Petting

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Un uomo si fa masturbare da una sua compagna, disegno pornografico giapponese.

Petting è un termine che indica un insieme di pratiche ed effusioni ("coccole") di natura sessuale ma che non includono un rapporto sessuale completo, in quanto esso comporta l'astinenza dal rapporto sessuale vaginale; può essere da alcuni inteso come metodo di contraccezione, ma in realtà esso non ha nulla a che vedere con la contraccezione vera e propria - giacché la fecondazione ne è esclusa a priori per definizione.

In alcuni casi, con l'espressione heavy petting ("petting pesante" o "spinto") si intende riferirsi alle pratiche di petting con contenuto erotico particolarmente forte; possono rientrare fra le pratiche di petting il bacio e la masturbazione reciproca.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene in linea di principio si possano definire petting anche le effusioni preliminari a un rapporto sessuale, il termine è più frequentemente utilizzato per descrivere un tipo di relazione erotica che include svariati atti sessuali con esclusione della penetrazione vera e propria.

Il verbo inglese to pet, da cui petting, indica, all'origine, il gesto con cui un essere umano "coccola" un cane o un gatto (pets, animali domestici), per esempio accarezzandone il pelo. Per estensione, il verbo si applica anche al reciproco accarezzarsi e abbracciarsi fra esseri umani, non necessariamente in modo sensuale.

Molte religioni condannano alcune di queste pratiche se sono compiute fra persone non sposate:[senza fonte] la Chiesa Cattolica, nel documento Orientamenti educativi sull'amore umano,[1] afferma che:

« Si vanno sempre più diffondendo tra gli adolescenti e i giovani certe manifestazioni di tipo sessuale che di per sé dispongono al rapporto completo senza però giungere alla sua realizzazione. Queste manifestazioni della genitalità sono un disordine morale, perché avvengono al di fuori di un contesto matrimoniale. »

La Chiesa Cattolica ha sempre affermato, tuttavia, che è comunque necessario valutare attentamente ogni singolo caso. Per questo, soprattutto fino agli anni '70, in ambito cattolico c'è stata un'ampia fioritura di trattati di teologia morale pratica per fornire indicazioni pratiche ai fedeli. Per esempio si afferma:[2]

« I toccamenti, gli sguardi disonesti, i cattivi discorsi, le letture, i pensieri di cose impure, i baci, gli abbracci, ecc., sono azioni in sé indifferenti, tuttavia, per la loro attitudine possono suscitare movimenti disonesti ed eccitare il senso della dilettazione venerea, conseguentemente, possono costituire peccato.

La gravità del peccato dipende: 1) Dall'intenzione dell'agente, cioè, possono costituire peccato grave o leggero, o non sono affatto peccati, secondo che provengono da intenzione libidinosa, da leggerezza, da curiosità, o da giusta causa [...] »

Più recentemente,e più sinteticamente, durante la Giornata mondiale della gioventù del 1997 a Parigi, Papa Giovanni Paolo II a una domanda postagli da un ragazzo su «Cosa è giusto e cosa è sbagliato nel fidanzamento?» diede il seguente criterio pratico:[3]

« Va bene ciò che si può fare di fronte a tua madre. »

Altri teologi invece le considerano più positivamente, ad esempio Karl Rahner in Sacramentum mundi afferma:[senza fonte]

« Se petting e necking non vengono intesi come pura ricerca di soddisfazione sessuale, ma come prova dell'accessibilità erotica del partner e come dimostrazione d'amore, non si possono respingere a priori. Come regola per le forme di comportamento prematrimoniale dovrebbe valere che è significativa e permessa quel tanto di manifestazione di amore erotico-sessuale quanto effettivamente l'individuo è pronto a dare nel suo intimo. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orientamenti educativi sull'amore umano, vatican.va.
  2. ^ Da Teologia Morale: prontuario di morale cattolica per sacerdoti e laici, di Padre Teodoro da Torre del Greco, O.F.M. Cap., Edizioni Paoline (VI edizione, 1964), Paragrafo 2, n. 235. Riportato in [1]
  3. ^ Citato in [2]

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