Personaggi de L'attacco dei giganti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: L'attacco dei giganti.

Questa è la lista dei personaggi de L'attacco dei giganti, manga di Hajime Isayama pubblicato a partire dal 9 settembre 2009 da Kōdansha. Da esso è stata tratta nel 2013 una serie televisiva anime omonima, prodotta da Wit Studio e Production I.G e diretta da Tetsurō Araki.

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Eren Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Eren Jaeger (エレン・イェーガー Eren Yēgā?) è il protagonista maschile della storia. Quando sua madre viene uccisa e divorata da un gigante durante la catastrofe avvenuta a seguito dell'apertura di una breccia nel Wall Maria, il suo obiettivo diventa quello di sterminare tutti i giganti, dal primo all'ultimo, per vendicare la razza umana. Possiede un'incredibile determinazione, che compensa la sua abilità nel combattimento, ed è impulsivo, aggressivo e idealista. Si arruola nell'esercito e si classifica al quinto posto alla fine dell'addestramento del 104º Corpo di Addestramento Reclute[1]. Dopo essere stato rapito e portato alla caverna dei Reiss, scopre che il suo potere è quello di trasformarsi in un gigante di 15 metri, risultato ottenuto con il siero iniettatogli dal padre, deriva dall'aver mangiato Grisha stesso, che a sua volta aveva ottenuto il potere da Eren Kruger, detto il Gufo Hajime Isayama, Capitolo 88, in L'attacco dei giganti, volume 22, Panini Comics, 2017. Eren possiede il Gigante d'attacco (進撃の巨人 Shingeki no Kyojin?) uno dei nove giganti originali, conosciuto come il gigante che amava l'avventura e che combatteva per la libertà, e del Gigante progenitore (始祖の巨人 Shiso no Kyojin?), il gigante che Grisha aveva rubato a Frieda Reiss[2].

La sua forma trasformata si presenta con una struttura corporea in forma, muscolosa e agile, che Isayama ha dichiarato è ispirata all'artista marziale giapponese Yushin Okami[3]. Possiede l'abilità della Coordinata[4], ovvero è in grado di controllare le azioni degli altri giganti in base al proprio stato d'animo, e acquisisce in seguito la capacità, simile a quella del Gigante Femmina, di indurire la propria la pelle[5], che esercitandosi impara a sfruttare, come dimostrato quando la usa per richiudere la breccia nel distretto di Shiganshina[6]. Riconquistato il Wall Maria, Eren riesce infine a raggiungere il seminterrato di suo padre. Servendosi della chiave trova un nascondiglio segreto nella scrivania dove Grisha Jeager teneva nascosti dei diari sulle sue origini e con una fotografia che mostrava la sua precedente famiglia. Viene infine scoperto che l'umanità non è stata sterminata e che dall'altra parte dell'oceano ci sono altri popoli. Passati infine tre anni, Eren e i restanti membri dell'armata ricognitiva raggiungono l'oceano esaudendo così il loro più grande desiderio di poter finalmente uscire dalle mura. Eren osservando l'orizzonte ammette rattristato che essi non sono ancora liberi e che il loro principale nemico si trova oltre il mare e che fino a quando non sarà annientato non potranno essere veramente liberi. Succesivamente Eren ed Armin utilizzando i loro poteri di Gigante d'assalto e Gigante Colossale, rimangono a pattugliare i confini dell'isola distruggendo infine una flotta di 32 navi Marleyane inviate dal continente esterno per invandere l'Isola Paradis dopo la sconfitta di Zeke, Reiner, Berthold, sul recupero del Gigante Progenitore in possesso di Eren.

È doppiato in giapponese da Yuki Kaji e in italiano da Alessandro Campaiola.

Mikasa Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Mikasa Ackermann (ミカサ・アッカーマン Mikasa Akkāman?), chiamata Mikasa Ackerman nell'edizione italiana dell'anime, è la protagonista femminile della storia. Rimane orfana a nove anni quando dei trafficanti di schiavi uccidono i suoi genitori con l'intenzione di venderla al mercato nero, per via delle sue origini asiatiche[7]. Viene in seguito salvata da Eren, a cui tiene insieme ad Armin in maniera quasi morbosa, ed è accolta in casa Jaeger a Shiganshina, fino alla ricomparsa dei giganti all'interno delle mura. Decide di arruolarsi nell'esercito per non separarsi dai due amici e si classifica al primo posto alla fine dell'addestramento del 104º Corpo di Addestramento Reclute[1], tanto da essere considerata un guerriero d'élite. Con l'avanzare della storia, la sua discendenza asiatica e Ackermann si rivela di fondamentale importanza, in quanto i due gruppi hanno capacità combattive incredibili e sono immuni all'effetto del potere della famiglia Reiss di cancellare la memoria e modificare i ricordi delle persone[8]. Inizialmente talmente emotiva da perdere la lucidità nelle due occasioni in cui Eren viene rapito[9][10], Mikasa col tempo impara l'autocontrollo e, durante la battaglia per la riconquista di Shiganshina, sferra l'attacco decisivo nella lotta contro Reiner, riuscendo così a catturarlo[6].

Isayama ha dichiarato che il suo nome deriva dalla nave da battaglia della Marina imperiale giapponese Mikasa[11]. Ama Eren da quando lui laha savata.

È doppiata in giapponese da Yui Ishikawa e in italiano da Elena Perino.

Armin Arelet[modifica | modifica wikitesto]

Armin Arelet (アルミン・アルレルト Arumin Arureruto?), chiamato Armin Arlert nell'edizione italiana dell'anime, è il migliore amico di Eren e Mikasa. È fisicamente e psicologicamente debole, ma molto intelligente: quando si arruola nell'esercito con Eren e Mikasa, infatti, si classifica primo negli esami teorici[12] ed è grazie al suo intuito se viene scoperta la vera identità del Gigante Femmina che attacca i membri dell'Armata Ricognitiva, Annie Leonhart. Quando poi lui e i suoi compagni si trovano in pericolo, Armin assume diverse volte la posizione dello stratega, tant'è che a Shiganshina si fa carico del ruolo di guida insieme a Jean[13] e i suoi suggerimenti sono ascoltati dallo stesso Elvin[14].

Sebbene all'inizio sia un idealista e desideri esplorare il mondo esterno come i suoi genitori, con il proseguire della storia diventa sempre più cinico e sviluppa una certa vena sadica, assumendo una mentalità rivolta al grande schema degli eventi piuttosto che al singolo individuo, ed è disposto a manipolare i sentimenti delle altre persone per raggiungere i suoi scopi, come dimostrato durante i suoi tête-à-tête con Berthold[15], pur conservando i suoi sogni e la sua insicurezza. Come ammesso dallo stesso Armin: nel osservare i genodici compiuti dai giganti verso i suoi amici e compagni, soprattutto nello scoprire la verità su Annie, Berthold e Reiner; per poter sopravvivere in quel mondo, si è costretti ad abbandonare i propri sentimenti e la propria umanità per avere anche una remota possibilità per vincere contro il nemico dato che ne va della propria vita. Questo comportamento è però derivato dalla sua grande ammirazione per il Comandante Elvin Smith avendo osservato attentamente quanto sia in grado con la propria influenza a dirigere i propri uomini e a mettere personalmente a repentaglio la propria vita per la vittoria finale.

Nella Battaglia di Shiganshina intuisce il punto debole del Gigante Colossale, osservando che rispetto all'ultima volta ha una costituzione più magra. Comprendendo che il Gigante Colossale non è adatto per le battaglie e che Berthold non si è ancora ripreso dal loro ultimo scontro. Armin decide infine di sfruttare questa sua debolezza per permettere ad Eren di sconfiggere Berthold, ma per farlo deve sacrificarsi restando gravemente ustionato ed in fin di vita. Poiché non ancora morto, Rivaille decide di salvarlo iniettandogli il siero che lo trasforma in un gigante che a sua volta divora Berthold, acquisendo i suoi poteri e le sue memorie tornando umano. In dormiveglia gli si mostra Berthold in forma di Gigante Colossale che lo osserva versando lacrime di tristezza. Dopo la scoperta sulla verità del popolo delle mura, nei tre anni di tempo che seguono, Armin impara ad utilizzare i suoi poteri di gigante colossale ed insieme ad Eren vigilano sull'isola Paradis. In questo arco di tempo 32 navi da ricognizione vengono mandate dal continente esterno per indagare sull'isola dopo il fallimento della missione di Reiner e Zeke. Tale flotta viene infine distrutta ed affondata da Armin ed Eren. Il potere di Gigante Colossale che Armin acquisice da Berthold deriva da uno dei nove giganti originali. Il potere del gigante colossale viene considerato il potere più forte da schierare in guerra definendolo un dio della distruzione.

È doppiato in giapponese da Marina Inoue e in italiano da Gaia Bolognesi.

Corpo reclute[modifica | modifica wikitesto]

Keith Shadis[modifica | modifica wikitesto]

Keith Shadis (キース・シャーディス Kīsu Shādisu?) è l'istruttore che si occupa dell'addestramento del 104º Corpo di Addestramento Reclute. Precedentemente il comandante dell'Armata Ricognitiva, è piuttosto duro e ha l'abitudine di sgridare e umiliare le nuove reclute per prepararle al meglio. In passato era innamorato di Carla Jaeger ed era amico di Grisha Jaeger: fu infatti lui la prima persona proveniente dalle mura a incontrarlo.[16]. Keith, infatti racconta a Eren di Grisha ma non del suo amore per Carla.

È doppiato in giapponese da Kunihiko Yasui e in italiano da Saverio Indrio.

Reiner Braun[modifica | modifica wikitesto]

Reiner Braun (ライナー・ブラウン Rainā Buraun?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al secondo posto dietro a Mikasa[1]. È molto forte ed è ammirato e considerato una persona fidata da tutti i suoi commilitoni. Si scopre però che è in realtà il Gigante Corazzato (鎧の巨人 Yoroi no Kyojin?), ovverosia colui che ha sfondato il portone del Wall Maria e uno dei responsabili della morte di un quinto della popolazione umana[17]. A causa del peso di questa responsabilità e dell'attaccamento che ha sviluppato nei confronti dei suoi compagni, Reiner soffre di uno sdoppiamento di personalità: oltre alla sua identità di guerriero genocida, sviluppa la convinzione di essere un semplice soldato il cui compito è proteggere l'umanità insieme ai suoi compagni[18]. La cosa lo ha reso mentalmente ed emotivamente instabile e a Berthold tocca ripetutamente il compito di riportarlo alla realtà. Molto probabilmente il suo stato mentale si è aggravamento ulteriormente quando Reiner in compagnia di Berthold e Annie sono stati costretti a uccidere Marco che aveva origliato la loro provenienza. Giunti ormai ad un punto cruciale, Reiner rivela a Eren la loro identità, benché egli segretamente ne fosse al corrente, fingendo ingenuamente di reputarlo impossibile in quanto loro sono amici e compagni. Reiner scioccato a questa rivelazione sghignazza delirante ammettendo di essere ormai impazzito.

Tenta insieme a Berthold e Ymir di rapire Eren e Historia e portarli alla loro terra natia, ma senza successo; decidono dunque di dirigersi a Shiganshina. A seguito di uno scontro con il Gigante Bestia[19], da cui prende gli ordini, deve rinunciare al salvataggio di Annie e affrontare l'Armata Ricognitiva. Nel combattimento a Shiganshina, Reiner, convinto di essere in grado di fronteggiare i restanti membri dell'armata ricognitiva, li affronta senza alcuna preoccupazione, scontrandosi in seguito contro Eren. Eren avendo anche lui acquisito poteri da Gigante Corazzato, rafforza i propri pugni riuscendo a infrangere la corazza del gigante di Reiner. Distratto dai colpi di Eren, Hansie insieme ai restanti membri, sfoggiano in quel momento un nuovo tipo di arma: Lance Tonanti: Una lancia in metallo munita di esplosivo interno con il quale il Gigante Corazzato, benché protetto da una pelle molto spessa, non riesce a reggere l'esplosione. Reiner viene infine dilaniato perdendo parte della testa nell'esplosione. Tuttavia sopravvive riuscendo all'ultimo momento a trasferire la sua coscienza nel cervello del gigante. Prima dell'esplosione Renier manifesta la personalità del guardiano delle mura, ritornando in confusione mentale. Messosi al riparo, inizia a rigenerarsi mentre Berthold trasformatosi in Gigante Colossale, tenta di distruggere l'armata ricognitiva. Reiner, ripresosi infine dalle ferite, inizia a muoversi per catturare Eren, ma perdendo parte della memoria durante l'esplosione non si rende conto che la rigenerazione del suo gigante ha indebolito ulteriormente la sua corazza. Mikasa riuscendo a coglierlo di sorpresa insieme ad Hansie conficca una lancia dentro alla bocca del suo gigante, facendola detonare. Reiner viene infine scaraventato fuori, gravemente martoriato e mutilato. Hansie prendendogli una scatola di metallo che aveva al collo, domanda di cosa si tratti. Reiner risponde che in essa c'è una lettera da parte di Ymir per Christa. Viene soccorso all'ultimo momento da Zeke che riesce a portarlo via, mostrando, tuttavia, delle lacrime di tristezza. Tornato nel continente esterno dopo il fallimento della missione, viene perseguitato da incubi notturni dei suoi ex compagni che tentano di ucciderlo per vendicarsi del suo tradimento, facendolo urlare nel sonno. Prossimo ormai ad un collasso mentale comprendendo che tutto quello che gli avevano raccontato da bambino è falso tenta infine il suicidio sparandosi in bocca. Solo l'improvvisa vista di Falco: nuovo candidato del Gigante Corazzato gli impedisce di premere il grilletto. Falco qui rileva di dover andare a spedire una lettera fuori dal ghetto degli Eldiani. Ciò fa insospettire Reiner. Trasformato in gigante, è alto 15 metri e possiede uno strato di pelle molto più resistente del normale che, a differenza del Gigante Femmina, ricopre tutta la superficie del suo corpo, salvo i punti di giunzione. Infatti né i cannoni, né le spade utilizzate dagli esseri umani hanno effetto su di essa. Successivamente viene creata da Hansie un nuovo tipo di arma; la Lancia Tonante: Una lancia dotata di esplosivo che è in grado di infrangere la sua pelle. Isayama ha dichiarato che per il suo aspetto si è ispirato all'atleta Brock Lesnar[3]. Nonostante lui stesso abbia affermato di non essere molto attratto dal sesso opposto, ha una cotta per Historia.

È doppiato in giapponese da Yoshimasa Hosoya e in italiano da Andrea Mete.

Berthold Huber[modifica | modifica wikitesto]

Berthold Huber (ベルトルト・フーバー Berutoruto Fūbā?), traslitterato come Berthold Hoover fino al volume 4, è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al terzo posto alla fine dell'addestramento[1]. Proviene dallo stesso villaggio di Reiner. La sua vera identità è quella del Gigante Colossale (超大型巨人 Chō-ōgata Kyojin?) ed è responsabile insieme a Reiner dello sfondamento del portone del Wall Maria. Dopo gli avvenimenti di Stohess, rapisce Eren e Historia insieme al suo complice con l'obiettivo di portarli verso la loro terra natia[17], ma il piano fallisce quando ha uno scatto d'ira in seguito a una bugia sulle condizioni di Annie detta da Armin, che sfrutta i sentimenti di Berthold verso la ragazza[15]. Successivamente tenta di discutere con il Gigante Bestia affinché Annie venga salvata, ma invano, in quanto Reiner viene sconfitto[19].

È descritto come sia sensibile all'affetto e al senso di cameratismo che prova verso i suoi commilitoni e cui è legato, ma, a differenza di Reiner, ha ben chiare le sue priorità e vede la missione assegnatagli di superiore importanza ai suoi stessi sentimenti. Benché lui stesso ammetta con sofferenza che nessuno vorrebbe lordarsi le mani di sangue, ma di esservi comunque costretto.[18]: Accusando che la colpa è del mondo in cui vivono che è crudele. La sua insicurezza e la sua timidezza sono sostituite da un forte desiderio di porre fine al suo compito e una fredda maggiore consapevolezza della sua forza, tant'è che a Shiganshina sconfigge Eren con facilità[20], salvo poi essere catturato quando cade nella trappola tesa da Armin ed Eren[6].

Trasformato in gigante, è alto 60 metri e non possiede pelle. È lento nei movimenti, ma dotato di forza straordinaria, e la sua arma segreta consiste nello sprigionare da tutto il corpo vapori di altissima temperatura ogni qualvolta sta per essere colpito o si sente minacciato. Tuttavia, quando sprigiona tali vapori, la carne del gigante si consuma rapidamente e non è poi in grado di muoversi. Viene sconfitto durante la battaglia di Shiganshina, da Armin che si sacrifica facendosi colpire dà i suoi vapori, per permettere ad Eren di coglierlo di sorpresa, squarciandogli la collottola estraendolo così dal suo gigante mutilandogli braccia e gambe, sancendo così la vittoria del popolo delle mura contro i giganti. Eren si è infine vendicato per la distruzione del Wall Maria causato da Berthold cinque anni fa perdendo così sua madre e la sua città dov'era nato e cresciuto. Armin si era accorto che quando Berthold era diventato un gigante, aveva una fisionomia più magra dell'ultima volta, comprendendo che non era passato abbastanza tempo dall'ultima ripresa e si era quindi indebolito. Benché gravemente ustionato, Armin è ancora vivo, scegliendo infine di salvarlo, gli viene fatta l'iniezione, trasformandolo in un gigante, che si appresta infine a divorare Berthold, abbandonato sul tetto di una casa. Sul punto di essere sbranato, Berthold grida disperato, implorando aiuto ai suoi ex compagni. Berthold tuttavia vede suoi loro volti altrettanta tristezza e disperazione comprendendo che essi stanno soffrendo quanto lui e che non avrebbero voluto spingersi fino a quel punto. Armin acquisce così i suoi poteri di gigante e le sue memorie. Armin mentre è in dormiveglia vede il suo gigante che lo guarda addolorato versando lacrime di tristezza. Era innamorato di Annie.

È doppiato in giapponese da Tomohisa Hashizume e in italiano da Jacopo Castagna.

Annie Leonhart[modifica | modifica wikitesto]

Annie Leonhart (アニ・レオンハート Ani Reonhāto?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al quarto posto alla fine dell'addestramento[1]. È abilissima nel combattimento corpo a corpo e possiede una forza e un'agilità incredibili: Eren, impressionato, le chiede di fargli da maestra e insegnargli le sue tecniche[21].

È molto asociale e tende a isolarsi ma, sebbene sia di indole fredda e distaccata, prova un profondo desiderio di giustizia verso i deboli e un forte affetto verso i suoi commilitoni del 104°, segno della sua peggiore capacità di distaccarsi emotivamente da loro rispetto ai suoi complici Reiner e Berthold. Alla vista dei cadaveri dopo che Eren chiuse la breccia a Trost, guarda con un'espressione spezzata i cadaveri martoriati dei suoi compagni chiedendogli perdono. Dopo la battaglia di Trost si unisce infine al Corpo di Gendarmeria[22] e, a seguito dell'operazione che attua l'Armata Ricognitiva per catturare il Gigante Femmina (女型の巨人 Megata no Kyojin?), si scopre che in realtà si tratta di Annie[23], il cui scopo è quello di rapire Eren. Tuttavia, viene messa duramente all'angolo durante lo scontro a Stohess, contro Eren e l'armata ricognitiva che blocca le sue vie di fuga. Rammentando alcuni vecchi ricordi legati al suo passato, versando lacrime di tristezza, Annie decide di ibernarsi in un pezzo di cristallo[24]. Nonostante i tentativi di tirarla fuori dal bozzolo, nessun intervento esterno sembra avere effetto. Annie viene infine confinata nei sotterranei dell'armata ricognitiva, continuando a studiare un modo su come liberarla. Nel romanzo Spin off: Lost Girl, viene approfondito in modo più dettagliato lo stato d'animo di Annie. Il giorno prima che iniziasse la sua missione per la cattura di Eren fuori dalle mura, viene mostrato come Annie sopporti con grande fatica il peso di tutte le morti causate dalle sue azioni. Sul punto di avere un crollo nervoso, Annie riesce a mantenere salda la propria volontà, al ricordo del padre e alla sua promessa di ritornare a casa. Tuttavia Annie sembra anche disprezzare molto il proprio padre, poiché sembra averla fatta nascere solo per farla diventare un soldato. Mentre viene sconfitta e fatta precipitare da Mikasa, viene travolta dai ricordi della sua vita nelle mura. L'anello che ha usato Annie per trasformarsi è un ricordo di suo padre. Viene rilevato infine che Annie proviene dal continente esterno delle mura e che era un'infiltrata sull'isola insieme a Berthold, Reiner e Marcel col compito di recuperare il Gigante Progenitore. Dopo che Marcel venne divorato da un gigante sepolto sotto la terra (Ymir), partecipò allo sfondamento del Wall Maria, insieme a Berthold e Reiner, servendosi all'inizio delle sue grida di gigante femmina, per richiamare quanti più giganti armigeri, facendoli entrare nella breccia delle mura portando al massacro la citta Shiganshina dove vi abitava Eren. Infiltrata insieme a Berthold e Reiner nelle mura, inzia a fare indagini sulla famiglia Reiss e sul recupero del Gigante Progenitore. Dopo due anni di investigazione, scopre infine che il re attuale delle mura è un impostore, e coloro che comandano al di sotto di lui sono membri al di fuori del popolo delle mura immuni al potere dei giganti per poter mantenere le apparenze. Comprendendo che la famiglia Reiss non è rintracciabile cambiano strategia decidendo di reclutarsi nell'esercito per poter avvicinarsi di più al governo reale per scoprire dove si nasconde la famiglia Reiss.

Trasformata in gigante, è alta 14 metri, possiede uno strato di pelle che ricopre quasi tutto il suo corpo, lasciando scoperti i muscoli, ed è dotata di un'agilità incredibile. Possiede l'abilità di cristallizzare varie parti del suo corpo per difendersi o combattere, creando uno strato di "corazza" simile a quello del Gigante Corazzato ma di colore azzurro-trasparente. Il potere del Gigante Femmina che possiede Annie deriva da uno dei nove giganti originali. Viene rilevato che l'abilità di cristallizzare il corpo del Gigante Femmina non è una sua caratteristica originale, ma una abilità innovativa conferitagli dall'esercito di Marley dopo varie sperimentazioni per potenziarla.

È doppiata in giapponese da Yū Shimamura e in italiano da Chiara Gioncardi.

Jean Kirschtein[modifica | modifica wikitesto]

Jean Kirschtein (ジャン・キルシュタイン Jan Kirushutain?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al sesto posto alla fine della sua formazione come soldato[1]. È, come Eren, impulsivo e aggressivo di carattere e possiede spiccate tendenze al comando, come dimostratogli da Marco durante la battaglia di Trost[25]. Nutre dei sentimenti verso Mikasa e si scontra spesso con Eren durante l'addestramento a causa della differenza tra le loro ideologie e intenzioni: il primo vuole unirsi al Corpo di Gendarmeria e vivere al sicuro all'interno delle mura, mentre il secondo vuole entrare a far parte dell'Armata Ricognitiva e lottare contro i giganti. Dopo che viene a conoscenza della morte di Marco, Jean cambia mentalità e si unisce all'Armata Ricognitiva per devozione verso l'amico[26], diventando in seguito membro attivo dei diversi salvataggi di Eren e del colpo di Stato organizzato da Elvin; addirittura si fa passare per Eren per ben due volte durante le missioni sotto copertura dell'Armata[23][27] e rischia direttamente di venire ucciso da un membro della squadra di Kenny, salvo poi essere salvato da Armin[28], che accetta il fatto di aver ucciso per salvare Jean, venendo così ammirato da tutti per il suo enorme coraggio. Con il suo gruppo di commilitoni del 104º Corpo in difficoltà durante la battaglia di Shiganshina, Jean prende il controllo della situazione insieme ad Armin[13] e conduce Mikasa, Connie e Sasha alla cattura di Reiner[6].


È doppiato in giapponese da Kisho Taniyama e in italiano da Flavio Aquilone.

Marco Bodt[modifica | modifica wikitesto]

Marco Bodt (マルコ・ボット Maruko Botto?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica settimo alla fine dell'addestramento[1]. È una persona ottimista e idealista e si arruola genuinamente con lo scopo di unirsi al Corpo di Gendarmeria e servire il re. Viene ritrovato deceduto da Jean a pochi giorni di distanza dalla fine della battaglia di Trost[26] e la sua morte, le cui cause sono rimaste a lungo un mistero, è rivelata essere per mano di Reiner, Annie e Berthold, in quanto Reiner si accorge che il commilitone aveva origliato il segreto della loro vera natura e ordina ad Annie di togliergli di dosso il Meccanismo per il Movimento Tridimensionale, lasciandolo inerme davanti ai giganti e destinandolo di conseguenza alla morte[29]. Reiner osservando la scena mentre Marco viene sbranato ha una ricaduta tornando nella personalità di soldato delle mura che osserva scioccato mentre viene divorato con Berthold e Annie al suo fianco che piangono disperati. Successivamente il corpo di Marco viene ritrovato da Jean, orribilmente sbranato per metà venendo infine cremato dandogli un saluto commemorativo da guerriero. È doppiato in giapponese da Ryōta Ōsaka e in italiano da Daniele Giuliani.

Connie Springer[modifica | modifica wikitesto]

Connie Springer (コニー・スプリンガー Konī Supuringā?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica ottavo alla fine dell'addestramento[1]. La sua personalità ingenua e scherzosa lo rendono molto legato a Sasha. Decide di unirsi all'Armata Ricognitiva dopo essere stato ispirato dal discorso di Eren, sebbene avesse in realtà intenzione di unirsi al Corpo di Gendarmeria per rendere fiera la sua famiglia[12]. Dopo l'attacco del Gigante Bestia, scopre che gli abitanti del suo villaggio sono stati trasformati in giganti e, riconoscendo sua madre tra essi, giura di vendicarsi[30].

È doppiato in giapponese da Hiro Shimono e in italiano da Gabriele Patriarca.

Sasha Blouse[modifica | modifica wikitesto]

Sasha Blouse (サシャ・ブラウス Sasha Burausu?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica nona alla fine dell'addestramento[1]. È una persona eccentrica il cui grande appetito, derivato dall'esiguità di cibo che ha dovuto affrontare durante l'infanzia, sembra non finire mai, e sembra spesso pensare solo a mangiare. È soprannominata la "ragazza della patata" dai suoi commilitoni[31]. È dotata di incredibile intuito e di istinto quasi animalesco, maturato vivendo tra le foreste di Dauper, è molto abile con l'arco e le frecce e nell'originale giapponese si esprime usando un linguaggio molto formale per nascondere il suo vero accento, di cui si vergogna[32].

È doppiata in giapponese da Yū Kobayashi e in italiano da Valentina Favazza.

Christa Lens[modifica | modifica wikitesto]

Christa Lens (クリスタ・レンズ Kurisuta Renzu?), il cui vero nome è Historia Reiss (ヒストリア・レイス Hisutoria Reisu?), è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica decima alla fine dell'addestramento[1]. Inizialmente dalle apparenze pure e gentili, si scopre in realtà che Christa è solo una maschera indossata da Historia per nascondere il suo animo da persona egoista, disposta a sacrificare gli altri pur di sentirsi buona e utile e avere uno scopo nella propria vita[33]. È la vera erede al trono della monarchia, ma, essendo figlia illegittima, è stata cacciata dalla famiglia Reiss ed è stata confinata in una fattoria, isolata dal resto del mondo insieme ai suoi nonni e sua madre[34]. I suoi complessi derivano dall'essere stata trascurata dal padre e dal non aver mai parlato con sua madre, se non per sentirsi dire che non sarebbe mai dovuta nascere, ed è per questo profondamente attaccata a Ymir e a sua sorella Frieda. Quando Eren utilizza per la prima volta la coordinata contro Reiner e Berthold, Yimir decide di aiutarli, chiedendo infine scusa a Christa prima di separarsi. Dopo questo fatto Christa ammette di essersi sentita tradita, e di non avere mai conosciuto appieno Yimir, decidendo di abbandonare il suo vecchio nome tornando ad essere Historia Reiss non volendo dare più peso a quello che sarebbe successo a Yimir. Leggendo la sua lettera di addio, Historia commenta con una nota delusa e sarcastica che Yimir si è comportata come un' idiota.

Dopo che il resto della famiglia Reiss viene uccisa da Grisha, è inviata all'esercito da suo padre; alcuni anni dopo, questi rapisce lei ed Eren per riottenere la Coordinata e invita Historia a iniettarsi un fluido che l'avrebbe trasformata in gigante, facendo leva sulle buone intenzioni della famiglia Reiss; la sua richiesta viene però respinta e decide allora di diventare egli stesso un gigante[5]. In seguito Historia lo uccide ed è incoronata regina[35]. Eren ritenendo possibile liberare l'umanità dal giogo dei giganti, si offre di farsi divorare da Christa per farle acquisire il potere del gigante assoluto, poiché solo uno della famiglia reale può usare appieno il suo potere. Christa rifiuta apertamente, consapevole che in quel caso verrebbe posseduta dal primo re, comprendendo che Greisha distrusse a malincuore i Reiss per interrompere il loro dominio sull'umanità. Dopo la riconquista del Wall Maria, Eren riuscito infine ad entrare nel seminterrato della sua vecchia casa, trova la verità nascosta di suo padre Greisha Jeager sul mondo in cui vivono mostrandolo al governo delle mura. I capi alti militari riterrebbero al quanto pericoloso dilagare tale notizia poiché essa genererà solo il caos generale. Ma Historia decreta di pubblicare all'istante la notizia, poiché essa è la memoria che cento anni fa, Re Fritz rubò al suo popolo e ora che sono consapevoli che il loro nemico è il mondo esterno dovranno essere uniti più che mai per respingere i futuri invasori. E' innamorata di Ymir.

È doppiata in giapponese da Shiori Mikami e in italiano da Francesca Teresi.

Ymir[modifica | modifica wikitesto]

Ymir (ユミル Yumiru?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute ed è innamorata di Historia[36][37]. Sostiene più volte di essere insensibile ed egoista, ma si smentisce quando dimostra di tenere alla compagna per motivi disinteressati. Non si sa molto sul suo passato, ma racconta che in precedenza desiderava non essere mai nata[33] e il gigante incontrato da Ilse Langnar si riferisce a lei con l'appellativo "Venerabile Ymir"[38]. Possiede l'abilità di trasformarsi in un gigante, capacità acquisita senza che se ne ricordi dopo aver mangiato Marcel[39], amico d'infanzia di Reiner e Berthold; Berthold infatti ammette di odiarla per questo, e Ymir decide contro le aspettative di Christa e degli altri suoi compagni, di seguirli a Shiganshina per espiare questa colpa, ammettendo soprattutto di comprendere, il loro stato d'animo, e della situazione in cui essi si trovano e che vuole cercare infine di aiutarli in quanto Reiner e Berthold si trovano con le spalle al muro, benché Reiner le intimi di andarsene finché può, poiché se fosse andata con loro, giunta a destinazione, sarebbe morta. Prima di separarsi come ultima cosa chiede scusa a Christa. Successivamente Ymir scrive un messaggio d'addio a Christa intimando a Reiner di consegnargliela quando tutto sarebbe finito. Si scopre infine che anche Ymir fa parte del continente esterno e che le venne fatta l'iniezione trasformandola così in un gigante privo di coscienza, abbandonandola nell'isola di Paradis. Il potere del Gigante Danzante di cui entrò in possesso apparteneva a Marcel che come Reiner e Berthold era stato mandato insieme a loro come infiltrato dentro le mura. Yimir rimase nello stato di Gigante Armigero per oltre 60 anni finendo poi per addormentarsi dentro ad una buca che si ricopri infine di sabbia e terra seppellendola. Quando Reiner, Berthold, Annie, e Marcel giunsero sull'isola, si accamparono accidentalmente nella zona dove Yimir era rimasta sepolta. Percependo la loro presenza, istintivamente uscì allo scoperto e attaccò Reiner che venne infine salvato da Marcel il quale venne divorato da Ymir. Sebbene una volta trasformata lei sia alta solamente circa 7 metri, è estremamente veloce e dotata di lunghi artigli che le permettono di arrampicarsi. Nei titoli di coda dell'anime viene accreditata come "Lentiggini" (そばかす Sobakasu?). Fatto ritorno al continente esterno, non sopportando il peso del suo nome, Yimir decide infine di sacrificarsi cedendo il suo potere a Galiard; il nuovo soldato scelto per tornare nell'isola Paradis per recuperare la coordinata e fratello di Marcel. Il vero nome del potere del Giganti di Ymir è Gigante Mascella (顎の巨人 Agito no Kyojin?). Era innamorata di Historia.

È doppiata in giapponese da Saki Fujita e in italiano da Mattea Serpelloni.

Corpo di Guarnigione[modifica | modifica wikitesto]

Hannes[modifica | modifica wikitesto]

Hannes (ハンネス Hannesu?) è un membro del Corpo di Guarnigione e amico della famiglia Jaeger, con cui si sente in debito perché Grisha aveva salvato sua moglie e i suoi figli da un'epidemia che aveva colpito Shiganshina. Quando la città viene messa sotto assedio dai giganti, porta in salvo Eren e Mikasa per le suppliche di Carla, che muore e non viene anch'ella salvata poiché Hannes si immobilizza dalla paura all'idea di affrontare i giganti[1]. Cinque anni dopo è promosso a comandante del Corpo di Guarnigione. Durante la missione per recuperare Eren e Historia dal rapimento da parte di Reiner, Berthold e Ymir, Hannes cerca di proteggere Eren e Mikasa dallo stesso gigante che aveva precedentemente divorato la madre, ma viene ucciso nel tentativo[4].

È doppiato in giapponese da Keiji Fujiwara e in italiano da Luigi Ferraro.

Dot Pixis[modifica | modifica wikitesto]

Dot Pixis (ドット・ピクシス Dotto Pikushisu?) è il comandante del Wall Rose. È un uomo il cui aspetto dalla testa calva e dai folti baffi è basato su quello del generale dell'Esercito Imperiale Giapponese, Akiyama Yoshifuru[40]. Dopo aver ascoltato il discorso di Armin, blocca Verman dai suoi propositi di attaccare e uccidere Eren, ritenendo utile la capacità del ragazzo di trasformarsi in gigante: durante la battaglia di Trost, infatti, ordina ai propri soldati di proteggere Eren, il quale ha il compito di richiudere la fessura all'interno del portone del Wall Rose[41]. È partecipe al colpo di Stato organizzato da Elvin per rovesciare la corona.

È doppiato in giapponese da Masahiko Tanaka e in italiano da Fabrizio Pucci.

Kitz Verman[modifica | modifica wikitesto]

Kitz Verman (キッツ・ヴェールマン Kittsu Vēruman?) è il comandante del Corpo di Guarnigione dislocato a Trost. Durante l'attacco a Trost, lascia un gruppo di reclute a difendere da sole il quartier generale con i rifornimenti per mettersi in salvo oltre il Wall Rose. In seguito, impaurito dalla trasformazione di Eren in gigante, ordina ai suoi uomini di attaccarlo, nonostante le proteste del ragazzo che si dichiara un umano. Viene fermato dal comandante Pixis, al contrario interessato alle capacità di Eren[41].

È doppiato in giapponese da Tomoyuki Shimura e in italiano da Daniele Valenti.

Armata Ricognitiva[modifica | modifica wikitesto]

Rivaille Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Rivaille Ackermann (リヴァイ・アッカーマン Rivai Akkāman?), chiamato Levi Ackerman nell'edizione italiana dell'anime, è il caporale maggiore dell'Armata Ricognitiva ed è ammirato e considerato da tutti come il soldato più forte dell'umanità. In passato era un criminale della città sotterranea alla capitale insieme agli amici Isabel Magnolia e Farlan Church e si è unito all'Armata Ricognitiva sotto invito di Elvin per vendicare la loro morte[42]. Ha una fissa maniacale per il pulito, palesata quando, arrivato alla sede dell'Armata Ricognitiva, obbliga tutta la squadra a pulire a fondo l'intero castello[43]. Petra descrive ad Eren il vero caporale Rivaille come "basso, irritabile, violento e difficile da avvicinare"; nonostante questo, però, è incredibilmente ligio alle regole e alle direttive dei suoi superiori, mostrando assoluto rispetto per la scala gerarchica. Inizialmente non dichiarato, viene rivelato che il suo vero cognome è Ackermann e che le sue eccellenti capacità nell'usare le armi derivano dagli insegnamenti di Kenny Ackermann, fratello della madre e parente di Mikasa[44], da cui riceve in dono il cofanetto di Rod Reiss contenente un siero per trasformarsi in un gigante[35]. Nella battaglia cruciale a Shiganshina per la riconquista del Wall Maria, Rivaille riceve da Elvin il compito di occuparsi direttamente del Gigante Bestia poiché in quello scontro si sarebbe deciso la salvaezza dell'umanità o il suo sterminio. Elvin grazie all'attacco suicida guidato dai suoi uomini riesce, tramite i proiettili fumogeni, a distrarlo, Rivaille riesce a coglierlo infine di sorpresa per poi dilaniarlo tirando fuori Zeke dal suo gigante. Grazie al gigante quadrupede Zeke riesce fortunatamente a salvarsi per poi ordinare ai Giganti Armigeri rimasti di uccidere Rivaille, che nonostante l'attacco in massa riesce infine a sbaragliarli raggiungendo Zeke dentro Shiganshina, il quale alla vista della sua impresa lo considera un vero mostro per poi infine abbandonare il campo di battaglia. Rivaille promette che quando lo rivedrà lo ucciderà definitivamente. È doppiato in giapponese da Hiroshi Kamiya e in italiano da Daniele Raffaeli.

Elvin Smith[modifica | modifica wikitesto]

Elvin Smith (エルヴィン・スミス Eruvin Sumisu?), chiamato Erwin Smith nell'edizione italiana dell'anime, è il comandante dell'Armata Ricognitiva. È un uomo serio e stoico e si distingue per essere un grande stratega, scegliendo di perseguire i propri fini in maniera autonoma dalle direttive gerarchiche. È un idealista nonostante le apparenze, tant'è che confessa a Rivaille che preferirebbe perseguire il suo sogno di comprendere il mondo piuttosto che portare l'umanità alla vittoria[45]. La sua avversione verso i piani alti è causata dalla morte del padre, ucciso dal Corpo di Gendarmeria centrale quando Elvin da bambino parlò con i suoi amici dei misteri e delle teorie riguardanti le mura, senza capire il perché di tanta segretezza[46]. Nonostante le apparenza Elvin mostra un incredibile spirito di osservazione. Scoprendo che Eren può diventare un gigante, collega tale sua capacità al gigante colossale e corazzato, intuendo subito che essi in realtà siano individui umani infiltrati nelle mura e l'uccissione dei due giganti usati per gli esperimenti di Hansie non fa che aumentare le sue certezze. Presumendo che i presunti giganti siano nel loro gruppo di ricerca: mentre le reclute vengono istruite per andare fuori dalle mura, non viene menzionato dove Eren sarà posizionato nella squadra. Elvin molto probabilmente aveva intuito che i giganti miravano a lui fin dall'inizio. Perde un braccio durante la missione di salvataggio di Eren e Historia da Reiner e Berthold[15]. Rischia di essere condannato all'impiccagione quando l'Armata Ricognitiva viene screditata e i suoi membri diventano dei ricercati, ma si salva in seguito al colpo di Stato verso la corona[47]. Durante la battaglia di Shiganshina si mette al comando di un attacco suicida per distrarre il Gigante Bestia e permettere così a Rivaille di abbatterlo venendo ferito mortalmente. Quando però Rivaille è costretto a decidere se salvare lui o Armin, decide di salvare quest'ultimo, sostenendo anche che sarebbe ingiusto togliergli finalmente la pace dopo tutto ciò che ha passato. Sostenendo che ormai Elvin era sul punto di divenire un mostro senza pietà.

È doppiato in giapponese da Daisuke Ono e in italiano da Alessandro Quarta.

Hansie Zoe[modifica | modifica wikitesto]

Hansie Zoe (ハンジ・ゾエ Hanji Zoe?), chiamata Hanji Zoe nell'edizione italiana dell'anime, è caposquadra dell'Armata Ricognitiva. È un personaggio eccentrico, che nutre una forte passione per i giganti al punto da affezionarsi a loro come con gli esseri umani. Per questo motivo è impiegata nella ricerca sui giganti, con risultati molto positivi, dal momento che riesce a scoprire il legame tra l'attività di essi e la luce solare e che il loro peso è sproporzionatamente piccolo per la loro stazza[43]. Nonostante appaia inoffensiva, ha anche un lato brutale e non esita a compiere atti di dubbia moralità come manipolare e torturare le persone, tanto da mostrare di essere turbata solo in parte allo scoprire che i giganti sono in realtà esseri umani[48]. Dirige gli avvenimenti che guidano al colpo di Stato alla corona quando Elvin, che viene incarcerato, le passa il titolo di comandante[49]. Prova una forte eccitazione quando vede Eren in forma di gigante avendo molto probabilmente gusti feticistici. Nonostante nel manga originale non è rivelato quale sia il suo sesso, nella maggior parte delle altre edizioni è rappresentata come femmina, compresa quella italiana.

È doppiata in giapponese da Romi Park e in italiano da Antonella Baldini.

Auruo Bossard[modifica | modifica wikitesto]

Auruo Bossard (オルオ・ボザド Oruo Bozado?), chiamato Oruo Bossar nella versione italiana dell'anime, è uno dei membri dell'Armata Ricognitiva. Secondo Eren, ha ucciso 39 giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri 9, è in stretta fiducia con gli altri membri: Petra Ral, Erd Jinn, Gunther Schultz ed Eren Yeager, inizialmente sottovaluta quest'ultimo ma alla 57ª spedizione fuori dalle mura afferma: "È molto notevole, tornare sano e salvo dalla prima spedizione..." ma rimane, nei suoi ultimi minuti di vita, distaccato da Eren. Nell'episodio 22, Auruo e tutta la squadra viene massacrata da Annie Leonhart trasformata nel gigante dalle fattezze femminili, l'ultimo ad essere ucciso è appunto Auruo che disperato per la perdita dei compagni riesce quasi ad arrivare sul punto fatale di tutti i giganti, ma viene fermato dalla sua cristallizzazione. Arrivato al punto di non possedere più un'arma, Auruo viene scaraventato dal gigante contro un albero, non si sa se si sia diviso in due, ma è molto probabile. Successivamente il suo cadavere viene buttato via con gli altri. È uno che si dà diverse arie e cerca di assomigliare molto a Rivaille ma con qualche esagerazione del suo comportamento, ovvero di sottolineare la superiorità verso gli altri in alcune scene.

È doppiato in giapponese da Shinji Kawada e nella versione italiana da Sergio Lucchetti.

Petra Ral[modifica | modifica wikitesto]

Petra Ral (ペトラ・ラル Petora Raru?) è una dei membri dell'Armata Ricognitiva. È molto gentile e premurosa soprattutto con Eren, il quale rivela che Petra ha ucciso 10 giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri 48. A volte litiga con Auruo perché imita, in malo modo, il capitano della loro squadra. Tende sempre a incoraggiare Eren e a fargli complimenti. Nell'episodio 22 muore durante l'attacco di Annie che la schiaccia contro un albero. Al rientro dell'Armata Ricognitiva in città, il padre di Petra si accosta a Rivaille e gli conferma l'amore della figlia scritta in una lettera.

È doppiata in giapponese da Natsuki Aikawa e in italiano da Gemma Donati.

Erd Jinn[modifica | modifica wikitesto]

Erd Jinn (エド・ジン Erudo Jin), chiamato Erd Yin nella versione italiana dell'anime, è uno dei membri dell'Armata Ricognitiva, secondo Eren ha ucciso singolarmente 14 giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri 34. La sua prima apparizione è nel 15 episodio della prima stagione della serie. Non parla molto durante i suoi pochi episodi se non per dire "Un soldato non si qualifica per quanti giganti abbia ucciso" durante il ritorno al quartier generale nell'episodio 21, ovvero l'ultimo. È il primo a morire durante l'attacco di Annie. Nato il 30 gennaio, è alto 1,82 m, pesa 78 kg, ha dei capelli biondi, occhi castano chiari e un'espressione molto seria e precisa, nell'episodio 22, il suo cadavere viene gettato in pasto ai giganti assieme agli altri.

È doppiato in giapponese da Susumu Chiba e nella versione italiana da Emanuele Ruzza

Gunther Schultz[modifica | modifica wikitesto]

Gunther Schultz (グンタ・シュルツ Gunta Shurutsu) è uno dei membri dell'Armata Ricognitiva, secondo Eren ha ucciso 7 giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri 40. La sua prima apparizione è nel 15 episodio della prima stagione dove ammette che l'ex quartier generale era in pessime condizione. Durante la 57ª spedizione fuori dalle mura, viene ucciso da Annie, credendo che fosse il capitano Rivaille, ma accorgendosene subito dopo viene ucciso. A fine episodio il suo corpo viene gettato ai giganti. Nato il 30 luglio, alto 1,83 m e pesa 83 kg, ha un'espressione seria e spesso e volentieri sgrida agli altri quando si prendono in giro durante le missioni, ha capelli corvini raccolti in una piccola punta sulla testa, ha un naso a patata e grandi occhi neri.

È doppiato in giapponese da Kōzō Mito e nella versione italiana da Marco Baroni

Famiglia Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Rod Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Rod Reiss (ロッド・レイス Roddo Reisu?) è un membro della famiglia reale Reiss ed è capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria, dal quale prende gli ordini Kenny Ackermann. È il vero padre di Historia, nata da una relazione extraconiugale con una domestica e disconosciuta da Rod, che la manda a vivere in una fattoria con la madre. È responsabile di avere ucciso e soppresso qualsiasi individuo dentro le mura che aveva ideato nuovi tipi di tecnologia quali nuove armi da combattimento e mezzi di trasporto (rudimentali mongolfiere) che i cittadini volevano utilizzare per abbandonare le mura. Alcuni anni dopo convoca entrambe, dà l'ordine di uccidere la seconda e cambia il nome della prima in Christa Lens, inviandola poi all'esercito[34]. In seguito il resto della famiglia Reiss viene sterminato da Grisha Jaeger, che divora Frieda Reiss per rubarle la Coordinata, potere che poi consegna a Eren[2]. L'avvenimento sconvolge gli equilibri del potere, che finora era sempre rimasto nelle mani dei Reiss; per cui Rod fa rapire Historia ed Eren e tenta di persuadere la figlia ad assumere un liquido per diventare un gigante e divorare il compagno. Ricevendo un rifiuto in risposta, Rod lecca il liquido, trasformandosi in un gigante puro (senza la capacità di ragionare) di aspetto fortemente deforme e sproporzionato, dalle dimensioni incommensurabili (si tratta del gigante più grande mai visto nella serie, avendo un'altezza di 160 metri, il doppio di quella del gigante colossale) in grado di generare un vapore così potente da bruciare l'ambiente circostante. La sua enorme mole gli conferisce una immensa resistenza contro i colpi di cannone da renderlo quasi invulnerabile ed a causa del potente vapore che spigiona è impossibile avvicinarcisi per poterlo colpire alla collotola. Viene infine fermato dall'Armata Ricognitiva e ucciso da Historia[50].

Frieda Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Frieda Reiss (フリーダ・レイス Furīda Reisu?) è la figlia secondogenita di Rod Reiss della famiglia reale. Dopo avere divorato suo zio Uri, diventa la nuova portatrice del potere del Gigante Progenitore e delle conoscenze del mondo[50]. Venuta a sapere dell'esistenza della sorellastra Historia, la va spesso a trovare di nascosto, instaurando un forte legame, ma dando a volte segni di uno sdoppiamento di personalità multipla, con episodi di delirio e farneticazione contro il genere umano[5]. Muore per mano di Grisha Jaeger, che la uccide e la divora per rubarle i poteri[2].

Uri Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Uri Reiss (ウーリ・レイス Uri Reisu?) è il fratello minore di Rod Reiss. Si offre volontario per divorare il padre ed essere il nuovo portatore delle conoscenze del Gigante Progenitore, ma finendo per essere posseduto dalla mente del primo re[5]. Instaura un forte legame di amicizia con Kenny Ackermann, che lo aveva in precedenza attaccato per vendicarsi delle persecuzione alla sua famiglia, e lo nomina capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria[35]. Ormai vecchio, si fa divorare da sua nipote Frieda[50].

Primo re: Fritz Reiss[modifica | modifica wikitesto]

È il primo re a governare sulla razza umana. Stando alla testimonianza di Rod Reiss, possiede la Coordinata e ha quindi il potere di sterminare i giganti, ma per motivi sconosciuti decise di creare tre grandi mura (il Wall Maria, il Wall Rose e il Wall Sina) all'interno delle quali rinchiude gli esseri umani, convinto che solo così potessero ottenere la pace[5], e ne cancella i ricordi, senza però riuscire a influire su famiglie come quelle degli asiatici e degli Ackermann[8]. Le sue memorie, le sue abilità e la sua ideologia sono tramandate di generazione in generazione dalla famiglia Reiss e il suo ascendente sull'individuo che ne eredita le conoscenze è tale da trasmettergli l'assoluta sicurezza della sua scelta[51], causandogli episodi di delirio. Più avanti nella storia si accenna ancora di lui rivelando parte del suo passato. Il suo vero nome è: Fritz Reiss, discendente del popolo degli Eldiani, umani che avevano il potere di diventare dei giganti, discendenti diretti di Ymir la capostipite dei giganti. Fritz Reiss fu il 145º re a ereditare la coordinata, o Gigante Progenitore: il potere supremo dei giganti. Secondo la storia, quando scoppiò la lotta interna dentro l'impero di Eldia, Re Fritz, rifiutò di usare il suo potere per vincere e batté in ritirata con il suo popolo nell'isola Paradisiaca, luogo dove si svolge la trama attuale. Prima di lasciarsi il mondo alle spalle lasciò un messaggio al popolo della terra ferma, minacciando che se la gente del mondo esterno avesse provato ad invaderli, avrebbe usato il suo potere, trasformando tutti gli abitanti delle mura in giganti colossali portando la distruzione nel mondo. Per motivi non chiari Fritz Reiss, riuscì in qualche modo a parlare col suo stesso gigante, imponendovi un sigillo chiamato: "Patto di rinuncia alla guerra" In tal modo nessun altro di sangue reale sarebbe stato in grado di usare appieno il Gigante Progenitore poiché sarebbe stato posseduto dalla volontà e dagli ideali del primo re lasciando che il popolo Eldiano venisse sterminato. Nel romanzo Spin off: Lost Girl, viene accennato, quando ancora prima che Greisha Jeager rubasse la Coordinata, l'influenza del potere del primo re manipoli indirettamente la volontà delle persone, principalmente quelle marce e corrotte all'interno delle mura, causandogli senza che se ne accorgessero degli incidenti. Eren in un momento percepisce la sua volontà benché non ne comprenda l'orgine definendola come qualcosa di invisibile che li manipolava.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Grisha Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Grisha Jaeger (グリシャ・イェーガー Gurisha Yēgā?) è il padre di Eren e il padre adottivo di Mikasa. Non originario delle mura, ma proveniente dai territori al di fuori di esse[16], Grisha sposa Carla Jaeger e si costruisce una fama di medico rispettato dopo aver salvato il distretto di Shiganshina da una misteriosa epidemia. Custodisce un segreto nel seminterrato della sua casa, a cui si riferisce con il termine "verità". In seguito alla caduta del Wall Maria, consegna le chiavi del seminterrato e inietta una sostanza nel corpo di Eren, che rende il figlio capace di trasformarsi in un gigante; sostanza ottenuta derubando la famiglia Reiss, in possesso del potere della Coordinata, e che viene uccisa dall'uomo, intenzionato a liberare l'umanità dal loro giogo e dalla loro influenza. Muore mangiato da Eren[2]. Viene rivelato infine che Grisha Jaeger proviene dal continente esterno delle mura e che era stato incaricato di recuperare la coordinata del primo re. Grisha possiede il potere di uno dei nove giganti originali, ricevuto da Eren Kruger, il quale si fece divorare intenzionalmente da lui per fargli continuare la missione. Oltre alla coordinata, tale potere è stato pertanto ereditato infine da Eren. Grisha si fece divorare intenzionalmente da Eren per poter dare al figlio una possibilità di salvare i suoi amici, osservando quanto Eren fosse determinato a volere uscire dalle mura per la libertà e di potersi infine vendicare dei giganti che hanno distrutto la sua famiglia, soprattutto anche perché il tempo di Grisha stava per scadere. Grazie alle azioni di Greisha, il popolo dell'isola di Paradis è riuscito a liberarsi dal controllo del re Fritz Reiss, permettendogli così di scoprire la verità sul mondo dove vivevano che per 100 anni gli era stato tenuto nascosto, dando così una speranza al popolo Eldiano di sopravvivere.

È doppiato in giapponese da Masaru Tsuchida e in italiano da Vittorio Guerrieri.

Carla Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Carla Jaeger (カルラ・イェーガー Karura Yēgā?) è la madre di Eren e la madre adottiva di Mikasa. Non è d'accordo con la decisione di Eren di entrare nell'Armata Ricognitiva e cerca di convincere Mikasa a fargli cambiare idea. Rimane intrappolata sotto le macerie della sua casa in seguito alla pioggia di detriti crollati dalla distruzione del Wall Maria da parte del Gigante Colossale e, nonostante le proteste dei figli, li affida a Hannes perché lui li salvi, venendo divorata da un gigante mentre Eren e Mikasa sono portati via[1]. Più avanti si scopre che il gigante che uccise Carla si rivela Dina Fritz: la prima moglie di Greisha proveniente dal continente esterno.

È doppiata in giapponese da Yoshino Takamori e in italiano da Irene Di Valmo.

Dallis Zacklay[modifica | modifica wikitesto]

Dallis Zacklay (ダリス・ザックレー Darisu Zakkurē?) è il comandante supremo delle tre divisioni militari. Processa Eren alcuni giorni dopo la battaglia di Trost, per decidere cosa farne del suo potere di gigante, finendo con l'assegnarlo all'Armata Ricognitiva[52]. Uomo dalle apparenze serie, calme e ragionevoli, è rispettato da quasi l'intera gerachia militare. Nutre in segreto un profondo odio verso l'ipocrisia e l'arroganza del governo e si unisce per questo a Elvin Smith nel suo colpo di Stato contro la corona.

È doppiato in giapponese da Hideaki Tezuka e in italiano da Dario Penne.

Kenny Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Kenny Ackermann (ケニー・アッカーマン Kenī Akkāman?) è il capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria, imparentato con Mikasa e zio di Rivaille. Vive fin dall'infanzia nei bassifondi delle mura, perseguitato dai soldati della famiglia reale. Tenta di vendicarsi attaccando Uri Reiss, ma diventa invece suo amico[35]. Dopo la morte di sua sorella Kuchel a causa di una grave malattia, decide di prendersi cura di suo nipote Rivaille, insegnandogli a usare le armi e a diventare autosufficiente; dopodiché lo abbandona.

In seguito si scontra contro Rivaille[50] e rapisce e porta Eren e Historia alla grotta di cristallo per ordine di Rod, al quale sottrae un cofanetto contenente un siero per trasformarsi in un gigante, che in fin di vita consegna a Rivaille.

Zeke Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Zeke (ジーク Jīku?) è il leader della gente che vive al di fuori delle mura ed è definito da Reiner come il "capo guerriero"[53]. Ha l'aspetto di un uomo sui trent'anni dai capelli biondi e con una cicatrice sul braccio sinistro[19]. Possiede l'abilità di diventare un gigante, più precisamente il Gigante Bestia (獣の巨人 Kemono no Kyojin?), Gigante Bestiale nel Databook Inside. Una volta trasformatosi, è alto 17 metri, ha una folta peluria che gli ricopre l'intero corpo, facendolo assomigliare a una grande scimmia, ed è tra i pochissimi giganti in grado di parlare. È molto curioso sugli usi e costumi umani, come dimostrato dal suo incontro con Mike Zacharius, ed è crudele, sadico e sarcastico, non esitando a punire i giganti che gli disobbediscono[54]. È capace di trasformare altri in giganti a loro volta[55] e, quando Reiner si scontra con lui per andare a salvare Annie, Zeke dà più importanza alla loro missione. Inizialmente in una posizione di vantaggio durante la battaglia a Shiganshina, viene colto alla sprovvista e martoriato da Rivaille, riuscendo però a sfuggirgli quando viene soccorso da un gigante quadrupede[13] e a salvare Reiner. Ridotto in pessime condizioni da Rivaille, non è in grado di salvare Berthold che è stato sconfitto. Si presenta davanti ad Eren spiegandogli che entrambi sono vittime di suo padre Grisha, e che lui ha fatto il lavaggio del cervello a suo figlio. Rivaille si presenta in quel momento sulle mura, intenzionato a chiudere definitivamente in conti con lui. Zeke rimane stupito e terrorizzato di come sia stato capace di abbattere tutti i giganti, definendolo un vero mostro, ammettendo infine di non voler più avere scontri diretti con Rivaille in futuro. Prima di scappare con Reiner, Zeke promette ad Eren che verrà di nuovo con dei rinforzi per salvarlo. Viene infine rivelato che Zeke è in realtà il fratellastro di Eren, nato da Greisha e Dina: un'altra donna proveniente dal regno del continente esterno. Dina proviene dal ramo della famiglia Reiss che si rifiutò di rinchiudersi nelle mura. Fin da piccolo Jeager e Dina crebbero Zeke con lo scopo di farlo diventare colui che avrebbe liberato gli Eldiani dalle oppressioni dei Marleyani. Con grande sorpresa Zeke li tradì avvertendo i Marleyani del colpo di Stato che volevano attuare. Dopo il fallimento nell'isola Paradis, discute con i capi dell'esercito Marleyano, poiché gli altri continenti, sono oramai in grado di rivaleggiare con i loro giganti avendo potenziato il loro arsenale bellico. Zeke insiste nel fare al più presto ritorno nell'isola Paradis per potere recuperare la coordinata ed Eren per potere dare così una speranza di vittoria al popolo Marley. I capi tuttavia sono alquanto riluttanti poiché le varie navi che vi avevano mandato per investigare sono state distrutte e nessun soldato è tornato per fare rapporto. infatti Armin ed Eren con i loro poteri di giganti stanno proteggendo l'isola dal continente esterno. Il Gigante Bestia di Zeke è uno dei nove giganti originali.

È doppiato in giapponese da Takehito Koyasu.

Peak[modifica | modifica wikitesto]

E' una ragazza dai lunghi capelli neri, il viso giovane e ovale, appartenente al ghetto degli Eldiani rimasti sulla terra ferma sotto il controllo del popolo Marleyano. La sua reale identità all'inizio della storia è quella del Gigante Quadrupede (車力の巨人 Shariki no Kyojin?). Sottoposta di Zeke come suo braccio destro appartiene al gruppo di spionaggio formato da: Zeke, Reiner, Berthold, Annie e Marcel, mandati nove anni fa nell'isola Paradis per recuperare il Gigante Progenitore del Re: Fritz Reiss. Peak insieme a Zeke rimase dietro le quinte a pattugliare i confini dell'isola, per evitare che altri del mondo esterno, interferissero nel loro piano di recupero del Gigante Progenitore e sterminio del popolo delle mura. La sua forma di Gigante Quadrupede gli consente una grande velocità. Tale capacità la rende estremamente adatta per le escursioni per osservare le azioni dell'armata ricognitiva quando esce dalle mura per poi tornare a fare rapporto a Zeke. La sua fisionomia di Gigante permetta anche a Peak di poter trasportare diversi carichi pesanti sulla schiena. Infatti durante la battaglia di Shiganshina, trasporta la botte con dentro Berthold preparandolo ad essere lanciato da Zeke all'interno della città. Nonostante queste doti, tuttavia, il Gigante Quadrupede si rivela inadatto nei combattimenti ravvicinati. Durante l'attacco dell'armata ricognitiva il Gigante Quadrupede, traporta grossi macigni al Gigante Bestia (Zeke) che li trasforma in proiettili per attaccare i soldati. Durante la battaglia di Shiganshina, Zeke messo duramente alle strette da Rivaille viene salvato tempestivamente da Peak che lo trae in salvo per poi scalare le mura entrando a Shiganshina, dove recupera all'ultimo momento Reiner per poi infine battere in ritirata, consapevoli ormai la missione è fallita. Fatto ritorno a Marley: Peak insieme a Reiner, Zeke e Galiard (fratello di Marcel tornato in posseso del Gigante Mascella), affrontano la guerra degli stati confinanti, informati della perdita dei giganti al servizio di Marley. Peak in forma di Gigante Quadrupede viene rivestita da delle lastre di metallo con collocate sulla schiena delle torrette munite di mitraglia avanzando oltre le trincee nemiche. Conclusasi infine la guerra durata per tre anni, viene convocata dalle alte sfere di Marley insieme a Zeke, Reiner e Galiard per decidere il prossimo piano per invadere l'isola Paradis. Tornata in forma umana, Peak mostra difficoltà nel camminare in piedi, affermando di essere stata per troppo tempo in forma di Gigante, prendendo così l'abitudine di muoversi a quattro zampe. Il Gigante Quadrupede di Peak è uno dei nove giganti originali. A differenza degli altri giganti, Peak sembra essere l'unica in grado di rimanere in forma di Gigante per un tempo illimitato senza ripercussioni, affermando di essere rimasta in forma di gigante durante la guerra degli stati confinanti per due mesi di fila.

Marcel Galliard[modifica | modifica wikitesto]

Viene mostrato all'inizio nella storia nei flash back di Reiner, Annie e Berthold. Solo dopo la comparsa del Gigante Bestia e della scoperta che Ymir è un gigante, si viene a sapere che Marcel è morto tempo fa per mano di Ymir. Si scopre in seguito che Marcel faceva parte del gruppo di spionaggio guidato da Zeke per recuperare il Gigante Progenitore dell'isola Paradis e come loro era nato nel ghetto Eldiano situato sulla terra ferma. Marcel trascorse l'infanzia insieme a Renier Berthold e Annie. Frequentando la stessa scuola del ghetto si reclutarono insieme per diventare soldati decisi a divenire i nuovi possessori del potere dei nove giganti originali. Venendo infine scelti come nuovi portatori del potere dei giganti le alte sfere militari di Marley decisero di metterli alla prova in una guerra contro un esercito nemico di Marley. Il gruppo dimostrò grandi capacità nell'utilizzo dei giganti superando ogni aspettativa, contando soprattutto che gli scienziati di Marley avevano potenziato il potere dei giganti. Le alte sfere di Marley, osservando il risultato dello scontro, decise che erano pronti per la missione di recupero del Gigante Progenitore nell'isola di Paradis. Il Comandante Maghat dell'esercito di Marley, preparò il gruppo per la missione: Mentre Zeke e Peak sarebbero stati impegnati a pattugliare il confine dell'isola, Marcel avrebbe guidato il gruppo formato da: Reiner, Berthold e Annie allo sfondamento delle mura e al recupero del Gigante Progenitore. Giunti sull'isola dopo essersi accampati, Marcel rivela a Reiner che egli è riuscito a ottenere il potere del Gigante Corazzato solo perché nell'accademia, Marcel, insultò e sminuì sempre suo fratello Porko in sua presenza, rilevando che l'esercito Marley non vedeva adatto Reiner come nuovo candidato per il Gigante Corazzato, vendendo una prospettiva più alta in Porko. Marcel fece tutto questo per salvare suo fratello, non volendo che anche lui entrasse in possesso del potere dei giganti riducendo così la sua vita a soli tredici anni. Chiedendo infine perdono a Reiner. Giunta l'alba, quando il gruppo si preparò a continuare il tragitto. Ymir percependo la loro presenza uscì dalla fossa in cui era finita e attaccò il gruppo. Reiner sul punto di essere divorato venne salvato all'ultimo momento da Marcel che lo spinse via finendo divorato al suo posto. Nonostante l'iniziale perdita, Reiner, Berthold e Annie continuarono la missione. Le memorie e il potere di Marcel vennero aquisiti da Ymir per poi essere sucessivamente recuperato da suo fratello Porko divenuto il nuovo Gigante Mascella.

Ymir Fritz[modifica | modifica wikitesto]

Viene citata nella storia antica come la prima Eldiana a risvegliare i suoi poteri di gigante nonché capostipite del popolo Eldiano. Tuttavia i riferimenti storici che la riguardano sono alquanto contraddittori. Secondo i testi storici dei Marleyani, 1820 anni prima della storia attuale, Ymir Fritz fece un patto con il "Diavolo della Terra" impossessandosi del potere che le permise di divenire così il primo gigante. In seguito alla sua morte, Yimir divise la sua anima in nove pezzi da cui nacquero i nove giganti originali: Il Gigante D'Assalto, Il Gigante Colossale, Il Gigante Corazzato, Il Gigante Femmina, Il Gigante Mascella, Il Gigante Quadrupede, Il Gigante Bestia, il Gigante Martello e il Gigante di 160 m. Successivamente a questo, nacque l'impero di Eldia che distrusse il regno di Marley e conquistò infine l'intero continente. Secondo i testi storici questo diede inizio a quello che venne chiamato come L'Era Oscura: "la gente di Ymir" dichiarò che tutte le altre razze che non avevano il potere dei giganti come inferiori e cominciò a vessarle. Con i loro poteri di giganti, il popolo di Eldya derubò le loro terre e si impossessò dei loro beni distruggendo anche alcune tribù. costringendo membri delle altre razze ad unirsi a loro per aumentare la popolazione di Eldia. Secondo quanto riportato nella storia questa epurazione etnica andò avanti per 1700 anni. Tuttavia molti Eldiani considerano tale cosa una menzogna inventata dai Marleyani, poiché se fosse durato così tanto un tale sterminio, il popolo Marlyano non esisterebbe più. Ottanta anni prima della trama attuale il popolo Marley riuscì a scatenare una guerra civile all'interno del popolo di Eldia indebolendolo, portando dalla sua parte sette dei nove giganti originali, vincendo così "La Grande Guerra dei Giganti". Fu in quel periodo che il 145º re del popolo Eldiano: Frytz Reiss rifiutò di usare il potere del "gigante progenitore" che possedeva e si stabilì nell'isola Paradis con il suo popolo. Un gruppo di Eldiani che volevano rovesciare il popolo Marley stanchi di essere oppressi dalle loro crudeltà, tramite un loro infiltrato "Il Gufo" trovarono un'altra versione della storia di Ymir dove viene venerata nell'antichità come la salvatrice del suo popolo che utilizzò il potere dei giganti per portare prosperità e ricchezza alle terre del suo popolo. Non è dato sapere quindi quale sia la verità.

Eren Kruger[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato col nome in codice "Il Gufo". Nonostante si spacci per un soldato di Marley si tratta in realtà di un Eldiano infiltrato all'interno del governo Marleyano. Eren Kruger riuscì a farsi falsificare i documenti da un amico medico Eldiano anche lui sotto falsa identità, poiché i medici sono considerati di alta importanza e che posseggono dei privilegi sociali. A dimostrazione di questo, molti Eldiani con documenti falsi si sono infiltrati a Marley. Per mantenere le apparenze, Kruger fu costretto ad uccidere e torturare svariati membri del suo popolo, aspettando l'occasione giusta per poter agire. È stato il principale responsabile a fornire armi e prodotti di ogni tipo al gruppo di resistenza Eldiano che voleva liberarsi una volta per tutte dell'oppressione dei Marleyani. Il Gufo senza chiarire il come: riuscì infine ad impossessarsi all'insaputa del governo di Marley del potere di uno dei nove giganti originali: Il Gigante D'Assalto. Dopo che il primo genito di Jeager: Zeke, tradì i genitori e il gruppo di resistenza, Eren accompagnò Jeager e il suo gruppo nell'isola di Paradis dove sarebbero stati tutti trasformati in giganti armigeri senza volontà. Quando infine fu il momento di Jeager ad essere trasformato, Eren Kruger agì: spinse il colonnello Marleyano da cui prendeva ordini giù dal muro facendolo divorare dai giganti appena trasformati (vendicando così anche la sorella di Jeager), per poi usare i suoi poteri di gigante d'assalto distruggendo il battello e massacrando tutti i soldati Marleyani gettandoli infine nel mare cancellando le loro tracce. Qui Eren Kruger rivela a Jeager di essere Il Gufo e che deve essere lui a continuare la missione al posto suo, poiché il tempo per Eren stava scadendo. Il Gufo chiede infine scusa a Greisha per avere lasciato che Dina venisse trasformata in un gigante, poiché se i Marleyani fossero venuti a conoscenza che fosse stata di sangue reale, l'avrebbero sfruttata per creare una nuova arma per spazzare via il popolo Eldiano. Kruger rivela a Jeager che deve recuperare la coordinata del Re: Fritz Reiss prima che siano i Marleyani a farlo. Poiché se ciò accadesse, gli Eldiani del ghetto diverrebbero inutili come armi per combattere al servizio del popolo Marley e sarebbero quindi sterminati come gli abitanti dell'isola. Sostenendo che Fritz Reiss non è più un re poiché non ha protetto il suo popolo e che la sua delirante idea pacifista auto-distruttiva porterà lo sterminio sul popolo Eldiano. Eren Kruger inaspettatamente pronuncia i nomi di Armin e di Mikasa benché come ammetta lui stesso, afferma di non sapere chi siano, sostenendo che i poteri di Yimir Fritz, la capostipite dei giganti, siano legati alla magia e che essa esiste davvero e che i poteri dei giganti trascendono il tempo e lo spazio passando per corridoi invisibili all'uomo. Eren Kruger consiglia a Jeager di provare a ricostruirsi una vita e una famiglia dentro le mura prima di procedere al recupero della coordinata, sostenendo che sono le cose che rendono una vita felice, per poi fare l'iniezione a Jeager facendosi infine divorare da lui consegnandogli le sue memorie e il potere del gigante d'assalto. Il gigante d'assalto del Gufo è molto più alto di quello di Eren. Ciò potrebbe essere dovuto dall'età fisica dell'individuo.

Dina Fritzz[modifica | modifica wikitesto]

Donna proveniente dalle terre esterne dell'isola di Paradis la cui storia viene ricordata delle memorie di Greisha ereditate da Eren dopo che questi divorò il padre. Dina è una discendente del ramo della famiglia reale che rifiutò di seguire il re per andare a rifugiarsi nell'isola di Paradis. Fu inviata dalla spia Eldiana: "Gufo" per aiutare il gruppo di resistenza Eldiana contro l'oppressione dei Marleyani poiché il suo sangue reale avrebbe potuto portarli alla vittoria. Successivamente sposò Greisha da cui poi ebbero un figlio; Zeke. Negli anni che seguirono lo istruirono con lo scopo di renderlo colui che avrebbe liberato gli Eldiani dalla oppressione dei Marleyani. Inaspettatamente Zeke li tradì, avvertendo le guardie Marleyane. Il gruppo compreso Dina e Greisha venne spedito nell'isola Paradis facendoli infine trasformare in giganti armigeri. Dina prima di venire trasformata, promette a Greisha che lo ritroverà qualunque cosa sarebbe accaduta. Viene rivelato infine che Dina era il gigante all'inizio della storia che divorò Carla, la madre di Eren. Il Gufo insabbiò l'informazione che fosse di sangue reale poiché se i soldati Marleyani lo avessero saputo l'avrebbero usata come soggetto da riproduzione trasformando i suoi figli in armi da guerra destinati al massacro.

Theo Maghat[modifica | modifica wikitesto]

Membro del popolo Marley che abita sulla terra ferma. È il supervisore militare del esercito Marleyano che dirige Zeke e gli altri principali Eldiani a cui è stato dato il potere dei nove giganti. Nove anni fa Maghat insieme agli altri strateghi militari ideò un piano per infiltrare degli Eldiani nell'isola Paradis allo scopo di recuperare il Gigante Progenitore del Re Fritz consapevoli ormai che il progresso del mondo sta rendendo obsoleto il potere dei Giganti di cui dispongono. La squadra fu composta dai giovani: Reiner, Berthold, Annie e Marcel dotati ciascuno di essi del potere dei nove giganti: Il Corazzato, il Femmina, il Colossale e la Mascella. Supervisionati a distanza da Zeke in possesso del Gigante Bestia e Peak dotata del Gigante Quadrupede che ebbero il compito di pattugliare le rive dell'isola Paradis per impedire ad altri intrusi delle terre esterne di interferire nel loro piano. Tuttavia Greisha Jeager, ultimo superstite della resistenza Eldiana contro il popolo Marleyano e padre di Zeke riuscì ad anticiparli grazie anche all'aiuto del Gufo, riuscendo ad impossessarsi del Gigante Progenitore della famiglia Reiss. Col fallimento del piano, il gruppo capeggiato da Zeke, fu costretto a cambiare strategia, dovendo aspettare in incognito dentro le mura, ad indagare su chi potesse essere il nuovo portatore del Gigante D'Assalto e del Progenitore. Con la scoperta che Eren può trasformarsi in Gigante, il gruppo di Zeke comprende che si tratta di lui. Iniziando a fare progetti per allontanare Eren dall'armata ricognitiva e rapirlo. Nonostante i poteri di cui disponevano, il gruppo capeggiato da Zeke, fallì la missione, grazie allo sforzo congiunto di Eren in possesso del Gigante D'assalto, e della armata ricognitiva munita di nuovi armamenti per contrastare i giganti. Contando, la perdita di Annie, Berthold e Marcel, il gruppo di Zeke è costretto infine a ritirarsi. Fatto ritorno nella terra ferma, gli stati confinanti ricevettero la notizia immediata dalla perdita dei giganti del popolo Marleyano e diedero inizio ad una guerra accanita credendo infine di poter vincere, ora che l'esercito di Marley si era indebolito. Nei tre anni che seguirono, dopo le vicende nelle mura dell'isola di Paradis, l'esercito Marleyano combatté una guerra senza quartiere. Grazie all'aiuto del ritorno di Reiner, Zeke e Peak, l'esercito di Marley riuscì infine a prevalere, contando anche l'aiuto di Galiard (fratello di Marcel) che era tornato in possesso del Gigante Mascella preso da Ymir. Maghat riunitosi con le alte sfere militari Marley discute apertamente che il popolo Marley non è più la prima super potenza mondiale e che ormai gli altri stati avendo potenziato il loro arsenale bellico, sono ora in grado di rivaleggiare con i giganti di cui dispongono. Maghat accusa la presunzione del popolo Marley avendo fatto troppo affidamento sul potere dei giganti e che ora ne stanno pagando il prezzo. Contando di non avere migliorato nel tempo i propri armamenti bellici. Su insistenza di Zeke, Maghat prepara una nuova squadra per fare ritorno sull'isola per recuperare il Gigante Progenitore in possesso di Eren. Seppur riluttante poiché le 32 navi mandate ad invadere l'isola sono state distrutte da Armin e Eren con il potere dei loro giganti, e l'esercito della terra ferma è ignaro di come l'isola degli Eldiani delle mura, si sia preparata ad affrontare i nemici del mondo esterno.

Billy Taybar[modifica | modifica wikitesto]

Discendente dei Taybar, una famiglia nobile che cento anni fa si opposero al Re Fritz riuscendo infine a deporlo dal suo trono. Vili ha ereditato il Gigante Martello (戦槌の巨人 Sentsui no Kyojin?), uno dei nove giganti originali. Osservando come la necessità dei giganti stia perdendo importanza e che quindi la vita stessa degli eldiani sia a rischio, la famiglia Taybar si è offerta di divulgare "la storia di questo mondo" e di assumere il controllo totale di Paradis. Successivamente, Vili rivela a Maghat che la famiglia Taybar manipola e controlla Marley da tempo, replicando tuttavia che i Marleyani sono diventati uno stato militarista per propria scelta. Billy ammette infine che ciò che è successo al polo di Eldia e a Marley è stato causato dalle azioni dei loro avi affermando di saperlo grazie ai ricordi trasmessi dal gigante martello, rivelando che c'è grande movimento nell'isola Paradis e che gli Eldiani delle mura si stanno preparando per qualcosa di imponente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Hajime Isayama, Capitolo 2, in L'attacco dei giganti, volume 1, Panini Comics, 2012.
  2. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 62, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  3. ^ a b (EN) Fighter Who Inspired "Attack on Titan" Fired By UFC, Crunchyroll, 28 settembre 2013. URL consultato il 24 marzo 2016.
  4. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 50, in L'attacco dei giganti, volume 12, Panini Comics, 2014.
  5. ^ a b c d e Hajime Isayama, Capitolo 66, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  6. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 82, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  7. ^ Hajime Isayama, Capitolo 6, in L'attacco dei giganti, volume 2, Panini Comics, 2012.
  8. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 65, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  9. ^ Hajime Isayama, Capitolo 30, in L'attacco dei giganti, volume 7, Panini Comics, 2012.
  10. ^ Hajime Isayama, Capitolo 45, in L'attacco dei giganti, volume 11, Panini Comics, 2013.
  11. ^ (JA) ネットの環境が整いましたので再開します, Blog.livedoor.jp. URL consultato il 7 aprile 2016.
  12. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 3, in L'attacco dei giganti, volume 1, Panini Comics, 2012.
  13. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 81, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  14. ^ Hajime Isayama, Capitolo 74, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics, 2016.
  15. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 49, in L'attacco dei giganti, volume 12, Panini Comics, 2014.
  16. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 71, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics, 2016.
  17. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 42, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  18. ^ a b Hajime Isayama, Gigantopedia, in L'attacco dei giganti, Outside: L'attacco agli umani, Panini Comics, 2014.
  19. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 70, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  20. ^ Hajime Isayama, Capitolo 79, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  21. ^ Hajime Isayama, Capitolo 44, in L'attacco dei giganti, volume 11, Panini Comics, 2014.
  22. ^ Hajime Isayama, Capitolo 21, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  23. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 31, in L'attacco dei giganti, volume 8, Panini Comics, 2013.
  24. ^ Hajime Isayama, Capitolo 33, in L'attacco dei giganti, volume 8, Panini Comics, 2013.
  25. ^ Hajime Isayama, Capitolo 8, in L'attacco dei giganti, volume 2, Panini Comics, 2012.
  26. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 18, in L'attacco dei giganti, volume 4, Panini Comics, 2012.
  27. ^ Hajime Isayama, Capitolo 53, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  28. ^ Hajime Isayama, Capitolo 59, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  29. ^ Hajime Isayama, Capitolo 77, in L'attacco dei giganti, volume 19, Panini Comics, 2016.
  30. ^ Hajime Isayama, Capitolo 37, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  31. ^ (JA) サシャ・ブラウスとは (イモオンナとは) [単語記事] - ニコニコ大百科, Dic.nicovideo.jp. URL consultato il 3 giugno 2013.
  32. ^ Hajime Isayama, Capitolo 36, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  33. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 40, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  34. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 52, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  35. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 69, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  36. ^ (JA) Pagina dei personaggi sul sito ufficiale del manga, shingeki.net. URL consultato il 24 marzo 2016.
  37. ^ (JA) Pagina di Ymir sul sito ufficiale dell'anime, shingeki.tv. URL consultato il 24 marzo 2016.
  38. ^ Hajime Isayama, Speciale. Il taccuino di Ilse, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  39. ^ Hajime Isayama, Capitolo 39, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  40. ^ (JA) Hajime Isayama, 更新が滞ってすいません!返事します!, Blog.livedoor.jp, 4 ottobre 2010. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  41. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 11, in L'attacco dei giganti, volume 3, Panini Comics, 2012.
  42. ^ Hajime Isayama, Capitolo 8, in L'attacco dei giganti: Birth of Rivaille, volume 2, Panini Comics, 2015.
  43. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 20, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  44. ^ Hajime Isayama, Capitolo 56, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  45. ^ Hajime Isayama, Capitolo 72, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics.
  46. ^ Hajime Isayama, Capitolo 55, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  47. ^ Hajime Isayama, Capitolo 61, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  48. ^ Hajime Isayama, Capitolo 51, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  49. ^ Hajime Isayama, Capitolo 57, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  50. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 68, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  51. ^ Hajime Isayama, Capitolo 64, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  52. ^ Hajime Isayama, Capitolo 19, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  53. ^ Hajime Isayama, Capitolo 75, in L'attacco dei giganti, volume 19, Panini Comics, 2016.
  54. ^ Hajime Isayama, Capitolo 35, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  55. ^ Hajime Isayama, Capitolo 38, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
Anime e manga Portale Anime e manga: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di anime e manga