Microscopio confocale

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Microscopio confocale sistemato su un tavolo ottico e racchiuso in un box in plexiglas

Il Microscopio confocale è un microscopio ottico, uno strumento scientifico che si basa su una tecnologia volta ad accrescere sensibilmente la risoluzione spaziale del campione, eliminando gli aloni dovuti alla luce diffusa dai piani fuori fuoco del preparato.[1]

Le basi teoriche dello strumento, in senso lato, vennero poste verso la metà degli anni cinquanta dallo scienziato attivo nel campo dell'intelligenza artificiale, Marvin Lee Minsky[2].
I primi apparati progettati, effettivamente costruiti e diffusi in campo applicativo furono microscopi con tecnologia CSLM, costruiti nel Regno unito all'inizio degli anni novanta ed inizialmente commercializzati dalla ditta Bio-Rad, sulla base di ricerche e prototipazioni condotte al MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge da William Bradshaw Amos[3] negli anni ottanta.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La descrizione del principio di funzionamento del microscopio confocale nel brevetto originale di Minsky.
Immagine al confocale. La tubulina di alcune cellule di endotelio colorata in verde dalla fluoresceina, la actina colorata da Texas red coniugato alla falloidina in rosso, ed il DNA colorato in azzurro dal DAPI
Misura di una stella su una moneta da un euro ottenuta tramite microscopio confocale

Lo strumento opera nel campo convenzionale degli ingrandimenti della normale microscopia ottica, ed è schematicamente costituito da un normale microscopio a trasmissione a cui viene sovrapposto un apparato che si occupa di illuminare e rilevare l'immagine di un campione illuminato con una scansione punto a punto.

Esistono diverse tecniche per ottenere questo risultato: a disco rotante (Nipkow disk), Programmable Array Microscopes (PAM), e laser. Quest'ultimo tipo, il più diffuso e denominato CLSM, acronimo di Confocal Laser Scanning Microscope, è un evoluto microscopio a fluorescenza che permette di focalizzare con estrema precisione un laser sul preparato, aumentando notevolmente la risoluzione e la profondità di campo.

La sua sorgente luminosa è costituita da uno o più laser, generalmente a semiconduttore, per ogni diversa frequenza di eccitazione richiesta. Il meccanismo di direzione del fascio luminoso viene gestito da sistemi computerizzati. Le immagini ottenute, sincronizzando col fascio di eccitazione il dispositivo di rivelazione, sono particolarmente definite e spettacolari, e possono permettere di evidenziare con differenti colori le diverse molecole presenti nel preparato, permettendo di apprezzarne la tridimensionalità (esempio particolarmente apprezzabile in campo biologico, utilizzando tecniche di immunofluorescenza, la fotomicrografia a lato con actina in rosso, tubulina del citoscheletro in verde e DNA del nucleo in blu).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pawley JB (editor), Handbook of Biological Confocal Microscopy, 3rd ed, Berlin, Springer, 2006. ISBN 038725921X.
  2. ^ US patent n° 3013467
  3. ^ White, J.G., 1987. Confocal Scanning Microscope - U.K. Patent Application GB 2 184 321 A (filed 15 Dec 1986).

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