Motore boxer Lancia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il motore boxer Lancia è un propulsore a benzina con 4 cilindri prodotto dalla casa automobilistica torinese Lancia dal 1960 al 1984. Tecnicamente all'avanguardia in quegli anni, era caratterizzato da monoblocco e testata in lega d'alluminio, Valvole disposte a V e il raffreddamento era ad acqua.

La versione originaria è stata sostituita nel 1976 da una nuova unità che ha debuttato con la Lancia Gamma.

La Lancia è stata la prima casa italiana ad utilizzare il motore boxer in un'automobile di serie. Inoltre è stato utilizzato anche nelle competizioni dalla Squadra Corse HF.

Storia e Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Prima generazione[modifica | modifica wikitesto]

Il boxer Lancia ha avuto origine dal progetto dell'ingegnere Antonio Fessia per l'innovativa Lancia Flavia che fu anche la prima auto italiana di serie a trazione anteriore e ad avere 4 freni a disco di serie.[1]

Motore Boxer a 4 cilindri contrapposti di una Lancia Flavia

Venne creato un compatto motore 4 cilindri boxer in alluminio a 2 alberi al basamento, inizialmente di 1.500 cc (90 CV DIN per la versione Coupé) e poi 1.800 cc diventando il primo boxer in assoluto ad utilizzare l'iniezione meccanica. La versione da 2.000 cc raggiungeva 142 CV SAE nella versione utilizzata sulla Lancia 2.000 HF coupé del 1971 che adottava l'iniezione elettronica Bosch per la prima volta su un motore boxer.

Negli anni la Lancia utilizzò il boxer anche nelle competizioni, dove con la Flavia Coupé HF vinse svariati rally e gare su pista nel corso degli anni sessanta; la particolare disposizione a sbalzo del motore su un telaio ausiliario, che ne ribassava ulteriormente il baricentro tipico dei motori boxer, dava all'auto una particolare tenuta di strada in tutte le condizioni rispetto alle concorrenti dell'epoca. L'auto fu il modello di punta della neonata Squadra Corse HF guidata da Cesare Fiorio, finché non fu sostituita dalla più agile e vittoriosa Lancia Fulvia Coupé.

Seconda generazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diversi anni, i modelli Flaminia, ancora bellissimi, incominciavano a mostrare i primi segni dell'età e infatti la vendita di questi modelli dotati di motori poco parsimoniosi a 6 cilindri da 2,8 litri dopo il 1965 si appannò fortemente. Lancia riuscì a tenerli in listino fino al 1969 e cercò nel frattempo di rimediare alla lacuna aumentando progressivamente la cilindrata delle Flavia dagli iniziali litri 1,5 fino, a fine decennio, ai 2 litri.

Lancia dovette quindi pensare ad un nuovo progetto, moderno e di gran classe, tale da potersi reinserire nel novero delle grandi firme. La cilindrata di questo nuovo modello, inizialmente identificato dal codice di progetto Y2, non poteva che essere superiore ai 2 litri ed il progetto del suo propulsore partire da diverse piattaforme:

  • evoluzione del monumentale 6 cilindri a V della Flaminia di De Virgilio;
  • evoluzione del collaudatissimo 4 cilindri boxer della Flavia;
  • utilizzo dei propulsori della nuova proprietà Fiat e di origine Dino Ferrari (come fu fatto nel 1972 per la Stratos).

Dopo alcuni anni di congetture e proposte, nel 1976 per la nuova ammiraglia Gamma l'ufficio progetti optò per la tecnologia boxer, disegnando quindi con l'ingegnere Camuffo un motore completamente nuovo a 4 cilindri superquadro dotato di soluzioni tecnologiche elevatissime e uniche, interamente in pregiata lega d'alluminio, con alberi a camme in testa e valvole inclinate a V.

La cilindrata risultò di 2,5 litri e le caratteristiche ottenute furono inoltre una elevata coppia motrice ai bassi regimi (un po' a scapito della potenza massima), una buona erogazione di potenza e un motore ben bilanciato. Quindi un motore da destinare a grandi berline di rappresentanza o ad eleganti e comodi coupé di gran classe.

La leggerezza di questo motore fu eccezionale se confrontata con i pari cilindrata dell'epoca, tanto che è tuttora con i suoi 160 kg il più leggero 2.500 cc mai realizzato.

Venne realizzata anche una unità con cilindrata di 2.000 cc. Entrambe le unità erano alimentate a carburatore e sviluppavano una potenza di 140 e 120 CV. Nel 1980 viene realizzata la versione 2.500 cc ad iniezione elettronica Bosch L-Jetronic con potenza invariata.

Nel corso degli anni la Lancia provò svariati utilizzi anche in campo sportivo di questo motore tra cui svariati prototipi con teste bialbero a 16 valvole, con utilizzo del turbocompressore e del compressore volumetrico Volumex, con l'idea di metterlo in produzione sulla Lancia Beta Montecarlo, e una versione da competizione che raggiunse oltre 300 CV per la Montecarlo che partecipava al mondiale marche (di cui la Lancia vinse il titolo mondiale nel 1979 ma con un'auto dotata di motore 4 cilindri in linea sovralimentato).

Rimase in produzione con il poco fortunato modello Gamma fino al 1984, poi per ragioni di razionalizzazione dei costi il gruppo Fiat decise di fermare la lunga storia Lancia nei motori boxer dopo oltre 24 anni per dare spazio alla più razionale Thema che utilizzava più convenzionali motori 4 cilindri in linea, 6V di produzione PRV, e Ferrari 8V.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ LA SIGNORA FLAVIA, su Ruoteclassiche. URL consultato il 13 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2017).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]