Pont de Bir-Hakeim
| Pont de Bir-Hakeim | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Parigi |
| Attraversa | Senna |
| Coordinate | 48°51′20″N 2°17′16″E |
| Dati tecnici | |
| Tipo | Ponte ad arco |
| Materiale | Acciaio |
| Lunghezza | 237 m |
| Larghezza | 24,7 m |
| Realizzazione | |
| Progettista | Jean Camille Formigé e Louis Biette |
| Costruzione | 1903-1905 |
| Intitolato a | battaglia di Bir Hacheim |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il Pont de Bir-Hakeim è un ponte di Parigi che attraversa la Senna nel lussuoso quartiere di Passy, nel XVI arrondissement, e che collega quest'ultimo con il XV arrondissement.
Ubicazione
[modifica | modifica wikitesto]Il ponte Bir-Hakeim collega l’avenue du Président-Kennedy, situata sulla riva destra della Senna, nel quartiere della Muette (XVI arrondissement), ai quai Jacques-Chirac (già quai Branly) e quai de Grenelle, sulla riva sinistra, nel quartiere di Grenelle (XV arrondissement). Sul lato del XVI arrondissement, un ponte pedonale che ne costituisce il prolungamento attraversa l’avenue du Président-Kennedy, consentendo l’accesso diretto a rue Marietta-Alboni.
Dal ponte si apre un'ampia veduta sulla Torre Eiffel, rendendolo un punto di osservazione privilegiato, particolarmente frequentato in occasione di fuochi d'artificio e altri eventi pubblici di rilievo.
- Il ponte in primo piano.
- Il ponte di notte.
Toponomastica
[modifica | modifica wikitesto]Il ponte prende il nome da Bir Hakeim, un punto strategico situato nel deserto libico-nubiano, teatro di una celebre battaglia nel giugno 1942, durante la Seconda guerra mondiale. In quell’occasione, le Forze francesi libere vi opposero una strenua resistenza contro le truppe tedesche del Panzerarmee Afrika.
Una targa commemorativa, collocata al centro del ponte, ricorda questo episodio storico.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]
Prima della realizzazione dell’attuale struttura, in occasione dell’Esposizione Universale del 1878 fu costruita una passerella pedonale metallica, anticamente conosciuta come «passerelle de Passy». A seguito di un concorso bandito nel 1902, il ponte attuale fu edificato tra il 1903 e il 1905 sotto la direzione dell’ingegnere Louis Biette, dall’impresa Daydé & Pillé, così da agevolare il transito di pedoni, veicoli e treni in quella parte della città, poggiando su una delle estremità dell’Île aux Cygnes.
L’esecuzione dell'apparato decorativo fu affidato a Jean Camille Formigé, architetto della città di Parigi. L’opera, infatti, è arricchita da numerosi elementi scultorei: due gruppi in ghisa dello scultore Gustave Michel, raffiguranti rispettivamente dei navigatori e dei fabbri, ornano i pilastri in pietra. Quattro bassorilievi allegorici completano la decorazione: la Scienza e il Lavoro di Jules Coutan sul lato a monte, l'Elettricità e il Commercio di Jean-Antoine Injalbert su quello a valle.
Il 18 giugno 1949, in occasione del nono anniversario dell'Appello del 18 giugno, il consiglio comunale di Parigi, presieduto da Pierre de Gaulle, organizzò una solenne cerimonia commemorativa durante la quale il ponte assunse ufficialmente il nome di "Bir-Hakeim", in omaggio alla battaglia combattuta nel 1942 nel deserto libico dalle Forze francesi libere. Nel corso dell’evento, svoltosi in tarda mattinata, il generale Charles de Gaulle pronunciò un discorso commemorativo alla presenza di numerose personalità civili e militari. Tra queste figuravano il generale Marie-Pierre Kœnig (comandante delle Forze francesi libere durante la battaglia), il generale Edgard de Larminat, presidente dell’Associazione dei Francesi Liberi, nonché l’ammiraglio Georges Thierry d'Argenlieu, il generale Martial Valin e la vedova del generale Philippe Leclerc de Hauteclocque.[1][2][3]
Nell’epoca moderna, il ponte ha assunto un ruolo significativo nella cultura di massa, divenendo un elemento iconico riconoscibile anche al di fuori del suo contesto urbanistico e architettonico. La sua immagine è stata infatti frequentemente impiegata in ambito cinematografico, diventando lo scenario di film di successo come Ultimo tango a Parigi, Ascensore per il patibolo, Zazie nel metrò, Il poliziotto della brigata criminale, Ronin, Taxxi 2, Il mistero delle pagine perdute - National Treasure, La Belle Personne, Un indiano in città, Munich, Inception, Dexter, o Il prezzo dell'arte.[4][5].
- Costruzione del viadotto per consentire il transito della metropolitana nel 1904.
- Il viadotto nel 1906.
- Promenade Jean-Paul-Belmondo sotto al viadotto.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il ponte Bir-Hakeim si distingue per una serie di caratteristiche architettoniche e funzionali che ne fanno una delle strutture più singolari e riconoscibili nel paesaggio urbano della capitale francese.
La sua particolarità principale risiede nella struttura a due livelli: il piano inferiore è riservato al traffico veicolare e pedonale, mentre quello superiore è occupato da un viadotto sopraelevato che consente il passaggio della linea 6 della metropolitana di Parigi. Al centro il ponte presenta una sezione lunga circa 12 metri realizzata a sbalzo. Il viadotto ferroviario è sostenuto per la maggior parte del tracciato da colonne metalliche, con l’eccezione del tratto all’uscita dell’Île aux Cygnes, dove poggia invece su un arco in muratura. Un'altra peculiarità è rappresentata dal leggero dislivello tra le carreggiate: mentre il viadotto ferroviario si mantiene orizzontale, la sede stradale inferiore presenta una pendenza che scende dalla riva sinistra (nel XV arrondissement) verso la riva destra (nel XVI arrondissement).
All’interno del piano inferiore si sviluppa anche una pista ciclabile, che corre parallela alla carreggiata e sotto il viadotto della metropolitana. Al centro del ponte, una scalinata consente l’accesso diretto all’Île aux Cygnes. Il ponte è anche un luogo di memoria storica: una targa commemorativa ricorda infatti le gesta della Prima Brigata delle Forze Francesi Libere durante la battaglia di Bir Hakeim, combattuta tra il 27 maggio e l’11 giugno 1942.
Oltre alla funzionalità, il ponte Bir-Hakeim si caratterizza per un ricco apparato decorativo che fonde arte e ingegneria in modo armonioso. L’arco centrale del viadotto, in corrispondenza dell’Île aux Cygnes, è ornato da quattro monumentali bassorilievi allegorici in pietra. Sul lato a monte si trovano la Scienza e il Lavoro, frutto dello scalpello di Jules Coutan, mentre sul lato a valle sono visibili l'Elettricità e il Commercio, realizzate da Jean-Antoine Injalbert. Queste allegorie celebrano il progresso tecnico e industriale della Francia all’inizio del Novecento. Sempre sul lato a monte, all’altezza della carreggiata e in corrispondenza del belvedere Susan-Travers, si erge la statua di La France renaissante [La Francia rinascente], opera dello scultore danese Holger Wederkinch e donata nel 1930 dalla comunità danese di Parigi.[6][7]
I piloni del ponte sono a loro volta impreziositi da due gruppi scultorei in ghisa, realizzati da Gustave Michel e integrati nella struttura metallica. Il primo gruppo, Les Nautes, raffigura marinai con strumenti nautici - come reti, boe e vele - intenti a fissare uno stemma della città di Parigi. Il secondo, Les Forgerons-riveteurs, mostra fabbri e rivettatori che fissano uno stemma della Repubblica Francese (RF). Entrambi i gruppi sono ripetuti simmetricamente su ciascuno dei due bracci del ponte, sia a monte sia a valle, per un totale di quattro esemplari per ciascun soggetto.
- Parte centrale del viadotto..
- Jean-Antoine Injalbert, L'Électricité.
- Jean-Antoine Injalbert, Le Commerce.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Jean-François Pernot, Luc Thomassin, Béatrice de Andia, Le Patrimoine militaire de Paris, Action artistique de la ville de Paris, 2005, p. 228.
- ↑ (FR) Danielle Tartakowsky, Les Manifestations de rue en France, 1918-1968, Publications de la Sorbonne, 1997, pp. 545-546.
- ↑ (FR) Le 18 juin 1949 à Paris, n. 20, Revue de la France libre, luglio-agosto 1949..
- ↑ (EN) Films tournés pont de Bir-Hakeim, su akas.imdb.com, IMDb. URL consultato il 23 ottobre 2012.
- ↑ (FR) Anne-Charlotte de Langhe, Aude Vernuccio, Le cinoche à la trace, Le Figaroscope, 2013, p. 6.
- ↑ (FR) Sébastien Recouvrance, Les Ponts de Paris, Éditions Jean-Paul Gisserot, 2007, p. 80..
- ↑ (FR) Christian Benoît, 250 réponses aux questions d'un flâneur parisien. En hommage à Léon-Paul Fargue (1878-1947), poète et piéton de Paris, Le Gerfaut, 2007, pp. 104-105..
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Pont de Bir-Hakeim
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Pont de Bir-Hakeim, su Structurae.
