Personaggi de L'attacco dei giganti

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1leftarrow blue.svgVoce principale: L'attacco dei giganti.

Questa è la lista dei personaggi de L'attacco dei giganti, manga di Hajime Isayama pubblicato a partire dal 9 settembre 2009 da Kōdansha. Nel 2013 è stato realizzato un anime omonimo, ispirato alla serie manga, prodotto da Wit Studio e da Production I.G e diretto da Tetsurō Araki.

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Eren Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Eren Jaeger (エレン・イェーガー Eren Yēgā?) è il protagonista principale della storia. Nato e cresciuto nel distretto di Shingashina, è figlio del dottor Grisha Jaeger e di sua moglie Carla, un'ex-ostessa conosciuta pochi anni prima. Ha anche una sorella adottiva, Mikasa Ackermann, che lo stesso Eren salvò all'età di 9 anni dalle grinfie di alcuni trafficanti di schiavi che le avevano ucciso i genitori per venderla al mercato nero come schiava sessuale, a causa della sua discendenza asiatica. Il bambino riuscì ad individuarli e ad ucciderli a pugnalate, liberando Mikasa e offrendole di vivere con la sua famiglia, dato che era rimasta orfana: a simbolo di questo legame affettivo, le donò la propria sciarpa rossa, da allora sempre indossata dalla ragazza. Da sempre amante della libertà e curioso di vedere il mondo oltre le mura, espresse fin da giovane il desiderio di entrare nel Corpo di Ricerca, incontrando però sempre l'opposizione della madre, che temeva per la sua vita. Tuttavia, a 10 anni, durante la catastrofe avvenuta dopo l'apertura di una breccia nel Wall Maria, proprio nel punto in cui si trovava la sua città, invasa dai giganti, sua madre venne uccisa e divorata da uno di questi esseri mostruosi proprio sotto i suoi occhi, mentre veniva portato in salvo con Mikasa da Hannes, un soldato del Corpo di Guarnigione e vecchio amico della famiglia Jaeger. Da allora, il suo obiettivo diventa quello di sterminare tutti i giganti, dal primo all'ultimo, per vendicare sia sua madre sia la razza umana. Possiede un carattere forte e determinato, caratteristica che compensa la sua scarsa abilità nel combattimento, oltre ad essere impulsivo, aggressivo e idealista. Dopo la caduta di Shingashina, si arruola nell'esercito insieme a Mikasa e al migliore amico Armin, addestrandosi nel 104º Corpo di Addestramento Reclute e classificandosi al 5º posto[1]. Durante la battaglia di Trost, scopre di possedere l'abilità di trasformarsi in un gigante quando viene inghiottito vivo da un altro gigante, nel tentativo di salvare Armin da morte certa. Successivamente, dopo essere stato rapito e portato nella grotta di cristallo della famiglia Reiss, scopre che ciò è possibile grazie al siero iniettatogli dal padre, subito dopo i primi tragici eventi, oltre al fatto di aver mangiato Grisha stesso, il quale a sua volta aveva ottenuto il potere da Eren Kruger, detto il Gufo. Eren possiede il Gigante d'Attacco (進撃の巨人 Shingeki no Kyojin?), o Gigante dell'Avanzata, uno dei nove giganti originali, conosciuto come il gigante che amava l'avventura e che combatteva per la libertà, senza mai fermarsi, oltre al Gigante Progenitore (始祖の巨人 Shiso no Kyojin?), il gigante che Grisha aveva rubato a Frieda Reiss[2] e al Gigante Martello (戦槌の巨人 Sentsui no Kyojin), ottenuto divorando la sorella di Willy Tyber durante l'attacco a Marley.

Nella battaglia di Shingashina, riesce a riconquistare il Wall Maria dopo uno scontro intenso e cruento contro Zeke, Reiner, Berthold e Pieck: sfruttando infatti la sua nuova abilità dell' indurimento, riesce a richiudere la breccia aperta nella cinta muraria esterna e a catturare Berthold, il quale, in forma di Gigante Colossale, era stato distratto da Armin, quasi morto per le ustioni riportate. Proprio per questo motivo, Eren si oppone fisicamente alla scelta del capitano Levi di usare il siero per la trasformazione in Gigante su Erwin anziché su Armin, poiché era necessario scegliere a chi far divorare Berthold, appena catturato, e tramandare i poteri del Gigante Colossale. Saranno i suoi discorsi sulla genuinità degli ideali di Armin a far scegliere il capitano, che infine farà l'iniezione a questi anziché ad Erwin, anche per via dell'ossessione del comandante, mantenuta fino alla morte, di conoscere la verità sul mondo esterno.

Eren riesce infine a raggiungere il seminterrato della sua casa natale, dove suo padre custodiva la cosiddetta "verità": servendosi della chiave che aveva ricevuto da lui cinque anni prima, trova un nascondiglio segreto nella scrivania di Grisha Jeager, dove erano tenuti nascosti alcuni diari sulle sue origini e una fotografia che ritraeva la sua precedente famiglia, composta dalla prima moglie Dina Fritz (che si scoprirà essere il Gigante che ha divorato sua madre Carla), appartenente alla dinastia reale, e dal loro figlio Zeke. Grazie agli scritti del padre, quindi, si scopre che l'umanità non è stata affatto sterminata, che nel mondo esterno vi sono ancora numerosi popoli e che la gente che vive nelle mura appartiene alla razza degli eldiani, discendenti di Ymir Fritz, ossia colei che aveva ottenuto per prima, circa 2000 anni prima, il potere del Gigante Progenitore; pertanto essi sono gli unici al mondo a potersi trasformare in Giganti. Questi ultimi, inoltre, non sono altro che eldiani trasformati, per reati di tradimento o di ribellione, dal governo militare di Marley, la superpotenza continentale che aveva distrutto il potere dell'Impero eldiano e che ora governava il mondo con il potere dei nove giganti originali, sfruttando gli eldiani rimasti sul continente. Si scopre inoltre che il luogo dove essi vivono non comprende tutto il mondo, come finora avevano creduto, ma è solo un'enorme isola, chiamata Paradis e usata da Marley come colonia penale per i traditori eldiani.

Dopo tre mesi, Eren, Mikasa, Armin e gli altri membri del Corpo di Ricerca raggiungono l'oceano, esaudendo così il loro più grande desiderio, ossia poter finalmente uscire dalle mura. Tuttavia, osservando l'orizzonte, Eren ammette rattristato che la libertà non è ancora a portata di mano, poiché il loro principale nemico si trova aldilà dell'oceano e che gli eldiani di Paradis non sarebbero stati liberi fino al totale annientamento di Marley. Poco tempo dopo, al largo dell'isola approdano due squadre navali di ricognizione marleyane, per osservare i movimenti degli isolani (considerati "demoni" dal resto del mondo) dopo il fallimento della precedente missione di Annie, Berthold, Marcel e Reiner, che consisteva nel recuperare il Gigante Progenitore per garantire a Marley l'assoluta superiorità militare sul mondo. Insieme ad Armin, Eren in forma di Gigante cattura ogni singolo bastimento, facendone prigioniero l'equipaggio, anche grazie al supporto logistico dei Volontari Anti-Marley, un gruppo militare composto da soldati di varie nazioni assoggettate a Marley e costretti a servire la potenza vincitrice nel proprio esercito. Sua guida risulta essere Yelena, una soldatessa che è una fedelissima sostenitrice di Zeke Jeager, inviata da quest'ultimo come intermediario fra le due parti. Il fratellastro di Eren, infatti, aveva proposto al governo di Paradis di usare il Gigante Progenitore di Eren, unito ad un Gigante di sangue reale (cioè Zeke stesso) per poter usare il Boato della Terra, ossia risvegliare i milioni di Giganti Colossali che componevano le tre cerchie di mura, come dimostrazione di forza contro le nazioni ostili, in attesa che Paradis potesse tecnologicamente difendersi senza l'uso del boato stesso: il tempo stimato era di almeno cinquant'anni, durante i quali i Giganti di Eren e Zeke dovevano essere tramandati, continuando la tradizione di morte dopo solo tredici anni degli sfortunati eredi dei titani. Per far questo, sarebbe stato necessario anche l'aiuto della nazione di Hizuru, un tempo stretta alleata di Eldia, e ora interessata ad avere il monopolio delle risorse sotterranee dell'isola, uniche al mondo, poiché create dal primo Re Fritz con i poteri del Gigante Progenitore.

Eren però si dimostra contrario e decide di valutare altre alternative, prima di procedere con questo piano: è tuttavia consapevole di non avere ancora molto da vivere, come quando, durante i lavori di costruzione della prima ferrovia di Paradis, parla con Armin, Mikasa e i suoi più stretti amici e commilitoni (Jean Kirchstein, Sasha Braus e Connie Spinger), sulla successione del Gigante d'Attacco e del Progenitore, affermando di non avere intenzione di trasmetterlo a uno di loro, poiché, così facendo, avrebbe accorciato drasticamente la loro vita. Infine, con l'aiuto del clan Azumabito, detentore del potere politico ad Hizuru, e dei Volontari Anti-Marley, si infiltra in territorio nemico insieme ad altri soldati del Corpo di Ricerca, per poter stabilire una base operativa e avviare dei possibili negoziati di pace. Fu in questo periodo che Eren chiese a Mikasa cosa provasse davvero per lui, non ottenendo però una risposta convinta dalla ragazza, che rispose vagamente che lui rappresentava la sua "famiglia". Infine, assistendo a un'assemblea della società Amici degli eldiani, con la quale si sarebbero dovuti avere i primi contatti informali, scopre scioccato che Paradis viene additata come fonte di ogni male, e dunque considerata nemica del mondo intero: quindi, Eren decide di portare avanti un piano del tutto personale per salvare il suo popolo, assecondando apparentemente il piano del fratello.

Dunque sì infiltrò da solo a Marley, vivendo a Liberio, il ghetto eldiano della capitale di Marley, Lakua, sotto la falsa identità di Kruger, spacciandosi per un veterano di guerra menomato (menomazioni da lui stesso procurate, essendosi amputato una gamba con una baionetta e cavandosi un occhio con un proiettile). Durante la convalescenza in ospedale, conosce infine il nonno paterno, impazzito per la perdita dei suoi due figli (suo padre Grisha e sua zia Faye, uccisa da un poliziotto marleyano per educare i figli a odiare gli eldiani). Inoltre, si avvicina anche a Falco Grice, un guerriero cadetto con cui instaura un rapporto amichevole e cordiale, sfruttandolo come corriere per far spedire, senza sospetti, delle lettere ai suoi commilitoni, dove riporta i dettagli dell'attacco definitivo a Marley. Giunta la conferenza mondiale della famiglia Tybur, in cui viene lanciata la dichiarazione di guerra a Paradis, Eren, nascosto nello scantinato di un condominio posto dietro il palcoscenico, rincontra Reiner dopo quattro anni dall'ultima volta in cui si erano visti, instaurando con lui un dialogo franco e sincero dove comprende le azioni che lo avevano costretto a sfondare le mura tanto tempo prima e afferma che lui stesso aveva cambiato la sua prospettiva sul mondo, imparando a riconoscere persone buone e cattive, a differenza dell'indottrinamento di Marley, che dipingeva tutti gli eldiani come mostri inumani. Malgrado tutto, Eren lancia comunque il suo contrattacco, affermando che avrebbe continuato ad avanzare fino allo sterminio dei suoi nemici, trasformandosi in gigante per divorare Willy Tybur, credendolo il possessore del Gigante Martello. Inizia poi a distruggere il distretto e a uccidere indiscriminatamente sia i soldati marleyani sia i civili eldiani innocenti, ma scopre però che Willy era solo un'esca e che la vera detentrice del Martello è sua sorella, Lara Tybur. Nonostante la forza del Gigante Martello sia superiore, Eren, con l'aiuto di Mikasa, riesce infine a sconfiggerlo e a mangiare Lara Tybur, acquisendo il Gigante Martello e mettendo fuori combattimento sia il Gigante Mascella di Porco Galliard, sia il Gigante Corazzato di Reiner.

Ritornato con i commilitoni su un dirigibile diretto a Paradis, viene pestato violentemente da Levi, che lo accusa d’insubordinazione poiché l'attacco che ha lanciato alla conferenza e l'acquisizione del Gigante Martello non rientrava nei piani, venendo messo infine agli arresti sull'isola per aver agito di testa sua. Inoltre, dopo aver saputo della morte di Sasha, uccisa da un colpo di fucile sparato da Gabi, intrufolatasi sul dirigibile, ha un reazione isterica che lo porta a ridere dopo aver saputo che la sua ultima parola era stata "carne": si ricorda infatti di un episodio dove Sasha aveva rubato della carne dal deposito viveri degli ufficiali, affermando di non preoccuparsi delle conseguenze poiché, dopo aver riconquistato il Wall Maria, si sarebbe potuto ricominciare ad allevare bestiame.

Dopo un mese di arresti, tuttavia, con i suoi nuovi poteri, Eren riesce ad evadere e a raggiungere un gruppo di fedeli seguaci, composto da membri delle forze armate dell'isola e guidato da Floch Forster. Il gruppo viene denominato "Jeagaristi". Si tratta di una fazione nazionalista ed estremamente violenta, che intende porre Eren al comando delle forze armate di Paradis ed è favorevole a farlo incontrare con Zeke, in modo da attivare il potere del Gigante Fondatore senza il patto di rinuncia alla guerra e far rinascere l'Impero di Eldia. Scatenando di fatto una guerra civile a Paradis con i militari fedeli al governo, gli Jeagaristi conquistano l'isola e rinchiudono in prigione gli ultimi oppositori rimasti, tra cui Armin e Mikasa, con i quali Eren decide di tagliare definitivamente i rapporti e di proseguire senza ripensamenti sul suo cammino. In un burrascoso colloquio con i suoi vecchi amici, infatti, giunge a dire che Armin è controllato dagli ideali pacifisti di Berthold e che ha odiato Mikasa, dopo aver scoperto l'origine non naturale del suo attaccamento morboso verso di lui. Eren dunque accetta apparentemente il piano di Zeke, che voleva porre fine all'esistenza del popolo di Eldia, e dunque dei Giganti, con un'estinzione indolore: infatti, usando il potere del Fondatore, Zeke voleva rendere sterili tutti gli eldiani, in modo che la loro fosse l'ultima generazione esistente prima della fine.

Nonostante l'attacco a sorpresa dell'esercito di Marley a Paradis, Eren, braccato dal Gigante Mascella di Porco Galliard e dal Corazzato di Reiner, riesce a cavarsela grazie all'aiuto del Gigante Bestia e dei membri del Corpo di Ricerca a cui aveva voltato le spalle. Cerca infine di raggiungere Zeke appena giunto sul campo di battaglia, ed entrare in contatto con lui: tuttavia Gabi, furente per la recente trasformazione in Gigante di Falco attuata da Zeke, gli spara con un fucile anti-giganti (simile ad un potente fucile da cecchino), riuscendo a decapitarlo. Un istante prima di morire, la testa di Eren finisce tra le mani del fratello maggiore: tale contatto fa trasportare la coscienza dei due nei Sentieri, ovvero la dimensione onirica della Coordinata, dove si trova anche una bambina sporca vestita di stracci, che si rivela la capostipite degli eldiani, Ymir Fritz. Quando Zeke chiede a Eren di usare il potere per rendere sterili gli eldiani, questi però rifiuta, rivelando al fratellastro di averlo aiutato solo per ottenere il pieno potere della coordinata. Zeke, prevedendo tale mossa, informa Eren del fatto che Ymir, in passato una schiava dei Fritz che aveva ottenuto accidentalmente il potere del Gigante Fondatore, avrebbe obbedito soltanto agli eldiani di sangue reale. Nonostante il tradimento, Zeke Jeager tenta comunque di portare il fratello minore dalla sua parte, cercando di fargli capire che tutto il suo odio derivava dall'indottrinamento fatto dal loro padre Grisha, guidandolo attraverso una serie di ricordi della sua infanzia. Eren, però, dimostra al fratellastro di aver agito sempre di sua spontanea volontà, fin da quando era bambino, eliminando qualsiasi nemico si fosse frapposto tra lui e la sua libertà: anni prima, infatti, venendo a contatto con Historia (anch'essa di sangue reale come Zeke), Eren era stato in grado di vedere il futuro, dunque nulla delle azioni commesse finora derivava dall'influenza di altri.

Ripercorrendo i ricordi della vita di Grisha grazie al potere dei Sentieri, sarà lo stesso Eren ad influenzare il padre, che aveva abbandonato il disegno di rubare il Progenitore, istigandolo a divorare Frida Reiss per rubare quel potere, al fine di non vanificare il sacrificio di Dina Fritz, di Eren Kruger e dei suoi compagni restaurazionisti. Lo stesso Grisha, vedendo Zeke dopo aver compiuto il macabro gesto, lo supplica di fermare il fratello dal commettere un genocidio di massa. Il fratello maggiore, allora, cerca di impedirgli di portare avanti il suo piano, ordinando alla progenitrice Ymir di rendere sterili gli eldiani, ma non può nulla quando Eren, abbracciando Ymir, la sprona a ribellarsi al controllo dei Fritz, promettendo di distruggere il mondo che le aveva reso la vita un inferno. Con un'espressione feroce, la capostipite si ribella al volere dei suoi padroni dopo 2000 anni di reclusione nei Sentieri, concedendo infine a Eren il potere del Gigante Fondatore e liberandosi dalla prigionia di quella dimensione.

Contemporaneamente, sulla terra, dalla testa decapitata di Eren si dilunga lo stesso essere invertebrato scintillante che aveva concesso due millenni prima il potere del Gigante Fondatore a Ymir, ricollegandola al collo del ragazzo. Eren si trasforma allora in un gigante di dimensioni mai viste prima, mentre nello stesso momento tutte e tre le cerchia di mura iniziano a crollare, sancendo il risveglio delle migliaia di Giganti Colossali e della loro marcia inarrestabile. Quindi, tramite la connessione del Primordiale con tutti gli eldiani, comunica loro il suo piano: avendo ormai capito che l'odio del mondo intero verso Eldia e il popolo di Ymir non sarebbe mai cessato, annuncia di voler usare il potere apocalittico che aveva appena ottenuto per sterminare tutta l'umanità al di fuori dei suoi compatrioti sull'isola di Paradis. In realtà, il vero motivo che lo spinge a voler cancellare ogni forma di vita è la delusione nell'aver scoperto che il mondo, al di fuori delle mura, non fosse il paradiso raccontato durante la sua infanzia nei libri di Armin, ma che invece rappresentava una landa devastata dalle continue guerre degli uomini. Malgrado i sensi di colpa provati verso gli innocenti che sarebbero morti allo stesso modo dei suoi nemici, nella sua nuova enorme forma, il Gigante d'Attacco di Eren attraversa con i Colossali in pochi giorni il mare, iniziando a distruggere Marley nella sua avanzata. La resistenza contro di lui viene organizzata da Mikasa, da Armin e dai pochi membri del Corpo di Ricerca che non lo avevano assecondato, oltre che dai resti della spedizione marleyana a Paradis (Magath, Reiner, Pieck, Annie, Gabi e Falco). Essi, dopo aver sbaragliato gli Jeageristi, credono inizialmente di poterlo in qualche modo convincere a cessare la Marcia, ma sarà lo stesso Eren, sfruttando di nuovo i poteri del Fondatore, a entrare in contatto telepatico con loro per informarli del fatto che erano liberi di tentare di fermarlo, ma che in ogni caso non avrebbe interrotto il massacro, facendo capire che combattere era l'unica opzione possibile.

Frattanto, dalla base aerea di Fort Salta, ultimo baluardo di resistenza militare di Marley, partono dei dirigibili armati di cariche esplosive, nel tentativo di distruggere l'immenso gigante di Eren; ogni sforzo è inutile, poiché il potere del Fondatore, unito a quello del Martello, evoca tutti i nove giganti originali che si sono susseguiti nel corso delle generazioni e abbatte i dirigibili. Subito dopo, si scatena contro Mikasa, Armin, Levi, Jean, Connie, Pieck e Reiner, giunti in quel momento a bordo di un idrovolante per fermare la Marcia. Soltanto l'arrivo tempestivo di Falco, nella sua nuova forma volante di Gigante Mascella, insieme ad Annie e a Gabi, riesce a salvarli dall'orda di Giganti. Alcuni dei detentori dei giganti del passato, però, tra cui Porco e Marcel Galliard, Eren Kruger, Grisha Jeager, Tom Xaver e Bertholdt Hoover, si ribellano al potere del Fondatore e decidono di dar manforte ai suoi oppositori, proprio mentre Armin, fatto rapire da Ymir in persona, riesce a convincere Zeke, fino ad allora esiliato nei Sentieri e rassegnato al proprio destino, a dissociarsi da Eren nel suo progetto genocida. Quindi, il maggiore dei fratelli Jeager sacrifica la propria vita, uscendo allo scoperto e facendosi decapitare per mano di Levi: in questo modo, il potere del Fondatore non può più essere usato dallo stesso Eren e la Marcia si ferma, dopo aver mietuto milioni di vittime. Quindi Jean ne approfitta per staccare il collo del Gigante d'Attacco, facendo detonare alcune cariche esplosive, in modo da far apparire nuovamente l'essere invertebrato scintillante (simile a una hallucigenia), fonte del potere dei Giganti, e distruggerlo. In forma di Gigante Corazzato, Reiner blocca la creatura, che sta cercando di ricollegarsi alla testa di Eren, mentre Armin, dopo aver detto addio all'amico, sfrutta l'occasione per investire in pieno il Gigante d'Attacco con l'esplosione della sua trasformazione in Gigante Colossale.

L'esplosione non è però sufficiente a fermare Eren, che ricompare con una forma simile a quella del Gigante Colossale, mentre l'essere invertebrato, ora munito di vita propria, sprigiona dei gas che fanno trasformare in Giganti tutti gli eldiani scampati al massacro e rifugiatisi nelle vicinanze di Fort Salta, i quali a loro volta attaccano poi Reiner, Annie e Pieck, che sono sul punto di essere sopraffatti poiché tra i Giganti vi sono anche i propri cari trasformati. Alla fine, Eren sarà ucciso per mano di Mikasa, la quale, aiutata da Armin, Falco e Rivaille, entra nella bocca del Gigante dove si trova la testa del ragazzo, ancora collegata dalla lunga colonna vertebrale al suo vecchio corpo, e lo decapita con un colpo di spada. Lo stesso Eren è presente in una visione di Mikasa, nella quale si vede la vita pacifica che avrebbero potuto avere insieme se la ragazza avesse scelto di ricambiare apertamente i suoi sentimenti, portandolo a non commettere il genocidio di massa ma anche consentendo l'inevitabile conquista di Paradis da parte di Marley.

In questo scenario alternativo, Eren e Mikasa vivono insieme gli ultimi quattro anni del ragazzo dopo essere scappati dall'isola. Nel momento in cui sarebbe morto, Eren le chiede di dimenticarlo, di vivere a lungo e di essere libera, gettando via la sciarpa che le aveva donato durante il loro primo incontro, simbolo del loro legame reciproco. Tuttavia, nella realtà che stanno vivendo, Mikasa rifiuta questa richiesta, e per la prima e unica volta, bacia la testa mozzata di Eren, a sugello di un amore oltre la morte. Il tutto avviene sotto gli occhi della progenitrice Ymir, che compare felice e sorridente per la prima volta nella sua esistenza.

Dopo la sua morte, il parassita fonte del potere dei Giganti non può più sopravvivere e gli Eldiani trasformati in Giganti tornano umani, inclusi i mutaforma, mentre il potere del Gigante Fondatore mostra ai membri dell'alleanza i ricordi che Eren aveva lasciato a tutti loro; ad esempio, Connie rammenta che Eren gli abbia detto che sua madre, trasformata in Gigante da Zeke Jeager quattro anni prima, sarebbe tornata umana.

Armin, invece, ricorda il momento in cui Eren lo aveva portato nei Sentieri, spiegandogli il suo piano e dicendogli che lui aveva già visto il futuro in cui sarebbe morto per mano di Mikasa e degli altri, facendo in modo che sarebbero stati riconosciuti come eroi dal resto dell'umanità, sterminata all'80%. Ciò, oltre a rendere praticamente impossibile una guerra tra Paradis e le altre nazioni, li avrebbe posti di fatto al sicuro da qualsiasi ripercussione dal resto del mondo, mentre la maledizione dei Giganti sarebbe così svanita per sempre, grazie all'intervento della progenitrice Ymir. Eren, dopo aver passato tutto quel tempo nei Sentieri, era riuscito a capire come Ymir in realtà fosse innamorata del Re Fritz, nonostante quest'ultimo l'avesse schiavizzata e sfruttata fino alla morte. Ymir aveva quindi aspettato per 2000 anni nei Sentieri qualcuno che la rendesse davvero libera, trovando questo qualcuno in Mikasa, che aveva agito come lei non aveva mai avuto il coraggio di fare, andando oltre i propri sentimenti e uccidendo l'amore della vita per un bene più grande. Eren sapeva che quest'azione di Mikasa avrebbe convinto Ymir a liberare gli Eldiani dalla maledizione dei Giganti, e dunque tutti i suoi sforzi erano stati incentrati nel raggiungere questo scenario. In questi ricordi, confida ad Armin che non vorrebbe lasciare Mikasa e che il suo vero desiderio sarebbe stato quello di passare la vita insieme a lei, ma soltanto seguendo il suo tragico destino avrebbe potuto salvare tutti; in caso contrario, Marley avrebbe conquistato Paradis e li avrebbe sterminati. Eren tuttavia ammette che, nonostante tutto, il mondo esterno lo aveva davvero deluso, e che forse avrebbe portato a termine la Marcia in ogni caso: addirittura, per mettere in moto tutta la catena di eventi che avrebbe portato a quel risultato finale, con il potere del Gigante Fondatore era intervenuto nel passato per accertarsi che Dina Fritz, in forma di Gigante, divorasse sua madre, dandogli l'odio e la forza necessaria ad andare avanti. Armin tenta di spronarlo a cercare un'altra strada per risolvere le cose, ma dopo il lungo discorso, Eren lo abbraccia un'ultima volta nei Sentieri, ribadendogli il fatto che a salvare l'umanità era stato davvero lui, cancellandogli quel ricordo per sbloccarlo soltanto alla fine della battaglia.

La sua testa viene dolcemente cullata da Mikasa, ormai consapevole di ciò che Eren provava per lei e di ciò che lo aveva spinto a massacrare quasi tutta la popolazione mondiale; quindi, dopo un rapido e commosso addio ad Armin, Mikasa ritorna a Paradis, per seppellire i suoi resti alla periferia di Shingashina, vicino l'albero che erano soliti visitare da bambini. Dopo tre anni, la sua tomba sarà ancora vegliata da Mikasa, la quale, pur triste per la sua perdita, lo ringrazia per averla avvolta con la sciarpa il giorno del loro incontro.

Poteri e abilità

La sua forma di Gigante, con lunghi capelli castani, orecchie appuntite e occhi verdi, si presenta con una struttura corporea muscolosa e agile, che Isayama ha dichiarato ispirata all'artista marziale giapponese Yushin Okami[3]. Possiede l'abilità della Coordinata[4], tipica del Gigante Progenitore, la quale gli permette di controllare le azioni degli altri giganti se entra in contatto con qualcuno di sangue reale, in base al proprio stato d'animo; nella lotta contro Rod Reiss, invece, ingerendo una boccetta di fluido spinale, acquisisce la capacità, simile a quella del Gigante Femmina, di indurire la propria pelle[5], che esercitandosi impara a sfruttare, come dimostrato quando la usa per richiudere la breccia nel distretto di Shiganshina e nel Wall Maria[6]. Nell'anime Eren, in forma di Gigante, durante il suo feroce combattimento con il Gigante Femmina nel distretto di Stohess, venendo colto da una forte rabbia fa uscire vapori dal suo corpo, in modo simile al Gigante Colossale, dandogli caratteri felini come l'allungamento delle zanne e gli occhi felini, facendolo assomigliare di più a una bestia. Il vero potere del Gigante d'Attacco, però, non è l'agilità o la resistenza fisica, ma la capacità di poter viaggiare avanti e indietro nello spazio-tempo, come viene dimostrato durante l'incontro tra Eren e Zeke nei Sentieri, dove è lo stesso Eren a spronare il padre, riluttante a continuare, a completare la sua missione, modificando coì il corso degli eventi. Inoltre, avendo ingerito il Gigante Martello, può sfruttarne alcune abilità particolari, come far apparire dal terreno enormi spuntoni di cristallo solidificato, capaci di trapassare il corpo di un altro Gigante o di immobilizzarlo. Infine, dopo aver ottenuto il pieno potere del Gigante Fondatore, la sua forma finale di Gigante risulta completamente diversa: infatti diviene un essere mastodontico, alto più di mille metri, la cui parte centrale è formata interamente da ossa di costole, con le quali può avanzare e da cui pende il corpo principale, sempre composto da uno scheletro sorretto da fili legati agli spuntoni che fuoriescono dalla schiena. Dopo l'esplosione finale, creata dall'onda d'urto della trasformazione di Armin in Gigante Colossale, Eren risorge un'ultima volta con una corporatura simile a quella del Colossale: in questa forma, però, a differenza degli altri possessori, il suo vero corpo non si trova nella nuca, ma dentro la bocca, dove vi è la sua testa, collegata da una lunga colonna vertebrale al resto del corpo.

È doppiato da: Yūki Kaji (ed. giapponese), Alessandro Campaiola (ed. italiana).

Mikasa Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Mikasa Ackermann (ミカサ・アッカーマン Mikasa Akkāman?), è la protagonista femminile della storia. È nata sulle montagne, ai confini del distretto di Shingashina, poiché i genitori non erano ben visti in città: suo padre infatti apparteneva al ramo cadetto della famiglia Ackermann, perseguitata dalla famiglia reale, mentre la madre era l'ultima superstite della stirpe asiatica. A nove anni rimase orfana, poiché alcuni trafficanti di schiavi uccisero suo padre e sua madre per venderla al mercato nero come schiava sessuale, per via delle sue origini asiatiche[7]. Fu salvata da Eren, che uccise i criminali a pugnalate e la liberò, donandole una sciarpa rossa come simbolo del loro legame: un indumento che Mikasa indosserà quasi sempre e a cui terrà come un feticcio. Infatti la ragazza è affezionata ad Eren in maniera quasi morbosa, divenendone la sorella adottiva dopo essere stata accolta in casa Jaeger a Shiganshina. In questo periodo stringe anche amicizia con Armin Arelet, migliore amico di Eren: non di rado Mikasa salva entrambi dalle risse con i bulli del mercato, che la temono e fuggono alla sua vista. La sua nuova vita dura però appena un anno, fino alla ricomparsa dei giganti all'interno delle mura, cosa che determina la morte della madre adottiva, Carla Jeager, divorata da un gigante.

Quando Eren e Armin decidono di arruolarsi nell'esercito, lei si arruola a sua volta per non separarsi dai due amici, rivelandosi la più talentuosa recluta degli ultimi anni, classificandosi prima nel 104º Corpo di Addestramento Reclute[1], tanto da essere considerata fin da subito una guerriera d'élite. Mikasa sembra avere alcuni tratti caratteriali in comune con Annie Leonhart: entrambe si mostrano infatti molto taciturne e silenziose, condividendo uno sguardo disinteressato per ciò che le circonda, sebbene la ragazza Ackermann mostri le proprie emozioni solo quando è in compagnia di Eren e di Armin. Con il progredire della storia, la sua doppia discendenza, sia asiatica sia Ackermann, si rivela di fondamentale importanza: infatti questi due gruppi hanno notevoli capacità combattive e sono immuni all'effetto del potere della famiglia Reiss di cancellare la memoria e modificare i ricordi delle persone[8].

Inizialmente presenta un carattere piuttosto debole e sfaccettato: si dimostra determinata fino alla spietatezza contro chi minaccia Eren, Armin o civili innocenti, ma perde la lucidità in occasioni critiche, come quando crede che Eren sia morto durante lo scontro a Trost[9] o durante le due occasioni in cui viene rapito (la prima volta da Reiner e da Berthold, nelle loro forme di Gigante Corazzato e di Gigante Colossale, la seconda dagli agenti della Squadra soppressione anti-uomo, la polizia segreta del governo reale)[10][11]. Tuttavia, con il passare del tempo, Mikasa impara l'autocontrollo, tanto che, durante la battaglia per la riconquista di Shiganshina, sferra l'attacco decisivo nella lotta contro Reiner, riuscendo a catturarlo dopo aver lanciato nella bocca del suo Gigante Corazzato una Lancia fulmine che ne provoca l'espulsione dalla nuca[6]. Come il capitano Rivaille (che si scopre essere anch'egli un Ackermann), sembra possedere capacità quasi sovrumane, tra cui velocità, forza e una veloce rigenerazione nelle fratture ossee e ferite fisiche, tali da guarire in poche ore. Ciò è dovuto all'origine della famiglia Ackermann, che pare sia il risultato di un esperimento genetico tra umani e Giganti, creato per fornire alla famiglia reale un corpo di guardie personali fidate e invincibili. È emotivamente dipendente da Eren, in quanto lo reputa colui che le ha ridato un motivo per vivere, oltre ad essere l'unica famiglia che le sia rimasta, anche se non viene fatta esattamente chiarezza se il suo sia amore fraterno o romantico; in ogni caso questo fattore la spinge sempre a cercare di salvargli la vita, come quando anni prima Eren fece con lei.

Questo suo affetto è tale che resta sconvolta quando scopre che Eren, avendo ereditato uno dei nove giganti originali, ha solo pochi anni di vita, a causa della "Maledizione di Ymir", che limita il ciclo vitale di tutti i possessori a soli 13 anni dopo l'assunzione del potere dei Giganti[12]. Alcuni anni dopo, durante il caos creato dalle lotte intestine dentro l'esercito di Paradis tra la fazione degli Jeageristi e i militari fedeli al governo, lo stesso Eren le rivela che lei non lo protegge con tale ardore per affetto, ma per via del suo sangue di Ackermann: infatti, essendosi attivato quando aveva nove anni per salvare Eren, in procinto di essere soffocato da uno dei trafficanti di schiavi, Mikasa identifica automaticamente Eren come la persona che deve proteggere a ogni costo, tanto da far agire inconsciamente il suo corpo per difenderlo ogni volta che avverte una minaccia verso di lui, anche senza che lei lo voglia.

Sempre in questo periodo, si scopre che Mikasa in realtà è di nobile lignaggio: è infatti l'ultima discendente dello shogun (sovrano) di Hizuru, una potente nazione asiatica altamente industrializzata, un tempo stretta alleata dell'Impero di Eldia, tanto che le due rispettive casate regnanti erano legate da vincoli di amicizia profonda. Dopo la Grande Guerra dei Giganti, che provocò la distruzione dell'Impero eldiano, anche Hizuru venne sconfitta e disarmata: durante quei convulsi avvenimenti, si persero le tracce dell'ultimo erede dello shogun, scomparso proprio a Paradis. Hizuru quindi sarebbe stata governata dal clan Azumabito, ramo collaterale della dinastia precedente, la cui più alta rappresentante, l'ambasciatrice Kiyomi, decise di rinnovare l'alleanza con Eldia dopo la promessa, fattale da Zeke Jeager, di concedere al suo Paese il monopolio delle risorse dell'isola e di rintracciare l'ultima discendente dello shogun. Appena Kiyomi vede il tatuaggio che Mikasa ha sul polso (simile ad un mon degli antichi clan samurai giapponesi, raffigurante tre katane che formano un triangolo), riconosce immediatamente in lei la legittima sovrana di Hizuru. Sebbene Mikasa capisca che la donna l'abbia usata come pretesto per impossessarsi delle risorse di Paradis, rimane stupita dal fatto che l'ambasciatrice affermi che avrebbe fatto di tutto per proteggerla, in quanto ultima speranza per la sua nazione.

Dopo l'attacco a sorpresa marleyano a Paradis e il risveglio dei Giganti colossali delle mura, attivato da Eren dopo la concessione dei pieni poteri del Progenitore da parte della capostipite Ymir, Mikasa, insieme ad alcuni commilitoni del Corpo di Ricerca (Armin, Hangie, Jean e Connie), ai resti dell'avanguardia marleyana sull'isola (il comandante Magath, Pieck, Reiner, Gabi e Falco) e al volontario anti-marleyano Onyankopon, organizza la resistenza per fermarlo e salvare il mondo da una distruzione totale. Tuttavia è lei, insieme ad Armin, a spingere il gruppo affinché si cerchi dapprima una via conciliante con Eren, sperando di convincerlo a desistere, sebbene lo stesso Eren, messosi in contatto telepatico con loro, affermi che non avrebbe interrotto la Marcia dei Colossali e che erano liberi di provare a fermarlo, anche con la morte.

Infine, nel corso del brutale combattimento contro la nuova forma di Gigante di Eren e i Giganti del passato che ha evocato, dapprima assiste impotente all'esplosione provocata dalla trasformazione di Armin in Gigante Colossale che avrebbe dovuto ucciderlo, poi è costretta a prendere la scelta più dolorosa della sua vita, ossia ucciderlo con le sue mani. Quindi, riuscendo ad entrare nella bocca del gigante dove si trova la testa di Eren, ancora collegata al resto del corpo da una lunga colonna vertebrale, lo decapita con un colpo di spada: tuttavia, durante questo atto, vive contemporaneamente in una realtà onirica, che mostra come loro due avrebbero potuto vivere pacificamente gli ultimi anni che restavano ad Eren, se questi avesse scelto di non combattere, concedendo la vittoria a Marley. Anche qui, dopo essersi pentito delle sue azioni e conscio ormai della sua morte imminente, Eren la supplica di gettare via la sciarpa che le aveva dato e di dimenticarlo, vivendo una vita lunga e trovando la sua libertà. Mikasa però, sia nel sogno come nella realtà, rifiuta, e dopo averlo ucciso, ne bacia dolcemente la testa mozzata, a simboleggiare il suo amore eterno per lui, sotto gli occhi della progenitrice Ymir, sorridente e serena per la prima volta nella sua esistenza.

Terminata la battaglia, al termine della quale il potere dei Giganti svanisce dal mondo, rendendo quindi gli Eldiani dei normali esseri umani, Mikasa, che tiene ancora in braccio la testa mozzata di Eren, ha un ultimo colloquio con Armin, che ha appena capito le vere intenzioni dell'amico defunto dopo aver avuto sbloccato i ricordi; quindi si congeda da lui, per poter dare degna sepoltura ai resti dell'amato, mentre Armin, secondo le ultime volontà di Eren, si presenta come il salvatore del mondo contro il comune nemico, gettando le basi per una coesistenza tra Paradis e il resto del mondo. Tre anni dopo, Mikasa veglia sulla tomba di Eren, sepolto alla periferia di Shingashina, ai piedi dell'albero dove soleva appisolarsi da bambino: è ancora straziata dalla sua mancanza, ma, dopo che un labbo le ha sistemato al collo la sciarpa che si stava sfilacciando, ringrazia sommessamente e felicemente Eren per averla riavvolta ancora una volta.

Isayama ha dichiarato che il suo nome deriva dalla nave da battaglia della Marina imperiale giapponese Mikasa[13], che partecipò alla battaglia di Tsushima contro la flotta russa nel 1905 e che oggi viene usata come nave-museo.

Abilità

Mikasa, essendo una Ackermann, il cui potere si è attivato dopo un evento traumatico, è dotata di capacità fisiche portate all'estremo (la sua forza, ad esempio, le permette di portare allo stesso tempo tre traversine dei binari sulle spalle), oltre a un istinto molto spiccato che le permette di capire cosa deve fare e come agire in battaglia. Inoltre, l'esperienza combattiva di ogni Ackermann precedente le è stata trasmessa di generazione in generazione, cosa che la rende superiore in battaglia a qualsiasi altro normale essere umano. Infatti gli Ackermann, umani modificati geneticamente con le caratteristiche fisiche dei Giganti (forza, velocità e rapida capacità di guarigione), sono sempre esistiti al solo scopo di proteggere il re di Eldia da ogni minaccia armata. Questo è uno dei motivi dell'affetto di Mikasa per Eren, poiché la situazione critica in cui quest'ultimo si trovava portò il suo cervello ad identificarlo come il sovrano che doveva proteggere a ogni costo (sostituendo quindi alla figura del Re quella di Eren): per questo non importa chi cerchi di colpire Eren o le sue motivazioni, lei lo avrebbe difeso comunque, sebbene consciamente non lo volesse. Le sue spiccate doti fisiche e combattive si fanno subito notare e la pongono immediatamente al livello di un guerriero del livello più alto, sia a mani nude sia con le lame.

È doppiata da: Yui Ishikawa (ed. giapponese), Elena Perino (ed. italiana).

Armin Arelet[modifica | modifica wikitesto]

Armin Arelet (アルミン・アルレルト Arumin Arureruto?), chiamato Armin Arlert nell'edizione italiana dell'anime, è il co-protagonista della storia e il migliore amico di Eren e di Mikasa. Nato nel distretto di Shingashina, fin dall'inizio della storia è orfano sia del padre sia della madre, probabilmente uccisi dagli agenti della Squadra soppressione anti-uomo, polizia segreta del governo reale, poiché la coppia aveva tentato di uscire dalle mura a bordo di una rudimentale mongolfiera. I coniugi Arelet, infatti, amavano viaggiare e desideravano esplorare il mondo al di là della cinta muraria, così, dopo la nascita di Armin, pensarono di andare in viaggio di nozze in questo modo, finendo però uccisi dai membri della polizia segreta, contraria a ogni forma di conoscenza autonoma. Da allora, il bambino fu accudito dal nonno, ma la passione per l'avventura e l'esplorazione gli vennero tramandate dai libri lasciati in eredità dai suoi genitori, dove viene descritto un mondo esterno fantastico e affascinante, con luoghi meravigliosi che nessuno ha mai visto.

Porta i capelli biondi a caschetto, lunghi fino al collo, e ha una costituzione fisica debole e gracile, fatto che lo portava sempre ad essere vittima di alcuni bulli che lo vessavano in continuazione. Questi atti di sopraffazione lo hanno reso psicologicamente fragile, sviluppando un carattere insicuro, timido e introverso, sebbene non gli mancasse il coraggio; fu proprio questa caratteristica a far nascere l'amicizia tra lui ed Eren, rimasto colpito dal fatto che, nonostante fosse stato appena bullizzato, Armin gli disse che non aveva perso, perché non era scappato via. È anche molto acuto e intelligente, qualità che si dimostrano quando, arruolatosi nell'esercito con Eren e Mikasa dopo la caduta di Shingashina, risulta al primo posto negli esami teorici[14]. Inoltre è grazie al suo intuito che verrà scoperta la vera identità del Gigante Femmina che ha attaccato i membri del Corpo di Ricerca, ossia Annie Leonhart, anch'egli una cadetta del 104° Corpo Addestramento Reclute e membro del Corpo di Gendarmeria. Nella situazioni di pericolo che coinvolgono lui e i suoi compagni, Armin assume diverse volte la posizione dello stratega, tant'è che nella battaglia finale di Shiganshina si assume l'incarico di dare ordini con Jean a parte del Corpo di Ricerca[15]. I suoi suggerimenti e le sue idee sono ascoltati anche dallo stesso comandante del Corpo, Elvin Smith, verso il quale Armin prova una sincera ammirazione[16].

Sin dall'inizio è un idealista puro e sogna ardentemente di esplorare il mondo esterno come i suoi genitori, volendo vedere il mare, che nessuno aveva mai osservato prima, trasmettendo i suoi ideali di avventura e di libertà anche ad Eren, all'epoca in cerca di un obiettivo nella vita, grazie ai libri ereditati dai genitori defunti. Tuttavia, con il proseguire della storia, diventa sempre più cinico e calcolatore, sviluppando pure una certa vena sadica e assumendo una mentalità rivolta più al grande schema degli eventi che al bene del singolo individuo, tanto da manipolare i sentimenti delle altre persone per raggiungere i suoi scopi. Ciò si evince durante i suoi incontri con Berthold Hoover[17], che in realtà è il Gigante Colossale, che Armin circuisce allo scopo di liberare Eren, rapito da lui e da Reiner, mentendo sulle reali condizioni di Annie, verso la quale lo stesso Berthold prova dei sentimenti amorosi. Anche se conserva i suoi sogni e la sua insicurezza, dichiara che nell'osservare i genocidi compiuti dai giganti verso i suoi amici e compagni, e soprattutto nello scoprire che Annie, Berthold e Reiner sono in realtà i Giganti che hanno avviato la distruzione del genere umano, capisce che per sopravvivere nel mondo a volte si è costretti ad abbandonare i propri sentimenti e la propria umanità, pur di avere anche una remota possibilità di vittoria contro il nemico, dato che il costo è la propria vita. Questo comportamento è derivato però soprattutto dalla sua grande ammirazione per Elvin Smith, avendo osservato attentamente quanto sia in grado con la propria influenza a comandare i propri uomini e a mettere personalmente a repentaglio la propria vita per la vittoria finale.

Durante la battaglia di Shiganshina Armin intuisce il punto debole del Gigante Colossale, che rispetto all'ultima volta mostra una costituzione fisica più esile, dovuta al fatto che il Gigante Colossale non è adatto per le lunghe battaglie di logoramento e che Berthold non si sia ancora ripreso dal loro ultimo scontro. Quindi decide di sfruttare questa sua debolezza per permettere a Eren di sconfiggerlo, sebbene debba sacrificare la vita: infatti funge da esca, lasciandosi investire dai vapori ustionanti emessi dal Gigante Colossale e distrarre Berthold, in modo che Eren dapprima sfrutti l'abilità di indurimento appena imparata per richiudere la braccia nel Wall Maria, per poi coglierlo di sorpresa e farlo uscire dalla nuca del Gigante. Il piano riesce, ma Armin resta gravemente ustionato e in fin di vita. Poiché non ancora morto, Eren insiste che il capitano Rivaille gli somministri il siero che trasforma in Giganti, per fargli divorare Berthold e divenire così il nuovo Gigante Colossale, acquisendone i poteri e le memorie. Il capitano accetta, ma l'improvviso arrivo di Flock Forster, che aveva trascinato il corpo quasi esanime di Elvin dal campo di battaglia, gli fa riconsiderare la sua decisione e sceglie di salvare Elvin, arrivando a scontrarsi fisicamente sia con Eren sia con Mikasa, che rifiutano di accettare la morte dell'amico. Quando però Rivaille sta per fare l'iniezione ad Elvin, si accorge che questi non ha rinunciato nemmeno in punto di morte al suo sogno di scoprire la verità sul mondo esterno, rischiando di trasformarsi in un essere egoista con davanti unicamente i propri desideri personali; di conseguenza sceglie di salvare Armin, il quale, trasformatosi in un Gigante puro, divora Berthold e torna umano, divenendo così il nuovo Gigante Colossale.

Nel dormiveglia prima del suo risveglio, Armin vede la forma di Gigante Colossale del suo predecessore che lo guarda addolorato, versando lacrime di tristezza. Dopo essere entrati nella cantina della casa di Eren e aver scoperto la verità sia sul popolo delle mura (appartenente alla razza eldiana, l'unica al mondo a potersi trasformare in Giganti, che vive sull'immensa isola di Paradis), sia sul mondo esterno (dominato da Marley, una nazione continentale che aveva distrutto il precedente Impero di Eldia e ne aveva preso il posto, sfruttando il potere dei Giganti grazie agli eldiani rimasti sul continente), Armin esaudisce il suo sogno più grande, ossia vedere di persona il mare, raggiunto dal Corpo di Ricerca dopo un anno dalle fine dell'operazione di riconquista del Wall Maria. Tenta allora di trasmettere la sua personale felicità ad Eren, che però risponde rattristato che il popolo di Paradis non sarà mai libero, finché tutti i nemici al di là del mare non verranno sterminati. Queste tremende parole di odio e di rassegnazione colpiscono profondamente Armin, il quale fino all'ultimo spera di poter trovare una soluzione pacifica alla crisi.

Nei tre anni successivi, Armin impara a utilizzare i suoi nuovi poteri di Gigante Colossale, vigilando con Eren le coste dell'isola di Paradis e contribuendo a catturare le trentadue navi marleyane inviate in ricognizione dopo il fallimento della precedente missione. Ciò è dovuto anche grazie al supporto logistico dei Volontari Anti-Marley, una fazione militare avversaria composta dai soldati delle nazioni sconfitte che Marley ha obbligato a servire nel proprio esercito, guidati da Yelena, stretta collaboratrice di Zeke Jeager, fratellastro di Eren e possessore del Gigante Bestia, che segretamente lavora per favorire la rinascita di Eldia. La donna offre al governo di Paradis le conoscenze militari e tecnologiche del mondo moderno, sconosciute nell'isola, in cambio dell'amnistia per Zeke Jeager e per i soldati marleyani presi prigionieri. Ciò trova la piena approvazione di Armin, che è sicuro che in tal modo ci possa essere speranza per la gente di Paradis di vivere finalmente in pace con il resto del mondo: ritiene un primo passo il libero commercio navale con le altre nazioni del mondo, per poi arrivare ad una graduale comprensione nei loro riguardi da parte dei popoli del continente, i quali, vedendoli senza la barriera dell'odio e del pregiudizio, potrebbero far cessare il loro odio insensato. Non può però controbattere alle parole di Eren, che sostiene siano più numerosi i popoli che gli vogliono vedere tutti sterminati, considerandoli solo come mostri terrificanti, e che il tempo a disposizione sia troppo poco per modificare la loro visione distorta. Lo stesso Armin ammette tristemente di non aver trovato nulla nei ricordi di Berthold che lo aiutassero a fargli sperare di risolvere la situazione senza ulteriori spargimenti di sangue, comprendendo rassegnato che per fare guadagnare tempo all'isola bisogna attaccare Marley prima che sia il nemico a farlo.

Si ripresenta nel corso del contrattacco eldiano al ghetto eldiano di Liberio, posto a Lakua, capitale di Marley, con l'obiettivo di distruggere l'intera flotta marleyana, che ha accerchiato il porto per impedire la ritirata al Corpo di Ricerca. Infatti Armin, nascostosi a bordo di un peschereccio ormeggiato nel porto, osservando tristemente i marinai sulle navi si trasforma in Gigante Colossale, generando un'enorme esplosione, la cui onda d'urto distrugge sia la flotta sia la città portuale vicina: vedendo la devastazione che ha creato, comprende quindi che quello è lo stesso scenario che Berthold ha visto il giorno in cui distrusse le mura. Salito a bordo del dirigibile approntato dal nuovo comandante del Corpo di Ricerca, Hangie Zoe, e guidato dal volontario anti-marleyano Onyankopon, assiste impotente all'arresto di Eren, accusato di insubordinazione, e alla morte di Sasha, uccisa con una fucilata da gabi, intrufolatasi fortuitamente sul dirigibile per vendicarsi dell'attacco a sorpresa, dove erano morti i suoi due commilitoni Udo e Zofia. Di ritorno a Paradis, Armin fa spesso visita nelle segrete della prigione di Stohess, dove è rinchiusa Annie, ibernatasi dentro un bozzolo di cristallo e ancora dormiente; con lei discute spesso sulle scelte che ha fatto e paragonando le azioni perpetrate da lei, Berthold e Reiner contro la popolazione dentro le mura tre anni fa, a ciò che lui stessi e i suoi commilitoni hanno da poco fatto compiuto a Marley, causando morte e distruzione.

Nel caos creatosi dopo la fuga da carcere di Eren e la presa del potere da parte degli Jeageristi, una fazione militare a lui fedele e convinta dai suoi ideali di attivare la Marcia dei Colossali per distruggere il mondo e salvare Paradis, Armin ha un confronto ravvicinato con Mikasa e lo stesso Eren, che decide di tagliare i ponti con i suoi vecchi amici d'infanzia, arrivando a dire ad Armin che ormai lui è plagiato dagli ideali pacifisti di Berthold, e a Mikasa che è solo una marionetta priva di volontà, avendo scoperto le vere origini degli Ackermann, il cui potere si attiva solo quando percepiscono la necessità di proteggere qualcuno a loro caro. Quando però afferma di averla sempre odiata per questo, Armin si indigna e si avventa furente contro di lui, ma viene prima bloccato da Mikasa, il cui corpo si muove istintivamente per proteggere Eren, poi viene picchiato a sangue dallo stesso vecchio amico, il quale ordina di rinchiudere tutti e due in prigione.

Da qui evadono grazie all'aiuto di Onynkopon, che non approva il piano finale di Zeke (ossia sterilizzare tutti gli eldiani, in modo che non potessero nascere più Giganti in futuro) e aiutano, seppur riluttanti, gli Jeageristi a contrastare l'improvviso raid marleyano a Shingashina; dopo la fine della battaglia, assiste insieme ai suoi compagni al risveglio dei giganti delle mura, ricevendo contemporaneamente il messaggio telepatico di Eren, che intende spazzare via i popoli della terra ferma con la Marcia dei Colossali e salvare i suoi compatrioti eldiani di stanza a Paradis. Non volendo che si compisse il genocidio di massa, Armin aderisce al fronte comune contro l'amico, composto da Mikasa, Hangie, Jean, Connie e Rivaille, oltre che da Onyankopon e dai resti dei soldati d'invasione marleyana (Magath, Pieck, Reiner, Annie, Gabi e Falco), insistendo però con Mikasa sul fatto che avrebbero fatto un tentativo di parlare con Eren, prima di giungere alla soluzione di ucciderlo del tutto. Si scontra quindi con gli Jeageristi che presidiano il porto marittimo, da dove la nuova alleanza sarebbe dovuta salpare con una nave di Hizuru per poter inseguire e fermare Eren dal suo proposito di morte: durante lo scontro ha una colluttazione con un vecchio camerata, Samuel Jackson, passato alla fazione avversaria assieme a un altro compagno d'armi, Daz, i quali stavano presidiando il molo dove era attraccato il bastimento. Samuel, seppur riluttante al pensiero di uccidere un suo antico commilitone, gli spara tremante due colpi di pistola, che colpiscono Armin al petto e alla bocca; ciò fa infuriare Connie, che era al fianco di Armin, il quale elimina Daz e uccide a revolverate Samuel, per poi soccorrere l'amico ferito e portarlo a bordo della nave, che lascia il porto con tutti gli altri membri della coalizione (eccetto Magath, che si sacrifica per ritardare gli avversari) e gli Azumabito, tenuti precedentemente in ostaggio dagli Jeageristi. Sopravvissuto alle ferite grazie ai poteri del Gigante Fondatore, durante il viaggio Armin si avvicina ancora di più ad Annie, manifestandole velatamente i suoi sentimenti amorosi per lei, sentimento peraltro ricambiato dalla ragazza, che in sua presenza mostra un atteggiamento più emotivo e partecipato, diverso dal suo solito comportamento asociale.

Il culmine della carriera militare di Armin giunge poco dopo in modo tragico: mentre stanno per ripartire dal porto di Odiha, dove si erano fermati per far alzare in volo l'idrovolante al rimorchio della nave e raggiungere la base aerea di Fort Salta, meta finale della Marcia dei Colossali, il gruppo scorge all'orizzonte decine di Colossali che stanno per radere al suolo la città. Quindi, per dar tempo agli altri di fuggire, Hangie Zoe decide di sacrificarsi e di abbattere quanti più giganti possibili, non prima di aver passato le sue funzioni ad Armin, che diviene il quindicesimo Comandante del Corpo di Ricerca. Mentre è a bordo dell'aereo, disperato per la morte della donna, Armin si convince che è inevitabile ormai dover uccidere Eren per evitare il disastro apocalittico, convinzione che il diretto interessato avallerà, entrando telepaticamente in contatto con tutti quanti e sostenendo che loro erano liberi di ucciderlo, ma lui non avrebbe abbandonato il suo piano, combattendo fino alla fine.

Infine, nel corso dello scontro finale contro Eren e tutti i nove Giganti originali susseguitisi nel corso dei secoli, Armin viene rapito e inghiottito da un Gigante con vaghe sembianze suine, pare per volontà diretta della capostipite Ymir, che compare senza farsi vedere negli scontri. Il giovane si ritrova dunque nei Sentieri, la dimensione onirica originata dalla Coordinata del Gigante Progenitore, dove incontra Zeke Jeager, che vive esiliato in quel luogo da quando il fratello minore ha attivato il potere concesso dalla capostipite. Dopo un toccante discorso tra i due, durante il quale Zeke capisce che i momenti di gioia vissuti con le persone care erano alla base della felicità umana, Armin lo convince a prendere le distanze da Eren, oltre a riuscire a portare dalla sua parte i possessori di alcuni Giganti originali (come Berthold, Marcel e Porko Galliard, Tom Xavier, Grisha Jeager ed Eren Kruger), che si ribellano al dominio di Ymir e aiutano nella lotta contro il Gigante Progenitore. Armin, quindi, viene tratto in salvo, mentre Zeke ricompare all'esterno, materializzandosi dalle ossa del Gigante Progenitore, facendosi decapitare da Rivaille. In questo modo, il collegamento tra il Progenitore e un membro della famiglia reale si interrompe, facendo cessare la Marcia dei Colossali. Jean allora ne approfitta per far saltare la testa del Gigante d'Attacco con delle cariche esplosive, mentre Reiner si incarica di impedire il ricollegamento tra Eren e l'essere scintillante che è alla base del potere dei Giganti (simile ad una hallucigenia): a conclusione, Armin decide di trasformarsi in Gigante Colossale e uccidere nell'esplosione che ne sarebbe scaturita anche l'amico perduto, al quale dice tristemente addio. Poco dopo, però, Il Gigante d'Attacco ricompare con una forma simile a quella del Gigante Colossale, iniziando a lottare furiosamente contro Armin, il quale è ormai stanco della situazione e desidera solo porre fine allo scontro, fino all'intervento diretto di Rivaille e di Mikasa, che riesce ad entrare nella bocca del Gigante e decapita Eren con un colpo di spada.

Al termine dello scontro, ad Armin si sblocca il ricordo di un dialogo tra lui ed Eren, il quale gli aveva spiegato il suo piano: catalizzare su di lui l'odio del mondo e allontanarsi definitivamente dai suoi amici più cari, in modo che questi potessero ucciderlo e divenire così degli eroi riconosciuti dal mondo, ormai devastato quasi totalmente dalla Marcia dei Colossali. Eren gli confida che aveva visto il futuro quattro anni prima, baciando la mano di Historia durante la cerimonia di consegna delle medaglie, e che aveva manipolato gli eventi fin dalla caduta di Shingashina, facendo in modo che il Gigante nel quale si era trasformata Dina Fritz non divorasse Berthold, ancora funzionale allo sviluppo degli eventi, ma puntasse su sua madre, per dargli la spinta e l'odio necessari ad agire. Udendo ciò, Armin compatisce l'amico e gli chiede cosa ne sarebbe stato di Mikasa: quando Eren risponde evasivamente, lo colpisce e gli rinfaccia l'amore che Mikasa ha sempre provato per lui, suggerendo che ora che è morto, lei potrebbe trovare qualcuno da amare. Rimane stupito quando l'amico urla che vorrebbe egoisticamente invece che Mikasa lo amasse per sempre, ma poi gli chiede di non rivelarglielo, poiché anche lui vorrebbe solo passare il resto della sua vita con lei e con tutti gli altri. Quindi, in procinto di cancellargli i ricordi, Armin abbraccia Eren e lo ringrazia per aver voluto interpretare la parte del cattivo, giurando che il suo sacrificio non sarà vano.

Morto Eren, anche il potere dei Giganti svanisce ed Armin perde la capacità di diventare il Gigante Colossale; quindi, dopo aver rivisto per l'ultima volta Mikasa con in braccio la testa mozzata di Eren e averle detto addio, si dirige nel luogo dove si stanno confrontando gli ultimi soldati marleyani, guidati dal segretario Muller, e gli Eldiani, tornati alla loro forma umana e ormai incapaci di trasformarsi in Giganti, riuscendo a far da paciere tra le due parti rivendicando l'uccisione di Eren Jeager, nemico del genere umano. Tre anni dopo Armin, insieme a Jean, Connie, Annie, Reiner e Pieck, sta ritornando in nave a Paradis, in qualità di ambasciatore tra l'isola e le nazioni del mondo esterno: alle preoccupazioni di Annie, che teme ritorsioni da parte della fazione degli Jaegeristi, che controlla il governo di Paradis, Armin risponde che sarà compito loro narrare la vera storia di come sono andati i fatti e di migliorare il mondo che Eren ha lasciato loro.

Poteri e abilità

Dopo aver divorato Berthold, Armin acquisisce il potere del Gigante Colossale, uno dei nove Giganti originali, considerato dall'esercito di Marley la più potente arma da schierare in guerra, tanto da essere definito un vero dio della distruzione. La sua forma è simile a quella di Berthold: alto 60 metri, privo di pelle, con i fasci muscolari in evidenza, sebbene il volto tenda a mostrare le ossa facciali e vi sia un'apertura sulla gola che mette in mostra parte della colonna vertebrale. Sebbene sia lento e poco agile nei movimenti, anche il Gigante Colossale di Armin può spigionare durante la trasformazione un'enorme esplosione, la cui onda d'urto spazza via per kilometri ogni ostacolo che vi si frappone, oltre a emettere dal corpo dei vapori ad altissima temperatura ogni volta che sia presente una minaccia ravvicinata.

È doppiato da: Marina Inoue (ed. giapponese), Gaia Bolognesi (ed. italiana).

104º Corpo di Addestramento Reclute[modifica | modifica wikitesto]

Keith Shadis[modifica | modifica wikitesto]

Keith Shadis (キース・シャーディス Kīsu Shādisu?) è l'istruttore capo che si occupa dell'addestramento delle giovani reclute dell'esercito, incluso il 104º Corpo di Addestramento Reclute, dove si arruolano Eren, Mikasa e Armin. Fisicamente è alto, slanciato, calvo e con un pizzetto sul mento: come militare, è un tipo piuttosto duro e severo, avendo l'abitudine di sgridare e umiliare le nuove reclute per prepararle ad affrontare al meglio lo scontro con i Giganti. In passato era stato il 12° comandante del Corpo di Ricerca, ma il suo entusiasmo iniziale si era spento dopo i continui fallimenti e le perdite di vite umane che le sue missioni avevano provocato; pertanto, decise di cedere il titolo a qualcuno che riteneva più qualificato di lui, Elvin Smith, all'epoca un giovane ufficiale alle sue dipendenze.

Anni dopo, alla vigilia della battaglia finale per Shingashina, Shadis raccontò ad Eren la storia sui suoi anni passati: egli era stato infatti il primo ad incontrare Grisha Jaeger, un uomo che affermava di essere un dottore, ma di non avere più memoria del suo passato e che non si ricordava come fosse uscito fuori dalle mura, mentre pattugliava le campagne intorno a Shingashina.[18]. Poco dopo Keith ne divenne amico, anche per l'ammirazione provata da Grisha verso il Corpo di Ricerca, che invece era deriso e disprezzato dagli altri abitanti delle mura, che ne consideravano i membri come dei pazzi suicidi in missioni inutili, che non portavano a nulla e sperperavano denaro pubblico. Col passare del tempo, però, prova per lui una certa gelosia, in quanto era innamorato di Carla, la futura madre di Eren, che all'epoca lavorava in un'osteria che entrambi frequentavano (questo fatto però verrà taciuto ad Eren). Alla fine, però, Carla sposò il dottor Jeager, del quale si era innamorata dopo l'epidemia che colpì Shingashina, nel corso della quale Grisha curò sia lei sia i suoi genitori. Rimasto sconvolto dalla morte di Carla durante l'attacco al distretto, Shadis fu il primo a ritrovare il giovane Eren, svenuto dopo essere stato trasformato in Gigante e aver divorato il padre, e a riportarlo nel rifugio per gli sfollati. Anni dopo, vedendo che anche il figlio dell'amico si era arruolato, Shadis tentò di sabotarlo, manomettendo i ganci dell'attrezzatura per l'addestramento con il Movimento Tridimensionale, in quanto non voleva che morisse così giovane. Rimase però colpito dalla determinazione e dalla forza di volontà mostrata da Eren, che era riuscito a superare la prova anche con l'equipaggiamento danneggiato, decidendo infine di fargli continuare l'addestramento e capendo che, per tutti quegli anni, era rimasto un semplice spettatore degli eventi.

Infine, durante la sommossa militare che porta al potere la fazione degli Jeageristi, Keith Shadis, per via della sua opposizione alla sommossa, viene brutalmente pestato dai nuovi cadetti, passati allo schieramento avversario dopo le sollecitazioni di Flock Forster, il più devoto e fanatico seguace di Eren. Liberato dopo il raid marleano a Shingashina, l'ex-istruttore aiuta il fronte costituitosi contro Eren, che voleva distruggere il mondo con la Marcia dei Colossali, e costituito da alcuni suoi ex-allievi (Mikasa, Connie, Armin e Jean) e dai resti della forza di invasione marleana a Paradis (Theo Magath, Reiner, Annie, Pieck, Gabi e Falco): dapprima, infatti, fa saltare con delle mine il treno carico di rinforzi jeageristi in arrivo al porto da dove gli altri stavano per salpare, mentre alla fine, insieme a Magath, si suicida facendo esplodere la santabarbara di un altro bastimento che gli avversari stavano approntando per inseguire l'altra nave. Prima di morire nell'esplosione, realizza finalmente che anche lui ha avuto un ruolo da protagonista.

È doppiato da: Kunihiko Yasui (ed. giapponese), Saverio Indrio (ed. italiana).

Reiner Braun[modifica | modifica wikitesto]

Reiner Braun (ライナー・ブラウン Rainā Buraun?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al secondo posto dietro a Mikasa[1]. È molto forte ed è ammirato e considerato una persona fidata da tutti i suoi commilitoni. Si scopre però che è in realtà il Gigante Corazzato (鎧の巨人 Yoroi no Kyojin?), ovverosia colui che ha sfondato il portone del Wall Maria e uno dei responsabili della morte di un quinto della popolazione umana[19]. A causa del peso di questa responsabilità e dell'attaccamento che ha sviluppato nei confronti dei suoi compagni, Reiner soffre di uno sdoppiamento di personalità: oltre alla sua identità di guerriero genocida, sviluppa la convinzione di essere un semplice soldato il cui compito è proteggere l'umanità insieme con i suoi compagni[20]. La cosa lo ha reso mentalmente ed emotivamente instabile e a Berthold tocca ripetutamente il compito di riportarlo alla realtà. Berthold in questi momenti usa il termine "Guerriero" il quale una volta pronunciato Reiner mostra un'espressione di confusione e shock, segno che la sua vecchia personalità è riaffiorata. Il suo stato mentale si aggrava ulteriormente quando Reiner in compagnia di Berthold e Annie sono stati costretti a uccidere Marco che aveva origliato la loro provenienza. Giunti ormai a un punto cruciale, Reiner rivela a Eren la loro identità, benché egli segretamente ne fosse al corrente, fingendo ingenuamente di reputarlo impossibile in quanto loro sono amici e compagni. Reiner scioccato a questa rivelazione sghignazza delirante ammettendo di essere ormai impazzito.

Tenta insieme a Berthold e Ymir di rapire Eren e Historia e portarli alla loro terra natia, ma senza successo; decidono dunque di dirigersi a Shiganshina. A seguito di uno scontro con il Gigante Bestia (Zeke)[21], da cui prendono gli ordini, deve rinunciare al salvataggio di Annie e affrontare l'armata ricognitiva.

Nel combattimento a Shiganshina, Reiner, affronta la legione ricognitiva, scontrandosi in seguito contro Eren, che avendo acquisito i poteri di cristallizzazione, riesce a danneggiarlo. Distratto dai colpi, Hansie con i restanti membri, sfoggia un nuovo tipo di arma: Lance Tonanti, lance munite di esplosivi che riescono a distruggere la corazza di Reiner. Tuttavia questi sopravvive riuscendo all'ultimo momento a trasferire la sua coscienza nel cervello del suo gigante. Ripresosi, Reiner, ricomincia a muoversi, ma è sconfitto definitivamente dall'attacco combinato di Mikasa e Hansie. Catturato, prendono una scatolina che teneva al petto, il quale Reiner afferma che essa contiene una lettera per Christa da parte di Ymir. Hansie vorrebbe ucciderlo, ma la pietà di Jean la ferma, venendo recuperato poi dal Gigante Carro (Peak) che lo salva. Reiner si rileva un eldiano proveniente dal continente esterno delle mura: Marley, insieme a Annie, Berthold e Marcel, e che avevano il compito di recuperare il Gigante Progenitore della famiglia reale Reiss (Fritz). Reiner è il figlio di una donna eldiana e di un uomo di Marley. La madre influenzò il figlio a ridare onore al popolo eldiano, convincendolo che gli abitanti dell'isola, benché eldiani come loro, fossero mostri, e che loro combattevano per rimediare ai massacri commessi dall'impero di eldia in passato. All'accademia del ghetto, Reiner, conobbe così Annie, Marcel e Berthold. Riuscendo a candidarsi convinto che il padre lo riconoscesse lo andò a trovare. Contrariamente alle attese, egli lo allontana con disprezzo poiché eldiano, ammettendo che la sua nascita è stata una vendetta della donna eldiana con cui ebbe la relazione e che se ciò fosse stato scoperto, la sua intera famiglia sarebbe stata giustiziata. Reiner scioccato da tali parole si convinse di non avere una famiglia, e che la madre gli ha sempre mentito, prefiggendosi l'obiettivo di divenire un eroe per il mondo, recuperando la coordinata. Giunti ai piedi del Wall Maria, il gruppo fu attaccato inaspettatamente da un gigante che sbucò fuori dal terreno (rivelandosi in seguito Ymir). Reiner è salvato da Marcel che lo spinge via facendosi divorare al suo posto. Berthold e Annie decidono di abbandonare la missione ma Reiner insiste che devono continuare, altrimenti a ritorno, sarebbero stati uccisi per consegnare il loro potere a dei nuovi soldati. Reiner, dopo il fallimento della missione, partecipa alla guerra degli stati confinanti che avevano scoperto la perdita del gigante Femmina e Colossale. Viene perseguitato da incubi notturni dei suoi ex compagni che tentano di ucciderlo per vendicarsi. Prossimo a un collasso mentale pensa al suicidio puntandosi un fucile in bocca. Solo l'improvvisa presenza di Falco, nuovo candidato a ricevere il suo Gigante Corazzato, lo blocca dal gesto estremo. Giunta la famiglia Tyber a Liberyo per annunciare il piano d’invasione dell'isola Paradis, viene chiamato da Falco, informandolo che un soldato desidera parlare con lui. I due giungono in un seminterrato, dove ad attenderlo c'è nient'altri che Eren, giunto nelle terre esterne. Sconvolto, Reiner capisce che Eren è pronto a scatenare la sua spietata vendetta. Egli però non prova più risentimento, avendo compreso che Reiner, Berthold e Annie sono stati solo pedine manipolate da Marley. Reiner disperato, cerca di incolparsi di tutto ciò che accadde sull'isola, ma ovviamente non basterà a far desistere Eren, che si trasforma. Nonostante l'esplosione, Reiner riesce a proteggere Falco utilizzando i suoi poteri di gigante. La disperazione e i sensi di colpa però, gli fanno perdere conoscenza, mentre fuori nel ghetto imperversa la lotta. Reiner vorrebbe finalmente morire in pace, ma le grida disperate di Falco e Gabi lo spingono a reagire, riuscendo come ultima cosa a salvare Porko dall'attacco di Eren. Passati tre giorni, Reiner si risveglia nel letto di ospedale del ghetto affiancato da Porko e Peak. Convocato da Theo Maghat, insiste di incominciare subito i preparativi per l'invasione dell'isola. Tutta via, il motivo per Reiner di ritornare sull'isola è piuttosto quello di salvare Falco e Gabi. Giunge infine a bordo di un dirigibile a Paradis. Trovatosi di fronte Eren, infine, lo fronteggia per chiudere definitivamente i conti, fallendo nell'intento col giungere di Zeke. Reiner assiste impotente alla trasformazione di Falco in un gigante puro (Gigante Pappagallo). Desideroso di salvarlo resta fermo per farsi divorare. Porko però avendo visto i ricordi del fratello si fa mangiare al posto suo, replicando di essergli sempre stato superiore. Assiste impotente al risveglio dei giganti delle mura per mano di Eren. Riesce come ultima cosa a proteggere Gabi dal crollo delle mura, ma resta ferito gravemente, poiché Eren con i suoi nuovi poteri ha annullato tutti gli indurimenti dei giganti, inclusa la corazza di Reiner, lasciandolo vulnerabile. Viene messo al sicuro da Gabi che va in cerca di aiuto. Ritrovato dai suoi ex compagni, Reiner insieme a Annie uniscono le forze, con Hansie e l'armata ricognitiva per fermare Eren prossimo a sterminare tutti i popoli della terra ferma. Accampatisi in un bosco, Reiner rivela infine di essere responsabile della morte di Marco, venendo infine pestato brutalmente da Jean per la verità appena scoperta. Jean ammette che qualunque fosse il motivo, non lo perdonerà mai. Partecipa infine nello scontro finale contro Eren, affrontando gli altri giganti muta forma, delle epoche passate, evocati dal Gigante Progenitore. Reiner riesce infine a bloccare il parassita che da origine ai giganti permettendo infine ad Armin di usare la sua trasformazione distruggendolo definitivamente. Con la sconfitta di Eren, il potere dei Giganti cessa e tutti i giganti puri e muta forma perdono il loro potere tornando umani compreso Reiner, che può infine riabbracciare sua madre. La maledizione dei giganti è stata infine spezzata. Senza più una casa, distrutta dalla marcia dei colossali, Reiner in compagnia dei suoi compagni, fa rotta verso Paradis, per iniziare una nuova vita, preparandosi ad affrontare le conseguenze di quello che gli aspetterà il futuro per le morti che ha causato.

Trasformazione in Gigante

Come Gigante Corazzato, Reiner è alto quindici metri e possiede uno strato di pelle molto più resistente del normale che, a differenza del Gigante Femmina, ricopre tutta la superficie del suo corpo, salvo i punti di giunzione. Infatti né i cannoni, né le spade utilizzate dagli esseri umani hanno effetto su di essa. Successivamente viene creata da Hansie un nuovo tipo di arma; la Lancia Tonante: una lancia dotata di esplosivo che è in grado di infrangere la sua pelle. Isayama ha dichiarato che per il suo aspetto si è ispirato all'atleta Brock Lesnar[3]. Nonostante lui stesso abbia affermato di non essere molto attratto dal sesso opposto, ha una cotta per Historia.

È doppiato da: Yoshimasa Hosoya (ed. giapponese), Andrea Mete e Federico Bebi (da ragazzo) (ed. italiana).

Berthold Huber[modifica | modifica wikitesto]

Berthold Huber (ベルトルト・フーバー Berutoruto Fūbā?), traslitterato come Berthold Hoover fino al volume 4, è una recluta del 104º Corpo di Addestramento e si classifica al terzo posto dietro a Reiner e Mikasa[1]. La sua vera identità è quella del Gigante Colossale (超大型巨人 Chō-ōgata Kyojin?) ed è responsabile insieme con Reiner dello sfondamento del portone del Wall Maria. Dopo gli avvenimenti di Stohess, rapisce Eren e Ymir insieme al suo complice con l'obiettivo di portarli verso la loro terra natia[19], ma il piano fallisce quando ha uno scatto d'ira in seguito a una bugia sulle condizioni di Annie detta da Armin, che sfrutta i sentimenti di Berthold verso la ragazza[17]. Successivamente tenta di discutere con il Gigante Bestia affinché Annie venga salvata, ma invano, in quanto Reiner viene sconfitto[21].

È descritto come sia sensibile all'affetto e al senso di cameratismo che prova verso i suoi commilitoni e cui è legato, ma, a differenza di Reiner, ha ben chiare le sue priorità e vede la missione assegnatagli di superiore importanza ai suoi stessi sentimenti. Benché lui stesso ammetta con sofferenza che nessuno vorrebbe lordarsi le mani di sangue, ma di esservi comunque costretto.[20]: Accusando che la colpa è del mondo in cui vivono che è crudele. La sua insicurezza e la sua timidezza sono sostituite da un forte desiderio di porre fine al suo compito e una fredda maggiore consapevolezza della sua forza, tant'è che a Shiganshina sconfigge Eren con facilità[22], salvo poi essere catturato quando cade nella trappola tesa da Armin ed Eren[6].

Viene sconfitto durante la battaglia di Shiganshina, da Armin che si sacrifica facendosi colpire dai suoi vapori, per permettere a Eren di coglierlo di sorpresa, squarciandogli la collottola estraendolo in tal modo dal suo gigante mutilandogli braccia e gambe, sancendo così la vittoria del popolo delle mura contro i giganti. Eren si è infine vendicato per la distruzione del Wall Maria causato da Berthold cinque anni prima, perdendo così sua madre e la sua città dov'era nato e cresciuto. Armin si era accorto che quando Berthold era diventato un gigante, aveva una fisionomia più magra dell'ultima volta. Comprendendo che le lotte prolungate indeboliscono progressivamente il Gigante Colossale. Benché gravemente ustionato Armin è ancora vivo, scegliendo infine di salvarlo. Gli viene fatta l'iniezione, che lo trasforma in un gigante puro, che si appresta infine a divorare Berthold, il quale era stato abbandonato sul tetto di una casa. Berthold disperato, implora aiuto ai suoi ex compagni, ma vede che essi lo guardano tristi e disperati, per lui ormai è troppo tardi, lo lasciano così al suo destino. Armin acquisisce infine i poteri di Berthold e le sue memorie. Tornato umano, mentre è in dormiveglia, Armin vede il Gigante Colossale che lo guarda addolorato versando lacrime di tristezza (nell'anime, Armin sente la voce di Berthold che piange disperato tutto il suo dolore). Era innamorato di Annie. Paradossalmente, Berthold muore nello stesso modo in cui è stato ucciso Marco. Viene rilevato infine che Berthold è un eldiano delle terre esterne inviato dalla nazione dai generali di Marley, sull'isola, insieme a Annie, Reiner e Marcel, per la distruzione dell'isola e la cattura del Gigante Progenitore. Berthold nacque nel ghetto eldiano di Marley: Liberyo. Fin da piccolo si addestrò alla caserma degli eldiani, insieme a Reiner, Annie e Marcel per divenire un soldato e salvare gli eldiani del ghetto. Prima della missione di Paradis: Berthold, Annie, Reiner, Marcel e Zeke combatterono furiosamente una guerra contro una nazione nemica di Marley. Servendosi dei loro giganti infine la rasero al suolo. Dopo tale vittoria i generali di Marley ritennero che il gruppo era pronto per procedere al piano di cattura del Gigante Progenitore della famiglia reale. Classificando il gruppo come i portatori più forti che abbiano detenuto il potere dei giganti. Giunti a destinazione sull'isola, i quattro si accamparono ai piedi delle mura preparandosi a dare inizio all'attacco terroristico il giorno dopo. Inavvertitamente il gruppo si accampò dove era rimasta sepolta Ymir in forma di gigante puro, che infine divorò Marcel dopo che questo salvò Reiner. Perso Marcel, Berthold decise insieme a Annie di ritirarsi dalla missione. Reiner li blocca insistendo che ormai non si possono tirare indietro e che se provassero a tornare a Marley a mani vuote, finirebbero subito catturati e uccisi cedendo i loro poteri di giganti a qualcun altro. Alla conferenza del ghetto eldiano di Willy Tyber, il padre di Annie: Leonhart; rivela che il padre di Berthold è spirato da poco, continuando a elogiare il figlio, considerandolo un eroe di Liberyo. Durante il progetto di attacco a Marley sull'isola, tre anni prima, Armin avendo visto i ricordi di Berthold, ammette tristemente di non avervi trovato nulla che potesse portare a una soluzione pacifica con i popoli della terra ferma. Berthold ricompare davanti a Armin dopo essere stato inghiottito da un gigante di Eren che versa una lacrima di tristezza.

Trasformazione in Gigante

Trasformato in gigante è alto sessanta metri e non possiede pelle, mostrando i fasci muscolari. È lento nei movimenti, ma dotato di forza straordinaria, e la sua arma segreta consiste nello sprigionare da tutto il corpo vapori di altissima temperatura ogni qualvolta sta per essere colpito o si sente minacciato. Tuttavia, quando sprigiona tali vapori, la carne del gigante si consuma rapidamente e non è poi in grado di muoversi. I Marleyani considerano il Gigante Colossale l'arma più potente da schierare in una guerra, definendolo un dio della distruzione e che con esso è possibile conquistare un'intera nazione.

È doppiato da: Tomohisa Hashizume (ed. giapponese), Jacopo Castagna e Gianluca Crisafi da bambino (ed. italiana).

Annie Leonhart[modifica | modifica wikitesto]

Annie Leonhart (アニ・レオンハート Ani Reonhāto?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al quarto posto alla fine dell'addestramento[1]. È abilissima nel combattimento corpo a corpo e possiede una forza e un'agilità incredibili: Eren, impressionato, le chiede di fargli da maestra e insegnargli le sue tecniche[23].

È molto asociale e tende a isolarsi ma, sebbene sia di indole fredda e distaccata, prova un profondo desiderio di giustizia verso i deboli e un forte affetto verso i suoi commilitoni del 104°, segno della sua peggiore capacità di distaccarsi emotivamente da loro rispetto ai suoi complici Reiner e Berthold. Alla vista dei cadaveri dopo che Eren chiuse la breccia a Trost, guarda con un'espressione spezzata i cadaveri martoriati dei suoi compagni chiedendogli perdono. Dopo la battaglia di Trost si unisce infine al Corpo di Gendarmeria[24] e, a seguito dell'operazione che attua l'armata ricognitiva per catturare il Gigante Femmina (女型の巨人 Megata no Kyojin?), si scopre che in realtà si tratta di Annie[25], il cui scopo è quello di rapire Eren. Tuttavia viene messa duramente all'angolo durante lo scontro a Stohess, contro Eren e l'armata ricognitiva che blocca le sue vie di fuga. Rammentando alcuni vecchi ricordi legati al suo passato, versando lacrime di tristezza, Annie decide di ibernarsi in un pezzo di cristallo[26]. Nonostante i tentativi di tirarla fuori dal bozzolo, nessun intervento esterno sembra avere effetto. Annie viene infine confinata nei sotterranei dell'armata ricognitiva. L'anello che usò Annie per trasformarsi era un ricordo del padre. Nello Spin-off: Lost Girl viene approfondito lo stato d'animo di Annie: Il giorno prima della missione per catturare Eren fuori dalle mura, Annie sia prossima a impazzire, per il peso di tutte le morti che ha causato. Soprattutto dopo aver ucciso Marco, il quale i suoi ultimi momenti le causano forti incubi. Il comportamento di Annie di isolarsi da tutti le serviva per non impazzire. Solo la promessa dal padre di tornare a casa permette a Annie di non crollare. Annie si rivela essere un'eldiana delle terre fuori dalle mura non che un soldato al servizio di Marley insieme a Reiner, Berthold e Marcel con la missione di recuperare il Gigante Progenitore della famiglia reale. Fu Annie quando Berthold sfondò le mura del Wall Maria a richiamare i giganti puri con le sue grida di Gigante Femmina, portando il massacro a Shignashina. Annie era un'orfana nata nel ghetto, eldiano Liberio, da genitori ignoti. Tramite l'esame del sangue, si scoprì che il padre era un eldiano, la madre di marley. Abbandonata ancora neonata, fu trovata da Leonhart che la crebbe come figlia sua. Il padre la fece allenare in modo estenuante fin dall'infanzia perché potesse diventare una guerriera e in tal modo ottenere privilegi vivendo nel lusso. Annie colma di disprezzo, si accani contro di lui massacrandolo di botte rompendogli le ossa tra cui la gamba, rendendolo zoppo a vita. Leonhart rise felice per quello che gli fece. La figlia era diventata forte come voleva. Dopo di ciò, Annie non si oppose più e Leonhart intensificò gli allenamenti. Per Annie, la sua vita e quelle degli altri individui di ogni nazione era priva di valore. Giunti al giorno della partenza per la missione, però Leonhearth, prostrandosi di fronte alla figlia, ammise disperato che tutto ciò che gli fece fu un errore, chiedendo ad Annie la promessa di tornare a casa e di abbandonare la missione e tutto ciò che essa riguardava se avesse rischiato la vita. Quattro anni dopo il fallimento della missione, Annie giace ancora chiusa dentro il bozzolo. Eren acquisito i pieni poteri del Gigante Progenitore, spezza tutti i sigilli dei giganti liberando così anche Annie. Venendo trovata da Hitch, decide infine di farla andare via per liberarsi di lei. Annie rivela che sentiva le voci esterne dal suo bozzolo ed è al corrente di tutto, compreso che Eren mira a distruggere il mondo esterno. Annie ammette infine le cose imperdonabili che ha fatto, consapevole che nessuno la potrebbe perdonare. Ma pur di ritornare da suo padre è disposta a ripeterli, ma ciò probabilmente non cambierà nulla poiché Eren porterà presto la distruzione. Annie si unisce infine ad Armin e i restanti membri dell'armata ricognitiva e di Theo Maghat per raggiungere Eren e fermarlo. Scoprendo che Marely e il ghetto eldiano sono già stati distrutti dalla marcia dei colossali, Annie perde ogni interesse, per il conflitto e stanca di uccidere, rimane indietro con Gabi e Falco. Falco insiste di avere scoperto tramite il sangue di Zeke, che il gigante mascella, una volta era in grado di volare, e con i poteri del Gigante Femmina e certo di completare la trasformaizone. Annie ricompare con Gabi e Falco in forma di Gigante Uccello traendo in salvo il gruppo di Mikasa e Armin prima che questi venissero sopraffatti dai giganti di Eren. Con le ultime forze rimaste, Annie guadagna tempo, per permettere ai suoi compagni, di fermare la marcia dei colossali. Armin con i suoi poteri distrugge definitivamente il parassita dei giganti e Mikasa da infine il colpo di grazia a Eren dicendogli addio con un bacio. Ymir vede finalmente tramite Mikasa la scelta che lei non aveva fatto a suo tempo con il Re Fritz. Il potere dei giganti viene definitivamente annullato. Tutti i giganti tornano umani, compresi tutti i muta forma tra cui Annie, che perdono definitivamente il loro potere. Annie riabbraccia suo padre che è tornato infine umano e il terrore dei giganti è scomparso per sempre. Senza più una casa, Annie, a bordo di una nave, con i suoi compagni, fa rotta sull'isola Paradis per ricominciare una nuova vita, insieme a tutti gli altri eldiani superstiti. Annie è consapevole che dovrà fare i conti per tutti quelli che ha ucciso, pronta ad affrontare le conseguenze per il futuro.

Trasformazione in Gigante

Trasformata in gigante, è alta quattordici metri, possiede uno strato di pelle che ricopre quasi tutto il suo corpo, lasciando scoperti i muscoli, ed è dotata di un'agilità elevata. I comandanti di Marley considerano il Gigante Femmina quello più agile in grado di combattere in qualunque tipo di avversità. Possiede l'abilità di cristallizzare varie parti del suo corpo per difendersi o combattere, creando uno strato di "corazza" simile a quello del Gigante Corazzato ma di colore azzurro-trasparente. Eren stesso ammette che, grazie alle sue straordinarie doti marziali, in uno scontro singolo Annie è molto più forte di Reiner. Il potere del Gigante Femmina che possiede Annie deriva da uno dei nove giganti originali. Viene rilevato che l'abilità di cristallizzare il corpo del Gigante Femmina non è una sua caratteristica originale, ma una abilità innovativa conferitagli dall'esercito di Marley dopo varie sperimentazioni per potenziarla. Nonostante la sua grande abilità nella cristallizzazione, se l'avversario si muove a una velocità superiore ai suoi riflessi non è in grado di rinforzarsi in tempo, infatti nello scontro con Rivaille viene ripetutamente ferita dal caporale maggiore senza alcuna possibilità di reazione. Nel romanzo Lost Girl: viene mostrato che Annie può trasformare anche solo una parte del proprio corpo in gigante senza indebolirsi.

È doppiata da: Yū Shimamura (ed. giapponese), Chiara Gioncardi (ed. italiana).

Jean Kirschtein[modifica | modifica wikitesto]

Jean Kirschtein (ジャン・キルシュタイン Jan Kirushutain?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica al sesto posto alla fine della sua formazione come soldato[1]. È, come Eren, impulsivo e aggressivo di carattere e possiede spiccate tendenze al comando, come dimostratogli da Marco durante la battaglia di Trost[27]. Nutre dei sentimenti verso Mikasa e si scontra spesso con Eren durante l'addestramento a causa della differenza tra le loro ideologie e intenzioni: il primo vuole unirsi al Corpo di Gendarmeria e vivere al sicuro all'interno delle mura, mentre il secondo vuole entrare a far parte dell'armata ricognitiva e lottare contro i giganti. Dopo che viene a conoscenza della morte di Marco, Jean cambia mentalità e si unisce all'armata ricognitiva per devozione verso l'amico[28], diventando in seguito membro attivo dei diversi salvataggi di Eren e del colpo di Stato organizzato da Erwin; addirittura si fa passare per Eren per ben due volte durante le missioni sotto copertura dell'Armata[25][29] e rischia direttamente di venire ucciso da un membro della squadra di Kenny, salvo poi essere salvato da Armin[30], che accetta il fatto di avere ucciso per salvare Jean, venendo così ammirato da tutti per il suo enorme coraggio. Con il suo gruppo di commilitoni del 104º Corpo in difficoltà durante la battaglia di Shiganshina, Jean prende il controllo della situazione insieme con Armin[15] e conduce Skylar e Sasha alla cattura di Reiner[6]. Conclusasi la battaglia a Shiganshina con la vittoria dell'armata ricognitiva, Jean ricompare quattro anni dopo all'attentato del ghetto Liberyio per mano di Eren. Insieme con i suoi vecchi compagni attacca i soldati Marley spianando la strada a Eren. Qui Jean si mostra con una barba più ispida e lunghi capelli biondi. Ha una discussione con un nuovo membro dell'armata ricognitiva: Flock il quale ha dato fuoco a un condominio per vendicarsi della morte degli abitanti dell'isola, mentre avrebbe dovuto limitarsi a uccidere i soldati. Flock tuttavia afferma che chiunque abbiano intorno lì, sono nemici che li vogliono morti e che non accetterà di morire senza fare nulla. Riunitosi con gli altri, Jean conferma di avere ucciso tutti i soldati e bloccato le strade e che il piano sta procedendo come previsto. Affermando che per sapere l'esito finale dovranno sopravvivere allo scontro decisivo con i Giganti di Marley. Riusciti infine a scappare il gruppo esulta a bordo del dirigibile per la vittoria. Gabi, riuscita a salire a bordo del dirigibile insieme a Falco, con un fucile spara a Sasha ferendola mortalmente. Catturati infine i due ragazzi, il gruppo intende buttarli giù dal dirigibile per vendicare la loro compagna, ma Jean si oppone insistendo che facendo ciò la spirale di morte e di sangue non avrà mai fine. Jean porta infine Gabi e Falco da Zeke rivelando che tutto era stato un suo piano. Prende parte allo scontro dell'invasione di Marley che intende uccidere Eren per impedire il risveglio dei Giganti ma fallendo nell'intento che infine si risvegliano. Jean insieme agli altri eldiani, ascolta il messaggio telepatico di Eren che intende spazzare via tutti i popoli del mondo che vogliono sterminarli. Si unisce infine ad Armin insieme a Theo Maghat e i restanti membri dell'armata ricognitiva e di Marley prefissandosi come obbiettivo di arrestare Eren prima che porti la distruzione. Accampatisi, Jean scopre infine la morte di Marco per mano di Reiner e Annie. Ricolmo di odio si avventa su Rainer pestandolo brutalmente, escalmando che non lo perdonerà mai.

È doppiato da: Kishō Taniyama (ed. giapponese), Flavio Aquilone (ed. italiana).

Marco Bodt[modifica | modifica wikitesto]

Marco Bodt (マルコ・ボット Maruko Botto?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica settimo alla fine dell'addestramento[1]. È una persona ottimista e idealista e si arruola genuinamente con lo scopo di unirsi al Corpo di Gendarmeria e servire il re. Viene ritrovato deceduto da Jean a pochi giorni di distanza dalla fine della battaglia di Trost[28] e la sua morte, le cui cause sono rimaste a lungo un mistero, è rivelata essere per mano di Reiner, Annie e Berthold, in quanto Reiner si accorge che il commilitone aveva origliato il segreto della loro vera natura e ordina ad Annie di togliergli di dosso il Meccanismo per il Movimento Tridimensionale, lasciandolo inerme davanti ai giganti e destinandolo di conseguenza alla morte[31]. Reiner osservando la scena mentre Marco viene sbranato ha una ricaduta tornando nella personalità di soldato delle mura che osserva scioccato mentre viene divorato con Berthold e Annie al suo fianco che piangono disperati per poi perdere il controllo e accanirsi e uccidere il gigante che lo aveva divorato. Successivamente il corpo di Marco viene ritrovato da Jean, orribilmente sbranato per metà venendo infine cremato dandogli un saluto commemorativo da guerriero. Dopo il risveglio dei giganti colossali per mano di Eren, Yelena rivela infine a Jean che i responsabili della sua morte sono Reiner e Annie.

È doppiato da: Ryōta Ōsaka (ed. giapponese), Daniele Giuliani (ed. italiana).

Connie Springer[modifica | modifica wikitesto]

Connie Springer (コニー・スプリンガー Konī Supuringā?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica ottavo alla fine dell'addestramento[1]. La sua personalità ingenua e scherzosa lo rendono molto legato a Sasha. Decide di unirsi all'armata ricognitiva dopo essere stato ispirato dal discorso di Eren, sebbene avesse in realtà intenzione di unirsi al Corpo di Gendarmeria per rendere fiera la sua famiglia[14]. Dopo l'attacco del Gigante Bestia, scopre che gli abitanti del suo villaggio sono stati trasformati in giganti e, riconoscendo sua madre tra essi, giura di vendicarsi[32]. Viene scoperto infine che Zeke Jeager ha trasformato gli abitanti di Ragako in giganti armigeri, servendosi di un'arma a gas contenente il suo fluido spinale.

È doppiato da: Hiro Shimono (ed. giapponese), Gabriele Patriarca (ed. italiana).

Sasha Blouse[modifica | modifica wikitesto]

Sasha Blouse (サシャ・ブラウス Sasha Burausu?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica nona alla fine dell'addestramento[1]. È una persona eccentrica il cui grande appetito, derivato dall'esiguità di cibo che ha dovuto affrontare durante l'infanzia, sembra non finire mai, e sembra spesso pensare solo a mangiare. È soprannominata la "ragazza della patata" dai suoi commilitoni[33]. È dotata di un'agilità elevata e di un istinto quasi animalesco, maturato vivendo tra le foreste di Dauper, è molto abile con l'arco e le frecce e nell'originale giapponese si esprime usando un linguaggio molto formale per nascondere il suo vero accento, di cui si vergogna[34]. Dopo i fatti di Shiganshina, si rimostra quattro anni dopo nelle terre esterne partecipando al contrattacco degli isolani a Liberyo. Munita di un fucile spara ai soldati di Marley uccidendo in seguito le guardie amiche di Gabi, facendosi intravedere per un breve momento da quest'ultima. Insieme con Connie posiziona dei segnali luminosi sui tetti per far giungere il dirigibile rubato da Zoe, per poi infine unirsi alla lotta contro la squadra di Zeke. Durante la ritirata, lei e i compagni festeggiano per l'esito della missione, ma poco dopo viene uccisa da un colpo di fucile di Gabi. Ritornati sull'isola vengono celebrati i funerali di Sasha e di tutti i compagni caduti dando loro una sepoltura da soldati. È particolarmente legata a Connie, come un gemello per lei. E si pensa essere amata da Niccolo, cuoco provetto.

È doppiata da: Yū Kobayashi (ed. giapponese), Valentina Favazza (ed. italiana).

Historia Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Historia Reiss (ヒストリア・レイス Hisutoria Reisu?), il nome pseudonimo è Christa Lens (クリスタ・レンズ Kurisuta Renzu?), è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute e si classifica decima alla fine dell'addestramento[1]. Inizialmente dalle apparenze pure e gentili, si scopre in realtà che Christa è solo una maschera indossata da Historia per nascondere il suo animo da persona egoista, disposta a sacrificare gli altri pur di sentirsi buona e utile e avere uno scopo nella propria vita[35]. È la vera erede al trono della monarchia, ma, essendo figlia illegittima, è stata cacciata dalla famiglia Reiss ed è stata confinata in una fattoria, isolata dal resto del mondo insieme con i suoi nonni e sua madre[36]. I suoi complessi derivano dall'essere stata trascurata dal padre e dal non avere mai parlato con sua madre, se non per sentirsi dire che non sarebbe mai dovuta nascere, ed è per questo profondamente attaccata a Ymir e a sua sorella Frieda. Quando Eren utilizza per la prima volta la coordinata contro Reiner e Berthold, Ymir decide di aiutarli, chiedendo infine scusa a Christa prima di separarsi. Dopo questo fatto Christa ammette di essersi sentita tradita, e di non avere mai conosciuto appieno Ymir, decidendo di abbandonare il suo vecchio nome tornando a essere Historia Reiss non volendo dare più peso a quello che sarebbe successo a Ymir. Leggendo la sua lettera di addio, Historia commenta con una nota delusa e sarcastica che Ymir si è comportata come un'idiota.

Dopo che il resto della famiglia Reiss viene uccisa da Grisha, è inviata all'esercito da suo padre; alcuni anni dopo, questi rapisce lei ed Eren per riottenere la Coordinata e invita Historia a iniettarsi un fluido che l'avrebbe trasformata in gigante, facendo leva sulle buone intenzioni della famiglia Reiss; la sua richiesta viene però respinta e decide allora di diventare egli stesso un gigante[5]. In seguito Historia lo uccide ed è incoronata regina[37]. Eren ritenendo possibile liberare l'umanità dal giogo dei giganti, si offre di farsi divorare da Christa per farle acquisire il potere del gigante progenitore poiché solo uno della famiglia reale può usare appieno il suo potere. Christa rifiuta apertamente, consapevole che in quel caso verrebbe posseduta dal primo re, comprendendo che Grisha distrusse a malincuore i Reiss per interrompere il loro dominio sull'umanità. Dopo la riconquista del Wall Maria, Eren riuscito infine a entrare nel seminterrato della sua vecchia casa, trova la verità nascosta di suo padre Grisha Jeager sul mondo in cui vivono mostrandolo al governo delle mura. I capi alti militari riterrebbero alquanto pericoloso far dilagare tale notizia poiché essa genererà solo il caos. Ma Historia decreta di pubblicare all'istante la notizia, poiché essa è la memoria che cento anni fa il re Fritz rubò al suo popolo e ora che sono consapevoli che il loro nemico è il mondo esterno dovranno essere uniti più che mai per respingere i futuri invasori. Historia ricompare quattro anni dopo in una casa in campagna, in avanzato stato di gravidanza, poiché era necessario avere un figlio per il piano di tramandare la coordinata a quelli di sangue reale. Non è risaputo chi sia veramente il padre. I generali dell'isola sostengono che Il padre del bambino sia un ragazzo che lavorava nella stalla della vecchia casa di Historia, anni fa. Ciò tuttavia non sembra essere stato confermato.i

È doppiata da: Shiori Mikami (ed. giapponese), Francesca Teresi (ed. italiana).

Ymir[modifica | modifica wikitesto]

Ymir (ユミル Yumiru?) è una recluta del 104º Corpo di Addestramento Reclute[38][39]. Sostiene più volte di essere insensibile ed egoista, ma si smentisce quando dimostra di tenere alla compagna per motivi disinteressati. Non si sa molto sul suo passato, ma racconta che in precedenza desiderava non essere mai nata[35] e il gigante incontrato da Ilse Langnar si riferisce a lei con l'appellativo "Venerabile Ymir"[40]. Possiede l'abilità di trasformarsi in un gigante, capacità acquisita senza che se ne ricordi dopo aver mangiato Marcel[41], amico d'infanzia di Reiner e Berthold; Berthold infatti ammette di odiarla per questo, e Ymir decide contro le aspettative di Christa e degli altri suoi compagni, di seguirli a Shiganshina per espiare questa colpa, ammettendo soprattutto di comprendere, il loro stato d'animo, e della situazione in cui essi si trovano e che vuole cercare infine di aiutarli in quanto Reiner e Berthold si trovano con le spalle al muro, benché Reiner le intimi di andarsene finché può, poiché se fosse andata con loro, giunta a destinazione, sarebbe morta. Prima di separarsi come ultima cosa chiede scusa a Christa, la quale in seguito a questo ammetterà di essersi sentita tradita. Successivamente Ymir scrive un messaggio d'addio a Christa intimando a Reiner di consegnargliela quando tutto sarebbe finito. Si scopre infine che anche Ymir fa parte del continente esterno. Dai flash back, si viene a sapere che Ymir è un'orfana del ghetto eldiano di Mareley. Fin da giovane età Ymir non ha mai saputo chi fossero i suoi genitori, crescendo nelle strade insieme con gli altri orfani. Un giorno venne raccolta da un gruppo eldiano adoratore della capo stipite: Ymir Fritz. I capi dalle congrega la ribattezzarono infine Ymir facendola passare per una discendente della famiglia reale Reiss. Benché fossero storie inventate Ymir decise ugualmente di accettarle, poiché in tal modo aveva cibo e un posto per dormire. Anni dopo un gruppo di guardie di Marley scoprirono la setta e catturarono tutti i membri, i quali cercarono di far cadere tutte le colpe su Ymir per salvarsi la vita. Ma ciò non bastò, benché Ymir continuò a recitare la parte per tentare di salvarli pur consapevole di avere sempre mentito agli altri e anche a sé stessa. Successivamente a questo Ymir insieme con la congrega, venne scortata nell'isola Paradis dove le venne fatta l'iniezione trasformandola così in un gigante privo di coscienza, abbandonandola nell'isola di Paradis. Il potere del Gigante Danzante di cui entrò in possesso apparteneva a Marcel che come Reiner e Berthold era stato mandato insieme con loro come infiltrato dentro le mura. Yimir rimase nello stato di Gigante Armigero per oltre 60 anni finendo poi per addormentarsi dentro a una buca che si ricopri infine di sabbia e terra seppellendola. Quando Reiner, Berthold, Annie, e Marcel giunsero sull'isola, si accamparono accidentalmente nella zona dove Yimir era rimasta sepolta. Percependo la loro presenza, istintivamente uscì allo scoperto e attaccò Reiner che venne infine salvato da Marcel il quale venne divorato da Ymir. Sebbene una volta trasformata lei sia alta solamente circa sette metri, è estremamente veloce e dotata di lunghi artigli che le permettono di arrampicarsi. Nei titoli di coda dell'anime viene accreditata come "Lentiggini" (そばかす Sobakasu?). Fatto ritorno al continente esterno, non sopportando il peso del suo nome, Yimir decide infine di sacrificarsi cedendo il suo potere a Galiard, il nuovo soldato scelto per tornare nell'isola Paradis per recuperare la coordinata e fratello di Marcel. Il vero nome del potere del Gigante di Ymir è il Gigante Mascella (顎の巨人 Agito no Kyojin?). Era innamorata di Historia.

È doppiata da: Saki Fujita (ed. giapponese), Mattea Serpelloni (ed. italiana).

Corpo di Guarnigione[modifica | modifica wikitesto]

Hannes[modifica | modifica wikitesto]

Hannes (ハンネス Hannesu?) è un soldato del Corpo di Guarnigione di stanza a Shingashina. È un militare spesso alcolizzato e piuttosto svogliato nelle sue mansioni, preferendo una vita placida e tranquilla alla lotta contro i Giganti. Per questo motivo viene spesso ripreso dallo stesso Eren, irritato con lui e i suoi commilitoni della guarnigione di Shingashina per la scarsa voglia di combattere i Giganti. Inoltre, è amico di lunga data della famiglia Jaeger, con la quale si sente infatti in debito perché Grisha aveva salvato sua moglie e i suoi figli da un'epidemia che aveva colpito la città tempo prima. Quando essa viene invasa dai Giganti, Hannes esaudisce l'ultimo desiderio di Carla (rimasta schiacciata sotto le macerie della sua casa e divorata da un gigante), portando in salvo Eren e Mikasa, dopo che lui stesso aveva tentato di affrontarlo, rimanendo però immobilizzato dalla paura all'idea di affrontare un essere tanto mostruoso[1].

Cinque anni dopo gli avvenimenti, riceve una promozione ed è promosso a caposquadra del Corpo di Guarnigione. Durante la missione per recuperare Eren e Historia, rapiti da Reiner e Berthold (che si rivelano essere i Giganti Corazzato e Colossale), Hannes cerca di proteggere Eren e Mikasa, rimasti feriti e impossibilitati a fuggire, dallo stesso gigante che aveva precedentemente divorato la loro madre. Quindi cerca di tenergli brevemente testa, riuscendo a distrarlo e persino a ferirlo lievemente, ma alla fine viene afferrato e divorato vivo[4].

È doppiato da: Keiji Fujiwara (stagione 1) e Kenjiro Tsuda (stagione 2) (ed. giapponese), Luigi Ferraro (ed. italiana).

Dot Pixis[modifica | modifica wikitesto]

Dot Pixis (ドット・ピクシス Dotto Pikushisu?) è il comandante supremo del Corpo di Guarnigione e responsabile del settore meridionale del Wall Rose. Il suo aspetto fisico (testa calva, folti baffi e rughe pronunciate intorno agli occhi) è basato su quello del generale dell'Esercito Imperiale Giapponese, Akiyama Yoshifuru[42]. Ha una mente strategica brillante e analitica (anche se spesso finge di perdere agli scacchi durante le partite con i nobili per non irritarli troppo), mentre caratterialmente è un comandante determinato e deciso, sebbene preferisca ricorrere più alla persuasione e alla duttilità diplomatica che alla forza e al rigore delle leggi militari. Lo si dimostra durante la battaglia di Trost, quando impedisce agli ufficiali di giustiziare seduta stante tutti quei soldati che stavano disertando le linee per andare a proteggere le proprie famiglie; Pixis, invece, li persuade a combattere strenuamente contro i Giganti, paventando loro, in caso di sconfitta, la totale estinzione del genere umano, dentro al quale alla fine sarebbero scoppiate rivolte civili per accaparrarsi le ultime risorse disponibili. Mostra anche un lato tenero per le donne, arrivando al punto di sperare scherzosamente che il Gigante che lo avesse mangiato sarebbe stato femminile.

Dopo avere ascoltato il discorso di Armin, il comandante blocca Kirtz Verman dai suoi propositi di attaccare e uccidere Eren, ritenendo invece utile la capacità del ragazzo di trasformarsi in gigante: quindi, nel corso dello scontro, ordina ai propri soldati di proteggerlo ad ogni costo, poiché il ragazzo, in forma di Gigante, ha il compito di richiudere con un enorme masso la breccia all'interno del portone del Wall Rose[43].

Successivamente, Dot Pixis partecipa al colpo di Stato organizzato da Elvin per rovesciare la corona, sebbene avesse delle riserve sulle reali motivazioni all'origine dell'atto eversivo. Quindi, dopo l'incoronazione di Historia Reiss come nuova sovrana, diviene il secondo ufficiale di grado più importante, dopo Dallis Zachary, nel governo militare che aveva effettivamente il potere. In questa veste, sostiene l'ordine della regina di rendere pubbliche le scoperte trovate nella cantina di Eren a Shingashina sull'origine dei Giganti: un ordine avversato dai generali del Corpo di Gendarmeria, timorosi di possibili disordini pubblici, ai quali Pixis risponde che non informare l'opinione pubblica equivaleva un ritorno al regime precedente.

Anni dopo, nella lotta contro Marley, Pixis è nominato comandante militare supremo, dopo l'assassinio di Zachary, morto in un attentato dinamitardo attuato dalla fazione degli Jeageristi, sostenitori delle idee di Eren di usare la Marcia dei Colossali per preservare l'isola di Paradis da ogni possibile invasione esterna. Il nuovo comandante, sorprendentemente, decide di arrendersi e di cedere alle richieste dei ribelli, con lo scopo di barattare la posizione del luogo di detenzione di Zeke Jeager pur di non far scorrere sangue tra le fila dell'esercito; nelle suo intenzioni, però, questo è solo un diversivo, attuato per far divorare Eren da un candidato più gestibile. Tuttavia, quando Pixis e gli altri ufficiali dell'esercito di Paradis capiranno di essere controllati grazie al vino marleyano contenente il fluido spinale di Zeke, capace di trasformare gli Eldiani in Giganti, verranno imprigionati dagli Jeageristi e dai Volontari Anti-Marley. Liberato per dar manforte contro l'attacco a sorpresa dei soldati Marlyeani, Pixis affronta gli invasori con successo, ma viene trasformato in gigante dall'urlo di Zeke, che voleva sbarazzarsi velocemente di ogni ostacolo e riconnettersi ad Eren. Sarà ucciso successivamente da Armin, che gli scaglia contro una Lancia fulmine, facedongli esplodere la nuca.

È doppiato da: Masahiko Tanaka (ed. giapponese), Fabrizio Pucci (ed. italiana).

Kitz Verman[modifica | modifica wikitesto]

Kitz Verman (キッツ・ヴェールマン Kittsu Vēruman?) è il comandante del Corpo di Guarnigione dislocato a Trost. Durante l'attacco al distretto, lascia un gruppo di reclute a difendere da sole il quartier generale con i rifornimenti di gas, necessari a far funzionare i congegni del Movimento Tridimensionale, per mettersi in salvo oltre il Wall Rose.

Nonostante questa vena di codardia, Verman è un soldato severo e ligio al codice della disciplina militare, tanto che non esita a minacciare di esecuzione immediata tutti i militari che stavano disertando per proteggere le loro famiglie di fronte all'avanzata dei Giganti. In seguito, ricompare alla testa dei soldati di guarnigione, minacciando di uccidere Eren se questi non avesse dimostrato la sua vera natura (il ragazzo era stato infatti visto trasformarsi in un gigante dopo essere stato divorato), della quale era impaurito. Nonostante le proteste del ragazzo, che si dichiara un umano, Verman ordina di sparare una bomba a frammentazione, che avrebbe ucciso sia Eren sia Mikasa e Armin, nelle sue immediate vicinanze. Dopo aver protetto i suoi amici con la trasformazione in un gigante parziale, l'ufficiale sta per ordinare un nuovo attacco, ma viene fermato dal comandante supremo del Corpo di Guarnigione, Dot Pixis, il quale al contrario si mostra interessato alle capacità di trasformazione di Eren[43]. Compare brevemente anche nella seconda stagione, dove è al comando delle batterie di artiglieria che devono contrastare l'improvvisa comparsa dei Giganti dentro il Wall Rose.

È doppiato da: Tomoyuki Shimura (ed. giapponese), Daniele Valenti (ed. italiana).

Corpo di Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Rivaille Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Rivaille Ackermann (リヴァイ・アッカーマン Rivai Akkāman?), chiamato Levi Ackermann nell'edizione italiana dell'anime, è il caporale maggiore dell'armata ricognitiva ed è ammirato e considerato da tutti come il soldato più forte dell'umanità. In passato era un criminale della città sotterranea alla capitale insieme ai suoi due amici Isabel Magnolia e Farlan Church e si è unito all'armata ricognitiva sotto invito di Elvin anche per vendicare la loro morte[44]. Ha una fissa maniacale per il pulito, palesata quando, arrivato alla sede dell'armata ricognitiva, obbliga tutta la squadra a pulire a fondo l'intero castello[45]. Petra descrive a Eren il vero caporale Rivaille come "basso, irritabile, violento e difficile da avvicinare"; nonostante ciò, è ligio alle regole e alle direttive dei suoi superiori, mostrando assoluto rispetto per la scala gerarchica. Durante la missione per catturare il Gigante Femmina, si scontra contro quest'ultimo riuscendo in breve tempo a immobilizzarlo e accecarlo con le sue lame recuperando Eren. Inizialmente non dichiarato, viene rivelato che il suo vero cognome è Ackermann e che le sue eccellenti capacità nell'usare le armi derivano dagli insegnamenti di suo zio Kenny Ackermann, fratello della madre e parente di Mikasa[46], da cui riceve in dono il cofanetto di Rod Reiss contenente un siero per trasformarsi in un gigante[37]. Nonostante rispetti ed esegua sempre i comandi di Elvin, Rivaille comprende meglio di altri che egli ha una mente fredda crudele e spietata e che per raggiungere il suo scopo di scoprire la verità delle mura e sulla salvezza dell'umanità non si fa scrupoli a sacrificare e a usare i suoi stessi soldati per raggiungere quell'obiettivo. Nella battaglia cruciale a Shiganshina per la riconquista del Wall Maria, Rivaille riceve da Elvin il compito di occuparsi direttamente del Gigante Bestia.

Distratto dall'attacco suicida guidato di Elvin, Rivaille riesce a coglierlo infine di sorpresa per poi dilaniarlo tirando fuori Zeke dal suo gigante. Ferito gravemente, viene soccorso all'istante dal Gigante Carro, per poi ordinare ai Giganti Armigeri di uccidere Rivaille, che nonostante l'attacco in massa riesce a sbaragliarli raggiungendo Zeke dentro Shiganshina, il quale alla vista della sua impresa lo considera un vero mostro per poi infine abbandonare il campo di battaglia. Rivaille promette che quando lo rivedrà lo ucciderà definitivamente. Al momento cruciale di salvare Elvin, usando il siero per trasformarlo in gigante e divorare Berthold, sceglie infine di salvare Armim. Ricompare quattro anni dopo al ghetto Liberyo partecipando al contrattacco dell'armata ricognitiva contro Marley. Terminata la lotta, colpisce violentemente Eren sul dirigibile accusandolo d’insubordinazione e che non rientrava nel piano impadronirsi del Gigante Martello e del massacro della conferenza. Tornati sull'isola, Rivaille ascolta le spiegazioni di Zeke sul proprio comportamento e sui suoi piani, ma non gli crede e non lo perde mai di vista, portandolo nella foresta tra gli alberi giganti, luogo che gli darebbe un vantaggio nel caso di un combattimento. Zeke, approfittando di un attimo in cui la sorveglianza è affievolita, urla e, sfruttando che nel vino bevuto dai soldati di Rivaille, ci fosse parte del suo fluido spinale, usa la sua coordinata per trasformarli in giganti, ordinandogli di assalire in massa Rivaille mentre tenta di scappare. Zeke crede che Rivaille non avrà la forza di uccidere i suoi soldati, ma si accorge presto dell'errore osservando terrorizzato che Rivaille uccide senza pietà tutti i giganti, restando illeso per poi raggiungere Zeke prima che esca dalla foresta. Nonostante Zeke si trasformi in Gigante Bestia, non è in grado di contrastare la furia di Rivaille che gli pianta quattro lance del tuono facendolo saltare in aria. Rivaille dichiara a Zake mentre viene trascinato via di avere ucciso un numero incalcolabile di persone nel tempo dentro le mura e che Zeke non ha mai compreso l'inferno che tutti loro hanno dovuto sopportare contro i giganti, venendo infine messo su un carro portato via. In preda a delle allucinazioni, Zeke si fa esplodere con Rivaille venendo scaraventato in aria. L'esplosione ferisce gravemente Rivaille perdendo alcune dita ma rimanendo vivo. Il gruppo di spionaggio di Eren giunge in quel momento, pronto a dargli il colpo di grazia ritenuto un pericolo che possa attaccare Eren. Hansie anche lei presente, trae in salvo Rivaille gettandosi insieme a lui nel fiume cancellando le proprie tracce. Dopo essere stato medicato, si unisce al resto del gruppo per fermare lo sterminio globale avviato da Eren e ingaggia battaglia insieme agli altri contro di lui malgrado la mancanza di alcune dita, ma per salvare Connie viene ferito ad una gamba, aggravando le sue condizioni e rendendolo pressoché impossibilitato a proseguire, tuttavia riesce comunque ad utilizzare il suo Meccanismo di Manovra per arrivare a Zeke e decapitarlo, riuscendo a fermare l'armata di Giganti Colossali e lasciando Eren, ormai rimasto da solo nella propria guerra, a Mikasa ed Armin.

Abilità

Rivaille, essendo un Ackermann il cui potere si è attivato, è dotato di capacità fisiche portate all'estremo, un istinto molto spiccato che gli permette di capire cosa deve fare e come agire in battaglia. Sempre in virtù della sua discendenza, l'esperienza combattiva di ogni Ackermann precedente gli è stata trasmessa. Diversamente da Mikasa, però, non si sa chi possa aver scatenato il suo sangue di Ackermann ad attivare le sue capacità, ma è estremamente probabile che quella persona sia già defunta, in quanto Rivaille, per sua stessa ammissione, ha perso ogni persona a lui minimamente cara e non ha mai dimostrato una lealtà inconscia e assoluta verso nessuno, nemmeno Elvin (infatti è lui stesso a dirgli di sacrificarsi per permettergli di raggiungere e abbattere il Gigante Bestia), quindi Rivaille sarebbe il solo Ackermann "libero" dagli istinti del suo sangue. Rivaille è il guerriero più forte tra gli umani, e le sue abilità superano di gran lunga quelle di Mikasa. Ciò è probabilmente dovuto agli insegnamenti di suo zio Kenny quando era solo un bambino. Avendo vissuto nei vicoli malfamati della città sottoterra, Rivaille imparò già in giovane età la legge del più forte. Suo zio gli trasmise il suo modo di tenere un coltello (con l'impugnatura rovesciata), cosa che manterrà anche con le lame del Meccanismo di Movimento Tridimensionale. Sin dai tempi in cui viveva nella città sotterranea aveva, infatti, acquisito grandissime abilità con quest'attrezzatura insieme con gli amici Isabel e Farlan. Come nota Mikasa quando Rivaille affronta Annie, la sua velocità quando usa il Meccanismo è tale che un gigante senziente non ha il tempo di indurire il proprio corpo. Rivaille, inoltre, è solito impugnare una lama al rovescio, di solito la destra, e di afferrare invece la sinistra con la tecnica convenzionale, sia se affronta altri umani sia soprattutto contro i giganti. Questa presa, unita alla sua abilità con il Meccanismo di Movimento Tridimensionale e alla sua velocità, gli consente di combattere in modo unico: Rivaille, soprattutto contro i giganti senzienti, si muove a tutta velocità con il Meccanismo di Manovra e una volta giunto in prossimità del gigante, effettua una rotazione rapida che, grazie alla duplice impugnatura, gli permette di continuare a ferire il suo bersaglio, usando la forza fisica anziché il gas del Meccanismo per proseguire il suo attacco, restando attaccato al corpo del nemico e al tempo stesso continuando a tagliarne il corpo. Con questa mossa è in grado sia danneggiare più muscoli lungo tutto il corpo di un gigante, sia di risparmiare molto più gas degli altri soldati. In base alla forza applicata, Rivaille può persino fare a pezzi il corpo di un gigante, come ha fatto contro il Gigante Bestia. Rivaille si è dimostrato prolifico anche nell'uso delle lance del tuono. Oltre alle sue capacità ereditate e apprese, una delle migliori doti di Rivaille è la capacità di mantenersi lucido indipendentemente dal suo stato d'animo. Anche se in preda all'ira o dalla tristezza, non ha mai permesso alle sue emozioni di sopraffare la sua freddezza, cosa che gli consente sempre di fare la scelta migliore e di combattere al massimo delle sue capacità. Anche quando gli sono rimaste solo due lame e la minima quantità di gas, oltre a nessuna superficie fissa a cui agganciare i rampini del Meccanismo, Rivaille è stato in grado di massacrare svariati Giganti Armigeri senza riportare un graffio. Malgrado si sia trovato in pericolo innumerevoli volte e abbia affrontato svariati giganti senzienti dotati di capacità eccezionali, Rivaille in combattimento non è mai stato ferito se non in modo assai superficiale. Unica occasione in cui si sia procurato un infortunio risale a quando, per proteggere Mikasa da Annie dopo che la ragazza aveva contravvenuto al suo ordine di non attaccare, si slogò una caviglia, cosa che comunque non gli impedì di portare a termine la missione prefissata.

È doppiato da: Hiroshi Kamiya (ed. giapponese), Daniele Raffaeli (ed. italiana).

Elvin Smith[modifica | modifica wikitesto]

Elvin Smith (エルヴィン・スミス Eruvin Sumisu?), chiamato Erwin Smith nell'edizione italiana dell'anime, è il comandante dell'armata ricognitiva. È un uomo serio e stoico e si distingue per essere un grande stratega, scegliendo di perseguire i propri fini in maniera autonoma dalle direttive gerarchiche. È un idealista nonostante le apparenze, tant'è che confessa a Rivaille che preferirebbe perseguire il suo sogno di comprendere il mondo piuttosto che portare l'umanità alla vittoria[47]. La sua avversione verso i piani alti è causata dalla morte del padre, ucciso dal Corpo di Gendarmeria centrale quando Elvin da bambino parlò con i suoi amici dei misteri e delle teorie riguardanti le mura, senza capire il perché di tanta segretezza[48]. Nonostante le apparenza Elvin mostra spirito di osservazione. Scoprendo che Eren può diventare un gigante, collega tale sua capacità al gigante colossale e corazzato, intuendo subito che essi in realtà siano individui umani infiltrati nelle mura e l'uccisione dei due giganti usati per gli esperimenti di Hansie non fa che aumentare le sue certezze. Presumendo che i presunti giganti siano nel loro gruppo di ricerca: mentre le reclute vengono istruite per andare fuori dalle mura, non viene menzionato dove Eren sarà posizionato nella squadra. Elvin molto probabilmente aveva intuito che i giganti miravano a lui fin dall'inizio. Perde un braccio durante la missione di salvataggio di Eren e Historia da Reiner e Berthold[17]. Tuttavia qui Elvin, dimostra determinazione, riuscendo a mantenere il sangue freddo nonostante la ferita, riuscendo con un braccio solo a servirsi del dispositivo tridimensionale, ferendo Berthold liberando infine Eren dalla cattura. Dopo questi fatti, Elvin rischia di essere condannato all'impiccagione quando l'armata ricognitiva viene screditata e i suoi membri diventano dei ricercati, ma si salva in seguito al colpo di Stato verso la corona[49]. Durante la battaglia di Shiganshina si mette al comando di un attacco suicida per distrarre il Gigante Bestia e permettere così a Rivaille di abbatterlo venendo ferito mortalmente. Quando però Rivaille è costretto a decidere se salvare lui o Armin, decide di salvare quest'ultimo, sostenendo anche che sarebbe ingiusto togliergli finalmente la pace dopo tutto ciò che ha passato. Sostenendo che ormai Elvin era sul punto di divenire un mostro senza pietà.

È doppiato da: Daisuke Ono (ed. giapponese), Alessandro Quarta (ed. italiana).

Hansie Zoe[modifica | modifica wikitesto]

Hansie Zoe (ハンジ・ゾエ Hanji Zoe?), chiamata Hanji Zoe nell'edizione italiana dell'anime, è un caposquadra dell'Armata Ricognitiva. È un personaggio eccentrico, che nutre una forte passione per i giganti al punto da affezionarsi a loro come con gli esseri umani. Per questo motivo è impiegata nella ricerca sui giganti, con risultati molto positivi, dal momento che riesce a scoprire il legame tra l'attività di essi e la luce solare e che il loro peso è sproporzionatamente piccolo per la loro stazza[45]. Nonostante appaia inoffensiva, ha anche un lato brutale e non esita a compiere atti di dubbia moralità come manipolare e torturare le persone, tanto da mostrare di essere turbata solo in parte allo scoprire che i giganti sono in realtà esseri umani[50]. Dirige gli avvenimenti che guidano al colpo di Stato alla corona quando Elvin, che viene incarcerato, le passa il titolo di comandante[51]. Hansie diviene in seguito alla morte di Elvin la nuova leader, sebbene le decisioni vengano prese anche da altri o collettivamente. Al risveglio dei giganti delle mura adoperato da Eren, Hansie si unisce al gruppo per tentare di fermarlo. Per permettere agli altri di mettersi in salvo dopo che la Marcia dei giganti li raggiunge, Hansie decide di sacrificarsi, riuscendo ad abbattere un paio di colossali con le lance del tuono prima di morire a propria volta. Prova una forte eccitazione quando vede Eren in forma di gigante avendo molto probabilmente gusti feticistici. Anche in punto di morte per opera dei Giganti Colossali delle mura controllati da Eren, il suo ultimo pensiero è quanto essi siano incredibili. Nonostante nel manga originale non è rivelato quale sia il suo sesso, nella maggior parte delle altre edizioni, compresa quella italiana e nell'anime, è una donna.

È doppiata da: Romi Park (ed. giapponese), Antonella Baldini (ed. italiana).

Oruo Bossard[modifica | modifica wikitesto]

Oruo Bossard (オルオ・ボザド Oruo Bozado?), chiamato Oruo Bossar nella versione italiana dell'anime, è uno dei membri dell'armata ricognitiva. Secondo Eren ha ucciso trentanove giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri nove ed è in stretta fiducia con gli altri membri: Petra Ral, Erd Jinn, Gunther Schultz ed Eren Yeager, inizialmente sottovaluta quest'ultimo ma alla 57ª spedizione fuori dalle mura afferma: "È molto notevole, tornare sano e salvo dalla prima spedizione..." ma rimane, nei suoi ultimi minuti di vita, distaccato da Eren. Nell'episodio 22 Auruo e tutta la squadra viene massacrata da Annie Leonhart trasformata nel gigante dalle fattezze femminili, l'ultimo a essere ucciso è appunto Oruo che disperato per la perdita dei compagni riesce quasi ad arrivare sul punto fatale di tutti i giganti, ma viene fermato dalla sua cristallizzazione. Arrivato al punto di non possedere più un'arma, Ouruo viene scaraventato dal gigante contro un albero, non si sa se si sia diviso in due, ma è molto probabile. Successivamente il suo cadavere viene buttato via con gli altri. È uno che si dà diverse arie e cerca di assomigliare molto a Rivaille ma con qualche esagerazione del suo comportamento, ovvero di sottolineare la superiorità verso gli altri in alcune scene.

È doppiato da: Shinji Kawada (ed. giapponese), Sergio Lucchetti (ed. italiana).

Petra Ral[modifica | modifica wikitesto]

Petra Ral (ペトラ・ラル Petora Raru?) è una dei membri dell'armata ricognitiva. È molto gentile e premurosa soprattutto con Eren, il quale rivela che Petra ha ucciso dieci giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri quarantotto. A volte litiga con Oruo perché imita, in malo modo, il capitano della loro squadra. Tende sempre a incoraggiare Eren e a fargli complimenti. Nutre grande ammirazione e rispetto nei confronti di Rivaille, tanto da volergli restare sempre vicino ed essere stata fuori di sé dalla gioia quando Rivaille riconobbe le sue capacità accogliendola nella sua squadra. Nell'episodio 22 muore durante l'attacco di Annie, che la schiaccia contro un albero. Al rientro dell'armata ricognitiva in città il padre di Petra si accosta a Rivaille e gli fa capire, dopo aver letto una sua lettera, che la figlia lo amasse, lasciando ancora più devastato il giovane.

È doppiata da: Natsuki Aikawa (ed. giapponese), Gemma Donati (ed. italiana).

Eld Jinn[modifica | modifica wikitesto]

Eld Jinn (エド・ジン Erudo Jin), chiamato Erd Yin nella versione italiana dell'anime, è uno dei membri dell'armata ricognitiva. Secondo Eren ha ucciso singolarmente quattordici giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri trentaquattro. La sua prima apparizione è nel quindicesimo episodio della prima stagione della serie. Non parla molto durante i suoi pochi episodi se non per dire "Un soldato non si qualifica per quanti giganti abbia ucciso" durante il ritorno al quartier generale nell'episodio 21, ovvero l'ultimo. È il primo a morire durante l'attacco di Annie. Nato il 30 gennaio, è alto 1,82 m, pesa 78 kg, ha i capelli biondi, gli occhi di colore castano chiaro e un'espressione molto seria e precisa. Nell'episodio 22 il suo cadavere viene gettato in pasto ai giganti assieme agli altri.

È doppiato da: Susumu Chiba (ed. giapponese), Emanuele Ruzza (ed. italiana).

Gunther Schultz[modifica | modifica wikitesto]

Gunther Schultz (グンタ・シュルツ Gunta Shurutsu) è uno dei membri dell'armata ricognitiva. Secondo Eren ha ucciso sette giganti e ha collaborato all'abbattimento di altri quaranta. La sua prima apparizione è nel quindicesimo episodio della prima stagione, dove ammette che l'ex quartier generale era in pessime condizioni. Durante la 57ª spedizione fuori dalle mura viene ucciso da Annie, credendo che fosse il capitano Rivaille, ma accorgendosene subito dopo viene ucciso. A fine episodio il suo corpo viene gettato ai giganti. Nato il 30 luglio, alto 1,83 m e pesa 83 kg, ha un'espressione seria e spesso e volentieri sgrida agli altri quando si prendono in giro durante le missioni, ha capelli corvini raccolti in una piccola punta sulla testa, ha un naso a patata e grandi occhi neri.

È doppiato da: Kōzō Mito (ed. giapponese), Marco Baroni (ed. italiana).

Flock Forster[modifica | modifica wikitesto]

Flock Forster è una nuova recluta del Corpo di Ricerca, comparso poco prima dell'inizio della battaglia di Shingashina. In passato era un cadetto del 104º Corpo di Addestramento Reclute, arruolatosi dapprima nel Corpo di Guarnigione dopo la cerimonia di diploma militare, per poi fare domanda di trasferimento nel Corpo di Ricerca per partecipare allo scontro decisivo di Shiganshina.

Fisicamente è un ragazzo piuttosto alto, con una strana capigliatura di colore rosso, che poi cambierà in uno stile più convenzionale; mostra un carattere a volte saccente, come quando si confronta con i membri veterani del Corpo (Eren, Mikasa, Armin, Jean, Connie, Sasha), a volte timido, insicuro e pauroso, evidenziato durante la battaglia presso la cerchia esterne di mura, dove lui e le nuove reclute sono costante bersaglio della pioggia di massi scagliati contro dal Gigante Bestia per annientare le ultime resistenze. Infatti, al richiamo di restare in riga e occuparsi dei cavalli, Flock urla e si dispera, gridando che ormai sarebbero morti tutti inutilmente. Tuttavia, convinto dal discorso del comandante Elvin per motivare i soldati a partecipare ad una carica suicida contro il Gigante Bestia, per distrarlo e permettere così al capitano Rivaille di sorprenderlo e abbatterlo, decide di sacrificarsi con i commilitoni per contribuire alla causa del genere umano. Dopo la tremenda raffica di sassi che massacra ogni cavaliere che avanza, resta l'unico a sopravvivere all'attacco, uscendone pressoché illeso. Smarrito e confuso, torna lentamente sui suoi passi, recupera Elvin, mortalmente ferito all'addome, e fa ritorno alle mura, dove si è da poco concluso lo scontro contro il Gigante Corazzato (ossia Reiner Braun) e il Colossale (Berthold Hoover), che porta alla cattura di Berthold e al sacrificio di Armin, in fin di vita per le conseguenze del piano attuato per distrarre il Colossale.

Il suo arrivo, con il corpo esanime di Elvin legato sulle spalle, provoca un cambio di decisione da parte di Rivaille, che decide di dare il siero per la trasformazione in gigante a quest'ultimo, anziché ad Armin come aveva previsto precedentemente. Flock assiste e interviene al litigio, tra il capitano da una parte ed Eren e Mikasa dall'altra, su chi avesse dovuto ricevere il siero, schierandosi con Rivaille e sostenendone la tesi per cui solo il comandante Elvin avrebbe potuto sconfiggere efficacemente i Giganti e salvare l'umanità. Inoltre, dopo aver realizzato quanto era successo nel corso della carica suicida, proclama che il suo scopo nella vita sia quello di riportare nel mondo un "demone", necessario a sterminare i giganti e a ridare stabilità e tenta di intromettersi fisicamente per prendere il siero da Mikasa, rischiando di essere ucciso da quest'ultima. Quindi porta via di peso Eren per permettere a Rivaille di fare l'iniezione ad Elvin, sebbene alla fine il capitano scelga di salvare Armin: quando Flock gli chiede i motivi della scelta, si sente rispondere che Elvin non gli avrebbe perdonati per avergli tolto finalmente la pace e che il comandante si stava effettivamente trasformando in un demone crudele e spietato.

Subito dopo, come uno dei nove membri superstiti del Corpo di Ricerca, è convocato dalla regina per ricevere l'onorificenza per l'eroismo mostrato in guerra. Poco prima della cerimonia, Flock si scontra apertamente con Eren e i suoi amici, ritenendo sbagliata la scelta di salvare Armin invece di Elvin, ritenendolo più adatto poiché era l'unico in grado di guidare il Corpo di Ricerca. Quattro anni dopo, partecipa al contrattacco di Paradis contro Marley, mostrandosi completamente diverso rispetto al passato: infatti la sua insicurezza e i suoi timori verso il mondo sono stati sostituiti da una forte sete di vendetta e di odio verso le persone del mondo esterno, tanto che, con l'aiuto di altri suoi commilitoni, appicca il fuoco ad un condominio del ghetto di Liberio, bruciando vivi all'interno centinaia di civili. Per questa atrocità viene ripreso da Jean Kirchstein, il quale gli intima di limitare le perdite civili e di uccidere solo i soldati, ma Flock, per tutta risposta, ribatte di non voler fare distinzioni o di mostrare alcuna pietà, poiché tutti gli abitanti al di fuori dell'isola sono nemici che vogliono il loro totale annientamento. Inoltre, rammenta quello che i Marleyani causarono alla gente dell'isola e che intende ucciderne quanti più possibili, prendendo a modello Eren, ritenuto un "demone necessario" per poter avere il proprio posto nel mondo. Infatti, il suo iniziale disprezzo verso Eren si trasforma in una adorazione vicina al fanatismo, seguendo appassionatamente i suoi ideali di combattere con tutte le forze, piuttosto che aspettare la morte dentro le mura.

Per questo motivo diviene un convinto sostenitore di Eren: infatti finisce in prigione per insubordinazione, dopo che lui e tre nuove reclute hanno passato informazioni alla stampa sulla sua detenzione, che doveva restare riservata. Tuttavia, già prima dell'attacco a Marley, Flock aveva segretamente iniziato a costruire una fazione militari fedeli agli ideali del giovane Jeager, chiamata appunto Jeageristi, formata da soldati del Corpo di Ricerca e delle altre unità militari, sostenitori della nuova visione imperialista di Eldia e fautori dell'attivazione della Marcia dei Colossali contro il mondo. Quindi organizza l'assassinio del comandante supremo Dallis Zachary, che stava progettando di far divorare Eren da un altro candidato più gestibile, facendo piazzare una bomba dentro la sua sedia speciale, utilizzata per le torture, portata nel suo ufficio da quattro reclute fedeli ad Eren. L'omicidio getta l'isola nel caos e permette la presa di controllo degli Jeageristi, che incarcerano gli oppositori (tra cui Mikasa e Armin) e lavorano per far incontrare Eren con il fratello Zeke, unico modo per attivare la Marcia. Durante il combattimento contro i soldati marleyani, giunti con un attacco a sorpresa sull'isola, Flock si batte coraggiosamente, avvalendosi anche dell'aiuto dei militari imprigionati e dei volontari Anti-Marley. Dopo che Eren acquisisce il potere del Fondatore e inizia la Marcia, rivela di essere stato incaricato di mantenere l'ordine interno a Paradis, mentre Eren distruggeva il mondo. Quindi offre a Jean, Mikasa, Armin e Connie di entrare nelle fila degli Jeageristi, e decide di giustiziare i membri più in vista dei Volontari, ossia Yelena e Onyankopon, colpevoli di averli ingannati con il piano di estinzione indolore ideato da Zeke, dopo che essi avevano rifiutato la proposta di vivere nell'isola come "eldiani onorari". I due però vengono salvati all'ultimo dal Gigante Carro di Pieck, la quale, insieme a Magath, si è unita ai resti del Corpo di Ricerca che si oppongono all'estremismo degli Jeageristi (ossia Mikasa, Armin, Jean, Connie e Hangie) e vogliono impedire la distruzione del mondo.

Flock decide dunque di presidiare con i suoi uomini il porto, unico luogo da dove gli altri sarebbero potuti salpare per fermare Eren, tenendo in ostaggio anche Kiyomi Azumabito e il suo seguito, poiché avrebbero potuto offrire appoggio al nemico. Ne consegue dunque una battaglia cruenta e fratricida, nella quale gli Jeageristi affrontano i loro vecchi commilitoni, oltre a Reiner e Annie in forma di gigante: i primi vengono decimati, permettendo così la partenza della nave con tutti i loro avversari a bordo. Ormai demoralizzati, i superstiti stanno per abbandonare la lotta quando Flock li esorta a continuare a combattere, sostenendo che, in caso di sconfitta, il mondo avrebbe lanciato una tale offensiva da distruggere completamente Paradis. Quindi si lancia all'attacco della nave, tentando di colpirla con una Lancia fulmine per danneggiarne lo scafo e impedirne la partenza, ma viene centrato da un colpo di fucile sparato da Gabi, cadendo in mare e apparentemente morendo.

Riesce incredibilmente a sopravvivere, aggrappandosi con l'arpione del Movimento Tridimensionale allo scafo del natante e viaggiando in questo modo fino a quando esso approda nel porto di Odiha, al fine di permettere l'alzata in volo dell'idrovolante condotto a rimorchio, con il quale si sarebbe potuto localizzare e fermare Eren. Flock allora tenta un ultimo, disperato tentativo: esce dall'acqua e spara con la sua pistola contro l'aereo, forandone il serbatoio, ma viene infine ucciso da Mikasa, che gli spara un arpione in pieno petto. Le sue ultime, esanimi parole, sono una supplica ai suoi uccisori di desistere dai loro propositi, poiché in caso contrario Eldia sarebbe finita per davvero.

È doppiato da Alessio Ward (ed. italiana), Kensho Ono (ed. giapponese).

Famiglia Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Rod Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Rod Reiss (ロッド・レイス Roddo Reisu?) è un membro della famiglia reale Reiss ed è capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria, dal quale prende gli ordini Kenny Ackermann. È il vero padre di Historia, nata da una relazione extraconiugale con una domestica e disconosciuta da Rod, che la manda a vivere in una fattoria con la madre. È responsabile di avere ucciso e soppresso qualsiasi individuo dentro le mura che aveva ideato nuovi tipi di tecnologia quali nuove armi da combattimento e mezzi di trasporto (rudimentali mongolfiere) che i cittadini volevano utilizzare per abbandonare le mura. Alcuni anni dopo convoca entrambe, dà l'ordine di uccidere la seconda e cambia il nome della prima in Christa Lens, inviandola poi all'esercito[36]. In seguito il resto della famiglia Reiss viene sterminato da Grisha Jaeger, che divora Frieda Reiss per rubarle la Coordinata, potere che poi consegna a Eren[2]. L'avvenimento sconvolge gli equilibri del potere, che finora era sempre rimasto nelle mani dei Reiss; per cui Rod fa rapire Historia ed Eren e tenta di persuadere la figlia ad assumere un liquido per diventare un gigante e divorare il compagno. Ricevendo un rifiuto in risposta, Rod lecca il liquido, trasformandosi in un gigante puro (senza la capacità di ragionare) di aspetto fortemente deforme e sproporzionato, dalle dimensioni incommensurabili (si tratta del gigante più grande mai visto nella serie, con un'altezza di centoventi metri, il doppio di quella del gigante colossale) in grado di generare un vapore così potente da bruciare l'ambiente circostante. La sua enorme mole gli conferisce una resistenza pressoché totale dai colpi di cannone mentre il potente vapore che sprigiona rende impossibile avvicinarsi per poterlo colpire alla collottola. Viene infine fermato dall'armata ricognitiva e ucciso da Historia[52].

È doppiato da Massimo de Ambrosis (ed. italiana).

Frieda Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Frieda Reiss (フリーダ・レイス Furīda Reisu?) è la figlia secondogenita di Rod Reiss della famiglia reale. Dopo avere divorato suo zio Uri diventa la nuova portatrice del potere del Gigante Progenitore e delle conoscenze del mondo[52]. Venuta a sapere dell'esistenza della sorellastra Historia, la va spesso a trovare di nascosto, instaurando un forte legame, ma dando a volte segni di personalità multipla, con episodi di delirio e farneticazione contro il genere umano[5], facendola cadere in depressione tormentandosi. Ciò fu dovuto dall'ombra del primo re delle mura che la possedeva, in quanto il Gigante Progenitore dentro di lei era stato sigillato da quest'ultimo con il Patto di Rinuncia alla guerra, lasciando che le sue idee fanatiche pacifiste prendessero il controllo su di lei. Muore per mano di Grisha Jaeger, che la uccide e la divora per rubarle i poteri[2]. Benché Frieda possedesse un potere superiore al padre di Eren, mancò di esperienza per controllarlo. Saputa la verità su quanto accadde alla sua sorellastra, Historia comprende che non vi era altro modo per poterla liberare dal primo re.

Il Gigante di Frieda è di fattezze femminili come quello di Annie. Nel manga i suoi capelli sono di colore biondo platino al contrario di Frieda che li ha neri corvini, mentre nell'anime i capelli sono dello stesso colore. Gli occhi del suo gigante brillano di una luce intensa innaturale.

È doppiata da: Yōko Hikasa (ed. giapponese) (Attacco! A scuola coi giganti), Laura Amadei (ed. italiana).

Uri Reiss[modifica | modifica wikitesto]

Uri Reiss (ウーリ・レイス Uri Reisu?) è il fratello minore di Rod Reiss. Si offre volontario per divorare il padre ed essere il nuovo portatore delle conoscenze del Gigante Progenitore, ma finendo per essere posseduto dalla mente del primo re[5]. Instaura un forte legame di amicizia con Kenny Ackermann, che lo aveva in precedenza attaccato per vendicarsi delle persecuzione alla sua famiglia, e lo nomina capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria[37]. Ormai vecchio, si fa divorare da sua nipote Frieda[52].

È doppiato da Luca Dal Fabbro (ed. italiana).

Karl Fritz[modifica | modifica wikitesto]

Karl Fritz è stato il primo re delle mura a governare sugli Eldiani di Paradis. Stando alla testimonianza di Rod Reiss, possedeva la Coordinata e avrebbe avuto quindi il potere di sterminare i giganti, ma per motivi sconosciuti decise invece di creare tre grandi mura (il Wall Maria, il Wall Rose e il Wall Sina), all'interno delle quali rinchiude gli esseri umani, convinto che solo così potessero ottenere la vera pace[5]. Quindi cancellò agli uomini i ricordi del passato, facendogli credere che la razza umana al di fuori delle mura fosse estinta, senza però riuscire a influire su alcune famiglie, come quelle degli asiatici e degli Ackermann[8]. Le sue memorie, le sue abilità e la sua ideologia furono tramandate di generazione in generazione dalla famiglia Reiss, tanto che il suo ascendente sull'individuo che ne eredita le conoscenze è tale da trasmettergli l'assoluta sicurezza della sua scelta[53], causandogli al contempo episodi di delirio.

Più avanti nella storia, durante la conferenza di Willy Tyber nel ghetto eldiano di Liberio, si rivela un'altra parte del suo passato, oltre al suo vero nome: Karl Fritz, sovrano dell'Impero eldiano, i cui membri avevano il potere di trasformarsi in Giganti, diretto discendente di Ymir Fritz, la capostipite degli Eldiani. Egli fu il 145º re a ereditare il Gigante Fondatore, il più potente tra i nove Giganti, ma, a differenza dei suoi predecessori, Karl Fritz disprezzava ciò che gli Eldiani avevano fatto nel corso dei secoli, usando i poteri dei Giganti per conquistare e vessare gli altri popoli, compiendo terribili massacri. Quindi decise di allearsi con la famiglia Tyber, una nobile casata eldiana che deteneva il potere del Gigante Martello, escogitarono un piano per distruggere il suo stesso impero dall'interno: questo causò una guerra civile tra le famiglie detentrici degli altri otto Giganti, che si uccisero a vicenda e portarono al collasso dell'Impero eldiano. Subito dopo, Karl Fritz e i Tyber scelsero un marleyano qualunque, da far passare come l'eroe che distrusse Eldia e salvò il mondo dalla sua egemonia. Costui fu Helos, ricordato dalla storia marleyana come l'eroe che distrusse Eldia e che guidò Marley dopo la vittoria.

Re Fritz fuggì infine in esilio volontario sull'isola di Paradis, portando con sé gran parte del suo popolo, e creando tre cerchia di mura imponenti, formate dall'indurimento di circa dieci milioni di Giganti Colossali, alle auali diede il nome delle tre figlie di Ymir: Maria, Rose e Sina. Quindi minacciò il mondo esterno di non interferire con loro, attivando, in caso contrario, la Marcia dei Giganti Colossali che avrebbe distrutto tutto il pianeta, e cancellò la memoria ai suoi sudditi, convincendoli di essere i soli superstiti dell'umanità, divorata dai Giganti. Infine, Karl Fritz sigillò il Gigante Progenitore con un "patto di rinuncia alla guerra": in questo modo, nessun altro che avesse avuto sangue reale sarebbe stato in grado di usare appieno il suo potere, poiché sarebbe stato posseduto dalla volontà e dagli ideali del primo re. Il sovrano, infatti, voleva che gli Eldiani venissero sterminati, poiché giudicava le loro colpe così gravi da essere imperdonabili: nel suo ultimo messaggio, Karl Fritz richiese solo un breve periodo di pace per i suoi sudditi, dopodiché li avrebbe lasciati alla vendetta del mondo esterno.

Poteri ed abilità

Pur non essendo mai stato mostrato, Karl Fritz deteneva un potere immenso, simile a quello di un dio: Zeke Jeager, infatti, rivela che il Gigante Progenitore non possiede solo la capacità di controllare gli altri Giganti, ma può anche creare e ridare vita a delle terre morte, generando misteriose piante e strani minerali. Infatti, nel sottosuolo dell'isola di Paradis vi sono materie prime uniche al mondo; questo è il motivo principale per cui Marley intende invadere l'isola e impadronirsene, anche perché altre nazioni sono interessate ad averle, in quanto esse innalzerebbe enormemente il proprio sviluppo industriale e i propri interessi economici.

Re Fritz[modifica | modifica wikitesto]

Re Fritz è stato il primo sovrano degli Eldiani, all'epoca una piccola tribù di barbari dedita al saccheggio e alle scorrerie, in perenne lotta contro i Marleyani, una popolazione più ricca e civilizzata. Era un re tirannico, barbaro e crudele, che imponeva il suo potere con la forza e la sopraffazione, punendo senza pietà ogni minimo sbaglio. Ne è un esempio ciò che accadde ad Ymir, una schiava bambina catturata dopo una razzia e alla quale era stata tagliata la lingua: poiché un maiale era fuggito dal recinto per la noncuranza di uno schiavo, re Fritz aveva chiesto chi fosse il colpevole, minacciando di far cavare un occhio a tutti gli schiavi della tribù. Intimoriti, essi indicarono tutti Ymir, che non poteva parlare perché muta; il re barbaro, allora, la lasciò andare, facendola però inseguire a cavallo nei boschi dai suoi nobili, come fosse una preda da cacciare. In questo frangente la bambina, stanca e ferita, cadde nelle profondità di un immenso albero cavo, dove riuscì ad ottenere il potere dei Giganti, unendosi ad uno strano essere fosforescente (simile ad una hallucigenia). Pur avendo ottenuto il potere di una divinità, Ymir, invece di vendicarsi, decise di tornare al servizio di re Fritz.

Il re barbaro decise di sfruttare al massimo il potere che la sua schiava gli aveva portato in dote: grazie alla trasformazione in Gigante di Ymir, gli Eldiani sconfissero ripetutamente i Marleyani, pur essendo quest'ultimi notevolmente superiori, sia numericamente che tecnicamente. Al contempo, re Fritz riuscì a sviluppare il suo dominio e a far progredire la sua gente, ordinando ad Ymir di coltivare i campi, costruire strade e collegare le montagne con i ponti. Alla fine, decise, in un delirio di onnipotenza, di farne la sua concubina favorita e di generare i suoi figli, che sperava sarebbero stati forti come lei: nacquero così tre figlie, chiamate Maria, Rose e Sina, sebbene il re continuasse ad avere numerose amanti. Infine, dopo tredici anni di servitù, Ymir morì tragicamente: infatti, durante la cerimonia di sottomissione dei generali marleyani, uno di costoro, che aveva nascosto una lancia nel terreno, la scagliò contro re Fritz, il quale fu salvato dall'intervento della sua schiava, che sventò l'attentato frapponendosi tra il re e la lancia, finendo trapassata da parte a parte. Nemmeno in punto di morte il sovrano eldiano mostrò pietà verso di lei: infatti, per non perdere il potere dei Giganti, ordinò di farne a pezzi il corpo e costrinse le tre figlie a divorare la madre, sperando che ne assumessero la forza. Fu accecato dalla brama di dominio fino a che, ormai morente, chiese alle figlie di far perpetuare il potere dei Giganti nella famiglia reale, mettendo al mondo dei figli che le avrebbero divorate e che sarebbero state a loro volta divorati dai loro eredi, per fare in modo che l'Impero eldiano appena sorto non avesse mai fine.

Altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Grisha Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Grisha Jaeger (グリシャ・イェーガー Gurisha Yēgā?) è il padre di Eren e Zeke e il padre adottivo di Mikasa. Non originario delle mura, ma proveniente dai territori al di fuori di esse[18], Grisha sposa Carla Jaeger e si costruisce una fama di medico rispettato dopo avere salvato il distretto di Shiganshina da una misteriosa epidemia. Custodisce un segreto nel seminterrato della sua casa, a cui si riferisce con il termine "verità". In seguito alla caduta del Wall Maria, consegna le chiavi del seminterrato e inietta una sostanza nel corpo di Eren, che rende il figlio capace di trasformarsi in un gigante; sostanza ottenuta derubando la famiglia Reiss, in possesso del potere della Coordinata, e che viene uccisa dall'uomo, intenzionato a liberare l'umanità dal loro giogo e dalla loro influenza. Muore mangiato da Eren[2]. Viene rivelato infine che Grisha Jaeger proviene dal continente esterno delle mura e che era stato incaricato di recuperare la coordinata del primo re. Grisha possiede il potere di uno dei nove giganti originali, ricevuto da Eren Kruger, il quale si fece divorare intenzionalmente da esso per continuare la missione. Oltre alla coordinata, tale potere è stato pertanto ereditato infine da Eren. Grisha si fece divorare intenzionalmente da Eren per dare al figlio una possibilità di salvare i suoi amici, osservando quanto Eren fosse determinato a volere uscire dalle mura per la libertà e di potersi infine vendicare dei giganti che hanno distrutto la sua famiglia, soprattutto anche perché il tempo di Grisha stava per scadere. Grazie alle azioni di Grisha, il popolo dell'isola di Paradis è riuscito a liberarsi dal controllo del re Fritz Reiss, permettendogli così di scoprire la verità sul mondo dove vivevano che per cento anni era stato tenuto nascosto, dando così una speranza al popolo eldiano di sopravvivere.

Grisha nacque a Marley nel ghetto eldiano Liberyo. Quando era piccolo aveva una sorella minore Faye e che desideravano vedere fin dove volavano i dirigibili. Incautamente, Grisha e Faye uscirono dal ghetto e ciò è vietato agli eldiani senza un permesso. Grisha e Faye vennero fermati da due guardie di controllo: Grisha fu pestato da Kruger, mentre il suo compagno Gross portò via Faye. Riportato al ghetto, la sorella non fu presente, e fu ritrovata il giorno dopo morta in riva al fiume, orribilmente massacrata. Il padre di Grisha di fronte alle due guardie abbassò il capo umiliandosi, affermando che è stato giusto quello che hanno fatto, poiché non aveva insegnato la storia ai suoi figli. Grisha comprese subito che Faye era stata uccisa da Gross facendola sbranare dai suoi cani. Osservando come suo padre si umiliava, provò un odio immenso versoU di lui e le guardie, maledicendo la propria ingenuità, accusando che il mondo in cui viveva era folle e ingiusto. A diciotto anni Grisha entrò nel gruppo anti-Marley, guidato dal capo segreto "Il Gufo", giurando apertamente vendetta verso Marley promettendosi di distruggerla. Il Gufo mandò nel gruppo Dina Fritz, ultima appartenente al ramo della famiglia reale che non seguì il re Karl Fritz sull'isola. Vedendo la determinazione di Grisha nel combattere per la propria libertà, Dina se ne innamorò. Sposatisi i due, ebbero infine un figlio l'anno successivo: Zeke Jeager. Grisha e Dina istruirono il figlio con lo scopo di renderlo un guerriero che li avrebbe liberati da Marley. Zeke inaspettatamente li tradì, avvertendo le guardie. L'intero gruppo di rivolta fu catturato. Le guardie di Marley tra cui Kruger e Gross torturarono Grisha cercando di scoprire l'identità del Gufo, ma senza successo. Trasportati sull'isola, il gruppo ribelle fu trasformato in Giganti Armigeri, insieme a Dina. Quando toccò a Grisha a essere trasformato, inaspettatamente, Gross fu spinto giù dal muro da Kruger, finendo infine sbranato vivo dai Giganti vendicando così la sorella di Grisha. Kruger qui si rivela infine essere il Gufo e trasformandosi in Gigante massacra i soldati di Marley gettandoli in mare. Eren Kruger rivela infine a Grisha di essere un eldiano e che per rimanere nascosto dovette uccidere la sua stessa gente del ghetto, aspettando il momento giusto per agire. Saputo che Marley intendeva impossessarsi del Gigante Progenitore dentro all'isola Paradis, architettò un piano per anticiparli, poiché se ciò fosse successo, tutti gli eldiani esistenti al mondo sarebbero stati sterminati. Lasciando a Grisha, il compito di proseguire la missione, per il recupero della coordinata, cedendogli il Gigante D'Assalto, per raggiungere incolume le mura. Grisha raggiunse così le mura per poi farsi trovare dai soldati dell'armata ricognitiva, fingendo ingenuamente di non ricordare la sua provenienza. Trasferito nella città Shiganshina, Grisha incominciò a lavorare come medico diventando ben presto molto ben voluto e rispettato. Grisha vide infine come viveva pacificamente la gente delle mura. Una sera in un'osteria conobbe Carla. I due s’innamorarono quasi subito e infine si sposarono. Dal loro matrimonio nacque Eren. Tramite i ricordi del Gigante d'Attacco, si scopre che Grisha aveva abbandonato i propositi di impossessarsi del Gigante Progenitore, in quanto era diventato medico sull'isola e che ora voleva salvare vite, lasciandosi infine uccidere dalla famiglia Reiss nella grotta. Eren, tramite il sentiero dei giganti, riesce a mettersi in contatto col padre dal futuro, spingendolo a reagire per non vanificare tutti quei sacrifici delle persone che avevano perso la vita, sterminando così la famiglia Reiss. Grisha percepisce infine che Eren e Zeke sono lì vicino a lui. Grisha con i poteri di vedere il futuro, tramite il Gigante d'Attacco, scopre con terrore l'inferno che avrebbe scatenato Eren nel mondo per la sua sanguinosa vendetta. Implorando infine Zeke di fermarlo.

Trasformazione in Gigante

Grisha in forma di gigante ha una fisionomia più grossa e robusta rispetto al gigante di Eren. Il suo volto è coperto da una folta barba e lunghi capelli neri corvini con delle orecchie a punta. Nonostante la grossa mole, mostra una grande forza e agilità riuscendo a sconfiggere Frieda Reiss in possesso del Gigante Progenitore.

È doppiato da: Masaru Tsuchida (ed. giapponese), Vittorio Guerrieri da adulto e Ezzedine Ben Nekissa da bambino (ed. italiana).

Carla Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Carla Jaeger (カルラ・イェーガー Karura Yēgā ?) è la madre naturale di Eren e la madre adottiva di Mikasa. Fisicamente è di statura medio-alta, con lunghi capelli castani raccolti in una coda di cavallo, mentre ha un carattere dolce e compassionevole verso gli altri, dimostrandosi però anche forte e severa, specie nei confronti del figlio Eren. Conobbe il marito Grisha Jeager, un dottore straniero che proveniva fuori dalle mura, in una taverna di Shingashina, dove lei stessa serviva ai tavoli come cameriera; dapprincipio non lo notò più di tanto, ma si innamorò di lui dopo che guarì lei e i suoi genitori da un'epidemia che aveva colpito la città. Poco tempo dopo si sposarono ed ebbero un figlio, che Grisha chiamò Eren in ricordo di Eren Kruger, colui che lo aveva spronato a lottare per la libertà degli Eldiani. In un flashback, si intuisce che Carla era consapevole che anche l'amico del marito, Keith Shadis, comandante del Corpo di Ricerca, era innamorato di lei.

Nonostante ami moltissimo il figlio, Carla accoglie volentieri in casa anche Mikasa Ackermann, rimasta orfana per l'assassinio dei suoi genitori, trattandola come una figlia (sebbene lei la chiami "zia"). Spesso si scontra con Eren e ha accese discussioni con lui a causa del suo temperamento violento ed impulsivo, rimproverandolo per le risse nelle quali si fa coinvolgere; inoltre disapprova totalmente la sua volontà di entrare nel Corpo di Ricerca, temendo per la sua incolumità, e cerca di convincere Mikasa a fargli cambiare idea. Durante la caduta di Shingashina, Carla rimane intrappolata sotto le macerie della sua casa a causa della pioggia di detriti crollati per la distruzione del Wall Maria da parte del Gigante Colossale. Nonostante le proteste dei figli, che cercano inutilmente di liberarla, li affida al soldato Hannes, vecchio amico di famiglia, affinché li porti in salvo; sarà infine divorata da un Gigante, mentre Eren e Mikasa sono portati via[1]. Nel corso della storia, si scopre che il Gigante che uccise Carla era Dina Fritz, prima moglie di Grisha Jaeger, proveniente anch'essa dalla nazione esterna di Marley; lo stesso Eren, utilizzando i poteri del Gigante Fondatore, l'avrebbe manipolata affinché puntasse proprio su sua madre, per dare al suo io passato un'odio e una spinta implacabili, necessari al compimento del suo piano.

È doppiata da: Yoshino Takamori (ed. giapponese), Irene Di Valmo (ed. italiana).

Dallis Zacklay[modifica | modifica wikitesto]

Dallis Zacklay (ダリス・ザックレー Darisu Zakkurē?) è il comandante supremo dei tre ordini militari presenti all'interno delle mura: Corpo di Gendarmeria, Corpo di Guarnigione e Corpo di Ricerca. Compare per la prima volta alcuni giorni dopo la battaglia di Trost, in veste di giudice nel processo contro Eren, per decidere cosa farne del suo potere di Gigante: alla fine, convinto anche dal discorso di Elwin Smith, comandante del Corpo di Ricerca, che vorrebbe servirsene per riconquistare il Wall Maria, decide di affidarlo proprio a quest'ordine militare[54].

Apparentemente, Dallis Zacklay è un uomo serio, calmo e ragionevole, rispettato da quasi tutta la gerarchia militare; in realtà, nutre in segreto un profondo odio verso l'ipocrisia e l'arroganza del governo reale e per questo motivo aiuta Elvin Smith nel suo colpo di Stato contro la corona. In questo frangente mostra anche una vena sadica e crudele, non esitando a torturare ed umiliare i nobili che appoggiavano il precedente regime, utilizzando anche strumenti di tortura di sua stessa creazione. Tuttavia, dopo la proclamazione di Historia come nuova regina, Zacklay pare ritornare ad atteggiamenti più controllati, anche perché, nel governo militare che di fatto controlla il territorio delle mura, occupa il posto di comando, secondo solo alla sovrana. Quattro anni dopo la vittoria a Shinganshina e la scoperta sull'origine dei Giganti, il comandante supremo discute, con le alte sfere dell'esercito, se accettare o meno l'aiuto dei volontari Anti-Merley, disposti a cooperare con Paradis e ad offrirgli le conoscenze tecnologiche per aumentare il progresso dell'isola, in cambio dell'amnistia per Zeke Jaeger. Subito dopo l'attacco a Marley per mano di Eren, Zacklay ne ordina l'arresto per insubordinazione e lo fa rinchiudere in carcere, provocando però numerose manifestazioni di protesta da parte degli isolani, che ormai lo vedono come un eroe nazionale, l'unico in grado di salvare Paradis.

Quindi, insieme ai generali del Corpo di Gendarmeria, il comandante supremo inizia a selezionare un successore per il Gigante Fondatore, ritenendo ormai Eren poco gestibile e con scopi poco chiari. Tuttavia, sarà ucciso in un attentato dinamitardo, a causa di una bomba posta nel suo ufficio da quattro nuove reclute del Corpo di Ricerca, facenti parte degli Jaegeristi, una fazione militare violenta e nazionalista che sostengono la causa di Eren e appoggiata dai Volontari di Yelena. La sua morte, salutata con un grido di esultanza da parte dei manifestanti, provocherà lo sbandamento del governo e dell'esercito di Paradis, che in breve tempo sarà controllata completamente dagli Jaegeristi.

È doppiato da: Hideaki Tezuka (ed. giapponese), Dario Penne (S1) e Franco Zucca (S3) (ed. italiana).

Kenny Ackermann[modifica | modifica wikitesto]

Kenny Ackermann (ケニー・アッカーマン Kenī Akkāman?) è il capo della squadra di soppressione anti-uomo del Corpo di Gendarmeria, imparentato con Mikasa e zio di Rivaille. Vive fin dall'infanzia nei bassifondi delle mura, perseguitato dai soldati della famiglia reale. Tenta di vendicarsi attaccando Uri Reiss, ma diventa invece suo amico[37]. Dopo la morte di sua sorella Kuchel a causa di una grave malattia, decide di prendersi cura di suo nipote Rivaille, insegnandogli a usare le armi e a diventare autosufficiente; dopodiché lo abbandona, non rivelandogli che egli è suo zio. Kenny decise di non rivelare di essere un parente di Rivaille, poiché non riusciva ad accettare l'idea che qualcuno potesse affezionarsi a lui, o che potesse provare a prendere il posto di un padre, sentendosi di più come una bestia solitaria. Quando giunse il momento di passare il potere del gigante a Frieda, nipote di Uri, Kenny guardando i suoi occhi sfavillanti, capisce che colui con cui aveva sempre parlato non era Uri, ma il primo re delle mura, Karl Reiss, che aveva posseduto il corpo di quest'ultimo. Per quanto avesse ascoltato gli ideali di Uri e di quello che si credeva nei piani alti, Kenny non ci credette mai, considerando quelle ideologie di pace un mucchio di fandonie, mantenendo il suo credo che il più forte prevale sul più debole. Dopo la distruzione del Wall Maria, fa un breve incontro con Annie, accortosi che lo pedinava per cercare informazioni sulla famiglia reale. Benché scoperta, i due ingaggiano una breve lotta, Kenny rimane sorpreso per le capacità combattive di Annie che riesce infine a sfuggirgli scappando nelle fogne.

Nel prosieguo della storia, lui e i suoi compagni, tendono un agguato a Levi e agli altri membri del Corpo di Ricerca intenti a scortare Eren e Historia, uccidendo Nifa,[52] e riuscendo a rapire Eren e Historia dopo un breve inseguimento con Rivaille. Riappare dopo in una grotta di cristallo, scoprendo come abbia seguito gli ordini di Rod Reiss, il padre di Historia, il cui obiettivo era quello di riavvicinarsi alla figlia e farle mangiare Eren in modo di riappropiarsi del Gigante Progenitore. Durante gli eventi, Rivaille, Mikasa, Jean, Connie, Sasha e Hanji Zoe irrompono nella grotta, riuscendo a sopraffare la squadra di soppressione anti-uomo, con Kenny che sfida personalmente Levi, per poi allontanarsi dopo essere stato ferito dal nipote. Durante gli scontri, Historia si ribella al padre, buttando a terra la siringa contenente il fluido spinale di un gigante rompendola, con lui che decide di ingerirla e diventare lui stesso un gigante. Nella trasformazione, distrugge la grotta, con le macerie che cadono e uccidono i membri rimanenti della squadra di soppressione anti-uomo, ferendo gravemente anche Kenny il quale, prima di morire, consegna a Levi un cofanetto con all'interno il kit necessario per trasformare una persona in un gigante.

È doppiato da : Kazuhiro Yamaji (ed. giapponese) e Christian Iansante (ed. italiana).

Ymir Fritz[modifica | modifica wikitesto]

Viene citata nella storia antica come la prima eldiana a risvegliare i suoi poteri di gigante nonché capostipite del popolo eldiano. Secondo i testi storici dei Marleyani, 1820 anni prima della storia attuale Ymir Fritz fece un patto con il "Diavolo della Terra" impossessandosi del potere che le permise di diventare il primo gigante. In seguito alla sua morte, Yimir divise la sua anima in nove pezzi da cui nacquero i nove giganti originali: il Gigante D'Attacco, il Gigante Colossale, il Gigante Corazzato, il Gigante Femmina, il Gigante Mascella, il Gigante Carro, il Gigante Bestia, il Gigante Martello e il Gigante Progenitore. Tuttavia, il potere dei Giganti comportava un caro prezzo: coloro che ereditavano tale potere sarebbero vissuti solo per tredici anni; scaduto questo tempo, il portatore sarebbe successivamente morto. Nel caso non fosse stato scelto un successore per ereditare il gigante, tale potere sarebbe trasmigrato in un altro casuale discendente di Eldia. Tale prezzo venne chiamato La Maledizione di Ymir, poiché lei stessa morì tredici anni dopo il risvegliò del potere del Gigante. In verità Ymir era solo una schiava, non si sa se eldiana o no, del re della tribù di Eldia, a quei tempi solo una piccola colonia che attaccò il suo villaggio. Fu accusata dagli altri schiavi di aver liberato il recinto dei maiali per avere salva la vita, mentre i nobili la fecero scappare nella foresta come preda da cacciare. Nella fuga Ymir entrò nel tronco di uno strano albero cadendo in una pozza tra le sue radici, dove entrò in contatto con un essere luminescente simile ad una Hallucigenia che si attaccò a lei trasformandola nel primo Gigante. Tornata dal re, ella sfruttò subito le sue abilità per costruire strade e infrastrutture, come nella tradizione eldiana, ma anche per combattere contro gli altri popoli al fine di soggiogarli, come dicevano i Marleyani. Raggiunta l'età adulta, Ymir fu obbligata a dare al re dei discendenti: nacquero così Sina, Maria e Rose. Nel giorno della sottomissione dei popoli, il re subì un attentato e Ymir, frapponendosi tra quest'ultimo e la lancia diretta a ucciderlo, rimase uccisa. Il re, non volendo perdere il potere dei Giganti, costrinse le figlie a mangiare il corpo della madre. Il potere di Ymir fu così ereditato dalle sue figlie per poi essere tramandato dai loro figli nel corso delle generazioni, creando così i nove giganti, che si rivelano essere dunque i nipoti di Ymir. Si scopre in seguito che Ymir alberga in un'altra dimensione chiamata "il Sentiero", dove vi è un gigantesco albero luminoso che Zeke afferma essere la coordinata. Ymir si rivela priva di volontà e totalmente sottomessa a chiunque abbia il sangue dei Reiss: per secoli, rimase sottomessa all'influenza della famiglia reale e continuò a creare i giganti rispettando costantemente gli ordini del marito per fare in modo che l'impero di Eldia continuasse a conquistare e a prosperare senza sosta. Convinta dalle parole di Eren, infine riuscito a entrare nella sua dimensione, mostrando un'espressione feroce si ribella definitivamente al controllo dei Reiss scatenando il suo potere e risvegliando i giganti delle mura.

Heros[modifica | modifica wikitesto]

Marleyano vissuto circa cento anni addietro, prima della storia attuale. La storia di Marley lo racconta come l'eroe che salvò il popolo Marley e il resto del mondo dalla tirannia dell'impero eldiano. Astutamente Heros riuscì a far scontrare le otto famiglie eldiane che detenevano il potere degli otto giganti della capostipite Ymir Fritz, portando al collasso l'impero eldiano. Successivamente Heros si alleò con la famiglia Tyber, riuscendo a detronizzare l'ultimo re dell'impero eldiano: Karl Fritz Reiss, portando Marley alla vittoria, mentre il Re andò in esilio col suo popolo nell'isola Paradis. Cento anni dopo, alla conferenza per la futura invasione dell'isola Paradis, nel ghetto eldiano, la famiglia Tyber rivela che in realtà la lotta interna dell'impero eldiano, non fu opera di Heros come si diceva nella storia. Tutto ciò fu un piano ideato dal Re eldiano: Karl Reiss, stanco della scia di sangue che l'impero eldiano aveva portato nel mondo. Heros fu un Marleyano scelto a caso per recitare la parte dell'eroe, per mostrare Marley come una nazione di eroi che salvò il mondo.

Eren Kruger[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato con il nome in codice "Il Gufo". Nonostante si spacci per un soldato di Marley si tratta in realtà di un eldiano infiltrato all'interno del governo marleyano. Kruger riuscì a farsi falsificare i documenti da un amico medico eldiano anche lui sotto falsa identità, poiché i medici sono considerati di alta importanza e che posseggono dei privilegi sociali. A dimostrazione di questo, molti eldiani con documenti falsi si sono infiltrati a Marley. Per mantenere le apparenze Kruger fu costretto a uccidere e torturare svariati membri del suo popolo, aspettando l'occasione giusta per poter agire. È stato il principale rifornitore di armi e prodotti di ogni tipo al gruppo di resistenza eldiano che voleva liberarsi dall'oppressione dei marleyani. Il Gufo riuscì inoltre a impossessarsi – all'insaputa del governo di Marley – del potere di uno dei nove giganti originali: il Gigante d'assalto. Dopo che Zeke, primogenito di Jeager, ebbe denunciato i genitori, Kruger scortò il gruppo di cospiratori nell'isola di Paradis per trasformarli in giganti privi di volontà. Quando fu il momento di Jeager di essere trasformato, Kruger agì: spinto giù dal muro il colonnello marleyano da cui prendeva ordini, facendolo divorare dai giganti appena trasformati, usò quindi i suoi poteri di gigante distruggendo il battello e massacrando i soldati marleyani gettandoli infine nel mare cancellando le loro tracce. Qui Kruger rivela a Jeager di essere "Il gufo" e che deve essere lui a continuare la missione al posto suo, poiché il proprio tempo sta per scadere. Kruger chiede infine scusa a Grisha per aver lasciato che Dina venisse trasformata in un gigante: se i marleyani fossero venuti a conoscenza del suo sangue reale, l'avrebbero sfruttata per creare una nuova arma per spazzare via il popolo eldiano. Kruger rivela a Jeager che deve recuperare la coordinata del re Fritz Reiss prima dei marleyani. Se ciò non accadesse, gli eldiani del ghetto diverrebbero inutili come soldati per combattere al servizio dei marleyani e verrebbero dunque sterminati. Kruger sostiene inoltre che il pacifico Fritz Reiss abbia perso la condizione regale poiché incapace di proteggere il suo popolo. Eren Kruger inaspettatamente pronuncia i nomi di Armin e di Mikasa benché come ammetta lui stesso, afferma di non sapere chi siano, sostenendo che i poteri di Yimir Fritz, la capostipite dei giganti, siano legati alla magia e che essa esiste davvero e che i poteri dei giganti trascendono il tempo e lo spazio passando per corridoi invisibili all'uomo. Kruger consiglia a Jeager di provare a ricostruirsi una vita e una famiglia dentro le mura prima di procedere al recupero della coordinata, sostenendo che sono le cose che rendono una vita felice, per poi fare l'iniezione a Jeager facendosi infine divorare da lui consegnandogli le sue memorie e il potere del gigante d'assalto. Il gigante d'assalto del Gufo è molto più alto di quello di Eren. Ciò potrebbe essere dovuto dall'età fisica dell'individuo.

È doppiato da Emiliano Reggente (ed. italiana).

Dina Fritz[modifica | modifica wikitesto]

Donna proveniente dalle terre esterne dell'isola di Paradis la cui storia viene ricordata delle memorie di Grisha ereditate da Eren dopo che questi divorò il padre. Dina è una discendente del ramo della famiglia reale che rifiutò di seguire il re per andare a rifugiarsi nell'isola di Paradis. Poiché ultima discendente del re delle mura, Dina si mantenne nascosta nel ghetto per evitare che Marley lo scoprisse. Fu inviata dalla spia eldiana: "Gufo" per aiutare il gruppo di resistenza eldiana contro l'oppressione dei Marleyani poiché il suo sangue reale avrebbe potuto portarli alla vittoria. Successivamente sposò Grisha da cui poi ebbero un figlio; Zeke. Negli anni che seguirono lo istruirono con lo scopo di renderlo colui che avrebbe liberato gli eldiani dalla oppressione dei Marleyani. Inaspettatamente Zeke li tradì, avvertendo le guardie Marleyane. Il gruppo compreso Dina e Grisha venne spedito nell'isola Paradis facendoli infine trasformare in giganti armigeri. Dina prima di venire trasformata, promette a Grisha che lo ritroverà qualunque cosa sarebbe accaduta. Viene rivelato infine che Dina era il Gigante Sorridente all'inizio della storia: Il Gigante dal comportamento bizzarro che divorò Carla, la madre di Eren. Il Gufo insabbiò l'informazione che Dina fosse di sangue reale poiché se i soldati Marleyani lo avessero saputo l'avrebbero usata come soggetto da riproduzione trasformando i suoi figli in armi da guerra destinati al massacro. Stranamente, dopo che Berthold creò la breccia nel Wall Maria, benché il Gigante Sorridente potesse divorarlo, lo ignorò entrando nelle mura. Mentre l'armata ricognitiva è intenta a contrastare Berthold e Reiner dopo aver rapito Eren, si ripresenta davanti a esso il Gigante Sorridente. Colpendolo con un pugno Eren attiva la coordinata del Gigante Progenitore aizzando così tutti i giganti armigeri contro il Gigante Sorridente che viene infine sbranato e mutilato.

È doppiata da Annalisa Usai (ed. italiana).

Willy Tyber[modifica | modifica wikitesto]

Discendente dei Tyber, una famiglia nobile che cento anni fa si opposero al Re Fritz riuscendo infine a deporlo dal suo trono. La famiglia di Willy ha ereditato il Gigante Martello (戦槌の巨人 Sentsui no Kyojin?), uno dei nove giganti originali: il Gigante Martello da Guerra. Osservando come la necessità dei giganti stia perdendo importanza e che quindi la vita stessa degli eldiani sia a rischio, la famiglia Tyber si è offerta di divulgare "la storia di questo mondo" e di assumere il controllo totale di Paradis. Successivamente, Willy rivela a Maghat che la famiglia Tyber manipola e controlla Marley da tempo, replicando tuttavia che i Marleyani sono diventati uno stato militarista per propria scelta. Come ultima generazione dei Tyber, la famiglia di Willy tramite la sua influenza ha cercato di proteggere gli eldiani dal mondo cercando di farli uscire dalla miseria e dal disprezzo in cui erano sprofondati. Willy ammette infine che ciò che è successo al popolo di Eldia e a Marley è stato causato dalle azioni dei suoi avi, affermando di saperlo grazie ai ricordi trasmessi dal Gigante Martello, rivelando che c'è grande movimento nell'isola Paradis e che gli eldiani delle mura si stanno preparando per qualcosa d’imponente. In carrozza Willy in compagnia di Maghat, rivela che quattro anni fa, i nemici dell'isola Paradis si sono infiltrati nella terra ferma mischiandosi fra la gente comune preparandosi per il contrattacco, ammettendo che sono già sulle sue tracce e che stanno aspettando il momento giusto per ucciderlo. Willy ammette che oltre agli eldiani dell'isola, ci sono altri nemici sulla terra ferma che odiano i Tyber e Marley, e l'unico modo per smascherarli è durante la conferenza del ghetto davanti a tutti i presenti delle nazioni del mondo. Willy Tyber rivela che egli farà da esca, pur consapevole che ciò gli sarebbe potuta costare la vita, ma di essere disposto a farlo per la pace del mondo. In accordo con Maghat essi predispongono che se l'attentato fosse avvenuto, le prime vittime sarebbero stati gli eldiani del ghetto e i vecchi generali di Marley, - considerati da Willy degli inetti che hanno intensificato il fuoco che dilagherà nella guerra - lasciando in seguito il compito a Maghat, di ricostruire l'esercito di Marley. Mostrando davanti al pubblico, il massacro degli eldiani del ghetto, facendoli passare come martiri con Willy Tyber, il mondo si sarebbe spinto sulla determinazione di distruggere gli eldiani dell'isola. Maghat accetta infine il piano. Alla conferenza per l'invasione dell'isola Paradis, Willy rileva, che cento anni fa, l'impero eldiano fu distrutto da un piano segreto del primo re delle mura, Karl Fritz (Reiss), che collaborò con la famiglia Tyber, scegliendo un Marleyano che potesse interpretare il ruolo di eroe: costui si rilevò Heros. In seguito a questo Re Fritz si ritirò col suo popolo nell'isola annunciando che avrebbe concesso il permesso a Marley e agli stati del mondo di sterminare gli eldiani, ritenuti imperdonabili per ciò che hanno causato. Willy rivela che il potere del Gigante Progenitore, fu bloccato da Karl Reiss, per evitare che qualcun altro lo potesse usare per i suoi scopi, annunciando che l'equilibrio di potere della famiglia reale nell'isola Paradis è venuto a mancare e che ora è Eren Jeager a detenere il Gigante Progenitore, dichiarandolo ufficialmente nemico principale del genere umano. Rammentando quanto saputo da Reiner che ora sembra essere in grado di poter usare tale potere, benché non sia di sangue reale, e che ora c'è pericolo che possa risvegliare i milioni di Giganti Colossali che all'interno delle tre mura mandandoli a distruggere il mondo. Benché il progresso abbia potuto sviluppare armi per contrastare i Giganti, non esiste ancora niente al mondo che possa respingere l'avanzata di un esercito di Giganti Colossali. Con un discorso solenne, Willy è acclamato da tutti i rappresentanti del mondo a unire le forze per distruggere l'isola Paradis. Nello stesso momento Eren trasformato in Gigante D'Assalto, disintegra il condominio dove era nascosto, schiacciando brutalmente con una mano Willy Tyber sotto lo sguardo congelato di tutti i presenti, per poi infine divorarlo, dando la sua dichiarazione di guerra. Si scopre infine che non è Willy il vero possessore del Gigante Martello ma sua sorella che grazie al suo potere è l'unica sopravvissuta della famiglia all'attacco di Eren.

É doppiato da Federico Viola (ed.italiana).

Sorella minore di Willy Tyber (Gigante Martello da Guerra)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'adattamento animato viene rivelato che il suo nome è Lara. Secondogenita della famiglia Tyber. Si presenta alla conferenza di Willy Tyber a Marley per la futura invasione dell'isola Paradis, insieme a tutta la famiglia Tyber. Nonostante il suo aspetto di domestica, in realtà è la sorella minore di Willy, e colei che detiene il Gigante Martello da Guerra. Partecipa col fratello al suo sacrificio per unire le nazioni sotto un unico stendardo per invadere e conquistare l'isola. Durante l'attacco di Eren al ghetto è la sola di tutta la famiglia a sopravvivere all'attacco, grazie ai suoi poteri. La sorella di Willy, giudica le azioni del fratello, degne del capofamiglia che rappresentava, avendo probabilmente accettato il sacrificio di tutti i famigliari per unire il mondo a sconfiggere gli eldiani dell'isola. Trasformatasi in gigante, incomincia a combattere contro Eren, mostrando poteri ben superiori agli altri giganti, riuscendo a plasmare armi di cristallo e immettere nel terreno circostante la stessa materia, generando un campo di spuntoni, bloccando i movimenti del Gigante d'Assalto, riuscendo a impalarlo generando una grossa stalattite di cristallo, creando un lungo martello mettendo Eren, facilmente all'angolo. Nonostante il suo potenziamento nell'indurire le parti del corpo Il Gigante D'Assalto non riesce a sostenere la forza del Gigante Martello da Guerra. Prossimo ad attribuirgli il colpo di grazia, Mikasa interviene con le lance tonanti. Cogliendolo di sorpresa riesce infine a fargli saltare la collottola. Nonostante l'attacco, sorprendentemente, il Gigante Martello si rialza. Eren, avendo visto la sua trasformazione, capisce che essa è stata differente rispetto agli altri giganti, scoprendo che il corpo originale della sorella di Willy non è dentro il gigante, ma che è separato, nascosto sotto terra racchiuso in un bozzolo di cristallo. E che controlla il corpo del gigante tramite un cavo che funge da controllo remoto. Eren scoprendo il trucco cattura infine la sorella di Tyber, il quale evoca infine un albero di cristallo che trafigge il Gigante d'Assalto. Eren tenta infine di divorarla, ma il bozzolo si rivela impenetrabile come quello di Annie, né la forza del Gigante d'Assalto né le lance tonanti riescono a intaccarlo. Eren essendo attaccato dal Gigante Mascella, si fa scudo col bozzolo, scoprendo che il suo potere può infrangere il bozzolo. Comprendendo che la sorella di Willy Tyber ha esaurito le forze e non può più combattere, tramite l'aiuto di Mikasa, Eren cattura il Gigante Mascella e usandolo come schiaccia noci, frantuma con la sua mascella, il bozzolo, spappolando la sorella di Willy Tyber, assimilando il potere del Gigante Martello e le sue memorie.

Trasformazione in Gigante

Il Gigante Martello da Guerra presenta caratteristiche alquanto differenti rispetto agli altri giganti originali, possedendo capacità polimorfiche ben superiori agli altri Giganti, potendo plasmare armi di cristallo di grande potenza, arrivando a modificare perfino l'ambiente circostante dandogli enormi vantaggi sul campo di battaglia. Una dimostrazione è quando, nel combattimento col Gigante d'Assalto, ricopre di spuntoni l'area circostante generando, infine, una gigantesca stalattite di cristallo. La cosa più singolare del Gigante Martello da Guerra è quando il possessore si trasforma: il corpo originale non s’inserisce nella collottola del gigante, ma si rinchiude in un bozzolo di cristallo, seppellendosi sotto terra e che il Gigante Martello da Guerra è controllato a distanza tramite un cavo collegato al bozzolo. Il Gigante Martello è coperto da strati di spessa pelle bianca, facendolo sembrare protetto da un'armatura.

Esercito di Marley[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito di Marley è la più formidabile macchina da guerra del mondo: possiede circa un milione di soldati, suddivisi in venti divisioni da 50.000 uomini ciascuna, oltre ad avere tre flotte navali forti di circa 31 navi ciascuna e alcune unità aeromobili, tra cui numerosi dirigibili, usati per bombardamenti aerei (attuati con la trasformazione in Giganti di prigionieri Eldiani, ai quali è iniettato il fluido spinale e che vengono storditi con droghe e legati prima del lancio). Gran parte dei membri dell'esercito, tuttavia, non proviene da Marley, bensì dai paesi conquistati con la forza, che sono costretti a far coscrivere i propri cittadini, e dagli Eldiani rimasti sul continente, che vengono usati come carne da cannone e mandati in prima linea contro il fuoco nemico. L'equipaggiamento standard di ogni soldato e marinaio marleyano consta di un fucile a otturatore girevole-scorrevole, con caricatore integrato a cinque colpi (simile al fucile a retrocarica Mauser Gewehr 98, in dotazione all'esercito tedesco durante la Prima Guerra Mondiale), munito di baionetta, mentre ufficiali e sottufficiali hanno in dotazione anche una pistola semiautomatica (simile ad una Mauser C96, anch'essa usata dall'esercito tedesco nel primo conflitto mondiale). Tuttavia, come si evince nella battaglia di Fort Slava, l'esercito marleyano ha fatto troppo affidamento sul potere dei Giganti e non ha provveduto a modernizzare il proprio arsenale bellico, come invece hanno fatto altre nazioni, come quelle dell'Alleanza Mediorientale, che hanno progettato nuove armi innovative capaci di resistere alla potenza dei Giganti: treni blindati, cannoni anti-Giganti e nuove macchine aeree che possono bombardare con ordigni esplosivi.

Zeke Jaeger[modifica | modifica wikitesto]

Zeke Jeager (ジーク Jīku?) è uno dei leader della gente che vive al di fuori delle mura, definito da Reiner e da Berthold come il "Capo di guerra"[55]. Ha l'aspetto di un uomo di circa trent'anni, portando i capelli lunghi, una folta barba bionda e degli occhiali rotondi, oltre ad avere una cicatrice sul braccio sinistro[21]. Possiede l'abilità di diventare un gigante, più precisamente il Gigante Bestia (獣の巨人 Kemono no Kyojin?)[56], alto diciassette metri, con lunghe braccia e una folta peluria che gli ricopre quasi tutto il corpo, facendolo assomigliare a una enorme scimmia, oltre ad essere tra i pochissimi Giganti in grado di parlare e di poter trasformare gli altri umani in Giganti a loro volta[57]. Compare la prima volta in questa forma, quando i Giganti sembrano aver oltrepassato anche il Wall Rose: si mostra molto curioso sugli usi e i costumi umani, come si evince nel suo incontro con il soldato Mike Zacharius, mostrando anche un carattere sarcastico, sadico e crudele, non esitando a punire i giganti che non gli obbediscono pienamente[58]. È completamente concentrato sul suo obiettivo, tanto che si scontra con Reiner, che in realtà è il Gigante Corazzato, per decidere se salvare prima Annie o recuperare la Coordinata.

Zeke possiede una mente brillante ed analitica, come si conviene al suo status di "Capo di guerra": durante la battaglia a Shiganshina, infatti, riesce ad intrappolare il Corpo di Ricerca, bloccando il cancello esterno del distretto con un masso e facendo allineare i Giganti al suo seguito a mo' di cintura protettiva, in modo che nessuno possa scappare, mentre i soldati vengono costantemente bersagliati dal lancio di rocce da lui stesso scagliate. Tuttavia viene colto alla sprovvista, dalla carica suicida comandata da Elwin, che si immola per permettere a Rivaille di avvicinarlo ed abbatterlo. Infatti il capitano riesce a farlo a pezzi in forma di gigante e poi martoria il suo corpo umano, prima tagliandogli le braccia, poi conficcandogli la spada in bocca e tranciandogli anche uno zigomo. Rivaille non lo uccide, poiché vorrebbe darlo in pasto ad un suo compagno ferito e garantirgli il potere del Gigante Bestia, ma Zeke riesce a sfuggirgli quando viene soccorso da Pieck Finger, in forma di Gigante Carro[15]. Ormai completamente esausto, non potendo continuare la missione, decide infine di ritirarsi: poco prima, però, ha un incontro con Eren, al quale dice che è stato manipolato da suo padre e che conosce il dolore che sta provando, promettendo che un giorno sarebbe tornato a salvarlo.

Poco dopo si scopre la verità: Zeke è in realtà il fratellastro di Eren, nato da Grisha Jaeger e dalla sua prima moglie, Dina Fritz, una donna di sangue reale originaria di Marley, una nazione continentale che dominava il mondo con il potere dei Giganti e che vessava e opprimeva gli Eldiani, unica razza a potersi trasformare in Giganti, alla quale appartengono anche gli abitanti dell'isola di Paradis, luogo dove si svolge l'intera storia. I suoi genitori lo vedevano come il simbolo della speranza di far rinascere Eldia e lo crebbero con il preciso scopo di liberare gli Eldiani dall'oppressione di Marley: per questo decisero di farlo diventare un Guerriero cadetto, con lo scopo di ereditare uno dei nove Giganti originali e poter recuperare la Coordinata, distruggendo Marley e facendo rinascere Eldia. Durante il suo allenamento conobbe Tom Xaver, precedente detentore del Gigante Bestia, con il quale fece amicizia, giocando con lui a baseball e instaurando un legame tra padre e figlio; dal canto suo, Grisha lo trascurò sempre di più, anche perché deluso dalla sua mancanza di progressi nell'allenamento. Dopo che Xaver scoprì che i genitori di Zeke erano membri dei Restaurazionisti di Eldia, convinse il bambino a tradire suo padre e sua madre, poiché le autorità di Marley era sul punto di scoprirli, riuscendo a salvare se stessso e i suoi nonni. Anni dopo, Xaver, che era innazitutto un ricercatore, rivelò che il gigante progenitore poteva modificare la struttura corporea degli Eldiani, come era accaduto circa 600 anni prima, quando il re di Eldia salvò il suo popolo da una terribile epidemia aveva devastato la popolazione mondiale. Riflettendo su questo, Zeke decide di ereditare il Gigante Bestia di Tom per impossessarsi della Coordinata e sterilizzare gli Eldiani, in modo che essi non avessero più figli e che il potere dei giganti scomparisse dal mondo. Prima di farsi divorare, Xaver gli rivelò una scoperta che aveva tenuto nascosta a Marley: per mettere in atto il piano di Eutanasia indolore, il Gigante Progenitore doveva essere posseduto da qualcuno che avrebbe creduto in esso, mentre Zeke stesso, essendo di sangue reale, avrebbe dovuto limitarsi a sbloccare quel potere dal "patto di rinuncia alla guerra", imposto da Karl Fritz. Dopo esser divenuto il nuovo Gigante Bestia, Zeke portò sempre gli occhiali appartenuti a Tom Xaver, che considerò sempre un secondo padre.

Quattro anni dopo il fallimento della missione sull'isola, Zeke, insieme a Reiner, a Pieck e a Porko Galliard, partecipa alla guerra contro l'Alleanza Mediorientale, che aveva saputo della perdita del Gigante Colossale (Berthold Hoover) e del Gigante Femmina (Annie Leonharth) al servizio di Marley e ne aveva approfittato per cercare di svincolarsi dal suo dominio. Zeke gioca un ruolo fondamentale nella cattura di Fort Slava, che proteggeva la flotta alleata ancorata nel porto sottostante: dopo che Reiner ha sgombrato il campo, la forma di Gigante di Zeke bombarda e distrugge le navi nella rada con un lancio di proiettili da cannone (che scaglia come fosse un giocatore di baseball), sebbene le corazzate riescano a sparare una bordata che lo avrebbe sicuramente ucciso, se il Gigante Corazzato non gli avesse fatto da scudo. Per Marley però è una vittoria di Pirro, in quanto l'esercito vincitore ha mostrato tutte le sue carenze e viene sminuito dai giornali di tutto il mondo, che invece lodano il progresso tecnologico che sta facendo divenire obsoleto l'uso dei Giganti in guerra. Zeke, che era presente alla riunione tenuta dal Maresciallo Calvi, comandante supremo delle forze armate marleyane, chiede di intervenire e propone ai generali presenti di invadere Paradis in forze, per recuperare il Gigante Progenitore e permettere a Marley di modernizzare il proprio arsenale. Calvi, che pur non simpatizza con gli Eldiani, lo tiene in grande considerazione per la fedeltà mostrata in passato, e accetta il suo suggerimento.

Poco tempo dopo, durante la conferenza che Willy Tyber tiene a Liberio per annunciare la guerra del mondo intero contro Paradis, Zeke, in forma di Gigante Bestia, si scontra con i soldati del Corpo di Ricerca, che stanno effettuando un raid: viene attaccato da Rivaille, che gli squarcia la nuca e gli lancia addosso una granata, rimanendo apparentemente ucciso. Questa però si rivela essere una messa in scena, in quanto Zeke si troverà a bordo del dirigibile dove il Corpo di Ricerca sta facendo ritorno a Paradis: si scopre così che il fratello maggiore di Eren, grazie all'appoggio della nazione asiaticia di Hizuru e dei Volontari Anti-Marley, capitanati dalla sua fedele sottoposta Yelena, sostiene in realtà la causa eldiana, avendo offerto la tecnologia militare di Marley al governo di Paradis in cambio dell'attivazione della Marcia dei Colossali, da attuare facendo entrare in contatto il Gigante Progenitore ad un Gigante di sangue reale. Zeke, tuttavia, aveva rivelato il suo piano di sterilizzare gli Eldiani solo al fratello Eren, mentre questi si trovava sotto mentite spoglie a Marley; quest'ultimo decise infine di assecondarlo, continuano a mantenere le apparenze. Il governo militare di Paradis, però, non si fida dei fratelli Jaeger, tanto che Eren viene incarcerato per insubordinazione, mentre Zeke sarà confinato in una foresta di alberi giganti, sotto la sorveglianza di Rivaille e di altri trenta soldati, per impedirgli di usare i suoi poteri di Gigante Bestia. Nel frattempo, però, Yelena aveva fatto servire ai generali eldiani dai suoi Volontari alcune bottiglie di vino, contenente il fluido spinale di Zeke, che poteva far trasformare in Giganti: questo vino era finito anche nei rifornimenti dei soldati a guardia di Zeke, il quale, dopo un mese di prigionia, fugge da Rivaille e urla, trasformando i suoi commilitoni Giganti, con la speranza che uccidessero il capitano, che al contrario non aveva bevuto il vino contaminato. Quindi, traportato da un Gigante, tenta infine di raggiungere Eren a Shingashina, ma viene raggiunto da Rivaille, che aveva massacrato tutti i Giganti in pochi minuti: preso dal panico, Zeke si trasforma e cerca di contrastarlo, ma viene nuovamente mutilato, stavolta dall'esplosione di quattro Lance fulmine, che lo riducono quasi a brandelli.

Neanche stavolta Rivaille lo uccide subito, decidendo di farlo divorare per nopn perdere la sua abilità di trasformazione: quindi, messolo su un carro, gli taglia le gambe e gli conficca una Lancia esplosiva nel fianco, legandogli il collo con una corda collegata all'innesco dell'arma, in modo che, al minimo movimento, l'esplosione avrebbe distrutto il suo corpo. Tuttavia, in un impeto di disperazione, Zeke si fa saltare in aria con Rivaille, finendo tranciato in due: ormai prossimo a morire, dal nulla compare un Gigante puro, che si squarcia il ventre, raccoglie i suoi resti e lo mette dentro le sue viscere. Zeke si risveglia allora nella dimensione onirica dei Sentieri, dove confluisce la Coordinata e dove compare la progenitrice Ymir Fritz, che ricostruisce il suo corpo con la terra di quel luogo. Risvegliatosi totalmente guarito, Zeke incontra gli Jaegeristi, seguaci del fratello che hanno ormai preso il potere nell'isola, che avevano il compito di rintracciarlo per fargli raggiunge Eren ed attivare la Marcia dei Colossali. Con il loro aiuto, giunge finalmente a Shiganshina, dove Eren sta intanto lottando contro il Gigante Corazzato di Reiner e il Gigante Mascella di Galliard, giunti con l'esercito di Marley per ucciderlo. Per proteggere il fratello, il Gigante Bestia inizia a lanciare sassi contro i dirigibili che hanno trasportato i soldati nemici, riuscendo ad abbatterli uno ad uno, tentando poi disperatamente di raggiungerlo ed entrare in contatto con lui. A questo punto Pieck, in forma di Gigante Carro, usando un nuovo cannone anti-gigante, che può essere trasportato sulla sua schiena, colpisce la nuca del Gigante Bestia; Zeke rimane ferito gravemente, ma riesce comunque a sopravvivere. Quindi, per eliminare ogni ostacolo tra lui ed Eren, lancia un poderoso urlo che trasforma tutti i soldati eldiani che avevano ingerito il suo fluido spinale in Giganti, scagliandogli contro i Marleyani: anche Falco, che aveva accidentalmente ingerito il vino, si trasforma e si scaglia contro Reiner, riuscendo a tornare umano dopo che Galliard, ormai mortalmente ferito, si fa divorare al posto suo. Nel momento cruciale, però, Gabi, sconvolta dalla trasformazione di Falco, riesce a sparare ad Eren con un fucile anti-gigante (simile ad un moderno fucile da cecchino), decapitandolo all'istante: per ironia della sorte, la testa di Eren finisce fra le mani di Zeke, che così riesce anda entrare in contatto con il fratello. I due fratelli Jaeger si ritrovano entrambi nella dimensione dei Sentieri, dove comapare nuovamente la progenitrice Ymir: alla sua vista, Zeke chiede infine a Eren di usare il suo potere per sterilizzare gli Eldiani, ma il fratello minore rifiuta, spiegandogli che lo aveva usato unicamente per giungere nella dimensione di Ymir e poterne usare il potere. Avendo già intuito il tradimento, Zeke gli rivela però che già qualche tempo prima aveva spezzato il patto di rinuncia alla guerra, imposto dal primo re; malgrado tutto, vuole che Eren passi dalla sua parte, mostrandogli, attraverso i ricordi, che il loro padre lo aveva manipolato. Sarà Zeke, però, a scoprire che Grisha si era pentito delle sue azioni e che lo aveva davvero amato come figlio, avendo sbagliato nel giudicarlo; assisterà addirittura all'interferenza di Eren nelle azioni di Grisha, che sprona ad uccidere i Reiss e a prendere il Gigante Progenitore per vendicare i compagni caduti, dopo che l'uomo aveva ormai abbandonato ogni proposito di vendetta. Il padre allora, potendo comunicare con Zeke grazie al potere del Gigante d'Attacco, che può muoversi avanti e indietro nello spazio-tempo, lo avverte che il fratello scatenerà un'apocalisse, implorando di fermarlo. Infine, tornato nei Sentieri, Zeke ordina ad Ymir, che obbedisce passivamente ad ogni volere della famiglia reale, di rendere sterili gli Eldiani, ma Eren riesce a raggiungerla e la incita a ribellarsi dal controllo millenario che le hanno imposto i Reiss, promettendo di distruggere il mondo che tanto odiava: in questo modo, nel mondo reale, Eren si trasforma in un mastodontico Gigante d'Attacco, risveglia i Giganti Colossali all'interno delle mura e inizia la Marcia che avrebbe devastato il mondo.

Da allora, Zeke rimane confinato nei Sentieri, in quanto la sua presenza è fondamentale per l'attivazione della Marcia, essendo egli di sangue reale: qui viene raggiunto da Armin, preso prigioniero da Ymir, e inizia un dialogo con lui sull'origine del potere dei Giganti, causato dalla volontà dell'essere unitosi a Ymir (simile ad una hallucigenia) di vivere e di aumentare sempre di più. Infine, Zeke capisce che la vita umana ha senso solo se si assaporano appieno i piccoli momenti quotidiani con le persone che si amano: quindi, insieme agli spiriti dei vari possessori dei nove Giganti originali, come Tom Xaver, Grisha Jaeger, Eren Kruger, Berthold Hoover, Marcel e Porko Galliard ed Ymir, decide di ribellarsi al dominio della progenitrice e di fermare la Marcia. Mentre i Giganti dei possessori appena citati iniziano ad aiutare il fronte unito contro Eren, Zeke si materializza dalle ossa del Gigante Progenitore, facendosi vedere da Rivaille affinché lo uccidesse: poco prima che il capitano lo decapiti con un colpo di spada, ammira per l'ultima volta il cielo sereno, rammaricandosi di non aver prestato più attenzione.

Poteri ed abilità

Il Gigante Bestia di Zeke è uno dei nove giganti originali: fisicamente assomiglia ad una enorme scimmia, è alto diciassette metri, possiede lunghe braccia che gli permettono di scagliare rocce e altri tipi di proiettili contro i bersagli nemici ad altissima velocità, mostrando una forza superiore ai colpi di artiglieria. Inoltre, essendo di sangue reale, Zeke è in grado con le sue urla di trasformare gli Eldiani che hanno ingerito o aspirato il suo liquido spinale in Giganti puri, riuscendo a guidarli e impartendogli alcuni ordini, benché non sembra averne il pieno controllo. Il Gigante Bestia, come il Gigante Carro e il Gigante Martello, è anche in grado di parlare la lingua umana, e possiede l'abilità di indurimento, similmente al Gigante Femmina. La sua forza è superiore a quella del suo predecessore, Tom Xaver, che non era molto adoperato in guerra, e a quella del Gigante Corazzato, che riesce facilmente a sopraffare. Durante l'attacco a Liberio, il Gigante di Zeke sfoggia una nuova arma, riuscendo ad usare i peli del suo manto come proiettili. Secondo Eren, l'unico in grado di batterlo è Rivaille che, infatti, riesce a sconfiggerlo per ben due volte con facilità, senza riportare neanche un graffio, potendolo uccidere se solo avesse voluto farlo.

È doppiato da: Takehito Koyasu (ed. giapponese), Alessandro Muraca (ed. italiana).

Pieck Finger[modifica | modifica wikitesto]

È una ragazza dai lunghi capelli neri, il viso giovane e ovale, appartenente al ghetto degli eldiani rimasti sulla terra ferma sotto il controllo del popolo Marleyano. La sua reale identità all'inizio della storia è quella del Gigante Carro (車力の巨人 Shariki no Kyojin?). Sottoposta di Zeke come suo braccio destro appartiene al gruppo di spionaggio formato da: Zeke, Reiner, Berthold, Annie e Marcel, mandati nove anni fa nell'isola Paradis per recuperare il Gigante Progenitore del Re: Fritz Reiss. Pieck insieme con Zeke rimase dietro le quinte a pattugliare i confini dell'isola, per evitare che altri del mondo esterno, interferissero nel loro piano di recupero del Gigante Progenitore e sterminio del popolo delle mura. La sua forma di Gigante Carro gli consente una grande velocità. Tale capacità la rende estremamente adatta per le escursioni per osservare le azioni dell'armata ricognitiva quando esce dalle mura per poi tornare a fare rapporto a Zeke. La sua fisionomia di gigante permette anche a Pieck di potere trasportare diversi carichi pesanti sulla schiena. Nonostante queste doti, tuttavia, il Gigante Carro si rivela inadatto nei combattimenti ravvicinati e la sua capacità rigenerativa è debole rispetto agli altri giganti. Nella battaglia di Shignashina trasporta macigni al Gigante Bestia per sterminare l'armata ricognitiva. Pieck soccorre infine Zeke messo duramente alle strette da Rivaille, e Reiner sconfitto dall'armata ricognitiva, per poi infine battere in ritirata. Nei tre anni che seguono Pieck, partecipa alla guerra degli stati confinanti, informati della perdita dei giganti di Marley. Viene convocata con gli alti dalle alte sfere di Marley, per decidere il prossimo piano per invadere l'isola Paradis. Tornata in forma umana, Pieck mostra difficoltà nel camminare in piedi, essendo stata per troppo tempo in forma di Gigante. A differenza dei suoi commilitoni, Pieck non concorda sul piano di nove anni fa, ritenendo che i generali di Marley hanno fatto delle sciocchezze per affidare tale missione a dei bambini. Alla conferenza del ghetto Liberyo, Pieck cade in una trappola anti-gigante insieme a Porko dal gruppo anti-marley. Sono infine soccorsi dai compagni di Pieck i quali li avevano avvertiti della possibile trappola. Vedendo l'armata ricognitiva muoversi sui tetti con il dispositivo tridimensionale capisce che essi sono infine giunti a Marley dando inizio al contrattacco. Trasformata in Gigante Carro, Pieck giunge nella piazza con il suo team, venendo sconfitta da Jean e Shasha che distruggono le sue torrette uccidendo la sua squadra per poi finirla con una raffica di lance del tuono. Jean vorrebbe finirla, ma Falco si frappone per proteggerla. Jean non riuscendo a trovare la forza di colpirlo infine si ritira. Pieck è soccorsa infine da Falco e Gabi portandola al sicuro. Ricompare sull'isola come infiltrata, per uccidere Eren. Trovandoselo di fronte, egli sa che non può ucciderlo poiché Marley vuole impossessarsi del Gigante Progenitore. Pieck accetta infine di collaborare, spiegando a una disorientata Gabi, che per quanto lei cerca di mostrarsi un soldato di fiducia a Marley, non potrà mai cambiare il fatto di essere un'eldiana che sarà sempre disprezzato. Ammettendo che fin dall'inizio, non aveva minimamente creduto alle promesse di Marley. L'unica cosa in cui ha fede Pieck sono i suoi compagni di battaglia. Portando fuori Eren dal castello, Pieck gli tende una trappola e in quel momento il Gigante Mascella sfonda il pavimento attaccandolo, riuscendo però a mancarlo. Diventata Gigante Carro, porta in salvo Gabi, portandola da Theo Maghat. Scoprendo infine che Zeke Jeager ha sangue reale, devono impedire a Eren, in possesso del Gigante Progenitore, di avvicinarsi a lui. Attrezzatasi di un nuovo cannone anti-gigante, postisi sulle mura, attacca Eren a distanza cercando infine di ucciderlo. Mikasa e Armin e gli altri soldati l'attaccano, ferendola gravemente nonostante la protezione dei suoi compagni. Non riesce comunque a impedire a Eren di usare i suoi poteri che risveglia infine i giganti delle mura pronti a muoversi.

Trasformazione in Gigante

La sua forma di Gigante Carro consente a Pieck una grande velocità, tuttavia come ammesso, essa è inferiore alla velocità del gigante Mascella. Tale capacità rende il Gigante Carro, adatto per le escursioni di osservazione. La sua fisionomia di gigante permette anche di poter trasportare diversi carichi pesanti sulla schiena. Durante la battaglia di Shiganshina, Pieck trasformata in Gigante Carro, viene vista trasportare vari oggetti tra cui la botte con dentro Berthold preparandolo a essere lanciato da Zeke all'interno della città. Nonostante queste doti, tuttavia, il Gigante Carro si rivela inadatto nei combattimenti ravvicinati. A differenza degli altri giganti la rigenerazione delle ferite è molto più lenta richiedendo svariate ore per guarire. Il Gigante Carro di Pieck sembra essere l'unico in grado di rimanere in forma di Gigante per un tempo illimitato senza ripercussioni, affermando di essere rimasta in forma di gigante durante la guerra degli stati confinanti per due mesi di fila.

È doppiata da: Manami Numakura (ed. Giapponese), Martina Felli (ed. Italiana).

Marcel Galliard[modifica | modifica wikitesto]

Viene mostrato all'inizio nella storia nei flashback di Reiner, Annie e Berthold. Solo dopo la comparsa del Gigante Bestia e della scoperta che Ymir è un gigante, si viene a sapere che Marcel è morto tempo fa per mano sua. Si scopre in seguito che Marcel faceva parte del gruppo di spionaggio guidato da Zeke per recuperare il Gigante Progenitore dell'isola Paradis e come loro era nato nel ghetto eldiano situato sulla terra ferma. Marcel trascorse l'infanzia insieme con Renier Berthold e Annie. Frequentando la stessa scuola del ghetto si reclutarono insieme per diventare soldati decisi a divenire i nuovi possessori del potere dei nove giganti originali. Venendo infine scelti come nuovi portatori del potere dei giganti le alte sfere militari di Marley decisero di metterli alla prova in una guerra contro un esercito nemico di Marley. Il gruppo dimostrò grandi capacità nell'utilizzo dei giganti superando ogni aspettativa, contando soprattutto che gli scienziati di Marley avevano potenziato il potere dei giganti. Le alte sfere di Marley, osservando il risultato dello scontro, decise che erano pronti per la missione di recupero del Gigante Progenitore nell'isola di Paradis. Il Comandante Maghat dell'esercito di Marley, preparò il gruppo per la missione: Mentre Zeke e Peak sarebbero stati impegnati a pattugliare il confine dell'isola, Marcel avrebbe guidato il gruppo formato da: Reiner, Berthold e Annie allo sfondamento delle mura e al recupero del Gigante Progenitore. Giunti sull'isola dopo essersi accampati, Marcel rivela a Reiner che egli è riuscito a ottenere il potere del Gigante Corazzato solo perché nell'accademia, Marcel, insultò e sminuì sempre suo fratello Porko in sua presenza, rilevando che l'esercito Marley non vedeva adatto Reiner come nuovo candidato per il Gigante Corazzato, vendendo una prospettiva più alta in Porko. Marcel fece tutto questo per salvare suo fratello, non volendo che anche lui entrasse in possesso del potere dei giganti riducendo così la sua vita a soli tredici anni. Chiedendo infine perdono a Reiner. Giunta l'alba, quando il gruppo si preparò a continuare il tragitto. Ymir percependo la loro presenza uscì dalla fossa in cui era finita e attaccò il gruppo. Reiner sul punto di essere divorato venne salvato all'ultimo momento da Marcel che lo spinse via finendo divorato al suo posto. Nonostante l'iniziale perdita, Reiner, Berthold e Annie continuarono la missione. Le memorie e il potere di Marcel vennero acquisiti da Ymir per poi essere successivamente recuperato da suo fratello Porko divenuto il nuovo Gigante Mascella.

È doppiato da: Kitada Masamichi (ed. giapponese), George Castiglia (ed. italiana).

Trasformazione in Gigante

Il Gigante Mascella di Marcel possiede una elevata velocità riuscendo a evitare le cannonate pesanti. Le zanne del suo gigante sono estremamente robuste in grado di azzannare e masticare il ferro.

Porko Galliard[modifica | modifica wikitesto]

Fratello minore di Marcel Galliard. Come il fratello, entrò nella scuola accademica del ghetto eldiano per divenire un soldato che combattesse al servizio di Marley. Entrò in competizione con Reiner, prendendolo subito in antipatia, osservando la sua goffaggine e la totale inadeguatezza negli addestramenti, giudicandolo inadatto al possesso del potere del Gigante Corazzato giudicandosi più adatto lui a riceverlo. Spesso entrambi finivano in forti discussioni arrivando anche alle mani. Ogni volta che ciò avveniva, Marcel interveniva per fermarlo, sminuendolo per il suo continuo comportamento irascibile e infantile. In realtà tutto ciò fu uno stratagemma di Marcel, poiché non voleva che suo fratello Porko ereditasse il potere dei Giganti riducendo così la sua vita a tredici anni. Dopo il fallimento della missione sù Paradis, Porko ereditò il potere del Gigante Mascella di Ymir preso a suo volta da Marcel. Divenuto il nuovo Gigante Mascella, Porko, partecipò alla guerra degli stati confinanti, informati della perdita del gigante Femmina (Annie) e Colossale (Berthold) riuscendo infine a vincere. Benché ereditato il potere di suo fratello, Porko ha pochi ricordi legati a lui, vedendo di più i ricordi di Ymir comprendendo il suo stato d'animo, quando si fece divorare spontaneamente per cedere il potere del Gigante Mascella, provando compassione per lei. Convocato alla riunione straordinaria, Porko si mostra scettico riguardo alla famiglia Tyber erede del Gigante Martello, nonché coloro i cui antenati spodestarono il Re Fritz. Essi vogliano parlare a Marley, giudicando gli eldiani eroi che porteranno alla salvezza il mondo. Poiché i Tyber non avevano mai parteggiato, dirette con Marley ed Eldia. Giunta la conferenza della famiglia Tyber nel ghetto eldiano, Porko e Pieck, sono allontanati da una guardia, che li fa cadere in una prigione anti gigante. Sono infine aiutati dal Team del Gigante Carro di Pieck il quale li aveva informati dei sospetti sulla guardia. Usciti dalla trappola, osservano sorpresi il caos dilagato a Marley causato da Eren e l'armata ricognitiva giunti sulla terra ferma. Porko affronta infine Eren in forma di Gigante Mascella riuscendo a coglierlo di sorpresa, ma viene bloccato da Rivaille che gli taglia i tendini della mandibola, venendo messo duramente alle strette dall'armata ricognitiva scoprendo che nonostante il potere di Gigante Mascella essi sono superiori. In suo soccorso arriva il Gigante Carro salvandolo da morte certa. Si riunisce infine a Zeke, preparandosi a spazzare via Eren e l'armata ricognitiva. Nel tentativo di attaccare Eren, egli para un suo attacco con il bozzolo che contiene la sorella di Willy Tyber, scoprendo infine che il Gigante Mascella può infrangere lo strato di cristallo che la protegge. Con l'aiuto di Mikasa, Eren cattura Porko, usando la mascella del suo gigante come schiaccianoci frantumando il bozzolo e divorando così la sorella di Willy, assimilando i poteri del Gigante Martello. Porko viene infine salvato da Reiner che con le ultime forze riesce a recuperarlo. Ripresosi dalle ferite riportate nello scontro, Porko è convocato da Theo Maghat divenuto nuovo generale di Marley. Scoprendo il tradimento di Zeke, Porko si sente tradito rammentando del tempo passato assieme come amici e compagni. Partecipa insieme a Reiner, Pieck e a Maghat all'attacco a sorpresa sull'isola Paradis. Cerca infine di divorare Eren con un attacco a sorpresa sbucando dal pavimento delle prigioni esterne, fallendo nell'intento. Unisce le forze con Reiner per uccidere Eren che accusa di averlo usato come "schiaccianoci" per uccidere il Gigante Martello, ma viene colpito da quest'ultimo con un poderoso pugno, facendolo volare dall'altro lato della città. Il colpo ferisce mortalmente Porko, nemmeno il potere del gigante può salvarlo. Dopo che Zeke ha urlato e trasformato Falco in un gigante puro, per salvare Reiner, si lascia divorare, facendo diventare Falco il nuovo gigante mascella. Sfiorando Reiner Porko aveva infine visto i ricordi del fratello e come lui volesse proteggerlo, ammettendo infine di essere sempre stato superiore a Reiner.

È doppiato da: Luigi Morville (ed. italiana).

Trasformazione in Gigante

Il gigante di Porko ha somiglianze con quello del fratello Marcel. Tuttavia si mostra con parti del corpo corazzate. Gli artigli più spessi e la mascella estremamente spessa e rinforzata. Ciò può essere dovuto dagli scienziati di Marley che lo hanno potenziato ulteriormente.

Theo Maghat[modifica | modifica wikitesto]

Membro del popolo Marley che abita sulla terraferma. È il supervisore militare dell'esercito Marleyano che dirige Zeke e gli altri principali eldiani cui è stato dato il potere dei giganti. Nove anni fa i generali di Marley idearono un piano per infiltrare i giganti mutaforma nell'isola Paradis allo scopo di recuperare il Gigante Progenitore del Re Fritz, consapevoli ormai che il progresso del mondo sta rendendo obsoleto il potere dei Giganti. Maghat, a differenza degli altri supervisori, fu il solo a opporsi al piano, ritenendo sconsiderato mandare quattro bambini sull'isola per recuperare la coordinata, ma venne subito scavalcato. Nonostante il gruppo di giganti mutaforma era considerato come il più forte dei precedenti, fallì infine la missione. Nei quattro anni che seguirono Maghat coordinò i giganti mutaforma nella guerra degli stati confinanti. Nonostante la vittoria ottenuta Maghat, riunitosi ai generali, replica che ormai il progresso del mondo può contrastare il potere dei giganti. Su insistenza di Zeke, Maghat prepara una nuova squadra per fare ritorno sull'isola per recuperare il Gigante Progenitore. Benché Zeke sia tenuto in grande considerazione dai generali di Marley, che l'hanno ribattezzato "il bambino prodigio" Maghat, è il solo a nutrire ancora dei sospetti. A differenza degli altri Marleyani Maghat è sicuro che l'ideologia militarista di Marley nel dichiarare guerra a chiunque abbiano di fronte li porterà presto all'auto distruzione. Giunta la famiglia Tyber a Marley, Maghat è preso in disparte da Willy Tyber, per spiegargli il suo piano segreto. In carrozza, Willy rivela che gli abitanti dell'isola si sono già infiltrati sulla terra ferma quattro anni fa e che si stanno preparando per il contrattacco, presumendo che uno dei loro bersagli sia proprio lui ma che nonostante ciò farà da esca per farli uscire allo scoperto durante la conferenza. Maghat ammette che questo gesto potrebbe costagli la vita e che molte altre persone potrebbero morire. Willy ammette incurante che la maggior parte sarebbero stati eldiani del ghetto e i vecchi generali di Marley che egli considera degli inetti, e questo sacrificio potrebbe permettere a tutto il mondo di essere unito per attaccare l'isola Paradis sventando definitivamente la minaccia dei giganti. Maghat accetta infine il piano di Willy, ammettendo che gli eldiani sono discendenti del demonio ma che al tempo stesso i Marleyani sono demoni. Giunta la conferenza, Maghat osserva da lontano su un tetto il susseguirsi degli eventi. Essendo informato dai suoi subordinati che Zeke, Peak e Marcel sono stati allontanati, comprende che il contrattacco dei nemici dell'isola, sta per avere inizio, decidendo tuttavia di rimanere in silenzio per attenersi al piano di Willy Tyber. Eren gioca infine la sua mossa e trasformandosi in gigante distrugge il palco divorando Willy per poi infine uccidere tutte le alte sfere militari di Marley. Maghat diviene così il nuovo generale di Marley. Osservando la scena dichiara davanti ai suoi soldati che d'ora in poi non dovranno più fare affidamento sul potere dei giganti e che il nuovo obiettivo di Marley non è più di impadronirsi del Gigante Progenitore, ma di ucciderlo definitivamente. Mentre il Gigante Martello incomincia a combattere il Gigante D'Attacco, Maghat sfoggia l'artiglieria anti-gigante per permettere alla sorella di Willy Tyber di dare infine a Eren il colpo di grazia. L'armata ricognitiva compare improvvisamente attaccando il gruppo di Maghat distruggendo i cannoni mandando nel panico Maghat e i soldati. Rifugiatosi tempestivamente dentro un appartamento, Maghat informa l'esercito Marley di chiudere tutte le vie d'accesso via mare e terra di Liberyio per intrappolare l'armata ricognitiva di Paradis, sfoggiando un esercito di 30 000 soldati, per poterli infine sopraffare. Un soldato dell'armata ricognitiva getta infine una bomba a mano dentro la stanza facendola esplodere. Nonostante ciò Maghat sopravvive di nuovo rimanendo ferito di striscio alla testa. Si presenta infine nella piazza osservando il combattimento dei Giganti di Marley contro l'armata ricognitiva venendo infine sconfitti. Tre giorni dopo la fine dello scontro, convoca i restanti portatori dei giganti, rivelando dopo le indagini effettuate, non è stato ritrovato il corpo di Zeke Jeager, comprendendo che era una spia e che li ha usati. Maghat su insistenza di Reiner incomincia a fare i progetti per la futura invasione. Pochi mesi dopo contrattacca Paradis a bordo dei dirigibili per impederi a Eren e Zeke scatenare i giganti delle mura. Successivamente ordina il salvataggio di Gabe e Falco. Nonostante gli enormi sforzi non riesce a impedire a Eren di usare il suo potere risvegliando i giganti delle mura trasformandosi infine in un gigante imponente, marciando verso la terra ferma. Theo Maghat instaura infine una tregua con Hansie con lo scopo comune di raggiungere Eren e fermarlo prima che sia tardi. Raggiunto il porto, il gruppo viene attaccato, dal gruppo di restaurazione di Eldia. Theo Maghat si sacrifica insieme a Keith Shadis facendo esplodere la nave per impedire al gruppo estremista di raggiungere Hansie. Theo Maghat ammette infine che contro la sua volontà, per il bene del suo paese, spinse i ragazzi con i poteri dei giganti ad attaccare e distruggere le mura trasformandoli in assassini, e che in realtà si era affezionato a tutti loro. Quello che deisderava davvero Maghat, era che potessero avere una vita tranquilla tutti insieme.

È doppiato da Maurizio Merluzzo (ed. italiana).

Maresciallo Calvi[modifica | modifica wikitesto]

Il maresciallo Calvi è il comandante supremo dell'esercito di Marley, formato in prevalenza da soldati eldiani e da coscritti arruolati a forza tra le nazioni sottomesse dalla potenza continentale. Rappresenta l'ala più militarista dell'esercito, che ha condotto Marley a intraprendere una politica imperialistica verso le altre nazioni del mondo, sfruttando e facendo esclusivo affidamento sul potere dei nove Giganti, ultima eredità dell'Impero di Eldia.

Compare subito dopo la vittoria nella guerra contro l'Alleanza mediorientale, scoppiata a seguito dell'indebolimento di Marley dopo la perdita dei Giganti Femmina e Colossale, avvenuta nel corso della missione di recupero del Gigante Fondatore, durante una riunione con gli alti ufficiali marleani per discutere gli eventi appena conclusisi. Infatti la vittoria è stata comunque amara per Marley, poiché i giornali delle altre nazioni del mondo hanno ulteriormente sminuito la nazione che lo controlla grazie al potere dei giganti, elogiando invece gli Stati alleati che nel frattempo hanno migliorato i propri arsenali, con la creazione di nuovi prezzi d'artiglieria adatti a contrastare i giganti. Come dimostrazione tangibile, durante l'attacco decisivo a Fort Slava, il Gigante Corazzato di Reiner, definito orgogliosamente "scudo di Marley", è stato messo duramente alle strette dal bombardamento navale della flotta nemica all'ancora nel porto, salvandosi da morte certa solo grazie all'aiuto tempestivo di Zeke, il quale, in forma di Gigante Bestia, risponde al cannoneggiamento nemico lanciando (similmente a un giocatore di baseball) grossi proiettili d'artiglieria che distruggono e affondano le navi mediorientali, sancendo la fine del conflitto.

Questi fatti hanno infastidito e adirato Calvi, poiché Marley ha mostrato la propria debolezza agli occhi del mondo; lo stesso capitano Theo Magath, responsabile dell'Unità guerrieri eldiani, ammette apertamente davanti agli altri comandanti militari che ormai Marley non è più la prima potenza mondiale e che ben presto il potere dei Giganti sarà sopraffatto dal progresso tecnologico, poiché gli altri Stati stanno progettando nuovi veicoli aerei in grado di trasportare e sganciare decine di bombe, determinando la superiorità delle forze aeree su quelle terrestri, poiché il cielo è un luogo totalmente escluso ai Giganti, demoni della terra. Il generale allora si domanda ironicamente se esista un gigante con le ali per ovviare al problema. A questo punto entra in scena Zeke, che è presente alla riunione in qualità di ufficiale dell'Unità guerrieri e chiede la parola, illustrando una possibile soluzione: insiste infatti che bisogna accelerare i preparativi per i piani d’invasione dell'isola Paradis e recuperare il Gigante Progenitore, unica speranza per Marley di guadagnare tempo in attesa di modernizzare il suo arsenale bellico.

Malgrado la sua totale freddezza e indifferenza contro gli Eldiani, il maresciallo Calvi tiene molta considerazione Zeke, definito il bambino prodigio per aver mostrato la sua lealtà a Marley denunciando i propri genitori e smascherando il gruppo terroristico dei Restaurazionisti eldiani, che volevano rovesciare il governo di Marley e ripristinare la grandezza di Eldia. Di conseguenza, convinto dalle parole di Zeke, incomincia a fare i preparativi per la futura invasione dell'isola Paradis. Tuttavia è ignaro che Willy Tyber e il suo sottoposto Magath stiano complottando per sbarazzarsi di lui e tutte le alte sfere militari nazionali, considerati degli ufficiali inetti che hanno solamente complicato i rapporti di Marley con il mondo e utilizzato gli eldiani del continente come pura carne da cannone, intraprendendo la via di un militarismo aggressivo e imperialista che ha reso invisa Marley alle altre nazioni globali, dopo l'iniziale popolarità internazionale dovuta al fatto di aver distrutto l'Impero eldiano.

Sarà dunque usato come un'esca, insieme a tutti i rappresentanti dell'esercito marleano, durante la conferenza internazionale convocata da Willy Tyber nel ghetto di Liberio per dichiarare pubblicamente guerra a Paradis, poi interrotta dall'assalto improvviso di Eren in forma di Gigante d'Attacco, il quale prima uccide Willy, poi si dirige verso il palco dove Calvi e gli altri generali sono radunati, balzandogli addosso e schiacciandoli brutalmente. Dopo la sua morte, Magath sarà nominato nuovo comandante supremo dell'esercito marleano; un obiettivo che lui e Tyber avevano escogitato fin dall'inizio, al fine di far intraprendere un nuovo corso agli eventi e far apparire Marley di nuovo come la potenza unificatrice del mondo contro la comune minaccia, rappresentata proprio dagli eldiani di Paradis.

È doppiato da Riccardo Scarafoni (ed. italiana).

Sergente maggiore Gross[modifica | modifica wikitesto]

Il sergente maggiore Gross è un sottufficiale delle forze di pubblica sicurezza di Marley, incaricato di sorvegliare gli Eldiani e punire eventuali ribelli, gettandoli dal parapetto del molo sull'isola di Paradis e trasformandoli in Giganti, dopo aver iniettato loro il siero contenente il fluido spinale capace di attivare la trasformazione. È di bassa statura, calvo, obeso e con dei folti mustacchi neri, mentre caratterialmente risulta un individuo sprezzante verso gli Eldiani, mostrando loro un atteggiamento sarcastico e sadico fino alla crudeltà: un aspetto che inquieta persino i suoi sottoposti, i quali sanno bene che dopo ogni esecuzione, Gross ama avere del tempo privato per divertirsi con i condannati.

Appare per la prima volta in compagnia del suo collega Kruger, quando incontra per le strade della capitale Lakua due ragazzini eldiani, Grisha Jaeger e sua sorella minore Faye, che erano usciti dal ghetto eldiano di Liberio senza permesso per vedere un dirigibile atterrare nell'aviorimessa posta sul bordo del canale. Conscio della punizione incombente, Grisha chiese di ricevere anche la punizione destinata alla sorella, che aveva forzato ad uscire: quindi, mentre Kruger iniziò a pestarlo a sangue, Gross finse di riaccompagnare la bambina a casa, mentre in realtà la condusse sotto un ponte e poi la diede in pasto ai cani dei suoi tre figli, che voleva educare ad odiare gli Eldiani. Tuttavia, ai genitori della vittima raccontò di averla accompagnata fino al cancello d'ingresso del ghetto e di aver proseguito per la sua strada, ammonendoli anche di insegnar meglio al figlio maschio la storia dei peccati commessi dal loro popolo. Pur sapendo che Gross stava mentendo tra i denti, Grisha seppe della tragica fine della sorella solo molti anni dopo, entrando nelle fila dei Restaurazionisti di Eldia.

Gross ricompare quindici anni dopo, a capo della squadra di agenti che sta per giustiziare proprio i Restaurazionisti, inclusi Grisha e sua moglie Dina Fritz, traditi e denunciati dal loro figlio Zeke: dapprima il sergente maggiore scaraventa giù dal parapetto il restaurazionista Grice, che sarebbe servito da esca per allontanare i Giganti, poi fa iniettare il siero ai condannati, che vengono gettati giù e si trasformano in Giganti. Tutto questo avviene sotto gli occhi di Grisha, che vede anche la moglie trasformata in Gigante e scaraventata dallo stesso Gross, il quale poi sarcasticamente lo prende in giro, affermando che la moglie, ora trasformata, sia corsa dietro a Grice dimenticandosi del tutto di lui. Indignato, Grisha gli urla contro di sapere che lui aveva ucciso tempo prima la sorella minore, facendola sbranare dai cani; quindi il poliziotto marleyano, stizzito, fa allontanare gli altri agenti dal posto, rimanendo sul parapetto solo con Grisha, Kruger e un restaurazionista al quale lui stesso avrebbe fatto l'iniezione. Infine inizia un dialogo con Grisha, al quale confida di volerlo far combattere contro l'altro condannato, che trasforma in un Gigante di tre metri, e il motivo per cui aveva ucciso sua sorella: instillare nei figli l'odio per gli Eldiani, che considera mostri orrendi da sterminare definitivamente, come richiesto dall'umanità intera. Quindi afferra Grisha e inizia a gettarlo dal parapetto, sussurrandogli crudelmente che la sorella defunta lo sta chiamando: improvvisamente, però, il collega Kruger (che in realtà è un Eldiano infiltrato nel governo marleyano e che è a capo dei Restaurazionisti, con il nome in codice di "Gufo") gli sottrae il prigioniero e lo spinge a sua volta nel vuoto, facendolo cadere proprio dinanzi al condannato che lui stesso aveva trasformato in Gigante, il quale lo divora tra le urla inumane dello stesso Gross.

Il carattere e l'atteggiamento di Gross è tipico dell'indottrinamento secolare che Marley impartisce ai suoi cittadini nei confronti degli Eldiani, considerati esseri mostruosi e additati come fonte di ogni male: il poliziotto è fermamente convinto di queste idee e desidera visceralmente che ogni membro della razza eldiana sia spazzato via dalla faccia della terra. Per questo atteggiamento razzista, insieme al Maresciallo Calvi, Gross viene indicato come un dei pochi, veri antagonisti di tutta la storia.

Segretario Muller[modifica | modifica wikitesto]

Il segretario Muller è un membro del governo militare di Marley, l'ultimo rimasto della catena di comando dopo che la Marcia dei Colossali ha distrutto sia la sua nazione che gran parte del mondo. È un uomo di mezza età, con le spalle leggermente ingobbite, gli occhi scavati e una barba rossa senza baffi; compare la prima volta al comando della base aerea di Fort Salta, ultimo avamposto marleyano obiettivo della Marcia dei Colossali, quando ordina alla flotta di dirigibili ivi stanziata di puntare verso il Gigante Progenitore e di sganciare su di esso ogni bomba disponibile, proprio per fermare il disastro. Nel suo messaggio di incoraggiamento ai piloti, Muller afferma tristemente che qual disastro apocalittico è il risultato del loro odio sfrenato verso gli Eldiani e il resto dell'umanità, promettendo, se ci sarà un nuovo giorno, di fare di tutto per non ricadere nel circolo di violenza che finora si era protratto. L'obiettivo della flotta aerea non riesce, in quanto Eren, in forma di Gigante Progenitore, riesce a convocare tutti i nove Giganti che si sono succeduti nel corso dei secoli, i quali distruggono le aeronavi con i loro poteri.

Inoltre, Muller deve affrontare la situazione tesa tra i soldati della guarnigione ai suoi ordini e gli Eldiani, fuggiti dal ghetto di Liberio e rifugiatisi nel forte militare: entrambe le fazioni stanno per darsi battaglia, finche il segretario non compare, armato di revolver, e giustizia di persona i più facinorosi tra i suoi sottoposti. Quindi ordina agli altri militi di curare i feriti eldiani e promette al signor Leonarth, padre di Annie, che da allora avrebbero potuto cooperare per costruire un mondo migliore. Tuttavia, appena pronunciate queste parole, gli Eldiani presenti nella fortezza si trasformano in Giganti, a causa del gas fuoriuscito dal parassita, vera fonte del potere dei Giganti, che ha preso vita l'esplosione che ha coinvolto il Gigante Progenitore: un terrorizzato Muller viene portato a fatica in salvo dai suoi uomini, per poi ricomparire, alla fine della battaglia, di fronte agli Eldiani, tornati umani dopo la morte di Eren, intimando loro di dimostrare la loro vera e definitiva natura, sotto minaccia dei fucili marleyani spianati. A risolvere la situazione sarà Armin, che si presenta come l'uccisore di Eren Jaeger, divenuto nemico dell'umanità, dando inizio ad un periodo di coesistenza tra Paradis e il resto del mondo.

Niccolò[modifica | modifica wikitesto]

Giovane recluta di Marley. Dopo il fallimento della missione sull'isola Paradis, s’imbarcò su una nave da ricognizione per investigare sull'isola. È infine catturato dalla legione esplorativa guidata da Hansie e Rivaille. Preso in ostaggio, Hansie cerca di usarlo per costringere alla resa, le successive navi da ricognizione inviate sull'isola. Nicolo essendo Marleyano, credendo fermamente nelle considerazioni di vedere tutti gli eldiani dell'isola come mostri non si piegò. Urlando ai soldati suoi compagni di combattere fino alla fine. Yelena intervenendo, uccide i comandanti stroncando sul nascere lo scontro. Messo agli arresti dopo la cattura delle navi, incomincia a fare il cuoco preparando da mangiare alla legione esplorativa, benché disprezzi fortemente cucinare per gli eldiani. Vedendo come Sasha mangiasse con passione i cibi che preparavano, definendoli sublimi, ne rimane colpito, finendo per innamorarsene. Scoprendo infine la sua morte dopo l'attacco a Marley, ne rimane distrutto, andando infine al cimitero dove è stata sepolta, piangendo disperato sulla sua lapide. Contemporaneamente però, Zeke ordina a Nicolo di offrire un vino con dentro il suo liquido spinale, offrendolo principalmente ai generali dell'isola. Poco dopo, la famiglia di Sasha, giunge al ristorante, accompagnando Gabi e Falco che in tanto sono riusciti a scappare dalla prigione. Raggiunto Nicolo, essi gli rilevano la loro vera identità e che presto giungerà la guerra sull'isola. Nicolo intuisce infine di trovarsi di fronte a chi ha ucciso Sasha. Scoprendo la verità per la stessa ammissione dell'ingenua Gabi, accecato dall'odio, si avventa su di lei, cercando di colpirla con una bottiglia, venendo protetta all'ultimo momento da Falco, il quale delle gocce di vino finisce per entrargli in bocca. Colpendo Gabi con un pugno rompendole il naso, Nicolo, portandola al piano di sopra, la sbatte insieme a Falco davanti alla famiglia che li ha portati lì, che si rivelano essere nient'altro che i genitori di Sasha rivela che Gabi è la responsabile della morte della loro figlia. Consegnando un coltello da cucina al padre di Sasha per vendicarsi. In caso contrario, Nicolo avrebbe provveduto personalmente a uccidere Gabi. Nicolo ai commenti di Gabi che insiste che sia stato manipolato, caccia un urlo furente di essere stato costretto a partecipare a una guerra di cui non voleva farne parte. E che lo disgusta, il fatto di essere diventato, un soldato, al servizio di Marley e che grazie a Sasha, ha scoperto che la sua vera passione era fare il cuoco rendendo felice gli altri. Nonostante la possibilità dei genitori di uccidere Gabi essi la perdonano, perché lei è solo una bambina che è stata indottrinata e manipolata da Marley. Nicolo disperato rivela infine a Hansie il piano di Zeke e del liquido spinale presente nel vino dato a bere alle alte sfere militari dell'isola.

Tom Xaver[modifica | modifica wikitesto]

Guerriero eldiano fedele a Marley, precedente detentore del Gigante Bestia. Poiché considerato poco adatto alle battaglie, Tom, rimase escluso, dedicandosi alla ricerca sullo studio dei giganti. Nel tempo libero, si dedicava a giocare a catch ball. Osservando i possibili successori che avrebbero ereditato il suo gigante, lo colpì in particolare Zeke Jeager, il quale rimaneva sempre ultimo negli esercizi militari delle reclute. Conoscendolo, i due infine strinsero amicizia giocando insieme a catch ball. Avendo studiato la natura dei giganti, Tom ammette di ritenere la maggior parte delle storie di Marley, inventate. Affermando in modo enigmatico, che non è dispiaciuto di avere accorciato la sua vita a tredici anni. Xaver ritiene i conflitti e le guerre che avvengono per conto dei giganti, superflue, in confronto alla ricerca della loro natura e del loco capacità. Scoprendo da Zeke che i suoi genitori sono del gruppo anti-Marley e che presto sarebbero stati scoperti, Xaver, avendo sviluppato un lato paterno nei riguardi di Zeke, lo convince a denunciarli affinché almeno i nonni paterni si salvassero, insistendo con Zeke che i suoi genitori l'hanno trasformato in uno strumento. Prossimo ormai alla fine, Xaver rivela a Zeke che nei suoi studi ha scoperto che seicento anni fa, un'epidemia sconosciuta decimò la popolazione mondiale. Il re eldiano di quel tempo usò il suo potere per rendere gli eldiani immuni al contagio, rivelando che il potere del Gigante Progenitore può anche modificare la struttura genetica degli eldiani, e che tutti loro sono legati a esso. Zeke rivela che se avesse quel potere sterilizzerebbe gli eldiani, senza che possano più nascere figli che soffrano in un mondo così crudele. Tom Xaver gli rivela infine che una volta aveva una famiglia, avuta con una donna di Marley. Tom nascose il fatto di essere un eldiano, ma quando la moglie lo scoprì, si tolse la vita dopo avere ucciso il loro figlio. Xaver ammette di avere scelto di ereditare il Gigante Bestia solo per potersi "suicidare con stile". Avendo conosciuto Zeke ha rivisto in lui il figlio che aveva perso, sostenendo la sua causa di applicare l'eutanasia eldiana in modo che i giganti non siano più usati. Zeke promette che erediterà il Gigante Bestia e che otterrà infine il Gigante Progenitore per attuare il suo piano di sterilizzare gli eldiani. Prima di passare il potere del gigante a Zeke, Tom Xaver, rivela come ultima cosa di avere scoperto un modo per spezzare il sigillo del primo re imposto sul Gigante Progenitore, ma di non aver rivelato nulla a Marley, e che Zeke ne sarà informato quando erediterà il suo gigante e le sue memorie. Gli occhiali che porta Zeke, sono un ricordo di Tom Xaver, che considerò come un padre.

Guerrieri cadetti eldiani di Marley[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un'unità di bambini-soldato eldiani, incorporata nell'esercito marleano, selezionati tra i vari distretti d'internamento di Marley affinché ereditino il potere dei nove Giganti originali e permettano a Marley di continuare a governare il mondo, soggiogato proprio grazie a questo immenso potere. I candidati devono affrontare numerose prove fisiche (corsa a lunga distanza, abilità di tiro, resistenza, destrezza nel combattimento corpo a corpo), oltre a dichiarare fermamente la propria fedeltà a Marley tramite un test scritto, dove vengono riportati i desideri più reconditi dei giovani cadetti per compiacere la nazione vincitrice. I candidati selezionati, infine, ricevono la qualifica di "Marleani onorari", estendibile ai parenti di primo grado e rappresentata da un avambraccio di colore rosso, diverso dalle fasce di riconoscimento verdi dei cittadini eldiani comuni; durante l'addestramento, invece, la fascia dei cadetti e dei loro famigliari è di colore giallo.

L'attuale comandante di questa Unità militare è il capitano Theo Magath, che fa partecipare le nuove reclute in prima linea nella guerra contro l'Alleanza mediorientale, scoppiata dopo la perdita dei Giganti Femmina e Colossale durante la missione sull'isola Paradis, al fine di testare chi tra loro sia il più adatto a divenire il nuovo portatore del Gigante Corazzato, dato che a Reiner Braun restano circa due anni di vita.

Falco Grice[modifica | modifica wikitesto]

Falco Grice è un giovanissimo soldato eldiano di 14 anni, al servizio dell'esercito di Marley, dove milita insieme con il fratello maggiore, Colt Grice, nell'Unità guerrieri eldiani. Qualche anno prima della sua nascita, si scoprì che suo zio era un membro del gruppo dei Restaurazionisti eldiani, un gruppo terroristico che voleva rovesciare il governo di Marley e ripristinare l'Impero di Eldia. Catturato e condannato a morte dopo la delazione di Zeke Jeager, anche l'intera famiglia Grice rischiò un'esecuzione sommaria, con il viaggio sull'isola di Paradis, dove sarebbero stati trasformati in Giganti puri. Colt riuscì però a salvare il resto della famiglia, offrendosi, in gesto di espiazione, come soldato fedele a Marley e riuscendo in tal modo a salvare anche il fratello Falco, non ancora nato.

Compare per la prima volta durante la guerra contro l'Alleanza mediorientale, scoppiata a seguito della perdita dei Giganti Femmina e Colossale durante la fallita missione sull'isola di Paradis, quando viene ferito alla testa da un mitragliamento nemico e poi portato in salvo dal fratello, che se lo carica sulle spalle e corre fino dentro le trincee eldiane. Per via di una iniziale amnesia causata dalla ferita alla testa, tocca a Gabi Braun, sua compagna dell'Unità eldiana, rammentargli gli ultimi avvenimenti bellici. Terminato il conflitto, fa ritorno con i suoi compagni al ghetto eldiano di Liberio: già durante il viaggio sul treno militare, Falco si mostra il meno suggestionato dagli indottrinamenti di Marley sugli eldiani, poiché considera il potere dei Giganti una maledizione per la sua gente e non vuole che Gabi, della quale è innamorato, succeda al cugino Reiner come possessore del Gigante Corazzato, accorciando così la sua vita a tredici anni. Per questo ha deciso di superarla ad ogni costo, affinché si possa salvare: un desiderio che è supportato dallo stesso Reiner, il quale, nonostante riconosca i talenti della cugina, non vuole che subisca il suo stesso destino. Oltre a questo, non mostra un carattere marziale e aggressivo come Gabi, ma risulta essere più empatico e altruista verso il nemico, come quando trasporta un soldato mediorientale nella trincea eldiana per essere curato dalle sue ferite: per questa azione viene redarguito sia dal tenente Koslow, ufficiale marleano sottoposto di Magath, che lo insulta per aver curato un nemico, sia da Gabi, che sminuisce il suo gesto umanitario, attuato secondo lei al solo scopo di rispettare le leggi internazionali di guerra e guadagnare punti nella classifica dei guerrieri cadetti. Alla fine, però, sarà lo stesso militare ferito a rifiutare ogni cura da Falco, poiché si sentiva disgustato dall'essere toccato da un diavolo eldiano.

Dopo il ritorno a Liberio, si avvicina a Eren Jeager, infiltratosi a Marley sotto il falso nome di Kruger, un soldato eldiano mutilato e con traumi psichici, instaurando con lui un rapporto di amicizia confidenziale. Eren allora lo usa ai suoi scopi, facendogli recapitare delle lettere, destinate ai suoi commilitoni e descriventi il suo piano d'azione, fuori dal ghetto di Liberio, per evitare la censura governativa sulla posta. Quando giunge l'ora della conferenza di Willy Tyber, destinata a proclamare guerra all'isola di Paradis, Falco viene inviato da Eren a condurre Reiner sotto uno scantinato di un condominio dietro il palco principale, dove si trova anche lui. Mentre i due vecchi "amici" discutono delle azioni accadute in passato a Paradis, il ragazzo scopre infine la verità di quello che accadde nell'isola. Rischia di restare ucciso nell'esplosione causata dalla trasformazione di Eren in Gigante d'Attacco, ma viene salvato da Reiner, che usa i suoi poteri di Gigante Corazzato per proteggerlo. Messosi così in salvo, Falco cerca di proteggere Gabi da una probabile morte violenta, poiché ha perso lucidità dopo la morte dei suoi compagni Udo e Zofia, vittime collaterali dell'attacco nemico, ed è più che mai desiderosa di vendicarsi dei "demoni" di Paradis. Per questo motivo, si aggrappa al cadavere del soldato eldiano che la stessa Gabi ha ucciso, utilizzandone l'attrezzatura tridimensionale per salire sul dirigibile dove gli incursori stanno fuggendo. A bordo dell'aeromobile, Gabi spara allora una fucilata, uccidendo Sasha: Falco riesce a salvarla prima che Jean le spari un colpo di pistola, ma entrambi vengono pestati a sangue dagli altri soldati del Corpo di Ricerca, furiosi per la morte di Sasha. Flock propone addirittura di gettarli fuori dal dirigibile, ma Jean si oppone, sostenendo che la loro morte non fermerà la spirale di sangue in corso. Entrambi vengono quindi catturati e imprigionati sull'isola, dopo aver scoperto che dietro all'intero attacco a Liberio c'era lo stesso Zeke, il membro più importante dell'Unità guerrieri, che aveva sempre operato contro Marley.

Un mese dopo, Falco e Gabi riescono infine a evadere dalla prigione, dopo che Gabi ha ucciso brutalmente il secondino di guardia, fingendo un attacco di epilessia per attirarlo dentro la cella. Si rifugiano allora nella foresta circostante, litigando sul miglior modo di agire: Gabi vorrebbe continuare a combattere fino all'estremo sacrificio della vita, Falco invece preferirebbe aspettare la rapida risposta delle forze armate mondiali contro Paradis. Le loro urla attirano l'attenzione di Kaya, una bambina che, ironicamente, è stata salvata da Sasha quattro anni fa dall'attacco di un gigante che ha divorato la madre, per poi essere adottata dalla sua famiglia. Condotti alla fattoria dei Braus, si presentano con i falsi nomi di Ben e di Mia e chiedono di poter restare lì, in cambio di piccoli lavori manuali. Durante il soggiorno è Falco a dover impedire a Gabi di agire avventatamente, spinta dall'odio patologico verso gli eldiani di Paradis: ad esempio ferma il suo tentativo di assassinare Kaya con un forcone dopo che questa ha scoperto la loro vera origine. La ragazza allora conduce entrambi al suo villaggio natale, abbandonato dopo l'attacco di quattro anni prima, e narra loro della morte di sua madre, sbranata viva sotto i suoi occhi, e del suo salvataggio per opera di Sasha. Dopo aver chiesto quasi istericamente il motivo della morte della madre, Falco le spiega che ciò fu a causa di un'azione offensiva che doveva dar luogo ad un più vasto attacco a Paradis, chiedendo perdono a Kaya per ciò che accadde alla sua famiglia, avendo ormai compreso che tutti gli indottrinamenti di Marley sull'isola sono sbagliati. Kaya decide infine di aiutare i due a stornare a casa, rivelando che un prigioniero marleano, Nicolo, lavora come cuoco in un ristorante della capitale, dove lei e la sua famiglia sono stati inviatati a mangiare dopo la morte di Sasha.

Giunti nel luogo descritto, Falco e Gabi raggiungono Nicolo nelle cantine, rivelandogli la loro vera identità e i piani della prossima invasione mondiale dell'isola. Ma quando inavvertitamente Gabi ammette di aver ucciso Sasha, Nicolo con espressione di odio li aggredisce, rompendo una bottiglia di vino in testa a Falco, messosi in mezzo per salvare Gabi dall'aggressione, facendogli perdere conoscenza. Accidentalmente, alcune gocce di vino finiscono nella sua bocca; si scopre allora che il vino conteneva il liquido spinale di Zeke, capace di trasformare in Gigante. Di conseguenza, Falco è condannato a trasformarsi nel caso in cui Zeke avesse usato il suo potere. Al suo risveglio, prima della battaglia finale a Shingashina, Falco dichiara infine i suoi sentimenti a Gabi e il motivo per cui voleva ereditare il Gigante Corazzato. Durante l'infuriare della battaglia tra eldiani e marleani, suo fratello Colt, giunto con le forze d'invasione marleane, implora Zeke di non usare il suo potere e di permettere a Falco di fuggire dai combattimenti, ma invano; Falco cerca allora di liberarsi dall'abbraccio di Colt, per non coinvolgerlo nella trasformazione, ma il fratello, abbracciandolo, gli promette che gli sarà sempre accanto. Quindi il ragazzo si trasforma in un gigante e sotto ordine di Zeke attacca Reiner, il quale credendo che ormai sia giunta la fine non contrattacca, volendo far ritornare umano il ragazzo. Porko allora compare in quel momento vicino a Reiner, dichiarando di avere visto i ricordi di suo fratello e si pone come obiettivo primario, facendosi divorare da Falco, che torna umano e diventa il nuovo Gigante Mascella.

Questo fatto viene sfruttato da Connie, che intende far divorare Falco dal gigante nel quale sua madre era stata trasformata, al fine di riportarla alla normalità; di conseguenza, nonostante le proteste dei suoi commilitoni, lo rapisce e lo conduce al suo villaggio natio di Rangako, dove si trova ancora la madre, impossibilitata a muoversi a causa delle dimensioni ridotte dei suoi arti inferiori rispetto al corpo, inseguito a cavallo da Armin e da Gabi. Sta per attuare il suo proposito, quando sopraggiungono i due: Armin allora non esita a sacrificarsi e a far divorare dalla madre di Connie, pur di non far morire Falco, ma lo stesso Connie glielo impedisce, capendo il suo errore e liberando il ragazzo. In seguito Falco, con Gabi, Reiner, Magath e Pieck, si unisce ai resti del Corpo di Ricerca che volvevano fermare Eren dal distruggere il mondo (Mikasa, Armin, Connie, Jean, Rivaille e Hangie): nello scontro contro gli Jeageristi al porto marittimo di Paradis, adopera per la prima volta la sua trasformazione in Gigante, riuscendo a salvare il Gigante Carro di Pieck dall'attacco nemico, salvo però quasi ucciderla a causa della mancanza di controllo della sua nuova forma. Infine, salito a bordo della nave con cui tentare di raggiungere Eren e fermare la Marcia dei Colossali, Falco ha delle reminiscenze, ereditate dal Gigante Bestia, secondo le quali il Gigante Mascella poteva eventualmente volare. Decide allora, insieme a Gabi e ad Annie, di raggiungere il campo di battaglia con la sua nuova forma di Gigante volante, salvando gli altri da morte certa dopo lo schianto dell'idrovolante con il quale erano arrivanti fin lì; Falco quindi se li carica sulla schiena, in modo da condurli il più vicino possibile al Gigante Progenitore e attaccarlo. Sarà infatti da lui che Rivaille e Mikasa, infatti sferreranno l'assalto finale a Eren, la cui testa verrà mozzata da Mikasa con un colpo di spada.

Questo atto pone definitivamente termine allo scontro: con la morte di Eren, il potere dei Giganti svanisce, e anche Falco perde la capacità di trasformarsi, ritornando un semplice umano e potendo riabbracciare Gabi. Alla fine, tre anni dopo, Falco si trasferisce nel paese di Onyankopon, dove, insieme a Gabi e a Rivaille, conduce una vita tranquilla e serena, lontano dagli orrori della guerra.

Poteri e abilità

La forma di Gigante Mascella di Falco è molto diversa da quella del suo predecessore, Porko Galliard; infatti possiede un corpo per metà umano e per metà serpentino, oltre ad avere due bocche: la prima è quella più interna, mentre quella esterna, formata da due grosse mandibole distaccate tra loro, ha la funzione di schiacciare e frantumare ogni materiale duro, vero potere del Gigante Mascella. Oltre a ciò, le altre caratteristiche di questo Gigante sono la velocità e l'agilità rapidissima negli spostamenti. Inoltre, dopo aver scoperto la sua altra trasformazione, Falco può trasformarsi in un Gigante munito di ali, dall'aspetto simile a quello di un'aquila (infatti la bocca esterna assomiglia molto a un becco).

È doppiato da: Adriano Venditti (ed. italiana).

Colt Grice[modifica | modifica wikitesto]

Colt Grice è il fratello maggiore di Falco, successore designato a ereditare il Gigante Bestia di Zeke. Da giovane, prima della nascita del fratello, Colt si arruolò come candidato guerriero, per non far morire la sua famiglia, condannata a morte dopo la scoperta del gruppo dei Restaurazionisti di Eldia, del quale faceva parte anche suo zio. Dopo la sua scelta come successore designato del Gigante Bestia, la famiglia Grice fu considerata al sicuro da ogni ritorsione. Ha i capelli biondi e un fisico alto e atletico, oltre a essere franco, leale e sincero, finendo spesso in discussione con i propri superiori marleyani per alcuni suoi commenti sulla conduzione delle operazioni belliche. Compare per la prima volta durante l'assedio di Fort Slava, nel corso della guerra tra Marley e l'Alleanza mediorientale, salvando il fratello minore da un mitragliamento nemico, riuscendo a caricarselo in spalla e portandolo fin dentro le trincee eldiane.

È stato scelto come successore del Gigante Bestia da Zeke Jeager in persona, in quanto quest'ultimo aveva notato la sua stoffa per il comando e la sua abilità decisionale. Nonostante ammiri moltissimo Zeke, che a sua volta nutre grandi aspettative su di lui, Colt si sente tremendamente inferiore al suo predecessore, ritenendo impossibile raggiungere i suoi livelli. Nel caos del ghetto di Liberio, scatenato da Eren in forma di Gigante d'Assalto, Colt riesce a mantenere il sangue freddo, portando in salvo Gabi e riparandosi dietro a un macigno, ma non riesce a salvare né Zofia, schiacciata a morte da un masso, né Udo, che finisce travolto e ucciso dalla folla. Cokt cerca di soccorrere il ragazzo, portandolo di corsa all'ospedale, dove però i medici non potranno far nulla per Udo, ormai morto. Non riesce neanche a impedire a Falco e a Gabi di salire sul dirigibile sul quale gli eldiani di Paradis si stanno ritirando, ed è costretto a guardare impotente mentre sono portati via. Alcuni giorni dopo il raid eldiano, viene convocato da Magath, divenuto il nuovo comandante supremo dell'esercito di Marley, il quale lo informa del tradimento di Zeke Jeager: sconvolto e sconcertato, Colt collabora con Reiner, Pieck e Porko Galliard per progettare l' invasione dell'isola, da effettuare prima dei sei mesi che sarebbero serviti all'esercito dell'alleanza mondiale contro Paradis.

Partecipa infine all'attacco a sorpresa marleyano a Shingashina, per poter uccidere Eren Jeager prima del possibile risveglio dei giganti colossali all'interno delle mura. Nel caos che degenerà sull'isola Colt, abbandonato ogni interesse per la guerra, vorrà solo ritrovare il fratellino scomparso. Infine, Falco e Colt riescono a ritrovarsi e si abbracciano per essere tornati insieme, ma il fratello maggiore scopre infine che Falco ha ingerito il fluido spinale di Zeke, che lo avrebbe trasformato, da un momento all'altro, in un gigante puro. Durante il combattimento contro Eren e Zeke, intenti a fronteggiare Reiner, Peak, Galliard e l'armata di Marley, Colt si avvicina al suo ex-mentore, implorandogli di non usare i suoi poteri e di permettere a Falco di allontanarsi dallo scontro. Tutto però sarà vano e Zeke lancerà il suo grido, attivando la trasformazione per poter contrastare i soldati marleyani. Infine Colt, abbracciando Falco ormai prossimo a trasformarsi, afferma che non lo abbandonerà mai, lasciandosi travolgere dalla successiva esplosione e finendo carbonizzato.

È doppiato da: Massimo Triggiani (ed. italiana).

Udo[modifica | modifica wikitesto]

Udo è un cadetto eldiano di 14 anni, compagno d'armi e amico di Falco. Ha i capelli neri e corti e indossa un paio di occhiali. Timido e insicuro, spesso dimostra poco controllo delle proprie emozioni, avendo spesso scatti d'ira che possono danneggiare sé stesso o gli altri (come quando, rabbioso per l'inefficienza della marina marleana durante la guerra contro l'Alleanza mediorientale, inizia a urlare il proprio sdegno mentre stava medicando Falco alla testa, stringendogli furiosamente le bende intorno alle tempie). Inoltre, possiede molte conoscenze mediche (aiuta infatti Zofia a curare i feriti nelle trincee) ed è poliglotta, essendo la sua famiglia originaria di un distretto eldiano estero: infatti funge da interprete tra Falco e un soldato mediorientale catturato e ferito, che esclama disgustato di non volere essere toccato dagli eldiani.

Si mostra dubbioso del buon esito della conferenza, indetta da Willy Tyber nel ghetto eldiano di Liberio, per risolvere definitivamente il problema tra il mondo e gli eldiani, poiché è conscio dell'odio del mondo verso di loro per esperienza personale (la sua famiglia si era trasferita a Liberio dall'estero per le persecuzioni a cui era sottoposta la razza eldiana, cercando un minimo di tolleranza a Marley). Durante il ricevimento di gala per gli ambasciatori stranieri, dove i cadetti svolgono la funzione di camerieri, Udo rischia la condanna a morte per aver accidentalmente rovesciato un calice di vino sul kimono di Kiyomi Azumabito, ambasciatrice di Hizuru, salvandosi solo per l'intervento della diretta interessata, che finge di aver macchiato lei stessa il suo vestito, ringraziando il ragazzo per il suo aiuto. Questo comportamento stupisce Udo, poiché gli altri diplomatici non avevano fatto mistero di disprezzare profondamente gli eldiani, facendo espressioni disgustate alla vista dei camerieri che portavano il cibo.

Infine, dopo l'improvvisa comparsa di Eren in forma di Gigante d'Attacco nel bel mezzo della conferenza mondiale, si scatena il panico fra i presenti, che iniziano a correre all'impazzata per salvarsi la vita: Udo, inorridito per l'improvvisa morte di Zofia, schiacciata da un macigno caduto dopo l'esplosione di un condominio distrutto da Eren, rifiuta di credere di averla persa e tenta vanamente di spostare il masso per soccorrerla. Tale scelta gli costerà la vita, poiché gli spettatori, terrorizzati e in fuga, lo travolgeranno in pieno, calpestandolo violentemente a morte. Colt Grice, fratello maggiore di Falco, che aveva messo Gabi al sicuro, cercherà di soccorrerlo, portandolo velocemente di peso all'ospedale del ghetto, nonostante si trovi in fin di vita con condizioni tremende. Infatti, al loro arrivo, i medici dell'ospedale non potranno fare più nulla per lui, ammettendo che Udo fosse già morto dopo una rapida occhiata.

È doppiato da: Lorenzo Crisci (ed. italiana).

Gabi Braun[modifica | modifica wikitesto]

Gabi Braun è una giovane cadetta di 14 anni dell'Unità guerrieri eldiani, comandata dal capitano Theo Magath e composta da Falco e Colt Grice, Udo e Zofia. Cugina di primo grado di Reiner, spicca nel gruppo come la più promettente e la più determinata, tanto che i suoi stessi compagni la considerano la migliore tra loro. La stessa Gabi ammette con arroganza e presunzione di essere loro superiore, sostenendo che le proprie doti personali potessero farla notare agli ufficiali in comando. Si presenta come una ragazzina fortemente indottrinata dai precetti militari impartiti dal governo di Marley, fatto che l'ha resa dispotica, spietata verso il nemico e a tratti fanatica. Infatti Gabi è una assoluta sostenitrice della malvagità degli eldiani dell'isola di Paradis, considerati all'origine di tutto il male del mondo, ed è convinta che le (presunte) atrocità commesse dai loro antenati li rendano colpevoli a loro volta. Al contrario, considera i Marleyani come il bene assoluto, al punto da non riuscire a vedere come questi continuino a compiere le stesse ingiustizie che, ironicamente, sono proprio quelle che si sostiene siano state compiute fino a un secolo prima dagli eldiani[59].

Questi ideali sono sostenuti fortemente anche da sua zia Karina, madre di Reiner, che la sprona a ottenere il Gigante Corazzato posseduto dal figlio per continuare la missione sull'isola e dimostrare al mondo che i "veri" eldiani siano brave persone. Tuttavia Falco, suo commilitone e compagno d'armi, è segretamente innamorato di lei e non intende lasciare che Gabi diventi il prossimo Gigante Corazzato, poiché questo l'avrebbe fatta morire nel giro di 13 anni: quindi intende più che mai superarla per poterla salvare, sostenuto in questo dallo stesso Reiner, che non vuole che la cugina subisca la sua stessa sorte. La ragazza, però, non sembra aver compreso i suoi sentimenti e prova invece una forte competizione verso di lui, poiché negli allenamenti Falco la sfida sempre nel tentativo di superarla. Durante la guerra contro l'Alleanza mediorientale, nella battaglia presso Fort Slava, riesce con uno stratagemma ad avvicinarsi a un bunker nemico munito di mitragliatrice, che proteggeva la ferrovia dove sarebbe dovuto passare il treno blindato munito di cannoni anti-gigante, cosa che impediva il bombardamento aereo con i giganti militarizzati (ossia eldiani usati come armi viventi dopo che gli era stato iniettato il fluido spinale di Zeke), riuscendo a distruggerlo con un grappolo di granate a mano. In tal modo consente la vittoria a Marley e salva dal massacro un intero battaglione di ottocento soldati eldiani, che la portano in trionfo durante il viaggio di ritorno a casa in treno.

Dopo che i suoi compagni Zofia e Udo sono morti nel caos generato da Eren durante l'attacco al ghetto di Liberio, Gabi perde ogni lucidità e cerca infine di vendicarsi, dopo aver preso il fucile di una guardia marleana di stanza al cancello del ghetto, uccisa da Sasha, venendo vanamente fermata da Falco. Riesce infatti a salire sul dirigibile che sta conducendo i soldati di Paradis alla loro isola, aggrappandosi al corpo di un soldato che lei stessa aveva ucciso e che era caduto a terra, usando il suo dispositivo di manovra tridimensionale; con lei sale a bordo anche Falco, che non vuole lasciarla morire. Quindi coglie di sorpresa i militari del Corpo di Ricerca, intenti a festeggiare la vittoria, riuscendo a sparare un colpo di fucile che ferisce mortalmente la stessa Sasha al petto. I commilitoni di quest'ultima, furenti per l'accaduto, iniziano a pestare brutalmente sia lei sia Falco con pugni e calci, e vorrebbero buttarli entrambi fuori dal dirigibile per vendicarsi, ma sono fermati da Jean, nauseato da tutta quella spirale di violenza. Infine vengono catturati da Jean e dagli altri, che li immobilizzano e li portano di fronte a Zeke, scoprendo che era stato un collaboratore del piano d'attacco.

Giunti a Paradis, sono rinchiusi in prigione, da dove evadono un mese dopo, grazie al trucco di Gabi che finge una crisi epilettica, per attirare vicino il secondino e colpirlo brutalmente alla testa con un mattone più e più volte. Fin da subito la ragazza mostra paura e smarrimento, trovandosi nella cosiddetta "isola dei demoni", litigando con Falco sulla strategia da seguire: il ragazzo vorrebbe attendere l'arrivo della spedizione mondiale contro Paradis, Gabi invece insiste per combattere alla cieca fino alla morte. Nel bosco dove trovano rifugio, i due sono trovati da una loro coetanea, Kaya, che ironicamente è la stessa bambina salvata da Sasha quattro anni prima, adottata infine dalla sua famiglia. Portati nella fattoria dei Braus e presentatisi come fratelli con i falsi nomi di Mia e di Ben, Gabi non riesce ad adattarsi alla calda accoglienza che le viene offerta in quanto è convinta dalle storia raccontate a Marley sull'origine diabolica degli eldiani dell'isola, considerati semplici mostri. Tocca quindi a Falco farle mantenere un comportamento dignitoso e il sangue freddo, impedendogli di commettere sciocchezze, come quando cerca di uccidere Kaya con un forcone, dopo che la ragazza eldiana aveva capito fin dall'inizio che essi provengono da Marley. La cosa però non la infastidisce affatto, anzi copre l'azione violenta di Gabi, mascherandola come un attacco di gelosia che Mia provava verso una possibile corteggiatrice di Ben. Kaya allora decide di fargli vedere il villaggio dove abitava prima, distrutto dai giganti quattro anni prima, e di rivelargli la morte di sua madre, sbranata via da un gigante sotto i suoi occhi. Quando chiede il motivo della morte di sua madre, Gabi si infuria, vomitandole addosso tutte le colpe attribuite agli eldiani per secoli, sebbene Kaya ribatta ogni volta che questi misfatti sono avvenuti secoli fa e che sua madre non ne aveva commesso nessuno. La rabbia e la disperazione di Kaya per l'insensatezza di un odio vecchio di un secolo, rivolto alle persone innocenti sull'isola, fanno vacillare sempre di più la radicate convinzioni di Gabi, iniziando a farle capire che tutto ciò in cui credeva si è rivelato falso. Kaya decide infine di aiutarli a scappare e suggerisce di venire con i Braus in un ristorante dove lavorava Nicolò, un prigioniero marleyano che lavorava come cuoco in città.

Entrati nel locale, i due raggiungono Nicolò nelle cantine, rivelandogli della prossima invasione mondiale dell'isola e chiedendo il suo aiuto per tornare a casa. Inavvertitamente, però, Gabi ammette di avere ucciso Sasha, della quale Nicolò si era profondamente innamorato; il cuoco allora li aggredisce, furente e colmo di odio, rompendo una bottiglia di vino in testa a Falco, messosi in mezzo per proteggere la ragazza, e spaccando il naso a Gabi con un pugno. Quindi li porta di fronte alla famiglia Braus, rivelandogli la loro vera provenienza e che Gabi è l'assassina della loro figlia, per poi consegnare un coltello al padre di Sasha, chiedendogli di uccidere la terrorizzata Gabi, potendosi così vendicare per la perdita della ragazza che amava. In caso contrario, avrebbe provveduto lui stesso a sgozzarla. Gabi tenta di ragionare con Nicolo, ricordandogli il suo dovere di soldato marleyano e che l'influenza dei "demoni" dell'isola lo aveva corrotto, ma il cuoco le risponde indignato che odiava la vita militare e che solo Sasha lo aveva salvato da una vita di violenza, facendogli scoprire la sua passione per la cucina. Infine interviene direttamente il signor Braus, che rinuncia alla vendetta e la perdona, poiché si rende conto che Gabi è solo una bambina indottrinata dall'odio di Marley. In quello stesso momento, però, Kaya, con espressione odiosa e feroce, tenta di pugnalare la ragazza, rimasta smarrita e confusa dalla vicenda, che si salva solo per l'intervento di Mikasa, giunta nel ristorante con altri membri del Corpo di Ricerca. Osservando il dolore straziante della famiglia e sentendo le urla angosciose di Kaya, che le grida con disprezzo di essere una sporca assassina e di essersi fidata di lei, Gabi crolla totalmente, chiedendo allora che qualcuno la uccida.

Improvvisamente, nel ristorante irrompono gli Jeageristi, che hanno appena preso il controllo dell'isola e che prendono tutti quanti prigionieri, inclusi Mikasa, Armin, i pochi soldati del Corpo di Ricerca fedeli al governo e l'intera famiglia Braus. Gabi viene quindi ricondotta in prigione, in una cella isolata dagli altri, dove rimugina sugli ultimi avvenimenti, tentando di tornare alle sue precedenti convinzioni. Poco dopo ha un confronto con Eren, che la osserva con sufficienza e disprezzo per aver ucciso Sasha, chiedendole di mandare un messaggio radio all'esercito marleyano, per attirarlo in una trappola. Tuttavia, nella cella entra anche Pieck, travestitasi da soldato del Corpo di Ricerca e infiltratasi sull'isola in preparazione del contrattacco marleyano a Paradis, che pugnala alla gola la guardia a fianco di Eren e gli intima di arrendersi e di liberare la ragazza. Senza scomporsi, quest'ultimo le fa notare che non può ucciderlo, in quanto possiede il Gigante Progenitore, e che tutto ciò che ha fatto è stato per distruggere l'egemonia e la tirannia di Marley. A queste parole, Pieck cede e finge di arrendersi a lui, sostenendo con l'incredula Gabi che tutto ciò che è stato loro insegnato è solo una menzogna. Non fidandosi di lei, Eren fa ammanettare Gabi al polso di Pieck, cosicché non potesse trasformarsi in Gigante e uccidere la ragazza nel processo, ma Pieck riesce a fuggire con lei, approfittando dello scompiglio generato dal contrattacco a sorpresa dell'esercito marleano. Messala in salvo, il possessore del Gigante Carro afferma che lei non crede né in Marley né in Eldia, ma solo nei suoi compagni di lotta.

Mentre infuriano i combattimenti tra le due fazioni, Gabi compie due azioni fondamentali: impossessatasi di un fucile anti-giganti (simile a un moderno fucile da cecchino), salva la vita a Kaya uccidendo un Gigante che stava per divorarla, sancendo così la rinuncia ai suoi ideali distorti; inoltre, con la medesima arma, furente per la trasformazione di Falco in Gigante in seguito all'orlo di Zeke, spara allo stesso Eren, che stava per raggiungere il fratello Zeke e attivare il potere del Progenitore, riuscendo a decapitarlo. La sua testa, però, finisce nella mano di Zeke, che entra in contatto con lui e gli permette di attivare la Marcia dei Colossali, facendo crollare le tre cerchie di mura che li nascondevano. Dopo aver assistito impotente al risveglio dei Giganti, si unisce con Falco, Magath, Annie, Pieck e Reiner ai resti del Corpo di Ricerca (Mikasa, Armin, Hangie, Jean, Rivaille e Connie) per tentare di fermare Eren dal distruggere il mondo. Nello scontro al porto marittimo contro gli Jeageristi, Gabi spara il colpo di fucile che colpisce Flock e gli impedisce di danneggiare la nave sulla quale stanno fuggendo con una Lancia fulmine. Quindi, dopo la partenza degli altri con l'idrovolante che era a rimorchio del bastimento, assieme ad Annie raggiunge il campo di battaglia finale, presso Fort Salta, grazie alla trasformazione finale di Falco, divenuto il nuovo Gigante Mascella con la capacità di volare, per dar manforte nella lotta. Con sua sorpresa, ritrova nella base militare anche i suoi genitori, scampati al massacro e rifugiatisi lì grazie all'intervento del signor Leonhart; sarà però trasformata con gli altri in un Gigante dal gas emesso dallo strano essere luccicante che rappresenta la vera origine del potere dei giganti, e usata per contrastare il Gigante Corazzato di Reiner, che stava tentando di fermarlo definitivamente.

Infine, dopo la morte di Eren per mano di Mikasa, anche il potere dei Giganti scompare dal mondo, facendo ritornare gli Eldiani trasformati in umani; anche Gabi torna nella sua forma umana, e può riabbracciare Falco, con il quale, tre anni dopo, si trasferirà nel paese di Onyankopon, vivendo, assieme a Rivaille, in pace e lontano dalla guerra.

È doppiata da: Chiara Fabiano (ed. italiana).

Zofia[modifica | modifica wikitesto]

Zofia è una cadetta eldiana di 14 anni, che milita nell'Unità guerrieri con il ruolo di medico del gruppo. Ha i capelli biondi, con una frangia sulla fronte e una breve coda di cavallo, e un naso aquilino, mentre caratterialmente si mostra gentile e disponibile verso i suoi compagni cadetti, anche se, in certi occasioni, inizia a parlare di argomenti alquanto strani e bizzarri, completamente slegati dal contesto. Nel gruppo è quella che mostra un lato più maturo degli altri: infatti Zofia è consapevole delle sue mancanze ed è certa che il prossimo successore del Gigante Corazzato sarebbe stata Gabi, cosa che non le provoca particolare fastidio, dato che è la meno interessata a ereditarlo. Muore durante la conferenza internazionale, indetta da Willy Tyber nel ghetto di Liberio per dichiarare guerra all'isola di Paradis, schiacciata a morte da un detrito caduto dopo l'esplosione di un condominio, causata dalla trasformazione in gigante di Eren, nascosto nel seminterrato dello stabile.

È doppiata da: Cristina Garosi (ed. italiana).

Restaurazionisti di Eldia[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente era un gruppo terroristico eldiano, nato dentro il ghetto di Liberio, sito a Lakua, capitale di Marley: il suo scopo principale era rovesciare il governo militare marleano per vendicarsi dei soprusi e delle vessazioni alle quali sono sottoposti gli eldiani, in quanto essi vengono trattati come animali e costretti a servire nelle file dell'esercito come carne da macello. Tra i membri originari figuravano Eren Kruger, detto il Gufo, fondatore del movimento e suo leader occulto, poiché agiva come infiltrato dentro il governo di Marley; Dina Fritz, ultima discendente del ramo della famiglia reale rimasta sul continente; e Grisha Jeager, un giovane medico diventato Restaurazionista per vendicarsi della morte di sua sorella minore, sbranata viva dai cani di un poliziotto marleano. I Restaurazionisti furono sgominati dalla retata delle polizia marleana, causata da una delazione fatta da Zeke Jeager, figlio di Grisha e di Dina, destinato a guidare in futuro il movimento, ma che tradì i genitori per salvare i suoi nonni dalla probabile esecuzione, spinto in questo anche dal suo mentore, Tom Xavier. Solo Grisha Jeager sopravvisse alla trasformazione in Gigante grazie all'intervento di Eren Kruger, che abbandonò la sua identità di copertura e si fece da lui divorare, per potergli passare il Gigante d'Attacco, unico mezzo per raggiungere incolume le mura e scovare il Gigante Fondatore. Tuttavia, Zeke aveva agito così anche perché essi stavano per essere scoperti; quindi, dietro indicazione di Xavier, tradì tutti per ottenere la totale fiducia dei generali di Marley e a agire liberamente, attuando il suo piano per rovesciare Marley e salvare gli eldiani. Progressivamente, i soldati di altre nazioni sottomesse da Marley e costretti a militare nel suo esercito, si unirono a lui e sostennero la sua causa, poiché, a differenza degli altri popoli del mondo, essi vedono gli eldiani come emissari divini destinati a ridare speranza ai popoli sottomessi. Ciò fu dovuto anche al loro salvataggio in battaglia da parte dello stesso Zeke, trasformato in Gigante Bestia, fatto che rimise in discussione totale il potere dei giganti da parte loro.

Yelena[modifica | modifica wikitesto]

Yelena è capo dei Volontari Anti-Marley e stretta alleata degli eldiani di Paradis. Fisicamente è una donna molto alta, con i capelli biondi a caschetto, ed è il braccio destro di Zeke Jeager e fedele seguace dei suoi ordini, che esegue con fanatismo e spietatezza verso chiunque. Compare per la prima volta durante la conferenza di Willy Tyber nel ghetto di Liberio, quando, seguendo le indicazioni di Rivaille e di Hansie, travestita da soldato maschio e con una barbetta posticcia, allontana Peak e Porko dalla scena principale, attirandoli in una trappola anti-gigante, formata da una profonda fossa circolare dove i due Guerrieri marleani cadono da una botola, azionata personalmente da Yelena. Dopo la distruzione del ghetto per mano di Eren e di Armin, fugge con loro a bordo del dirigibile, facendo ritorno all'isola Paradis.

Tre anni prima, Yelena faceva parte dell'equipaggio di una nave marleana, inviata in ricognizione a Paradis per investigare dopo il fallimento della missione del precedente gruppo di infiltrati marlenai, guidato da Zeke Jeager e composto da Reiner, Berthold, Annie, Marcel e Peak. Eren, rimasto sott'acqua in forma di gigante, catturò infine la nave trasportandola a riva: la comandante Hangie cercò di ragionare con il comandante e i soldati catturati, anche usando come ostaggio Nicolo, un soldato preso prigioniero da un'altra nave da ricognizione, invitandoli a deporre le armi. Tuttavia il comandante, fermamente restio anche solo a parlare con gli eldiani, considerati demoni, intendeva combattere fino all'ultimo sangue, nonostante la minaccia del Gigante D'attacco, che poteva schiacciarli in ogni momento. Quindi puntò il fucile contro Hangie, ma Yelena, prendendo in mano la situazione, gli sparò alla nuca un colpo di pistola, per poi ordinare ai suoi subordinati di disarmare gli soldati della nave, accettando l'invito di Hansie. Durante un colloquio con lei e Rivaille, la soldatessa catturata spiega che, sebbene Marley possieda un vasto esercito di circa un milione di uomini, una forza navale invidiabile e mezzi aerei per attaccare, non può lanciare l'offensiva contro l'isola, perché la presenza delle centinaia di Giganti puri ostacolerebbe la marcia dei soldati. Inoltre, Marley era recentemente entrata in guerra contro l'Alleanza mediorientale, formata da Paesi confinanti che, venuti a conoscenza della perdita del Gigante Femmina e Colossale (Berthold e Annie) nell'ultima missione, si erano ribellate al dominio della superpotenza continentale. Vedendo però il campo allestito sulle coste dell'isola, Yelena comprende che tutti gli altri giganti sono stati uccisi dal Corpo di Ricerca; contrariamente alle aspettative di Hansie e di Rivaille, Yelena non intende fare rapporto a Marley, spiegando che l'assassinio dei suoi superiori è stato ordinato direttamente da Zeke Jeager e rivelando di non essere una marleana, bensì un soldato di una nazione sconfitta e sottomessa da Marley, obbligata ad arruolarsi nell'esercito vincitore per combattere le guerre di conquista sul continente.

La sua fedeltà a Zeke deriva dal salvataggio, attuato dal Gigante Bestia durante uno scontro navale, della vita della donna, che stava per affondare a bordo di una scialuppa: questo avvenimento cambiò totalmente il suo modo di vedere gli eldiani, in possesso del potere dei giganti, giudicati come salvatori divini inviati dal cielo per aiutare i deboli e gli oppressi. Il rispetto di Yelena nei loro confronti è talmente profondo che, chiunque tra i suoi sottoposti osi fare commenti sprezzanti su di loro, viene immediatamente ucciso senza pietà da lei in persona: è il caso di Griez, freddato con una revolverata alla testa dopo aver disprezzato davanti a Nicolo il suo amore per Sasha, giudicata una "maledetta demone eldiana". Quindi Yelena e i suoi seguaci, soldati di origine straniera che combattono forzatamente nelle forze armate del nemico, sono diventati membri dei Volontari Anti-Marley, con l'obiettivo finale di liberare gli eldiani dalla loro oppressione e di ridare indipendenza alle loro patrie. Durante un colloquio privato con Hangie, Onynakopon rivela che Yelena ha usato metodi spietati e crudeli per mantenere l'ordine tra le fila del movimento, giustiziando o uccidendo a sangue freddo ogni membro titubante e in procinto di andarsene, camuffando la morte di costoro come "accidentale". La donna rimane ammirata per come gli eldiani di Paradis siano riusciti a sconfiggere i Giganti, sostenendo che essi abbiano alleati oltre il mare, disposti a collaborare con loro per la stessa causa. Quindi si offre come intermediaria tra Paradis, da una parte, e Zeke e la nazione di Hizuru dall'altra, chiedendo l'amnistia per Zeke Jeager e tutti i soldati prigionieri sull'isola, offrendo in cambio le armi e le conoscenze tecnologiche di Marley al governo di Paradis, per permettere un'efficace difesa e un rapido contrattacco contro la futura invasione per lo sterminio degli eldiani. Nei tre anni successivi, Yelena aiutò Eren, Armin e il Corpo di Ricerca, ad attirare in trappola le altri navi marleane mandate in avanscoperta, riuscendo a impadronirsene grazie a falsi messaggi radio da lei stessa diramati.

Successivamente al raid a Marley, lei e gli altri volontari vengono messi agli arresti domiciliari, sino a che le intenzioni di Zeke non fossero del tutto chiare. Liberata dopo la presa del potere da parte degli Jeageristi, riprende la guida dei Volontari e si schiera con la fazione ribelle, divenendo la seconda in comando dopo Eren stesso. Ma, dopo l'incursione aerea marleyana, ideata da Theo Magath, respinta solo a fatica dagli Jeageristi e dai Volontari, Yelena rischia di essere giustiziata, insieme a Onynkopon, da Flock Forster, il più fanatico seguace di Eren, che in realtà non aveva mai accettato il piano di Zeke (rendere sterili tutti gli eldiani per far scomparire tutti i Giganti dal mondo), ma lo aveva usato solo per avere il pieno possesso dei poteri del Progenitore e attivare la Marcia dei Colossali, volta a distruggere il mondo. Sarà salvata, con il compagno, dall'intervento del Gigante Carro di Pieck, che si è unita, assieme a Magath, Reiner, Annie, Gabi e Falco, ai membri del Corpo di Ricerca che si erano opposti agli Jeageristi (Mikasa, Armin, Hansie, Rivaille, Jean e Connie), in quanto è l'unica informata della meta finale di Eren. Inizialmente Yelena si rifiuta di collaborare, insultando pesantemente Magath e rinfacciando, a chi la accusava di tradimento, le colpe di doppiogioco e di immoralità che loro stessi avevano compiuto; tuttavia, dopo la cruenta battaglia contro gli Jeageristi e il sacrificio di Magath, che si era fatto saltare in aria con la nave che gli avversari stavano allestendo per l'inseguimento, rivela che l'ultimo obiettivo di Eren è la base aerea di Fort Salta, posto nella parte mediorientale dei domini marleani, da dove potevano decollare dirigibili militari muniti di bombe esplosive. Prima che gli altri partano a bordo dell'idrovolante, però, Yelena rimarca che il piano di estinzione indolore di Zeke fosse tutto sommato la migliore soluzione possibile, a confronto dell'apocalisse a cui l'umanità stava andando incontro. Si salverà dall'affondamento della nave su cui viaggiava, causato dalla trasformazione di Falco in Gigante alato, salendo a bordo della scialuppa dove hanno preso posto anche Kiyomi Azumabito e il suo staff tecnico.

È doppiata da: Mitsuki Saiga (ed. giapponese), Lucrezia Marricchi (ed. italiana).

Onyankopon[modifica | modifica wikitesto]

Onyankopon è un soldato di una nazione sconfitta e sottomessa da Marley, costretto a militare nelle fila della potenza vincitrice. Per questo motivo, aderisce ai Volontari Anti-Marley, un gruppo segreto nelle forze armate marleane, guidato da Yelena e formato dai soldati stranieri che compongono parte delle forze armate della potenza continentale, il cui scopo è quello di abbattere il potere di Marley e ridare la libertà sia ai propri Paesi d'origine sia a Eldia.

É un uomo di colore, uno dei pochi comparsi finora nella storia, insieme all'ambasciatore Ogweno e a sua moglie Nambia, ricevuti da Willy Tyber prima a un sontuoso ricevimento d'accoglienza per i rappresentanti della nazioni del mondo, poi alla conferenza tenuta dallo stesso Tyber per proclamare pubblicamente la dichiarazione di guerra a Paradis, interrotta dall'entrata in scena del Gigante d'Attacco di Eren, che uccide Willy, semina morte e distruzione ovunque e alla fine divora Lara Tyber, sorella minore di Willy, vera detentrice del Gigante Martello. Durante questo raid in territorio marleano, Onyankopon gioca un ruolo fondamentale, poiché è il pilota del dirigibile con il quale i soldati di Paradis riescono a fuggire e a tornare a casa.

Sembra avere numerose conoscenze meccaniche e ingegneristiche (infatti è lui a spiegare agli Eldiani di Paradis le caratteristiche di un porto marittimo, concetto che essi non conoscevano nemmeno), oltre a essere un buon pilota di macchine aeree: infatti, oltre al dirigibile, piloterà anche l'idrovolante usato dai resti del Corpo di Ricerca e dei soldati marleyani che avevano invaso Paradis per localizzare e fermare Eren, che voleva distruggere il mondo con la Marcia dei Colossali. Caratterialmente, è una persona mite, tollerante, molto religiosa e a volte ironica: infatti, alla domanda di Sasha sull'origine della sua pelle scura, Onyankopon risponde che Dio, creatore di tutte le cose, potrebbe aver pensato che fosse più interessante creare un miscuglio di razze umane, suscitando stupore e ammirazione tra gli astanti (Armin in particolare). Tra i soldati del Corpo di Ricerca, ha legato in particolare con il comandante Hangie Zoe, anche per via del carattere curioso, eccitabile e bizzarro di quest'ultima. Infine, sarà lui a liberare dalla loro cella gli oppositori degli Jeageristi, la fazione militare di Paradis che appoggiava le idee di Eren, supportata dai Volontari, poiché non era d'accordo sul piano originale di Zeke, ossia rendere sterili tutti gli Eldiani per evitare la comparsa dei Giganti nel mondo. Per Onyankopon, infatti, i bambini sono il futuro dell'umanità e sarebbe inumano impedire loro di nascere.

Dopo la battaglia finale contro Eren, Onyankopon ritorna nel suo paese, insieme a Gabi, Falco e Rivaille, dove riprende la vita felice e serena che la coscrizione militare aveva interrotto.

Il suo nome deriva da una parola di lingua ashanti (un'etnia africana del Ghana) che significa "Creatore di tutte le cose", a evidenziare il carattere molto religioso del personaggio.

Griez[modifica | modifica wikitesto]

Griez è un soldato marlyeano, commilitone di Nicolo e convinto sostenitore della causa di sterminare tutti gli Eldiani. Viene catturato, assieme a Nicolo, dai soldati del Corpo di Ricerca dopo essere giunti sull'isola a bordo di una nave da ricognizione; messo agli arresti, lavora come cameriere nello stesso ristorante dove Nicolo svolge la mansione di cuoco, aiutandolo ad attuare il piano di Zeke, consistente nel distribuire agli alti ufficiali di Paradis alcune bottiglie di vino contenenti il suo fluido spinare, capace di trasformare in Giganti e usato per controllare i militari che non avessero seguito il suo piano. Griez, però, vedendo come Nicolo si sia innamorato di Sasha, ritiene con disprezzo che egli sia impazzito, perché amava un'Eldiana e non sopportava il suo continuo parlare di lei. Dopo aver attuato il piano di Zeke, contribuisce a far rinchiudere i membri del Corpo di Ricerca che non sono passati dalla parte di Eren: poiché in prigione vi finisce anche Nicolo, Griez lo accusa davanti a tutti di essersi fatto corrompere da una demone di Paradis, che lui chiama ingiuriosamente "prostituta". Le sue parole di disprezzo verso Sasha provocano l'ira di Nicolo, ma Yelena, che era lì presente, non tollerando i suoi commenti sprezzanti sugli Eldiani, gli spara in testa senza pietà con un revolver.

Kiyomi Azumabito[modifica | modifica wikitesto]

Kiyomi Azumabito è una nobildonna asiatica, originaria di Hiruru, un paese orientale del quale è ambasciatrice plenipotenziaria all'estero. È inoltre una delle persone più influenti nella politica estera degli altri paesi del mondo esterno, oltre ad avere un grande fiuto per gli affari economici, cosa che la porta a mostrare una palese avidità e un alto senso del suo lignaggio, poiché la sua famiglia, il clan Azumabito, è al governo di Hizuru. Compare per la prima volta al ricevimento indetto da Willy Tiber per gli ambasciatori delle altre nazioni: durante questo avvenimento, salva da morte certa Udo, il cadetto eldiano che quella sera svolgeva mansioni di cameriere al ricevimento, poiché aveva fatto accidentalmente cadere del vino sul suo kimono. Un simile errore, infatti, poteva costargli la vita, ma Kiyomi affermò di aver sbadatamente rovesciato il vino da sola sul suo abito, ringraziando Udo per la sua premura nell'aiutarla. Ciò lascia stupito sia il ragazzo sia gli altri tre compagni cadetti, poiché l'ambasciatre si era mostrata amichevole con gli eldiani, non disprezzandoli a priori come gli altri diplomatici.

Si ripresenta successivamente prima dell'inizio della conferenza di Willy Tyber, convocata per lanciare la dichiarazione di guerra del mondo a Paradis: Kiyomi si dirige dietro le quinte del palco dove sarebbe avvenuta la dichiarazione e stringe la mano a Willy Tyber, augurandogli buona fortuna, per poi allontanarsi velocemente dal ghetto di Liberio, scortata da due guardie del corpo vestite di nero, poco dopo l'inizio del contrattacco di Eren. Successivamente, si scopre che Kiyomi Azumabito e Hizuru sono alleati dell'isola Paradis, avendo collaborato con loro per l'attentato contro Willy Tyber: infatti, tre anni prima, l'ambasciatrice approdò sull'isola, dove gli eldiani avevano appena completato il porto marittimo con l'aiuto di Yelena e dei Volontari Anti-Marley. Alla sua vista, Mikasa rimane sorpresa nel vedere il suo aspetto, simile a quello della madre uccisa anni prima: quando infine Kiyomi vede il tatuaggio che la ragazza ha sul dorso della mano (simile a un mon degli antichi clan samurai giapponesi, raffigurante tre katane che formano un triangolo), la diplomatica le rivela infine le sue origini. Circa un secolo prima, Hizuru era uno stretto alleato dell'allora Impero eldiano, tanto che le due rispettive casate regnanti erano amiche tra loro, poiché il figlio maggiore dello shogun, sovrano di Hizuru, divenne intimo amico della famiglia reale Reiss, decidendo di vivere con loro sull'isola di Paradis. Dopo la Grande guerra dei giganti, Hizuru venne sconfitta e disarmata, perdendo la sua posizione e il suo prestigio internazionale, sebbene Kiyomi ammetta che non è del tutto chiaro cosa accadde realmente in quel secolo e che certe informazioni potrebbero essere errate. L'unica cosa certa è che gli ultimi membri della famiglia dello shogun scomparvero sull'isola e se ne persero le tracce: di conseguenza, Mikasa è l'ultima discendente dello shogun e la legittima erede destinata a governare Hizuru, finora retta dagli Azumabito, ramo collaterale della precedente dinastia. Di conseguenza, Kiyomi e Mikasa sono lontane parenti.

Kiyomi Azumabito rivela inoltre che queste informazioni le vennero fornite durante un incontro segreto con Zeke Jeager, il quale, oltre a proporgli di ritrovare l'ultimo erede dello shogun, le offrì anche il monopolio delle risorse naturali dell'isola Paradis, uniche nel loro genere, generate dal potere del Gigante Progenitore. Quindi, comprendendo che queste risorse avrebbero innalzato vertiginosamente la forza industriale del suo paese, la donna accettò infine l'alleanza con Paradis. Mikasa capisce fin da subito che lei la considera solo una scusa per poter approdare sull'isola e di non essere veramente interessati all'ultimo erede degli shogun. Tuttavi Kiyomi afferma che il desiderio di proteggerla da ogni minaccia è vero, ammettendo inoltre di aver voluto la morte di Willy Tyber per questione personali, poiché disprezzava il governante occulto di Marley per avere sempre interferito negli affari interni di Hizuru, manipolandola e controllandola come voleva lui.

In seguito alla presa del potere da parte degli Jeageristi a Paradis, lei e il suo seguito di tecnici e di ingegneri sono presi in ostaggio da Flock Forster e dai suoi uomini, per impedire agli oppositori di Eren di raggiungere via mare il continente e fermarlo dal distruggere il mondo con la Marcia dei Colossali. Ne nasce dunque un'aspra battaglia, nel corso della quale Kiyomi viene liberata dall'intervento di Mikasa e condotta alla sua nave, che salpa con a bordo tutti gli altri oppositori ai piani di Eren (eccetto Magath, che si immola facendo esplodere l'altro bastimento presente nel porto con il quale gli Jeageristi potevano raggiungerli), trascinandosi a rimorchio un idrovolante munito di esplosivi. Lei stessa proporrà di deviare verso Odiha, un piccolo porto sotto il controllo di Hizuru, al fine di approntare l'apparecchio per localizzare e fermare Eren. Kiyomi stessa, infine, permetterà ad Annie, Gabi e Falco di raggiungere il resto del gruppo grazie alla nuova trasformazione alata del Gigante Mascella, ora ereditato da Falco, in quanto nel processo la nave sarebbe potuta affondare, sostenendo di non voler più pesi sulla sua coscienza, oberata da decisioni discutibili e immorali. Riuscirà comunque a mettersi in salvo su una scialuppa insieme ai suoi tecnici e a Yelena, rimasta ferita con una braccio rotto.

Dopo la battaglia finale nella quale Eren perde la vita, Kiyomi avrà un ruolo importante nel ridefinire gli equilibri del mondo, quasi completamente devastato dalla Marcia dei Colossali: infatti, insieme alla regina Historia e ad altri diplomatici, la si vede aspettare sul molo del porto di Paradis la nave con a bordo Armin, Jean, Connie, Reiner, Pieck ed Annie, che ora hanno il ruolo di mediatori diplomatici tra l'isola e il mondo esterno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Hajime Isayama, Capitolo 2, in L'attacco dei giganti, volume 1, Panini Comics, 2012.
  2. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 62, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  3. ^ a b (EN) Fighter Who Inspired "Attack on Titan" Fired By UFC, Crunchyroll, 28 settembre 2013. URL consultato il 24 marzo 2016.
  4. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 50, in L'attacco dei giganti, volume 12, Panini Comics, 2014.
  5. ^ a b c d e Hajime Isayama, Capitolo 66, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  6. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 82, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  7. ^ Hajime Isayama, Capitolo 6, in L'attacco dei giganti, volume 2, Panini Comics, 2012.
  8. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 65, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  9. ^ Hajime Hisayama, Capitolo 7, in L'attacco dei giganti, volume 2, Panini Comics 2012..
  10. ^ Hajime Isayama, Capitolo 30, in L'attacco dei giganti, volume 7, Panini Comics, 2012.
  11. ^ Hajime Isayama, Capitolo 45, in L'attacco dei giganti, volume 11, Panini Comics, 2013.
  12. ^ Hajime Isayama, Capitolo 89, in L'attacco dei giganti, volume 22, Panini Comics, 2017..
  13. ^ (JA) ネットの環境が整いましたので再開します, Blog.livedoor.jp. URL consultato il 7 aprile 2016.
  14. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 3, in L'attacco dei giganti, volume 1, Panini Comics, 2012.
  15. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 81, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  16. ^ Hajime Isayama, Capitolo 74, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics, 2016.
  17. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 49, in L'attacco dei giganti, volume 12, Panini Comics, 2014.
  18. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 71, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics, 2016.
  19. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 42, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  20. ^ a b Hajime Isayama, Gigantopedia, in L'attacco dei giganti, Outside: L'attacco agli umani, Panini Comics, 2014.
  21. ^ a b c Hajime Isayama, Capitolo 70, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  22. ^ Hajime Isayama, Capitolo 79, in L'attacco dei giganti, volume 20, Panini Comics.
  23. ^ Hajime Isayama, Capitolo 44, in L'attacco dei giganti, volume 11, Panini Comics, 2014.
  24. ^ Hajime Isayama, Capitolo 21, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  25. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 31, in L'attacco dei giganti, volume 8, Panini Comics, 2013.
  26. ^ Hajime Isayama, Capitolo 33, in L'attacco dei giganti, volume 8, Panini Comics, 2013.
  27. ^ Hajime Isayama, Capitolo 8, in L'attacco dei giganti, volume 2, Panini Comics, 2012.
  28. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 18, in L'attacco dei giganti, volume 4, Panini Comics, 2012.
  29. ^ Hajime Isayama, Capitolo 53, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  30. ^ Hajime Isayama, Capitolo 59, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  31. ^ Hajime Isayama, Capitolo 77, in L'attacco dei giganti, volume 19, Panini Comics, 2016.
  32. ^ Hajime Isayama, Capitolo 37, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  33. ^ (JA) サシャ・ブラウスとは (イモオンナとは) [単語記事] - ニコニコ大百科, Dic.nicovideo.jp. URL consultato il 3 giugno 2013.
  34. ^ Hajime Isayama, Capitolo 36, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  35. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 40, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  36. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 52, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  37. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 69, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  38. ^ (JA) Pagina dei personaggi sul sito ufficiale del manga, su shingeki.net. URL consultato il 24 marzo 2016.
  39. ^ (JA) Pagina di Ymir sul sito ufficiale dell'anime, su shingeki.tv. URL consultato il 24 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2016).
  40. ^ Hajime Isayama, Speciale. Il taccuino di Ilse, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  41. ^ Hajime Isayama, Capitolo 39, in L'attacco dei giganti, volume 10, Panini Comics, 2014.
  42. ^ (JA) Hajime Isayama, 更新が滞ってすいません!返事します!, Blog.livedoor.jp, 4 ottobre 2010. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  43. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 11, in L'attacco dei giganti, volume 3, Panini Comics, 2012.
  44. ^ Hajime Isayama, Capitolo 8, in L'attacco dei giganti: Birth of Rivaille, volume 2, Panini Comics, 2015.
  45. ^ a b Hajime Isayama, Capitolo 20, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  46. ^ Hajime Isayama, Capitolo 56, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  47. ^ Hajime Isayama, Capitolo 72, in L'attacco dei giganti, volume 18, Panini Comics.
  48. ^ Hajime Isayama, Capitolo 55, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  49. ^ Hajime Isayama, Capitolo 61, in L'attacco dei giganti, volume 15, Panini Comics, 2015.
  50. ^ Hajime Isayama, Capitolo 51, in L'attacco dei giganti, volume 13, Panini Comics, 2014.
  51. ^ Hajime Isayama, Capitolo 57, in L'attacco dei giganti, volume 14, Panini Comics, 2015.
  52. ^ a b c d Hajime Isayama, Capitolo 68, in L'attacco dei giganti, volume 17, Panini Comics, 2016.
  53. ^ Hajime Isayama, Capitolo 64, in L'attacco dei giganti, volume 16, Panini Comics, 2015.
  54. ^ Hajime Isayama, Capitolo 19, in L'attacco dei giganti, volume 5, Panini Comics, 2012.
  55. ^ Hajime Isayama, Capitolo 75, in L'attacco dei giganti, volume 19, Panini Comics, 2016.
  56. ^ Gigante Bestiale nel Databook Inside
  57. ^ Hajime Isayama, Capitolo 38, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  58. ^ Hajime Isayama, Capitolo 35, in L'attacco dei giganti, volume 9, Panini Comics, 2013.
  59. ^ Usare i giganti per conquistare gli altri popoli, uccidendo migliaia di persone e obbligando donne ad avere figli che un giorno verranno utilizzati come soldati.
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