Lucia Morselli

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Lucia Morselli (Modena, 9 luglio 1956[1]) è una dirigente d'azienda italiana, attuale amministratore delegato di ArcelorMittal Italia S.p.A.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi diplomata nel 1975 con il massimo dei voti, Lucia Morselli ha frequentato la facoltà di matematica dell'Università di Pisa, laureandosi nel 1979, anche in questo caso con il massimo dei voti e la lode.[Nota 1][2] Dopo la laurea si trasferisce all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dove, nel 1981, consegue il dottorato di ricerca in fisica matematica.[1][3] Terminata la carriera universitaria, Lucia Morselli prosegue la sua istruzione conseguendo un master in business administration (MBA) presso l’Università degli Studi di Torino nel 1982[1][3] e, dopo molti anni di lavoro e con una carriera ormai avviata, un master in European Public Administration presso l'Università commerciale Luigi Bocconi nel 1998.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito il sopraccitato MBA, nel 1982 Morselli iniziò la sua carriera in Olivetti S.p.A come assistente del direttore finanziario. Terminata l'esperienza in Olivetti nel 1985, passerà prima ad Accenture, nel periodo 1985-1990, e poi a Finmeccanica, dove ricoprirà il ruolo di direttore finanziario nel dipartimento Aircraft Division fino al 1995. Proprio in quest'ultimo anno ottiene il suo primo incarico da amministratore delegato, con la nomina a CEO del gruppo Telepiù, carica che manterrà fino al 1998 per poi passare alla concorrenza, ossia a Stream S.p.A. Per citare alcune delle sue azioni che la resero nota al grande pubblico, fu lei che, a Stream, concordò con Mediaset la diretta ventiquattr'ore su ventiquattro del Grande Fratello, e fu sempre lei che, nel 2001, portò agli abbonati Stream, anticipando di gran lunga i tempi, il servizio di home banking, il primo legato alla televisione digitale interattiva, tramite TV Banking.[4] Sarà poi sempre lei, nel 2003, a guidare la fusione di Telepiù e Stream, che di fatto fu un'acquisizione di Telepiù da parte della News Corporation di Rupert Murdoch, già proprietaria di Stream, con la creazione della piattaforma Sky Italia.

Dopo aver lasciato il ramo televisivo, Morselli passerà da un incarico di amministratore delegato all'altro (tra cui Tecnosistemi S.p.A, Bioera S.p.A e altri) per poi approdare all'industria pesante nel 2013, quando viene nominata CEO di Berco S.p.A, azienda italiana facente parte del gruppo siderurgico tedesco ThyssenKrupp AG, che la chiama per rimettere a posto i conti. La dirigente modenese balzerà agli onori delle cronache in particolare nel luglio 2014, con la nomina ad amministratore delegato di Acciaierie di Terni S.p.A, un'altra azienda facente parte del gruppo Thyssen, all'epoca in un periodo estremamente difficile.[5] Contro il suo piano di tagli, che doveva inizialmente riguardare 400 persone, scese poi a 290 e incentivate, e il progetto di chiudere uno dei due forni a caldo delle acciaierie, scesero in piazza a Terni oltre trentamila persone, con lavoratori provenienti da tutta Italia a sostegno degli operai ternani, i quali organizzarono uno sciopero di 36 giorni, il più lungo nella storia della fabbrica dal dopoguerra. Dopo diversi incontri presso il ministero dello sviluppo economico e il Senato[6] e diverse manifestazioni, dal clima decisamente teso, sia a Roma che a Terni, l'accordo per le acciaierie fu infine trovato.[7] Sullo sciopero in questione venne fatto addirittura un film e leggenda vuole che, nascosta tra il pubblico presente alla prima proiezione del film, vi fosse anche Lucia Morselli. Con la nomea di "tagliatrice di teste",[8] guadagnata dopo l'esperienza alla Berco (per risanare la quale licenzia 438 persone su circa 2 500, vicenda su cui un operaio dell'azienda scrive un libro di cui la Morselli comprerà poi i diritti d'autore[9]) e le vicende di Terni, ma anche di dirigente abile e di polso, seppur con un nutrito numero di detrattori,[10] il 31 marzo 2016 la Morselli lasciò le Acciaierie di Terni, con il 2016 che sarà il primo anno concluso in utile dall'azienda dopo otto anni, lasciando di fatto un'azienda in buona salute - meno le aziende dell'indotto - ma, soprattutto, quasi del tutto svincolata dal potere locale, dopo aver scardinato tutti gli appalti che erano in odore di legame con la politica.[11]

Nel 2016 viene quindi messa a capo della cordata AcciaItalia, formata dal gruppo siderurgico indiano Jindal, da Cassa Depositi e Prestiti, dal gruppo siderurgico italiano Arvedi e dal gruppo Luxottica (della cui capogruppo, EssilorLuxottica S.A., è anche consigliere di amministrazione[12]), per cercare di vincere la gara indetta dallo Stato italiano per la riassegnazione del gruppo Ilva.[13] Tale gara fu però vinta dalla cordata Am Investco, formata dai gruppi ArcelorMittal e Marcegaglia e dall'istituto bancario Intesa Sanpaolo, che fu appunto scelta per avviare le trattative di acquisizione e che, nel novembre 2018, divenne ufficialmente proprietaria del gruppo, che prese poi il nome di ArcelorMittal Italia.[14]

Quando, sul finire del 2019, la situazione per ArcelorMittal Italia inizia a farsi difficile, soprattutto in relazione alle vicende dello stabilimento di Taranto, e quando si profila uno scontro con il governo italiano che, a detta di Arcelor Mittal, sarebbe venuto meno a quanto concordato circa la protezione legale dei dirigenti aziendali per quanto riguarda le misure da intraprendere nel corso della bonifica ambientale del sito tarantino, il cosiddetto "scudo legale",[15] l'azienda chiama al suo comando proprio Lucia Morselli, ossia colei che era a stata a capo del suo maggior concorrente in fase di gara e che proprio in tale fase non aveva lesinato critiche nei suoi confronti.[16][17] Nemmeno un mese dopo aver assunto l'incarico, Morselli[18] comunica la decisione dell'azienda di rinunciare alla produzione di acciaio in Italia, con lo spegnimento degli altiforni tarantini, e di effettuare di fatto una cessione di ramo d'azienda, rescindendo il contratto di affitto, preliminare all'acquisto, del gruppo Ilva stipulato con il governo italiano.[19] Tale annuncio, vista anche la perdita di migliaia di posti di lavoro che comporterebbe tale chiusura, dà inizio a una lunga battaglia tra azienda, sindacati e governo, con il lancio di vicendevoli accuse e richieste di indennizzi.[20]

Oltre all'incarico in ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, che nel 2003 è stata anche fondatrice della società di consulenza Franco Tatò & Partner, è parte del consiglio di amministrazione di diverse altre aziende, tra cui Snam S.p.A, Sisal S.p.A., Ital Brokers S.p.A, TIM S.p.A, oltre alla già citata EssilorLuxottica, ed è membro del Forum economico mondiale.[2][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Alcune fonti giornalistiche riportano che si sia laureata in matematica con il massimo dei voti e la lode presso la Scuola Normale Superiore di Pisa; tuttavia, l'informazione è stata smentita dalla Scuola (cfr. Precisazione a proposito di Lucia Morselli, su normalenews.sns.it, 25 novembre 2019.
    «Da una ricerca di archivio non risulta però che la dott.ssa Morselli sia mai stata allieva della Scuola Normale Superiore di Pisa.
    ).
Fonti
  1. ^ a b c Curriculum Dott.ssa Morselli (PDF), Bioera. URL consultato il 20 novembre 2019 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2015).
  2. ^ a b c Lucia Morselli[collegamento interrotto], Telecom Italia. URL consultato il 19 novembre 2019.
  3. ^ a b ArcelorMittal chiama Lucia Morselli per tamponare la crisi dell’ex-Ilva, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 21 novembre 2019.
  4. ^ Primo servizio di home-banking in Italia legato alla televisione digitale interattiva, Marinsalta.net, 6 marzo 2002. URL consultato il 18 novembre 2019.
  5. ^ Pucci se ne va dall'Ast, il nuovo ad è Lucia Morselli, in Corriere dell'Umbria, 3 luglio 2014. URL consultato il 19 novembre 2019.
  6. ^ Vanna Ugolini, Terni, audizione dell'ad Morselli in Senato il 18 febbraio, in Il Messaggero, 13 febbraio 2015. URL consultato il 20 novembre 2019.
  7. ^ F. Q., Ast di Terni, raggiunto l’accordo. Piano di rilancio in 4 anni, 290 esuberi volontari, in Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2014. URL consultato il 20 novembre 2019.
  8. ^ Vanna Ugolini, Lucia Morselli, una tagliatrice di teste consulente alle acciaierie di Terni, in Il Messaggero, 2 aprile 2014. URL consultato il 20 novembre 2019.
  9. ^ Marco Zavagli, Berco, operaio fa libro su scioperi. Manager che licenziò compra i diritti per un film, in Il Fatto Quotidiano, 21 luglio 2014. URL consultato il 18 novembre 2019.
  10. ^ Terni, premio a Lucia Morselli finisce in consiglio comunale, Tuttoggi, 31 maggio 2016. URL consultato il 20 novembre 2019.
  11. ^ Vanna Ugolini, Dalla Normale ad Arcelor Mittal, chi è Lucia Morselli la supermanager dell'acciaio, in Il Messaggero, 16 ottobre 2019. URL consultato il 20 novembre 2019.
  12. ^ a b Lucia Morselli - Amministratore indipendente, EssilorLuxottica. URL consultato il 20 novembre 2019.
  13. ^ Tutti gli uomini di Arvedi (ed Cdp), in Taranto Buonasera, 1º luglio 2016. URL consultato il 20 novembre 2019.
  14. ^ Domenico Palmiotti, All'Ilva hanno rimosso le insegne: fine di un'era. Ecco come sarà la nuova ArcelorMittal, AGI, 7 novembre 2018. URL consultato l'8 novembre 2019.
  15. ^ Andrea Soglio, Chi ha tolto lo scudo legale ad ArcelorMittal sull'ex Ilva, in Panorama, 5 novembre 2019. URL consultato il 20 novembre 2019.
  16. ^ Andrea Tundo, Ex Ilva, quando l’ad di ArcelorMittal criticava ArcelorMittal: “Taranto per loro è solo una filiale dell’impero. Quanti dubbi sulla gara”, in Il Fatto Quotidiano, 8 novembre 2019. URL consultato il 22 novembre 2019.
  17. ^ ArcelorMittal: Lucia Morselli nuovo Ad, ANSA, 15 ottobre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  18. ^ Arcelor Mittal abbandona Taranto. Il 15 gennaio chiuderà tutto, in Il Tempo, 14 novembre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  19. ^ ArcelorMittal deposita in tribunale l'atto per il recesso dal contratto, Rai News, 12 novembre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.
  20. ^ Ex Ilva, ricorso dei commissari contro ArcelorMittal. La procura di Milano apre un'inchiesta contro ignoti, in La Repubblica, 15 novembre 2019. URL consultato il 19 novembre 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]