Ponte Capodarso

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Ponte Capodarso
Ponte Capodarso 2015-02.png
Localizzazione
StatoItalia Italia
AttraversaImera meridionale
Coordinate37°29′43.35″N 14°08′43.87″E / 37.495376°N 14.14552°E37.495376; 14.14552Coordinate: 37°29′43.35″N 14°08′43.87″E / 37.495376°N 14.14552°E37.495376; 14.14552
Dati tecnici
Tipoponte ad arco
Materialemuratura
Lunghezza95 m
Luce max.26 m
Altezza luce13[senza fonte] m
Altezza14[senza fonte] m
Realizzazione
Progettistimaestranze venete
Costruzione...-1553
Mappa di localizzazione

Il ponte Capodarso è un ponte ad arco del XVI secolo che attraversa l'Imera meridionale al confine tra gli attuali comuni di Caltanissetta ed Enna, e le loro rispettive ex province. Situato in un luogo selvaggio e impervio, protetto da piccole ripide alture che chiudono il fiume in una stretta gola, prende il nome dal vicino monte Capodarso (Capitarsu in siciliano).

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte in una cartolina dei primi anni del Novecento

Il ponte fu costruito nel 1553 sull'Imera meridionale (comunemente detto "Salso") per ordine di Carlo V[1] per evitare il guado del fiume, particolarmente pericoloso durante le piene.[2] Originariamente aveva l'aspetto di un ponte a un solo arco a schiena d'asino, che poteva essere attraversato solo dai pedoni.[1] Il pittore francese Jean Houel ne fece un disegno ad acquarello alla fine del XVIII secolo,[3] in quanto considerato assieme all'Etna e alla fonte Aretusa di Siracusa, una delle meraviglie della Sicilia («un monte, un ponte e un fonte»).[4][5]

Sebbene fosse collocato esattamente sul confine con Castrogiovanni, il ponte rimase di pertinenza nissena, come attestato da un documento del 1620 in cui si attribuiva alla municipalità di Caltanissetta la manutenzione dell'intera opera.[4]

Nel 1842 fu interessato da un restauro commissionato dal consiglio provinciale,[1] ma solo dopo l'Unità d'Italia (o già nel biennio 1847-48, secondo altra fonte)[6] la forma originaria venne totalmente stravolta: furono realizzati due piccoli archi laterali affiancati all'arco principale che lo resero piano, e venne allargato per renderlo adatto al passaggio dei carri. Alla fine dei lavori, nel 1866, fu inserito nell'itinerario della strada rotabile Caltanissetta-Piazza Armerina.[7]

Il ponte fu distrutto il 9 luglio 1943 dai tedeschi in ritirata, e ricostruito l'anno successivo. Il 10 aprile 1961 crollò nuovamente in seguito a una piena eccezionale; fu riaperto al traffico il 27 gennaio 1962.[7]

Il ponte oggi[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dell'itinerario della strada statale 122 Agrigentina ed è importante per gli spostamenti tra Caltanissetta ed Enna; annualmente è sede della partenza della storica Coppa Nissena. Il ponte ricade all'interno della riserva naturale orientata Monte Capodarso e Valle dell'Imera Meridionale. Oggi è sovrastato dal "viadotto Capodarso" (lungo 2210 m) della strada statale 626 della Valle del Salso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ponte Capodarso, su Piccola Atene. URL consultato il 25 settembre 2016.
  2. ^ Santagati, 2017, p. 34
  3. ^ Santagati, 2017, p. 32
  4. ^ a b Santagati, 2017, p. 35
  5. ^ Antonio Chiusole, Il mondo antico, moderno, e novissimo, ovvero Breve trattato dell'antica, e moderna geografia, vol. 1, Venezia, 1759, p. 420.
  6. ^ Santagati, 2006, p. 51
  7. ^ a b Santagati, 2017, p. 33

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]