestati[1] e condotti a León, dove, poco tempo dopo, molti furono giustiziati. E fu dopo questo avvenimento che i Castigliani decisero di ripristinare i Giudici di Castiglia.

Nuño Fernández, dopo la morte, nel 924, di Ordoño II, in un primo tempo, nella guerra di successione, appoggiò il figlio di questi Alfonso il Monaco, ma poi sostenne il re delle Asturie, Fruela II che era succeduto ad Ordoño II, spodestando i figli di quest'ultimo.
Alla morte di Fruela II, nel 925, era passato a sostenere Alfonso Froilaz, che, sconfitto, si era ritirato nelle Asturie, seguito dal conte Nuño, che, nel 926, non figurava più al governo della contea di Castiglia, che tornava nelle mani di Fernando Ansurez.

Non si conosce la data esatta della sua morte, comunque risulta ancora in vita, nel maggio del 932, quando si rivolse al conte di Castiglia, il nipote, Fernan Gonzales, per un arbitrato inerente ad una disputa riguardante il monastero di San Pedro de Cardeña.

Matrimonio e discendenza[1][modifica | modifica wikitesto]

Della moglie di Nuño non si conoscono né il nome né gli ascendenti, comunque da lei ebbe un figlio:

  • Diego Nuñez

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dinastie comitali e poi reali di Castiglia
  2. ^ Secondo la leggenda, Fernando Muñoz e Nuño Muñoz erano figli di quel Nuño Nuñez "Rasura", che, dopo l'820, fu uno dei due primi Giudici di Castiglia (il giudice civile), ma molto più probabilmente il loro padre fu Munio Núñez "él de Brañosera", che, nell'824, concesse la Carta Puebla (concessioni fatte alla popolazione per facilitare il ripopolamento di alcune zone della Castiglia) di Brañosera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 477–515

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]