Francesco De Virgilio

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Francesco De Virgilio (Reggio Calabria, 23 dicembre 1911Torino, 5 agosto 1995) è stato un ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo aver conseguito - nel luglio 1930- il diploma liceale, nel 1931 si immatricola alla facoltà di ingegneria dell'Università di Messina per trasferirsi, due anni dopo, al Politecnico di Torino. Si laurea il 29 ottobre del 1936[1] e frequenta poi il corso di specializzazione in costruzione automobilistica, che completa con successo nell'ottobre del 1937.[1]

Il 1º febbraio 1939, al termine del servizio di militare, viene assunto all'ufficio progettazione Lancia[1]. Conosce Rita Lancia, figlia di Giovanni (il fratello maggiore di "Monsù" Vincenzo, il fondatore della Casa) e la sposa.

Il primo incarico importante che gli viene affidato è lo studio di equilibratura di un motore esacilindrico a V, ricavato da un precedente prototipo "V8".

Tra la fine del 1940 e l'inizio del 1943[2], a causa dei bombardamenti alleati su Torino, l'ufficio progettazione e alcuni reparti Lancia vengono trasferiti a Padova, dove De Virgilio inizia lo studio per l'equilibratura di motori "V6" con angolo tra i cilindri variabile da 40° a 80°. Le sue intuizioni vengono approvate da Giuseppe Vaccarino e da Vittorio Jano che danno il via libera alla realizzazione di alcuni esemplari del nuovo motore V6 di 45º tipo 538, lungamente sperimentato su telaio "Aprilia".

Nei primi anni del dopoguerra è tra i principali autori del motore "B10 primo tipo", un "6V" di 50°, seguito dal "B10 secondo tipo", il "V6" di 60° dal quale derivarono le motorizzazioni per i modelli "Aurelia", "Flaminia" e le loro derivazioni sportive. Dopo il 1955, con l'abbandono delle competizioni ufficiali da parte della Lancia, il passaggio di Jano alla Ferrari e l'arrivo alla direzione tecnica di Antonio Fessia, De Virgilio inizia ad occuparsi di motori diesel per camion e autobus, progettando fra l'altro un motore a 6 cilindri in linea che poteva essere montato , sia verticalmente, sia orizzontalmente)[3], dopodiché torna ai motori a scoppio, dividendosi tra lo sviluppo delle motorizzazioni di serie e l'assistenza tecnica ufficiosa alla Squadra Corse HF Lancia fondata da Cesare Fiorio.

Anche dopo la sua andata in pensione, avvenuta il 30 giugno 1975, De Virgilio continua lungamente a collaborare con Fiorio, sovrintendendo la preparazione dei motori di vetture ufficiali come "Stratos", "131 Abarth Rally" e "Beta Montecarlo Turbo".

L'ultima attività di De Virgilio riguarda però l'Alfa Romeo, dove collabora alla realizzazione di due motori, un 4 cilindri turbo ed un 10 cilindri a V di 72°, che avrebbero dovuto essere montati su vetture monoposto di Formula 1.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Periodico Ruoteclassiche, numero 88 dell'ottobre 1995, pagina 9
  2. ^ Ferruccio Bernabò, "Lancia Aurelia GT", Edizioni della Libreria dell'Automobile, pagina 61
  3. ^ Alfio Manganaro, a pagina 47 del periodico "La Manovella"edito dall'Automotoclub Storico Italiano, numero 1 del gennaio-febbraio 2003
  4. ^ Alfio Manganaro, a pagina 48 del periodico "La Manovella"edito dall'Automotoclub Storico Italiano, numero 1 del gennaio-febbraio 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Venino, Francesco De Virgilio, Ruoteclassiche, ottobre 1995
  • Frederic Miller, Lancia Aurelia, VDM Publishing, Saarbrücken, 2010, ISBN 6130836899, 9786130836894
  • Geoffrey Goldberg, Lancia and De Virgilio: At the Centre, David Bull Publishing, Phoenix, 2014, ISBN 1-935007-25-4, 9781935007258
  • Ferruccio Bernabò, Lancia Aurelia GT, Edizioni della Libreria dell'Automobile, Milano, 1983
  • Alfio Manganaro, articolo sul periodico "La Manovella" numero 1-2003, pagina 47 e seguenti
  • Gaetano Pantano, articolo-intervista sul periodico "Auto d'Epoca" numero 2-1995, pagina 74 e rettifiche sul numero 3-1995, pagina 77)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]