Piergiorgio Silvano Nesti

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Piergiorgio Silvano Nesti, C.P.
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nato18 febbraio 1931 a Marostica
Ordinato presbitero30 agosto 1959 dall'arcivescovo Giovanni Battista Peruzzo, C.P.
Nominato arcivescovo23 luglio 1993 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato arcivescovo29 agosto 1993 dal cardinale Angelo Felici
Deceduto13 dicembre 2009 (78 anni) a Roma
 

Piergiorgio Silvano[1] Nesti (Marostica, 18 febbraio 1931Roma, 13 dicembre 2009) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Marostica, in provincia e diocesi di Vicenza, il 18 febbraio 1931, secondo di tre fratelli.[2]

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Entrato nella congregazione della Passione di Gesù Cristo all'età di quattordici anni, l'8 settembre 1953 emise la professione temporanea dei voti.[3]

Il 30 agosto 1959 fu ordinato presbitero, nel santuario di Santa Maria del Sasso a Caravate, dall'arcivescovo Giovanni Battista Peruzzo.[4]

Dopo aver effettuato gli studi teologici, si iscrisse all'istituto "Teresianum" di Roma; qui ottenne il dottorato in spiritualità.[2]

Presso la sua congregazione fu direttore del seminario minore passionista nella provincia del Cuore Immacolato di Maria, dal 1963 al 1968, superiore della comunità passionista di Betania, Gerusalemme, in Terra Santa, dal 1970 al 1972, e rettore della comunità dei Santi Giovanni e Paolo in Roma, dal 1972 al 1976. Ricoprì anche gli incarichi di segretario generale della Conferenza delle province italiane, di vicepresidente e segretario nazionale della Federazione italiana esercizi spirituali (FIES). Fu anche consultore della Congregazione delle cause dei santi.[2]

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 luglio 1993 papa Giovanni Paolo II lo nominò arcivescovo di Camerino-San Severino Marche; succedette a Francesco Gioia, precedentemente nominato delegato del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso. Il 29 agosto seguente ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Camerino,[5] dal cardinale Angelo Felici, coconsacranti gli arcivescovi Cleto Bellucci e Salvatore De Giorgi. Durante la stessa celebrazione prese possesso della arcidiocesi.

Il 27 novembre 1996 fu nominato dallo stesso papa segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica; succedette a Francisco Javier Errázuriz Ossa, precedentemente nominato arcivescovo, titolo personale, di Valparaíso.

Il 10 luglio 2006 papa Benedetto XVI accolse la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età;[6] gli succedette Gianfranco Agostino Gardin.

Fu coconsacrante principale degli arcivescovi Edoardo Menichelli, Angelo Fagiani e Gianfranco Agostino Gardin.

Si spense il 13 dicembre 2009 all'ospedale romano delle "Figlie di San Camillo". Dopo le esequie, celebrate all'altare della Cattedra nella basilica di San Pietro in Vaticano dal cardinale Angelo Comastri, fu sepolto nella cripta della comunità passionista dei Santi Giovanni e Paolo, nel cimitero monumentale del Verano, a Roma.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvano è il nome di battesimo, Piergiorgio è stato assunto all'ingresso della congregazione.
  2. ^ a b c Bollettino Internazionale Passionista (PDF), su passiochristi.org, marzo-maggio 2010, p. 29. URL consultato il 4 luglio 2020.
  3. ^ Acta Congregationis 1954 (PDF), su passiochristi.org, 1954, p. 271. URL consultato il 4 luglio 2020.
  4. ^ Acta Congregationis 1961 (PDF), su passiochristi.org, 1961, p. 26. URL consultato il 4 luglio 2020.
  5. ^ 29 agosto 1993-2016: anniversario della consacrazione episcopale di S. E. mons. Piergiorgio Silvano Nesti, CP, su facebook.com, 29 agosto 2016. URL consultato il 4 luglio 2020.
  6. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia del Segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica e nomina del successore, su press.vatican.va, 10 luglio 2006. URL consultato il 4 luglio 2020.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN165834842 · ISNI (EN0000 0001 1723 0687 · LCCN (ENn83149513 · WorldCat Identities (ENlccn-n83149513