Battaglia di Bir Hacheim

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Coordinate: 31°36′N 23°29′E / 31.6°N 23.483333°E31.6; 23.483333

Battaglia di Bir Hacheim
Bataille de Bir Hakeim.png
L'avanzata italo-tedesca su Bir Hacheim
Data 27 maggio - 11 giugno 1942
Luogo Bir Hacheim, Libia
Esito Incerto: vittoria militare dell'asse,
ma vittoria tattica francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Variabili nel corso della battaglia 5.000 di cui 3.703 combattenti[1]
Perdite
Incerte;
circa 3.300 tra morti, feriti e prigionieri
141 morti
229 feriti
814 - 900[2][3] prigionieri
53 cannoni
50 veicoli
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La battaglia di Bir Hacheim (Libia, 27 maggio - 11 giugno 1942) costituisce un importante episodio della più ampia battaglia di Ain el Gazala, durante la quale il generale Erwin Rommel riusci’ a spingere la Panzerarmee Afrika fino alla conquista di Tobruk e - ulteriormente in direzione dell’ Egitto - ad El Alamein, dove la sua avanzata fu finalmente arrestata dalle forze britanniche a fine luglio del 1942.

La 1°Brigata delle Forze della Francia Libera (generale di brigata Marie Pierre Kœnig) dopo aver efficacemente fortificato questa posizione, la difese coraggiosamente, ostacolando con grande perizia e decisione le operazioni delle preponderanti forze italo-tedesche nel settore. Tale resistenza ebbe grande risonanza internazionale e fece conoscere al mondo intero la professionalità e il valore dei soldati della « Free France».

Bir Hacheim in arabo significa "Pozzo del saggio" o anche "Pozzo del Capo" (per quanto riguarda l'ortografia, Koenig in premessa delle sue memorie, preferisce "Bir Hakeim" piuttosto che "Bir Hakim"[4][5]) e indica il luogo di un’antica oasi che rappresentava l’estremo sud della linea di difesa britannica che – partendo dalla costa tra Gazala e Tobruk - si snodava per ca 70 km verso il deserto libico.

Ordine di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Italo tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Non è possibile dare un ordine di battaglia preciso per le forze italo tedesche, dato che nell'attacco a Bir Hacheim si alternarono divisioni sia italiane (Trieste e Ariete) sia tedesche (21. Panzer e 90. leichte).

Francesi[modifica | modifica wikitesto]

Un legionario francese della brigata della Francia Libera beve nel deserto, nel marzo 1943
Tre militari coloniali francesi che si distinsero durante i combattimenti, rispettivamente provenienti da Senegal, Africa Equatoriale e Madagascar.

Alla data del 26 maggio il presidio di Bir Hacheim comprendeva 3.826 uomini (ufficiali, sottufficiali, truppa) di cui 103 inglesi (batteria contraerea e compagnia di collegamento) [6], col seguente Ordine di Battaglia: [7]

Generale di Brigata Marie-Pierre Koenig

Capo di Stato Maggiore: Commandant Robert Masson

  • 1° Demi brigade de la Legion Etrangère ( Lt Colonel Dimitri Amilakvari)
    • 2 Btg della Légion Etrangère BL 2 ( Cdt René Babonneau)
    • 3 Btg della Légion Etrangère BL 3 (Cdt Puchois)
  • 2° Demi Brigade Coloniale (Lt Colonel Robert De Roux)
    • 2° Btg de Marche de l'Oubangui-Chari BM 2 ( Cdt Henri Amiel)
    • 1° Btg du Pacifique BP 1 (Lt Colonel Félix Broche)
    • 1° Btg di Fanteria di Marina Coloniale ( Cdt Jacques Savey)
    • 22° Compagnia Nord-Africana ( Cap. Pierre Lequesne)
  • 1° Btg di Fusiliers Marins DCA (Cap. de Corvette Hubert Amyot d'Inville)
  • 1° Rgt d'Artiglieria I° R.A. (Cdt Jean-Claude Laurent-Champrosay )
  • 2° Compagnia pezzi anti-carro (Cap. Jaquin)
  • Compagnia del Genio Pionieri CSM1 (Cap. André Gravier [8] et Lt Jean Desmaisons
  • Gruppo Trasmissioni (Cap Jacques Rénard)
  • Gr. Sanitario Divisionale (T col. dr.Jean Vialard-Goudou)[9]
  • Distaccamento DCA e di collegamento inglesi (Cap. Tomkins liaison officer )
"Bren Carrier" del tipo in forza alle FFL

Armi e mezzi:

Cannone anticarro 47 mm francese
  • Armi di reparto
    • 40 x mortai da 81
    • 40 x mitragliatrici Hotchkiss
    • 300 x fucili mitragliatori FM 24-29

La posizione giuridica dei militari della 1re Brigade française libre[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera della Francia Libera con la Croce di Lorena

A seguito delle clausole dell'armistizio del giugno 1940 (cf: Convention d'armistice) i francesi che prendessero le armi contro il III Reich, dovevano essere considerati "franchi tiratori"[15], passibili quindi di pena di morte.

La risonanza internazionale di questa battaglia delle "Forze Francesi Libere", portò Radio Berlino ad annunciare che i combattenti di Bir Hacheim - in quanto francesi al servizio della Gran Bretagna - non avrebbero potuto essere trattati secondo le regole della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Immediatamente De Gaulle tramite Radio Londra, annuncio' che, in questo caso, le FFL si sarebbero comportate allo stesso modo per i loro prigionieri. Radio Berlino annuncio' a questo punto che le FFL sarebbero state considerate come forze regolari[16][17].

Faceva parte delle forze FFL la "demi-brigade" della Legione Straniera, composta di elementi di varie nazionalità e anche probabilmente qualcuno di origine ebraica[18]. Anche dopo tali dichiarazioni, Koenig quindi temeva per la sorte dei suoi soldati se fatti prigionieri[19]. Finita la battaglia, il 12 giugno i sopravvissuti - ca 400 tra feriti o perduti nel deserto - furono raccolti dalle forze italo-tedesche e radunati in Bir Hacheim dove Rommel in persona disse poche parole agli ufficiali prigionieri, scusandosi per la mancanza di acqua disponibile. I prigionieri furono qundi trasportati in camion verso la costa - i feriti furono curati e l'acqua distribuita quasi a volontà- e successivamente avviati verso l'Italia (campo di Tuturano, Brindisi) o verso la Grecia.[20]

Il caposaldo[modifica | modifica wikitesto]

L’arrivo a Bir Hacheim[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcune settimane passate nella zona di Alam Hamsa, la 1° Brigata della France Libre, giunge a Bir Hacheim il 15 febbraio 1942 per rilevare la 150 brigata britannica che, a sua volta, va a sistemarsi in difesa del «box» (caposaldo) di Gott el Ualeb[21], situato a ca 20 Km verso nord . All’incrocio di carovaniere, il luogo di Bir Hacheim é segnalato da due modeste protuberanze del terreno, soprannominate « Les Mamelles » (Quota 186) a nord, e per alcune rovine di un fortino senusso a sud. Partendo da una linea tracciata tra questi due punti, il terreno scende leggermente in direzione nord-ovest I due punti suddetti costituiscono i vertici di un triangolo ( di diagonale ca 3 Km) grosso modo equilatero con la terza punta volta verso l’est[22],[23].

Il completamento delle difese[modifica | modifica wikitesto]

Nel caposaldo già organizzato a difesa per tre battaglioni, Koenig piazza i suoi : il Bataillon de Marche de l’Obangui (BM 2) a nord, il Bt. du Pacfique (BP 1) a sud, il 2° Bt. della Legione Straniera (BLE 2) a est, il 3° Bt. della Legione Straniera (BLE 3) al centro a difesa del Posto di Comando e in riserva. Il 1° Rgt d’artiglieria ( quattro batterie) è disposto circolarmente assieme alla contraerea. Una fitta striscia di mine, grosso modo circolare - e guarnita di ulteriori lingue minate a maggior protezione dei tre centri di resistenza - circonda tutto il caposaldo su di un perimetro di ca di 17 chilometri.

Koenig subito dispone lavori di scavo per le trincee individuali, le postazioni di anticarro, antiaeree, e per la protezione interrata degli automezzi . L’esperienza di Koenig nella fanteria durante la 1a guerra mondiale si rivelerà preziosa per la protezione di uomini, armi, materiali, mezzi e permetterà al caposaldo di resistere efficacemente e a lungo di fronte a forze nemiche soverchianti. La natura del suolo, una piattaforma rocciosa, si rivelerà una protezione eccellente, ma sottopone gli uomini ad un ingrato lavoro che durerà ininterrotto per tre mesi[24]. I legionari e gli artiglieri si adattano di buon grado, molto meno i fanti di marina e i soldati del Pacifico, provocando la collera di Koenig [25]. Racconta il Comandante Pierre Ihélé (1 Bt Fusiliers de Marine)[26]:

« …interrarsi, significava scavare strette trincee individuali, buche circolari per le armi, l’artiglieria, e soprattutto scavare dei piani inclinati per i motoveicoli, da far scendere a testa in giù in modo da proteggere motore e abitacolo..poi si perfeziona, si aggiungono sacchetti di sabbia, si scava ancora e non si vedono neanche più i camion, alla fine Bir Hacheim è una città sotterranea. »

Le «paludi» di mine[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al classico campo minato intorno al caposaldo, il capitano, e ingegnere André Gravier, con i suoi genieri si mette a disposizione del corpo d'armata britannico per stabilire due estesi campi di mine a forma di « V » con il vertice a Bir Hacheim e i due rami che coprono i ca 20 Km che lo separano dal «box» della 150° Brigata britannica: a Gott el Ualeb verso nord e a Bir El Harmat verso nord-est. Un' ulteriore striscia di mine unisce i due vertici nord lungo il Trigh el-Abd. Il tutto forma quindi un triangolo di poco più di 45 Km lineari. Questi campi, meno densamente minati, vengono soprannominati «marais» (paludi) di mine[27]

Missione delle FFL e «Jock Colonnes»[modifica | modifica wikitesto]

La missione che il XXX° C. d'A. britannico [28] del generale Willoughby Norrie, affida alla FFL, è di presidiare lo spazio all’interno della zona minata a « V » in modo da interdire l’accesso al nemico verso est in direzione di El Adem. Allo scopo, pattuglie motorizzate esploranti[29] (le cd «Jock Colonnes») - costituite da «bren carriers», fanteria motorizzata, cannoni anticarro e anti arei autoportati - iniziano subito continue azioni di pattugliamento a medio raggio intorno a Bir Hakeim e di sorveglianza all’interno della « V » per assicurarne la difesa. Queste unità mobili disturbano alquanto il nemico motorizzato ma poco possono fare contro mezzi blindati, per cui Koenig chiedera’ agli inglesi artiglieria pesante e un raggruppamento di carri per meglio adempiere alla missione, ma senza poterli ottenere[30].

Schieramento alla vigilia della battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi di maggio quindi le opere di protezione del caposaldo sono compiute, col grosso delle forze ben trincerato a difesa. Una parte del contingente opera inoltre all’esterno del caposaldo in direzioni e con compiti diversi[31]:

  • Una «Jock Colonne» rinforzata: il Gruppo « Amiel» che[32] opera verso ovest, come punta avanzata agli ordini della 7° Div Blindata inglese (nome in codice "Tomcol").
  • Il raggruppamento mobile che pattuglia all’interno della « V » meno fittamente minata. Ulteriormente potenziato il 20 maggio, é affidato ai legionari del 3° Bt L.E. agli ordini del capitano Lamaze, comprende: 15 bren-carriers, 3 anticarro da 75 e 2 cannoni da 25 su camion, oltre a una sezione del genio guastatori per la cura dei campi minati; raggio d'azione ca 15 km verso nord[33]

I due reparti mobili sono in collegamento radio con il QG di Bir Hacheim, dove opera un nucleo inglese di trasmissioni per il coordinamento con il XXX° CA [34].

Alla vigilia degli scontri Koenig é fiducioso: ha ispezionato i due gruppi mobili, pensa che sia impossibile dare l'assalto al caposaldo senza che i nemico operi prima sminamenti notturni, a nord è protetto dalle estese paludi di mine, a est è impensabile che il nemico si insinui tra la sua piazzaforte e le forze blindate britanniche[35].

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 1942 in Africa SettentrionaIe, gli inglesi - già sorpresi due volte da Rommel – esitavano a riprendere l’offensiva e, nell’attesa, si erano fortificati tra Ain el-Gazala a Bir Hacheim, stabilendo capisaldi protetti da campi minati. Le forze dell’Asse invece avevano potuto rifornirsi grazie all’efficace blocco del transito britannico nel Mediterraneo, dovuto alla supremazia aerea e navale italo-tedesca che aveva permesso di paralizzare l’isola di Malta.

Rommel quindi voleva agire rapidamente: fin dal 15 aprile 1942 aveva reso noto al generale Enea Navarini[36] (con il quale intratteneva ottimi rapporti) il suo piano[37]. Si trattava di indurre il nemico a credere che l’attacco principale avvenisse verso Ain el-Gazala ma nel contempo di far effettuare ai mezzi blindati italo-tedeschi un ampio movimento aggirante verso sud per prendere sul tergo le posizioni britanniche[38].

Inizialmente il piano (nome: operazione Theseus)[39] prevedeva che il XX° Corpo (101° Div. motorizzata Trieste e Divisione Corazzata Ariete) effettuasse la manovra aggirante passando subito a nord di Bir Hakeim. Il Deutsche Afrikakorps (21°,15° Divisione Panzer, nonché la 90ª Divisione Leggera) sarebbe invece passato attraverso il deserto aggirando il caposaldo da sud, per proseguire poi verso nord e prendere di spalle le forze blindate nemiche verso El Adem, Sidi Rezeigh e Knightsbridge a ca 40 km a nord-est di Bir Hacheim. Fine ultimo essendo, per tutta la massa aggirante, di ristabilire il contatto a nord con il X° e XXI° Corpo da est per affrontare poi assieme la piazzaforte di Tobruk.

Rommel peraltro prevedeva la possibilità - nell'imminenza del movimento avvolgente - di spingere ulteriormente a sud tutto il dispositivo, diramando la parola in codice ("Unternehmen"): "Venezia"[40]. Secondo la "Variante Venezia", anche il XX° corpo (i.e.: Ariete e Trieste ) sarebbe passato, non più a nord di Bir Hacheim, ma subito a sud, lasciando quindi Bir Hacheim alla sua sinistra e mantenendo il D.A.K. alla sua destra. Rommel ordino’ la variante quando si rese conto che l’esistenza di campi minati, individuati tardivamente[41] e/o il permanere di forze significative britanniche a sud, non ingannate dall’attacco dimostrativo frontale[42], gli avrebbero fatto perdere la sorpresa e comunque rallentato l’aggiramento[43][44].

Per quanto riguarda lo schieramento e consistenza delle forze della France Libre, il Comando dell'Asse aveva informazioni molto scarse sulla posizione di Bir Hacheim: si sapeva solamente che la 1° Brigata della France Libre vi era attestata e che esistevano nei dintorni campi minati di estensione e ubicazione sconosciuta[45]. Tale incertezza si puo' riscontrare nell' «Ordine d’Armata per l’Attacco» dd 20 maggio, il cui testo riportava: « il nemico che si trovasse nella zona di Bir Hacheim deve essere attaccato e battuto»[46][47].

Rommel stesso nei suoi diarii ricorda che alle ore 22 del giorno 26, «sia la DAK che tutto il XX° corpo, inclusi reparti esploranti al completo, dovevano iniziare la marcia per il vasto attacco intorno a Bir Hacheim» e «procedere oltre Acroma fino alla costa» per annientare l’avversario»[48]

Il primo investimento[modifica | modifica wikitesto]

L’ avanzata della «Panzerarmee Afrika»[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 26 maggio l’ A.C.I..T. (Armata Corazzata Italo Tedesca) raggruppatasi nella zona di Rotonda Segnali, muove verso sud-est per aggirare l'estremità meridionale della linea Gazala - Bir Hakeim. Si tratta di di ca 10.000 veicoli - blindati e non – che prendono contemporaneamente l’avvio, cosi’ viene descritta la scena da chi vi ha participato :

« La…marcia notturna della massa motocorazzata (due divisioni corazzate e una motorizzata tedesche, una corazzata e una motorizzata italiana, più due gruppi esploranti e uno autonomo tedechi)… rimane come un ricordo incancellabile per quanti vi parteciparono…Migliaia…di macchine potenti avanzavano regolarmente a luci spente nella chiara notte di plenilunio, lungo una rotta ideale segnata dall’ago della bussola, in formazione compatta, come un blocco gigantesco…sulla sterminata pianura del deserto. L’ampia volta del cielo era piena del rimbombo cupo dei motori e il terreno sembrava irradiare all’infinito il fremito dei mille e mille colossi d’acciaio in marcia verso la battaglia» [49] »

La divisione motorizzata Trieste aveva peraltro dovuto cedere il passo alla 90° Leggera tedesca[50] e poi – senza eseguire la variante «Venezia» (l’ordine di applicare la variante, diramato, a detta di Rommel, da lui personalmente solo alle 20h30 del 26 maggio[51]) aveva proseguito secondo il piano iniziale assumendo subito rotta verso Est. Fu bloccata quindi davanti alla « V » della «palude» di mine verso Sidi Muftah, sotto il fuoco del nemico (certamente della 150 Divisione motorizzata britannica)[52].

Lo scontro di Rugbet El-Atasc (Quota 171)[modifica | modifica wikitesto]

Alle 6h30 del mattino del 27 pattuglie esploranti del 3° Gruppo Nizza Cavalleria avvistano le postazioni di quella che si saprà poi essere la 3ª IMB ( Indian Motor Brigade: Brigata Indiana Motorizzata)[53] attestata a « quota 171 » a ca 6 km a sud-est di Bir Hakeim [54]. E – prese sotto il tiro nemico - ripiegano.

La 3ª IMB era giunta sul posto solo il 24 sera e aveva avuto giusto il tempo di attestarsi in «quadrato». [55], [56]. Era loro mancato il tempo per disporre campi minati, ma gli indiani - avvisati fin dalla sera prima da pattuglie esploranti che importanti forze motorizzate avanzavano da ovest - avevano passato la notte a scavarsi le buche. A sua volta, anche il comando della 3ª IMB ( gen. di Brigata A.A.E. Filose) segnala che «l’intero Afrikakorps sta passando loro davanti come in una parata » ma è l’Ariete e alcuni carri del 21 Panzer che gli stanno venendo addosso; e alle 6h40 ordina di aprire il fuoco [57]. Ma la 21ª Panzer lascia che sia l’ Ariete a cavarsela da sola, e tira dritto verso nord secondo gli ordini di Rommel[58].

E’ il 132° Rgt carri dell’ Ariete che si dispone per l’assalto alla Brigata Indiana, in linea di fronte su due colonne: a sinistra il IX° Btg e a destra l' VIII° Btg , rinforzati dai semoventi; segue il X° Btg e poi i mezzi dell' VIII° Rgt bersaglieri. In meno di un’ora i carri travolgono completamente le posizioni nemiche, neutralizzando quasi tutti i centri di fuoco e costringendo la maggior parte della IMB alla resa. Ma la resistenza è stata coraggiosa, specie del 2nd Ind. Field Rgt. la cui artiglieria causa vittime e danni soprattutto all’VIII° Btg carri, finché non è distrutta dai semoventi da 75/18 [59]. A fine battaglia il 132° Reggimento Ariete ha perduto 15 carri (più alcuni danneggiati ma, rimorchiati e/o riparabili), 30 morti e 40 feriti[60]. Tuttavia il IX° Btg carri (Col Pasquale Prestisimone) si è imbattuto in una reazione meno efficace, e ha potuto cosi’ travolgere gli altri tre lati del «quadrato» scompigliandone il fronte e ottenendo la resa degli indiani , che tuttavia continuano a battersi isolatamente finché - con un po’ di ritardo - arrivano i bersaglieri per disarmarli e inquadrarli [61].

L’ «Ariete» dà l'assalto a Bir Hacheim[modifica | modifica wikitesto]

La confusione nell'attesa dei bersaglieri e dell'arrivo del X° Btg del magg.Pinna, spinge il Col. Prestisimone a non indugiare oltre e proseguire[62] - come previsto - in direzione nord verso Bir El-Harmat, dando l'ordine in conseguenza al suo IX° Btg e alla 1° Compagnia del X° che è con lui, e nella convinzione che il resto del 132° Reggimento Carri seguirà. A velocità sostenuta le compagnie dei corazzati ai suoi ordini (seguiti da alcuni mezzi di bersaglieri) proseguono verso nord per ca 4 Km, poi compiono una curva verso ovest dirigendosi (sono oramai le ore 8 a.m.) sul caposaldo di Bir Hacheim[63]. Quando il primo carro salta su di una mina della «palude», gli 80 carri (di cui 16 della 1a C.ia del X° Btg) [64], [65]dell’ Ariete aprono il fuoco e si lanciano all’assalto contro il lato Est tenuto dal 2° B.L.E[66].

Numerosi carri sono colpiti o saltano sulle mine, ma 10 carri riescono a passare il vero campo minato e sono presi d’assalto dai legionari direttamente. Cinque carri penetrano nella ridotta della 5ª Cia della L.E. (la più ad est) [67] Protetti da un’ultima lingua di mine, altri pezzi anti-carro continuano il fuoco. I carri finiscono a questo punto per ripiegare, ma quelli penetrati sono immobilizzati o distrutti. L’ Ariete conta alla fine quindici morti e una diecina di feriti;e in tutto settantasei prigionieri. I carri distrutti sono 32, di cui un semovente [68] (della 1ª Cia del X° Btg tornerà un solo carro superstite), le cifre concordano con quelle riferite da Koenig [69]. Nessuna perdita da parte francese [70].

L'episodio conferma il giudizio di Rommel, che - replicando alcuni giorni dopo a Kesserling, che reclama un attacco di forze corazzate contro Bir Hacheim – commenta che « cio’ era impossibile, naturalmente, poiché nessun carro armato poteva essere impiegato in questi campi minati cosparsi di capisaldi»[71].

Tra i prigionieri il comandante, Prestisimone, che ha cambiato tre volte carro pur di continuare l’assalto. Viene preso a oramai 80 metri da una batteria francese,[72], ustionato abbastanza seriamente alle gambe, riceve le congratulazioni personali del generale Koenig per il coraggio dimostrato nell’azione. I mezzi superstitii del IX battaglione – richiamati dal C.te del 132° Rgt, Maggiore Pinna (che ha sostituito il C.te Col. Maretti ferito a Rugbet el-Atasc)[73] si ricongiungono verso quota 171 dove sta terminando il rastrellamento da parte dei bersaglieri dei prigionieri della 3° IMB.

Considerato il numero elevato di prigionieri indiani, che era impossibile nutrire e dissetare - dietro loro rimostranze - fu deciso di avviarli disarmati e appiedati verso Bir Hacheim dove giunsero il 29 mattina in circa 600, lamentandosi evidentemente di essere stati maltrattati dagli italiani [74]. Koenig pero', nelle sue memorie, non ricollega (non vuole?) gli italiani con la distruzione della 3° IMB, al contrario degli inglesi [75], [76].

A questo punto il 132° Rgt si ricongiunge con il resto della Divisione Ariete, che riprende la rotta per giungere verso sera nei pressi di Bir el Harmat a ca 25 Km a nord di Bir Hackeim.

La calma[modifica | modifica wikitesto]

Serventi di un pezzo antiaereo tedesco incavalcano il pezzo sull'affusto il 19 giugno 1942 presso Bir Hacheim

Dopo il 27 maggio non ci furono altri investimenti contro il caposaldo, dato che le truppe mobili italo tedesche erano impegnate contro i corazzati britannici e la Trieste stava districandosi dai campi minati fra Bir Hacheim e il "quadrato" della 150ª brigata. In questa fase le truppe nel caposaldo svolsero egregiamente il loro compito di interdire i rifornimenti alle forze mobili italo tedesche, che si erano spinte temerariamente nello schieramento dell'VIII armata. La brigata francese, per svolgere questo compito, si affidò ad una colonna mobile, denominata Tomcol, operante ad ovest del caposaldo, composta da una compagnia autocarrata, 4 cannoni controcarri, 2 batterie di cannoni da 75 mm ed una sezione di 40 mm Bofors. Proprio per la mancanza di rifornimenti le truppe italo tedesche furono costrette a concentrasi nello "Hexenkessel" (il "Calderone delle streghe"), e solo l'errore di rotta iniziale della Trieste permise di aprire un varco nei campi minati portando i rifornimenti necessari ad attaccare sul rovescio la 150ª brigata, che cessava di esistere nella notte del 1º giugno. Già il 2 giugno la Trieste e la 90ª leggera venivano spostate a sud per attaccare il caposaldo tenuto dai francesi.[77]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

I generali Rommel e Bayerleyn in uno Befehlsfahrzeug, leichter Schützenpanzer (Sd.Kfz. 250/3 "Greif"), un veicolo comando semicingolato (la "ringhiera" intorno allo scafo è l'antenna radio) vicino a Bir Hakeim nel giugno 1942.

Il 2 giugno, alle 10.30 del mattino si presentavano due parlamentari italiani, accolti dal generale Koenig, che chiedevano, a nome del generale Rommel, la resa del caposaldo, ricevendo un rifiuto cortese, ma deciso. Immediatamente dopo l'allontanamento dei parlamentari iniziò il bombardamento terrestre ed aereo del campo. Intanto la 90ª leichte e la Trieste dalla zona del Calderone si avviavano verso sud per l'investimento del caposaldo, tuttavia, a causa di una tempesta di sabbia, le due divisioni si trovarono invischiate nel marais di mine che circondava i francesi e furono costrette a ritardare l'attacco al giorno successivo. Il giorno successivo il campo fu investito da 5 ondate di Stuka. La RAF ne intercettò una e abbatté 4 aerei tedeschi ma subì gravi perdite da parte della Luftwaffe. Il grande asso Hans-Joachim Marseille, in particolare, confermò la sua abilità, rivendicando sei vittorie aeree in poco più di 10 minuti, nel corso di un combattimento contro i P-40 del No. 5 Squadron SAAF (con un totale di 75 abbattimenti, tre giorni dopo, a Marseille vennero concesse le "Foglie di Quercia"[78]). Nonostante le vittorie in cielo, le truppe italo-tedesche furono arrestate a 3 km dalla linea di difesa principale e il giorno dopo, 4 giugno, un convoglio di rifornimenti forzò il blocco italo-tedesco, portando agli assediati 3 000 proiettili da 40 mm e 6 000 proiettili da 75 mm.

il tenente pilota R Pare del No. 5 Squadron SAAF, seduto nella cabina del suo Curtis Tomahawk "Shirley III"; verrà abbattuto dall'asso tedesco Hans Joachim Marseille il 3 giugno vicino a Bir Hacheim.

Gli attacchi della fanteria (sospesi momentaneamente il 4 e 5 giugno per l'attacco britannico contro le posizioni tedesche del Calderone e per gli attacchi della Desert Air Force contro i concentramenti dell'Asse) ripresero il 6 giugno, bloccati da artiglieria e fuoco di mortai. Nella stessa notte un altro convoglio di rifornimenti forzò il blocco portando acqua e 5000 proiettili da 75 mm. Il 7 giugno il cerchio fu chiuso definitivamente attorno al caposaldo. Per tutto il giorno le forze aeree tedesche e britanniche si scontrarono nel cielo del caposaldo, con gravi perdite per entrambi i contendenti[79] Le perdite subite in quella giornata da parte della Luftwaffe mandarono su tutte le furie il generale Von Waldau, che riteneva insignificanti gli sforzi compiuti dalle forze di terra per il conseguimento dell'obbiettivo. Von Waldau il giorno 9 comunicò con un breve messaggio che il suoi uomini avevano compiuto 1030 missioni contro le forze che tenevano Bir Hacheim, e che se Rommel riteneva imprecise le sue affermazioni, era pronto a farle esaminare da una corte marziale[80]

L'attacco finale iniziò l'8 giugno di primo mattino, con un attacco aereo di 60 bombardieri tedeschi, appoggiato contemporaneamente dal fuoco di artiglieria. L'attacco era diretto dal generale Kleemann, che oltre alle forze già presenti aveva ricevuto in rinforzo il 33º Aufklärungsabteilung (reparto da ricognizione della 21ª Panzerdivision), un reparto di artiglieria della 15ª Panzerdivision e truppe provenienti dai reparti d'assalto tedeschi, con Rommel in persona presente per incitare le truppe. Il piano di attacco prevedeva di dividere le forze di attacco in due tronconi composti da unità di genieri tedeschi, da due battaglioni della Trieste, da elementi del 288ª Sonderabteilung (288ª unità Speciale), carri armati e mezzi blindati, cannoni contraerei da 88 mm e elementi di artiglieria pesante, avrebbero dovuto formare le due braccia della tenaglia che avrebbe soffocato la resistenza dei francesi: il braccio sinistro guidato dal colonnello Hecker e quello destro dal capitano Hundt. A proteggere i fianchi delle formazioni or ora citate si trovava il Wolz al comando delle batterie antiaeree. La Trieste (da est) e la 90ª leichte (da sud) avrebbero continuato a mantenere la loro pressione sui difensori del caposaldo. L'attacco principale, portato dalle fanterie italo-tedesche sul settore nord del campo, supportato da pochi carri e da cacciacarri Marder III, inizialmente venne arrestato con la perdita di due carri[81], tuttavia al tramonto le truppe dell'Asse si erano impadronite solo dell'osservatorio di artiglieria sito all'angolo nord ovest del caposaldo, annientando i difensori. I tedeschi si erano attestati a 500 m dalla linea di difesa esterna di Bir Hacheim; durante la notte, con audaci colpi di mano, alcuni reparti della 288ª Unità Speciale conquistarono alcune postazioni avanzate di mitragliatrici.

Per tutta la mattina del 9 giugno il caposaldo fu sottoposto ad una serie di violenti bombardamenti di artiglieria, mentre l'intervento aereo fu impedito dalla mancanza di collegamenti con le truppe a terra[senza fonte]. Immediatamente dopo la fine dei bombardamenti, alle 13.30, la fanteria ed i carri iniziarono un attacco su tutto il perimetro, l'attacco, bloccato ad ovest, est e sud, con la perdita di 20 carri, progredì a nord, dove venne arrestato solo dopo che un gruppo da combattimento tedesco aveva occupato quota 186. Un rifornimento aereo notturno da parte della RAF non ebbe successo, dato che ai difensori arrivarono solo pochi litri d'acqua e pochi colpi per i cannoni. Intanto lo svolgimento della battaglia principale aveva fatto concludere al comando della 7ª Divisione corazzata (da cui dipendeva operativamente e logisticamente la brigata francese) che non era più indispensabile tenere la posizione di Bir Hacheim, quindi era iniziato lo studio dell'evacuazione delle forze superstiti. Il generale Koenig aveva richiesto di organizzare l'evacuazione per la notte stessa, ma il comando britannico chiese ai francesi di resistere ancora un giorno per permettere l'organizzazione di attacchi diversivi contro le forze dell'Asse. Koenig si spostò quindi al comando della divisione per organizzare l'evacuazione, lasciando il comando sul campo al tenente colonnello Amilakvari (comandante la 13e DBLE)

I legionari francesi all'attacco di un caposaldo italo-tedesco il 12 giugno 1942

Il giorno successivo le forze tedesche rinnovarono i loro attacchi, sempre supportati dagli Stuka, trattenuti a stento e con gravi perdite fra i legionari ed i fanti di marina, che si difesero dai bombardamenti chiudendosi in rifugi scavati nel terreno e contrattaccando i carri armati quando questi arrivavano nelle vicinanze delle buche. Al tramonto i difensori avevano esaurito le munizioni.

A sud della roccaforte si trovava, sin dall'inizio dell'azione, il Kampfgruppe (gruppo da combattimento) del capitano Briel, formato da reparti del 606º Battaglione di Artiglieria e del 605º Panzerjägerabteilung. Le informazioni raccolte da un prigioniero catturato poco prima del tramonto confermavano a Briel che le truppe britanniche, da sud, avrebbero tentato, con attacchi di alleggerimento, di facilitare la sortita delle truppe assediate. Quella stessa notte il gruppo di Briel si trovò a combattere su due fronti, preso da nord dalla 1ª Brigata Francia Libera e da est dalle truppe della 7ª Divisione corazzata rischiando di venire travolto dall'impeto che i legionari superstiti misero nell'ultimo, disperato assalto alla baionetta.

La sortita della guarnigione iniziò alle 23.30, con gravi difficoltà dato che i passaggi dei campi minati, devastati dal tiro di artiglieria e dai bombardamenti aerei, non erano più riconoscibili, specialmente di notte. Alle 3 vennero effettuati una serie di attacchi contro i nidi di mitragliatrici tedeschi e italiani, e contro il Kampfgruppe Briel, alcune posizioni furono distrutte, ma dai nidi superstiti il fuoco degli assedianti danneggiò molti veicoli, aumentando la confusione nel nemico. Verso le 5 cominciarono ad apparire le autoblindo italo tedesche, alcuni veicoli persero i contatti con la colonna, ma il grosso riuscì ad arrivare al sicuro a Bir el Gobi.

All'alba dell'11 giugno, circa 400 uomini che non erano riusciti ad attraversare le linee nemiche, oltre ad un certo numero di feriti, furono fatti prigionieri dalle forze dell'Asse[82].

Le perdite[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto di Koenig stilato il 14 giugno presso il comando del XXX corpo[83] indicava le perdite fra i francesi in 1.200 fra uccisi, feriti, dispersi (di cui 200 feriti presenti in ospedali alleati), 53 cannoni persi, disabilitati o distrutti, 350 veicoli persi. Dall'altra parte, sempre secondo il rapporto di Koenig le perdite erano state di 52 carri, 11 autoblindo, 5 cannoni su autocarro, 7 aerei abbattuti, "molti" veicoli, 10 ufficiali e 267 sottufficiali e soldati prigionieri. Le perdite in uomini (uccisi e dispersi) nell'assalto a Bir Hacheim fra gli italo tedeschi non sono indicate, essendo comprese in quelle della battaglia di el Gazala, ma dovrebbero essere comprese fra 2.000 e 3.000 uomini.

Le perdite di aerei sul campo di battaglia di el Gazala dal 27 maggio al 10 giugno furono di 58 aerei per le forze dell'asse e 77 aerei per la RAF[84], si può ritenere che più della metà sia stata persa nel cielo di Bir Hacheim. Nella Battaglia di Bir Hacheim la Regia Aeronautica perse 21 velivoli, otto in combattimenti aerei, benché disponesse di una forza d'urto maggiore della Luftwaffe, ma non poté successivamente ripianare le perdite con altrettanta rapidità.

Valutazioni tattico strategiche[modifica | modifica wikitesto]

Una mina britannica ritrovata nell'area intorno al 1990

Il caposaldo di Bir Hacheim rappresentò, per tutta la prima fase della battaglia di el Gazala, un notevole ostacolo per le forze dell'Asse poiché, per garantirsi i rifornimenti, la Panzerarmee era costretta ad aggirarlo da Sud, con un notevole dispendio di tempo e risorse, elementi entrambi fondamentali nel corso di un'offensiva terrestre nel deserto. Tuttavia, dopo la distruzione della 150ª brigata inglese (avvenuta il 1º giugno), la sua importanza strategica era notevolmente diminuita, poiché in quel modo le truppe dell'Asse avevano stabilito una linea di rifornimento che passava dalla Rotonda Meitfel, a nord ovest di Bir Hacheim; quindi la presa del caposaldo non avrebbe modificato radicalmente la situazione dei rifornimenti. L'accanimento con cui Rommel tentò di occupare per tutta una settimana (dal 2 al 10 giugno) il caposaldo si può comunque spiegare col fatto che a Bir el Gobi si trovavano ancora reparti consistenti della 7ª divisione corazzata, che avrebbero potuto agire sulle retrovie italo tedesche (come dimostra il tentativo, comunque abortito, di operare ad ovest della linea iniziale del fronte del 7 giugno), quindi non era sensato lasciarsi dietro le spalle una forza organizzata ed attestata in un punto favorevole.

Considerazioni generali finali[modifica | modifica wikitesto]

Indubbiamente la valutazione iniziale delle capacità di resistenza del caposaldo furono sottovalutate da Rommel, anche per mancanza di informazioni adeguate[85], tuttavia nel corso della battaglia le forze dell'Asse furono costrette ad aumentare i reparti impegnati contro la singola brigata francese fino a circa due divisioni. I difensori comunque erano le truppe meglio addestrate dell'Esercito francese, che già un anno prima si erano battuti con grande efficacia contro le forze britanniche in Siria.

A Bir Hacheim per la prima volta dopo il 1940, truppe francesi e tedesche si ritrovarono di fronte sul campo di battaglia, permettendo cosi' alla Francia di mostrare al mondo che non era stata la mancanza di spirito combattivo a determinare la capitolazione. Il valore - non solo simbolico - dell' ostinata resistenza francese puo' misurarsi dall'emozione con cui il generale De Gaulle commentava l'evento nelle sue memorie:

« "Il 27 maggio, Rommel ha iniziato l'offensiva, Bir Hakeim è attaccata. Nelle imprese in cui si rischia tutto, il momento a volte arriva in cui colui che dirige la partita si rende conto che il destino si compie. Stranamente allora, le mille prove in cui egli si dibatte sembrano di colpo svanire di fronte all' episodio decisivo. Che questo si risolva felicemente e la fortuna gli arriderà. Ma che esso induca il comandante a confusione, ed ecco che tutta la partita è persa.

Mentre che nel quadrato di 16 chilometri difesi da Koenig e dai suoi uomini si recita il dramma di Bir Hakeim, io a Londra - leggendo i dispacci, ascoltando i commenti, percependo negli sguardi a volte le luci a volte le ombre - misuro le conseguenze di cio' che sta succedendo laggiù. Se questi 5.000 soldati volontari - giunti con il loro carico di pena e di speranze dalla Francia, d'Africa, d'Oriente, dal Pacifico, e li' radunati dopo aver attraversato cosi' tante difficoltà - subiscono una terribile disfatta, la nostra causa sarà purtroppo compromessa. Ma che al contrario, quest'oggi, su questo terreno, ottengano una brillante vittoria, e allora il futuro sarà nostro."

(Trad da: Charles De Gaulle - Mémoires de guerre – tome 1 – L’Appel: 1940 - 1942 ) »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tricolor over the Sahara: the desert battles of the Free French, 1940-1942, Edward L. Bimberg, Greenwood Publishing Group, 2002, p. 109, 101
  2. ^ The Second World War: Europe and the Mediterranean, Thomas B. Buell, John N. Bradley, Thomas E. Griess, Jack W. Dice, John H. Bradley, Square One Publishers, Inc., 2002, p. 169
  3. ^ Ford, p. 64.
  4. ^ "J'ai ortographié le lieu principal de nos combats Bir Hakeim et non Bir-Hakim ou Bir-Hacheim....Les cartes ou documents écrits ne nous ont fourni aucune certitude à ce sujet. Je pense que le problème est de peu d'importance"Koenig, p.16 (Ndr: Il nome di un ponte di Parigi e della relativa stazione di Metro' vicino alla Tour Eiffel, dati in commemorazione della battaglia, é:"Bir Hakeim").
  5. ^ Sembra che i difensori del caposaldo utilizzassero comunque l'ortografia "Bir Hacheim" poiché si servivano di carte topografiche italiane Robinet, p.54
  6. ^ A. Del Rosso, art. cit. pag 20 e 21
  7. ^ cf Mordal,  p.65: Unità che non hanno l'importanza numerica di un vero battaglione, ad es il 1 Btg Fusiliers Marins è di 120 uomini e i due Btg della Légion sono di circa 500 uomini in tutto. Dati e CV dei comandanti si possono trovare qui: http://www.ordredelaliberation.fr/fr/compagnons/1038-compagnons. Utile anche i sito: http://www.birhakeim-association.org
  8. ^ Cdte della Compagnia Genio Guastatori ( CSM 1) fu messo a disposizione del Comando d'Armata britannico per costruire la grande fascia minata tra Bir Hacheim e la 50° inglese che farà ostacolo all'avanzata nemica, sarà ferito la notte della sortita in forze: cf Koenig,  p.165: "Le génie, que commandait le capitaine Gravier,...polytechnicien...fut mis à la disposition du commandant du génie de Corps d'Armée (britannique), qui dirigeait ..la construction d'un immense champ de mines qui prolongerait le nôtre et le relierait à la 50° brigade... Il etait secondé par le lieutenant Desmaison"
  9. ^ riuscirà a portare in salvo i suoi 250 feriti durante la notte della sortita di viva forza, facendoli caricare e scaricare dai veicoli ogni volta che venivano distrutti
  10. ^ é il numero preciso di mezzi che, secondo Mordal, p.66, gli inglesi lasciano a loro disposizione a Bir Hacheim, mentre Koenig, p.206, parla di una "quarantina" di mezzi.
  11. ^ Di cui una parte trasformata in "semoventi" attrezzati con un cannone anticarro da 75 mm in grado di far fuoco fissato sul pianale, in appoggio alla fanteria Koenig, p.126
  12. ^ così Viglione, p.581 e,con qualche variazione nei numeri, Mordal, p.65
  13. ^ a b Preda bellica: recuperati intatti, il 21 gennaio 1942, attraversando il campo dell'avvenuta battaglia di Sidi Rezegh, come precisa Koenig, p.138: "Fu l'occasione per recuperare discretamente alcune mitragliatrici Breda, tre o quattro mitragliatrici gemellate pesanti da 13,2 mm e due (ndr: forse di più) cannoni italiani da 47 mm. I nostri uomini avevano la passione di questo tipo di bottino, come tutti i francesi di tutte le guerre..."
  14. ^ di cui 12 serviti dai Fusiliers Marins e 6 da soldati britannici Robinet,  p.103
  15. ^ Art 10 (§ 3°): Le Gouvernement français interdira aux ressortissants français de combattre contre l'Allemagne au service d'États avec lesquels l'Allemagne se trouve encore en guerre. Les ressortissants français qui ne se conformeraient pas à cette prescription seront traités par les troupes allemandes comme francs-tireurs.
  16. ^ Lacouture, p.680
  17. ^ Robinet, p.79: Lo stesso giorno Radio Berlino proclamava:"Per quanto concerne i militari francesi catturati durante i combattimenti, non vi è malinteso possibile. I soldati del generale de Gaulle saranno trattati come dei soldati" ed effettivamente fu così.
  18. ^ Un gruppo Sionista di circa 400 uomini, organizzato in «Jewish Brigade» (comandante il Maggiore Félix Liebmann) alle dipendenze dell'VIII° Armata, era parte del presidio britannico di Bir Hacheim quando, il 14 febbraio del 1942, le FFL rilevarono il caposaldo. Il generale Koenig, nell'occasione, si congratulo' ufficialmente per la loro abnegazione e coraggio. Nel dopo guerra, ricevuto in Israele, fu calorosamente ringraziato per questo gesto (cf Robinet, p.55). Partita da Bir Hacheim, la brigata sionista si attesto' a difesa dei campi minati tra Bir El-Harmat e Bir Hacheim. Rifiutata l'offerta di resa, contrasto' valorosamente preponderanti forze italo-tedesche subendo gravi perdite cf: Milles. Kooenig peraltro non ne fa alcun cenno nel suo resoconto della battaglia di Bir Hacheim, cf: Koenig
  19. ^ Koenig ne fa uno dei motivi che lo spingono a tentare una sortita di forza: "non lasciare tra i feriti dei legionari tedeschi, italiani, spagnoli.. per non deliberatamente esporli al trattamento che sarebbe loro riservato" Koenig, p.350.
  20. ^ Koenig, p.414-418
  21. ^ Koenig, p.155
  22. ^ Mordal, p.61
  23. ^ Viglione, Schizzo nr.6 a p.580
  24. ^ Koenig, p.164-165
  25. ^ Koenig stesso racconta un aneddoto: confuso nella nebbia mattutina, aprostroferà un fuciliere di marina: «Allora si scava?» ottenendo come risposta: «Invece di rompere i c…perche non prendi sto’ manico, cosi’ vedrai come scavi!» (e naturalmente si opporrà ad una punizione, opinando di non essere stato riconosciuto) Koenig, p.191
  26. ^ Stephane, p.248, (trad dal francese)
  27. ^ Koenig, p.165 e p.209
  28. ^ Che comprende - oltre la 1° Brigata FFL - la 7a Div blindata britannica, la 3°e la 5 Motor Brg, indiane Koenig, p.209
  29. ^ L’ attività esplorativa era normale tra i belligeranti : le pattuglie esploranti dell’Ariete erano composte ad es. da: due carri M 13/40, un semovente da 75/18, un «bren carrier» (preda bellica) cf.Viglione, pp.561-564
  30. ^ «J'ai demandé que me soit affectée une batterie de 155 longs de façon à être en mesure d'allonger nos tirs...et assurer ainsi une liaison de feu minimale avec la 150° brigade, j'ai egalement demandé un escadron de chars pour assurer ..l'interieur du « V ». Ni l'une ni l'autre..ne me sont accordée. Je le regrette vivement» Koenig, p.210
  31. ^ Koenig, pp 179 e 213
  32. ^ composto da una compagnia del BM nr.2, quattro 75 anticarro autoportati, due batterie d’artiglieria da 75 mm mototrainate, una sezione antiaerea di tre Bofors Koenig, p.212.
  33. ^ Mordal, p.63
  34. ^ Koenig, p.209
  35. ^ Koenig, p.213 e 219
  36. ^ Comandante del XXI Corpo d'Armata (102ª Divisione motorizzata "Trento" e 60ª Divisione fanteria "Sabratha" )
  37. ^ (Lemay, p.228: « la majorité des unités (du corps motorisé italien) se tiennent prêtes à marcher vers le sud à fin de contourner le flanc de l’ennemi et de l’attaquer à revers »
  38. ^ Mancinelli, p.80
  39. ^ Rondeau, p.169
  40. ^ Tra gli altri il già citato Rondeau, p.169-170:"Rommel lancera son offensive, l'opération Theseus...qui doit aboutir à la prise de Tobruk. Dans les faits, c'est une variante de Theseus, Venezia...qui sera appliquée...(le plan Theseus prévoyait d'écraser Bir Hakeim...au lieu de dépasser le box par le sud)".
  41. ^ Montanari, p.203
  42. ^ Mancinelli, p.85-86
  43. ^ Rommel afferma di aver dato l’ordine di esecuzione «Venezia» solo la sera del 26 maggio, quando già le colonne erano in marcia, cf: Rommel, p.133
  44. ^ Così ancheWalker, p.112: «This new information about enemy forces directly in the path of the planned Axis advance, caused a last minute adjustment to their plans: the Germans were ordered further south, while XX Corps was to capture Bir Hacheim before following DAK northward to the coast».
  45. ^ Mancinelli, p.53 :«Era inoltre sfuggito che Bir Hacheim con il suo importante presidio...costituisse un pilastro dello schieramento», anche Montanari, p.206:«L'Unico elemento sicuro fornito da sommarie informazioni riguardava l'esistenza della 1° Brigata France Libre a Bir Hacheim, oltre a colonne della 7° B. Mot. (ndr: inglese) fluttuanti nella zona», e infine Walker, p.112:«unfortunately, reliable intelligence about the strenght of this position was almost completely absent».
  46. ^ cf Greene-Massignani, p.154: Bir Hakeim is mentioned in Army Order n.50/42 of 20 May 1942, issued by Rommel with the words: "Enemy who would be in the Bir Hacheim area should be attacked and defeated...In the area were supposed to be "some small minefields" but not a fully fortified box.
  47. ^ per il testo completo dell’Ordine d’Armata per l’Attacco n.50/42 cf : Viglione, p.570.
  48. ^ Rommel, p.129-130. E, il già citato Benoit Rondeau, descrive così il piano di Rommel : «l’Afrikakorps du général Nehring et les divisions motorisées italiennes entreprendront une vaste maneuvre d’enveloppement en débordant Bir Hakeim. Le plan Théseus prévoyait d’écraser Bir Hakeim avec l’ Afrikakorps, au lieu de dépasser le box par le sud» Rondeau, p.170.
  49. ^ Mancinelli, p.90
  50. ^ Mancinelli, p.90
  51. ^ Rommel, p.133
  52. ^ Dal Diario Storico del XX° C. d'A. risulta che il gen. Azzi, com.te della Trieste, il 27 mattina informava che: «i reparti...non hanno potuto ricevere la parola Venezia e pertanto, attenendosi al piano previsto inizialmente, sono sfilati a nord di Bir Hacheim» Montanari, p.203.
  53. ^ {Cita|Montanari|p.206}}: facente parte assieme alle FFL della 7a Divisione Corazzata britannica
  54. ^ questa distanza varia secondo gli storici: Hingston, p.110: a 2 miles (= 3,2 km),Koenig, p.208:«a ca 10 km». Ma è da tener presente che la 3°IMB occupa un’area di 3,5 km di fronte e 2 Km di profondità, cf: Viglione, p.627 il quale dà il grafico della zona (schizzo a p.607): la distanza da Q.171 a Q.186 (di Bir Hacheim) è di 6,5 Km
  55. ^ Lato sud il 2° Royal Lancers, il 18° Cavalry lato ovest e l’ 11°Prince Albert Cavalry a nord. Sul lato est truppe del genio pionieri e due batterie anti-carro del 2° Indian Field Rgt. Al centro tutti i restanti pezzi anti-carro a disposizione e l’anti aerea. In tutto la Brigata aveva 24 cannoni da 25 pd, 30 cannoni contro carro da 2 pd, e 6 Bofors anti aerei> >Hingston, p.110
  56. ^ Auchinleck, spostando la 3ª IMB subito a sud di Bir Hacheim (nonché la 29ª Indiana a Bir el Gobi) intendeva permettere cosi’ maggiore libertà di movimento al resto della 7° Div.Corazzata Carver, p.173
  57. ^ Hingston, p.111: « …and finally the Ariete Armoured Division. It was the last named and some (tanks) of the 21st Division, that was facing the 3rd I.M.B.»
  58. ^ E' controverso l'intervento dei carri della 21° Panzers nello scontro di Quota 171. Secondo Carver, p.186 Cap 8° almeno alcuni panzers vi parteciparono. Tuttavia secondo il diario storico) della 21° Panzer a quell'ora essa era già a Bir El-Harmat, e non vi è traccia della 3ª Indian Div. Il diario riporta per quel giorno: « 27.5.42 Adunata alle ore 4,30 per avanzare a Nord...La Divisione raggiunge il Trigh el Abd a 6 km a sud-est di Bir Harmat. Ore 8,30: primo scontro con 80 carri "Pilot" nella zona di Bir Harmat». Sembra quindi oramai certo che l' Ariete fu la sola protagonista dello scontro di Rugbet el-Atasc: lo sostengono (inter alia): Montanari, p.287 (in nota),Walker, p.116e, con ampi dettagli e descrizione Viglione, p.609.
  59. ^ il cui com.te, Tenente Scalise viene ucciso sul campo (MOVM)Viglione, p.626
  60. ^ Viglione, p.630
  61. ^ Viglione, p.634
  62. ^ Montanari, p.208-209
  63. ^ I motivi che possono aver spinto Prestisimone a proseguire e poi deviare - nell’ambito degli ordini ricevuti (che sappiamo essere: portarsi a tergo della linea di Gazala per la sera ma affrontare resistenze eventuali verso Bir Hacheim) – possono essere : a) una «provocazione» avversaria :avvistamento della « Jock Colonne » del cap. Bablon del 2 Btg della L.E. in ripiegamento Koenig, p.221, o tiro di artiglieria da Bir Hacheim oramai in vista; b) un errore di rotta: perso il carro di comando a R. el-Atasc, non aveva più bussola compensata o semplicemente, aveva inteso immettersi sulla pista che da Giarabub portava dritto sul caposaldo Viglione, p.637-641
  64. ^ secondo Koenig, p.222
  65. ^ ca 60 carri più i semoventi e i mezzi dei bersaglieri che sono più indietro, secondoViglione, p.642
  66. ^ Mordal, p.74:"poi apparvero dei carri...aggiranti la palude di mine per presentarsi davanti alla porta est"
  67. ^ il suo C.te s.t. Morel, minacciato da un carro a soli 15 mt davanti, brucia gagliardetto e documenti del PC Koenig, p.223
  68. ^ Montanari, p.212
  69. ^ Viglione, p.656
  70. ^ tra le ragioni - oltre a quelle già note - il fatto che l’ «Ariete» aveva con sè solo proiettili anti-carro perforanti ma non a granata esplodente Viglione, p.648
  71. ^ Rommel, p.150
  72. ^ Montanari, p.211
  73. ^ Viglione, p.660
  74. ^ Koenig, p.235 : « Vers 8 heures le PC fu alerté..une colonne d’infanterie en désordre progressait du sud vers (le) point d’appui du fortin. Une patrouille…annonça qu’il s’agissait de six cents Indiens de la 3° motor brigade, faits prisonniers le 27 et abandonnés par leurs gardiens italiens… Les malheureux étaient fous de soif et epuisés.»
  75. ^ Hingston, p.115: « Representations were made to the captors that it would be necessary to find food and water, or to release them. As a result nearly six hundred were released and found their way to the Fighting French…»
  76. ^ Nota curiosa, Petacco, p.104 scrive al proposito che « un migliaio di indù affamati ...erano stati abbandonati al loro destino dagli inglesi perché...bocche inutili da sfamare »
  77. ^ Nel periodo fra il 27 maggio e il 1º giugno il presidio perse 2 uomini, distruggendo 41 carri (compresi i 31 distrutti il 27 maggio), 7 autoblindo, 1 cannone su autocarro, probabilmente molti dei carri distrutti erano stati immobilizzati dai campi minati, dato che è detto esplicitamente che furono incendiati o fatti esplodere (par incendie ou pétardemment) - Y. Buffetaut op. cit. pag. 144
  78. ^ Weal 2003, pp. 80-81.
  79. ^ M. Carver op. cit. pag 306
  80. ^ D. Fraser. op. cit,. pag 317
  81. ^ Y. Buffetaut op. cit. pag 147
  82. ^ Koenig, p.395
  83. ^ Y. Buffetaut op. cit. pag 144 e 150
  84. ^ M. Carver op. cit. pag 260
  85. ^ cf più sopra, e anche: Attilio Del Rosso art. cit. pag 24

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Yves Buffetaut, La Guerre du Desert - Bir Hakeim - Histoire & collections - Paris (1992)
  • Michael Carver, Tobruk - Edizioni Accademia (traduzione di Mario Lamberti)
  • Attilio Del Rosso, Bir Hacheim - su Storia Militare nº 170 (novembre 2007) pag 17-30
  • David Fraser, Knigth's Cross - traduzione italiana di Andrea Buzzi col titolo Rommel - Mondadori (1996) - ISBN 88-04-41844-3
  • (EN) Jack Greene & Alessandro Massignani, Rommel's North Africa Campaign Sept 1940-Nov 1942, Pennsylvania US, Combined Publishing, 1994.
  • (EN) Lt.Col.W.G.Hingston & Lt.Col.G.R.Stevens, The Tiger Kills, London, H.Majesty's Stationery Office, 1944.
  • (FR) Pierre Koenig, Bir-Hakeim, Ce jour-là: 10 juin 1942, Paris, R. Laffont, 1971.
  • (FR) Jean Lacouture, De Gaulle, Vol 1°, Le Rebelle, Paris, Seuil, 1984.
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  • Giuseppe Mancinelli, Dal fronte dell'Africa Settentrionale (1942-1943), Milano, Rizzoli, 1970.
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