Mespilus germanica

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Nespolo comune
Medlar pomes and leaves.jpg
Nespolo comune (Mespilus germanica)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Maloideae
Genere Mespilus
Specie M. germanica
Nomenclatura binomiale
Mespilus germanica
L., 1753
Nomi comuni

nespolo comune, nespolo germanico

Il nespolo comune (Mespilus germanica) è un albero da frutto, appartente alla famiglia delle Rosaceae e al genere Mespilus; esso viene anche chiamato nespolo germanico o europeo, ed il suo frutto è chiamato "nespola", di colore misto tra grigiastro-verdognolo-marrone. Tuttavia, nel tempo è stato commercialmente rimpiazzato dal nespolo del Giappone, che ha una coltivazione e maturazione più facile e veloce; nonostante sia un genere e una specie botanica diversa, i frutti di quest'ultimo vengono sempre chiamati nespole e, a differenza delle prime, sono di colore giallastro-arancione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine deriva da nespilum e mespilum, a sua volta derivanti dal greco meso (=in mezzo) e dal lingua latina|latino pillum (=palla), a indicare il frutto a forma sferoidale dimezzata[1]. Pare che le sue origini affondino già a secoli avanti Cristo presso le coste del Mar Caspio, in Asia Minore[2], quindi nell'Antica Grecia, per poi diffondersi nell'Europa Centrale, da cui prese il nome latino (=Germanico)[3]. A causa della tarda maturazione autunnale e dei frutti simili, esso veniva anche paragonato, confuso o semplicemente associato alla Sorba domestica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Albero di Nespolo comune (Mespilus germanica)

Il nespolo comune è un albero di piccole dimensioni o un arbusto, fino a 4–5 m in altezza, di larghezza spesso superiore all'altezza, latifoglio e caducifoglio (cioè: perde le foglie in inverno). I fiori, ermafroditi, di colore bianco puro, sono semplici, a cinque petali; la fioritura nel complesso è molto decorativa. Nei soggetti selvatici i giovani rami possono essere spinosi. Le foglie sono lanceolate. La fioritura, che è piuttosto tardiva (nel mese di maggio), avviene dopo l'emissione delle foglie.

I frutti sono piccoli pomi a buccia ruvida e di colore marrone chiaro, spesso coperti da una finissima peluria; sono di piccole dimensioni: 2-2,5 cm di diametro; si raccolgono a novembre, ma non vengono consumati freschi, per quanto detto negli usi. I frutti restano duri e con sapore acido ed astringente fino all'autunno inoltrato; solo una successiva trasformazione enzimatica della polpa, che riduce il contenuto di tannino dopo la raccolta, ne rende possibile il consumo.

Il nespolo comune è un albero longevo e può diventre pluricentenario, ma ha una crescita lenta.[4]

È pianta molto visitata dalle api.[5]

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta molto resistente al freddo, inoltre la fioritura tardiva è successiva alle ultime brinate. Esistono tuttavia cultivar selezionate con frutti leggermente migliorati per dimensioni e caratteristiche organolettiche. Il nespolo comune è un albero rustico e che resiste a diversi parassiti.

Diffusione e frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il nespolo comune si diffuse soprattutto nell'Europa meridionale fino alla Germani) e nell'Asia Minore, secondo alcuni anzi sarebbe originario di quest'ultima.

In Italia, grazie al clima favorevole e alla lunga maturazione dei frutti, la pianta si diffuse maggiormente nell'Italia settentrionale, ma anche in alcune zone dell'Italia centrale e meridionale.
Il suo frutto viene chiamato nespola comune, germanica o europea, che tuttavia oggi è di più rara commercializzazione. Essa infatti ha l'aspetto di un piccolo pomo tondeggiante ma, a differenza della nespola giapponese, che si trova oggi diffusa di color giallognolo-arancione, la nespola europea appare invece di un colore grigio-verdastro-marrone. La polpa del frutto ha un gusto dolce, tuttavia leggermente acidulo dovuto alla presenza di acido formico e acetico[6], e di solito viene mangiato togliendo il picciolo e risucchiando la polpa e trattenendo i semi al suo interno.
Nelle varie regioni italiane il frutto viene dialettamente chiamato similmente al nome italiano, come ad esempio gnespul in friulano, venèspula in lombardo, nespolar in Lingua veneta, tranne alcune eccezioni, come pomai, pomatai in solandro, o neflier, nephie in valdostano[7].

Tradizioni in Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

In Piemonte, la nespola germanica si diffuse maggiormente attraverso alcune tradizioni popolari, ribattezzandola con il termine pocio (da leggersi "puciu", in piemontese), un frutto anche qui molto comune almeno fino al XX secolo, poi via via rimpiazzato dalla attuale nespola giapponese. Tuttavia, i pocio vengono ancor oggi coltivati, per tradizione, in alcune zone, soprattutto nel Basso Piemonte, in particolare in provincia di Cuneo e nelle Langhe meridionali, quasi ai confini con la Liguria, anche attraverso delle esposizioni e delle fiere dedicate[8]. Le più famose sono a Farigliano, dove tra novembre e dicembre si svolge una festa dedicata alla frazione di San Nicolao abbinata alla "Fiera dei Puciu"[9], e a Trinità, dove l'ultima domenica di novembre si svolge la “fera dij pocio e dij bigat”[10], riproposta, dopo un periodo di interruzione durato 50 anni, nel 2000; qui viene associato il pocio all' antica coltivazione del baco da seta (bigat,in piemontese). Ogni anno inoltre, la seconda domenica di novembre, si tiene a Virle Piemonte una fiera dedicata alla zucca e al nespolo[11]. Sempre in queste zone vengono tradizionalmente preparate delle grappe tipiche, ma anche dolci farciti di marmellata ai "pocio". Con la trasformazione si ottengono: marmellate, gelatine, salse e varie preparazioni culinarie.
I frutti, dopo la maturazione, arrivano ad avere una concentrazione di zuccheri di almeno il 20%. Questo frutti quindi, non possono essere consumati alla raccolta, che si ha verso fine ottobre, ma vanno lasciati "ammezzire" in un ambiente asciutto e ventilato (appunto sotto la paglia), cioè rammollire e virare di colore dal marrone chiaro al marrone scuro. La trasformazione enzimatica trasforma quindi la polpa, cancellando il forte sapore acido ed astringente, rendendole commestibili e zuccherini, questo nonostante la robusta buccia ed i numerosi e duri semi rendano problematico il consumo. Questo processo in cui i tannini si trasformano in zuccheri riducendo l'acidità e aumentando la dolcezza della polpa, come avviene nel sorbus domestica.
La lunga maturazione a riposo nella paglia, fin oltre il periodo natalizio, associata alla graduale e crescente dolcezza del frutto, portò a coniare il proverbio italiano "Con il tempo e con la paglia maturano le nespole" (ovvero ci vuole pazienza ed occorre aspettare per vedere i risultati). Fu inoltre diffuso l'antico detto piemontese stago da pocio ("sto come un puciu"), ad indicare uno stato di pace, riposo e tranquillo tepore domestico[12]. Sempre Metaforicamente, il termine dialettale piemontese pocio o pocionin indicava la forma del "piccolo pomo" di capelli lunghi delle giovani ragazze che si veniva a formare raccogliendoli dietro e fermandoli con un fermacapelli, e sempre metaforicamente, il soprannome della ragazza stessa.

Nota su Mespilus canescens[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, furono scoperte alcune piante attribuibili al genere Mespilus nell'Arkansas, in Nordamerica. Per queste piante (circa 25 esemplari in tutto, ristretti a un unico bosco) è stata descritta una specie nuova, Mespilus canescens. Mespilus canescens risulta una specie a fortissimo rischio di estinzione, dato il suo ristrettissimo areale e le scarse capacità riproduttive manifestate in questi anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.agraria.org/coltivazioniarboree/nespolocomune.htm

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