Pont des Arts
| Pont des Arts | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Parigi |
| Attraversa | Senna |
| Coordinate | 48°51′30″N 2°20′16″E |
| Dati tecnici | |
| Tipo | ponte ad arco |
| Materiale | acciaio, pietra |
| Campate | 7 |
| Lunghezza | 155 m |
| Larghezza | 11 m |
| Realizzazione | |
| Progettisti | Louis-Alexandre de Cessart, Louis Gerald Arretche |
| Ing. strutturale | Louis Arretche |
| Costruzione | 1803-... |
| Intitolato a | arti |
| Mappa di localizzazione | |
| |
Il pont des Arts o Passerelle des Arts è un ponte di Parigi che attraversa la Senna tra l'Institut de France e la Cour Carrée del Louvre (chiamato all'epoca del Primo Impero Palais des Arts).
Ubicazione
[modifica | modifica wikitesto]Il Pont des Arts è un ponte pedonale situato nel cuore di Parigi. Collega il quai Malaquais e il quai Conti, dove fa fronte all’ingresso monumentale dell’Institut de France, nel VI arrondissement, al quai François-Mitterrand, prospiciente l’ingresso sud del cortile quadrato del palazzo del Louvre — noto durante il Primo Impero come palais des Arts [palazzo delle Arti] — nel I arrondissement. Il ponte costituisce così un asse prospettico tra le due importanti istituzioni culturali parigine.
Classificato come monumento storico dal 17 marzo 1975, il Pont des Arts è oggi una delle passerelle più emblematiche della capitale francese. L’area, infine, è servita da diverse stazioni della metropolitana, tra cui Louvre-Rivoli, Pont-Neuf, Mabillon e Saint-Germain-des-Prés.
Toponomastica
[modifica | modifica wikitesto]Il nome del Pont des Arts deriva dall'antica denominazione del palazzo del Louvre, noto come palais des Arts [palazzo delle Arti] dopo la Rivoluzione francese, quando fu trasformato da residenza regia in museo nazionale.[1]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il ponte ottocentesco
[modifica | modifica wikitesto]Il 15 marzo 1801 fu adottata una decisione ufficiale secondo cui:
«A nome del popolo francese, Bonaparte, Primo Console, proclama legge della Repubblica il seguente decreto emanato dal Corpo Legislativo il 24 ventoso dell’anno IX, conformemente alla proposta avanzata dal Governo il 18 dello stesso mese e comunicata al Tribunato il giorno successivo: [...] Saranno costruiti tre ponti a Parigi, sulla Senna: il primo tra il Jardin des Plantes e l'Arsenal [ponte d'Austerlitz]; il secondo tra le isole della Cité e della Fraternité [ponte della Cité]; il terzo per il passaggio pedonale tra il Louvre e il quai des Quatre-Nations [attuale quai de Conti]»
La realizzazione di queste tre infrastrutture fu affidata a una società per azioni, la Compagnie des Trois Ponts, alla quale venne concessa la gestione degli impianti fino al 1897. Per quanto riguarda il futuro Pont des Arts, il progetto relativo alla passerella pedonale prevista tra il Pont-Neuf e il Pont Royal fu presentato al Conseil général des ponts et chaussées [Consiglio generale dei ponti e delle strade] il 28 aprile 1801 da Louis-Alexandre de Cessart, decano degli ispettori generali dei ponti e delle strade.[2]

Successivamente, il 25 luglio 1802, fu adottata una decisione di carattere politico volta a sostenere lo sviluppo dell’industria metallurgica nazionale e a favorirne la competitività rispetto a quella britannica. Lo Stato impose così alla Compagnie des Trois Ponts di realizzare il ponte interamente in ghisa, accollandosi l’onere del sovraccosto derivante da tale scelta. Destinato esclusivamente al traffico pedonale, il ponte fu concepito con una struttura metallica leggera. Misurava 10 metri di larghezza e 157,50 metri di lunghezza, articolandosi in nove arcate ciascuna di 16,80 metri. Il ponte venne ufficialmente inaugurato il 23 settembre 1803.
In origine, il Pont des Arts era soggetto al pagamento di un pedaggio. Questa particolarità è menzionata anche nella letteratura del tempo: nel romanzo La Rabouilleuse di Honoré de Balzac, il personaggio Philippe Bridau «faceva lucidare i suoi stivali sul Pont-Neuf per i due soldi che avrebbe speso prendendo il Pont des Arts per raggiungere il Palais-Royal», a testimonianza della prassi comune di evitare il ponte a pagamento.[3]
- Nel 1857, fotografato da Gustave Le Gray.
- Tra il 1867 e il 1868, dipinto da Pierre-Auguste Renoir.
- Le Pont des Arts, vue du pont Royal, Stanislas Lépine, 1884, musée Carnavalet, Parigi.
Il nuovo ponte
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso del XX secolo, la struttura del ponte si rivelò sempre più fragile. Già nel 1976, l’Ispettorato generale dei Ponti e Strade ne segnalava la vulnerabilità strutturali, attribuendola in gran parte ai danni causati dai bombardamenti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, nonché a diverse collisioni con imbarcazioni fluviali, avvenute nel 1961 e nel 1970.
A seguito di questi eventi, il ponte fu chiuso al traffico nel 1977. Nel 1979, due delle sue campate crollarono a causa dell'urto di una chiatta durante una piena della Senna.[4][5] Nel 1980, così, l'intera struttura originaruia fu smantellata. Oggi, quattro delle nove arcate originali furono recuperate e trasferite nella cittadina di Nogent-sur-Marne, che le ricostruì nei pressi del proprio porto turistico lungo la Marna; l'inaugurazione del nuovo ponte ebbe luogo nel 1992.[6]
L’attuale Pont des Arts è invece il risultato di una ricostruzione avvenuta tra il 1981 e il 1984, basata sui progetti dell’architetto Louis Arretche. Pur rispettando l’aspetto generale della passerella originale, il nuovo ponte presenta alcune modifiche significative: il numero delle campate è stato ridotto da nove a sette, in modo da allinearle con quelle del vicino Pont Neuf. Inoltre, la ghisa della struttura originaria è stata sostituita con l'acciaio, più adatto alle esigenze moderne in termini di durabilità e sicurezza. Il ponte fu inaugurato il 27 giugno 1984 dal sindaco di Parigi dell’epoca, Jacques Chirac.[4] Nel 2023, infine, il Pont des Arts ha subito un intervento di ristrutturazione dal costo complessivo di 1,8 milioni di euro.[7]
- Il pont des Arts e il Louvre.
- Vista notturna del pont des Arts e l'Institut de France.
Lucchetti dell'amore
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal 2008[8] le ringhiere in rete metallica del Pont des Arts sono divenute luogo prediletto per l’affissione dei cosiddetti “lucchetti dell’amore”, lasciati da numerose coppie che, dopo avervi fissato le proprie iniziali, gettavano la chiave nella Senna come pegno di amore eterno.[9] Tale consuetudine si è progressivamente estesa ad altri ponti parigini, quali la passerelle Léopold-Sédar-Senghor, il pont de l'Archevêché e la passerelle Simone-de-Beauvoir.
Questa pratica, tuttavia, ha generato accese discussioni riguardo ai rischi di degrado del patrimonio artistico e architettonico, dovuti all'impatto visivo e al peso eccessivo (stimato dal Comune di Parigi in circa 45 tonnellate)[9] e all’impatto visivo di migliaia di lucchetti. Oltre al danno estetico, si sono evidenziati rischi strutturali per le ringhiere. Nel 2015, il primo assessore della città dichiarò: «Diverse centinaia di migliaia di lucchetti sono appesi a questo ponte. Danneggiano l’estetica dell’edificio, ne compromettono la struttura e possono provocare incidenti».[10]
Di conseguenza, il 1º giugno 2015 le ringhiere in rete metallica furono rimosse definitivamente e temporaneamente sostituite da un’esposizione di opere di street art realizzate dagli artisti Jace, eL Seed, Pantonio e Brusk. A partire dall’autunno dello stesso anno, si procedette infine all’installazione di pannelli in vetro, adottati definitivamente come nuova soluzione di rivestimento.[11]
Cultura popolare
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Grazie al suo profilo elegante e caratteristico, il Pont des Arts è stato frequentemente rappresentato in opere pittoriche e produzioni cinematografiche, divenendo uno dei simboli visivi più riconoscibili di Parigi.
Tra i film, il ponte compare in numerose pellicole francesi e internazionali, spesso utilizzato per evocare l’atmosfera romantica della città. Si può citare Boudu salvato dalle acque (1932), Parigi ci appartiene (1961), Il favoloso mondo di Amélie (2001),[12] The Bourne Identity (2002)[13] e Il diavolo veste Prada (2006).[14] A riconoscimento del suo radicamento nell'immaginario collettivo, nel 2024 il ponte fu scelto come sceanario per l'esibizione della cantante Aya Nakamura, nel corso della cerimonia inaugurale dei Giochi della XXXIII Olimpiade.[15]
Tra i dipinti, il Pont des Arts è stato rappresentato da diversi artisti, attratti dalla sua posizione privilegiata tra il Louvre e l’Institut de France e dalla vista che offre sulla Senna. Spiccano le opere degli impressionisti, come Pierre-Auguste Renoir (Le Pont des Arts, 1867), e degli artisti pointilliste, come Camille Pissarro (La Seine et le Louvre, 1903) e Paul Signac (Le Pont des Arts, 1928); si segnalano, in ogni caso, anche Jean Béraud (Un jour de vent sur le pont des Arts, 1880-1881), Stanislas Lépine (Le Pont des Arts, 1878-1883) e Albert Lebourg (Le Pont des Arts et l'Institut de France : effet de soleil au matin, 1900).
Di seguito, infine, si riporta la vivace descrizione del ponte di Kenneth Clark, celebre storico dell'arte britannico:
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (FR) Félix et Louis Lazare, Dictionnaire administratif et historique des rues de Paris et de ses monuments.
- 1 2 (FR) Le pont des Arts, su structurae.net. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ↑ La Rabouilleuse.«faisait cirer ses bottes sur le Pont-Neuf pour les deux sous qu'il eût donnés en prenant par le pont des Arts pour gagner le Palais-Royal»
- 1 2 (FR) Philippe Mathieux, Le sauvetage du pont des Arts, su www.philippemathieux.com. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ↑ (FR) Qui a construit le pont des Arts à Paris ?, su Futura. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ↑ (FR) Descriptif de l'opération de transfert (PDF), su tpi.setec.fr.
- ↑ (FR) Nouveau plancher, rambardes sans cadenas… À Paris, le pont des Arts a achevé sa métamorphose, su www.leparisien.fr. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ↑ Les “cadenas d'amour” du pont des Arts ne sont pas en sécurité, su 20minutes.fr, 3 maggio 2010.
- 1 2 (FR) 45 tonnes de cadenas retirées du pont des Arts, su lemonde.fr.
- ↑ (FR) À Paris, les travaux débutent pour délester le Pont des Arts de ses "cadenas d'amour", su lemoniteur.fr.
- ↑ C’en est fini des “cadenas d’amour” du pont des Arts, su Le Monde, 1º giugno 2015.
- ↑ (FR) Le pont des Arts se refait une beauté, su www.paris.fr. URL consultato il 27 febbraio 2025.
- ↑ « La Mémoire dans la peau (Jason Bourne) », su filmfrance.net. URL consultato il 3 décembre 2020.
- ↑ Anne-Charlotte de Langhe et Aude Vernuccio, Le cinoche à la trace, in Le Figaroscope, 10 avril 2013, p. 6.
- ↑ (FR) Bérénice Paul, Après la prestation d'Aya Nakamura lors de la cérémonie d'ouverture, le pont des Arts pris d'assaut, in humanite.fr, 5 agosto 2024.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Pont des Arts
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Arts Bridge, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Pont des Arts, su Structurae.
- (FR) Sito del comune di Parigi, su paris.fr. URL consultato l'11 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2009).
- (FR) Insecula, su insecula.com. URL consultato l'11 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2011).
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