Loris Baldi

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Loris Baldi
Loris Baldi.jpg
26 dicembre 1919 – 6 ottobre 2015
Nato aQuarrata
Morto aQuarrata
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Forza armataRegia Aeronautica
Aeronautica Nazionale Repubblicana
SpecialitàCaccia
GradoSergente maggiore
ComandantiUgo Drago
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna italiana di Grecia
Decorazionivedi qui
dati tratti da Loris Baldi: l'asso che volava con "Silva"[1]
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Loris Baldi (Quarrata, 26 dicembre 1919Quarrata, 6 ottobre 2015) è stato un aviatore e militare italiano, che come sottufficiale pilota della Regia Aeronautica assegnato alla specialità caccia, partecipò alla seconda guerra mondiale dove divenne un asso dell'aviazione con 5 vittorie riconosciute, due con la Regia e tre con l'Aeronautica Nazionale Repubblicana. Al termine del conflitto risultava decorato con una Medaglia d'argento al valor militare della Repubblica Sociale Italiana e con la Croce di Ferro di II classe tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Quarrata, in provincia di Pistoia, all'interno di una famiglia di commercianti, il 26 dicembre 1919.[1] Al termine degli studi superiori iniziò a studiare economia e commercio, e si arruolò nella Regia Aeronautica dopo l'entrata in guerra dell'Italia, avvenuta il 10 giugno 1940.[1] Completato l'addestramento iniziale sul campo d'aviazione di Pontecagnano (Salerno) volando a bordo dei biplani Breda Ba.25 e IMAM Ro.41 Maggiolino, effettuò quello per l'assegnazione alla specialità caccia volando sui Fiat C.R.32 e Fiat C.R.42 Falco. Nel tardo corso del 1941, completato l'addestramento come pilota militare, fu assegnato alla 396ª Squadriglia del 154º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, costituita sull'aeroporto di Crotone il 10 ottobre 1940, e posta a difesa della base navale di Taranto.[2] In quel periodo il 154º Gruppo, con una dotazione mista di Fiat C.R.42 Falco e G.50 Freccia[1] effettuò anche numesose missioni di scorta ai convogli di rifornimenti e di pattugliamento[2] antisommergibile.[1] Nel maggio del 1942 la squadriglia[N 1] e il 154º Gruppo furono riposizionati[1] sull'aeroporto di Rodi-Gadurrà,[3] nelle isole dell'Egeo.[2] In quel periodo il gruppo aveva in dotazione anche i caccia monoplani Aermacchi C.200 Saetta.[2] L'unità fu impiegata in missioni di scorta ai convogli navali diretti in Africa settentrionale italiana, in missioni di ricognizione armata, di scorta agli aerosiluranti e in operazioni antisommergibile.[1]

A partire dal febbraio 1943[4] arrivarono i primi velivoli Aermacchi C.202 Folgore[5] e la squadriglia rischierata sull'aeroporto di Antimachia, isola di Kos. L'armistizio dell'8 settembre 1943 trovò la 396ª Squadriglia schierata ancora a Kos, dove si sciolse.[5] All'epoca egli invece si trovava in licenza matrimoniale[3] a Quarrata, e dopo aver riflettuto decise di aderire alla neocostituita Aeronautica Nazionale Repubblicana[3] allora in fase di formazione sugli aeroporti del nord Italia. Dopo aver inizialmente volato sui Fiat G.55 Centauro, tra il maggio e il giugno 1944 effettuò in Germania la conversione operativa al caccia Messerschmitt Bf 109G "Gustav".[4] Nell'agosto dello stesso anno entrò in servizio presso la 4ª Squadriglia[3] del 2º Gruppo caccia "Gigi Tre Osei"[1] basato sull'aeroporto di Aviano. Il 2 aprile 1945[3] mentre combatteva contro una formazione di bombardieri nemici e la loro scorta,[4] il suo Messeschmitt Bf. 109 G-10/AS 11 Nero "Silva",[N 2] fu colpito e abbattuto tra Villafranca e Pozzolo sul Mincio da un Republic P-47 Thunderbolt[4] del 347th Fighter Group dell'USAAF. Sebbene ferito ad una gamba si lanciò con il paracadute,[4] scoprendo una volta atterrato che il paracadute era rimasto danneggiato prima di effettuare il salto. Durante i durissimi combattimenti di quel giorno l'A.N.R. perse 14 Bf 109 mentre sei piloti rimasero uccisi o gravemente feriti, contro l'abbattimento di sei bombardieri North American B-25 Mitchell e tre caccia P-47 Thunderbolt. Dopo la resa del 25 aprile egli risultava un asso dell'aviazione con 5 abbattimenti[4] al suo attivo,[6] decorato con Medaglia d'argento al valor militare e con la Croce di ferro di II classe tedesca.

Dopo la fine della guerra lasciò definitivamente[4] il mondo dell'aviazione dedicandosi al suo studio di geometra.[3] Più tardi lavorò per una multinazionale impegnata nell'estrazione dell'onice, viaggiando in Russia, Africa e Mongolia.[3] Si spense a Quarrata il 6 ottobre 2015.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare (Repubblica Sociale Italiana) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (Repubblica Sociale Italiana)

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di II classe (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe (Germania)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dopo essere stata integrata da piloti provenienti dalle Squadriglie 361ª e 395ª.
  2. ^ Fidanzato con una ragazza di nome Silvana, che poi divenne sua moglie, Baldi, per renderle omaggio, aveva voluto dipingere il diminutivo del suo nome "Silva" dietro l'abitacolo del suo aereo.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Bisleri 2018, p. 36.
  2. ^ a b c d Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 270.
  3. ^ a b c d e f g Giacomo Bini, Loris Baldi-aviatore, in NoidiQua, Quarrata, dicembre 2014.
  4. ^ a b c d e f g Bisleri 2018, p. 38.
  5. ^ a b Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica 1977, p. 271.
  6. ^ Apostolo, Massimello 2000, p. 87.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Giorgio Apostolo, Giovanni Massimello, Italian Aces of World War 2, Botley, Osprey Publishing, 2000, ISBN 1-84176-078-1.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 88-425-3237-1.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
  • Marco Petrelli, A difendere il cieli d'Italia, Massa, Eclettica Edizione, coll. Ciclostile, 2014.

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Addio a Loris Baldi, asso dell'aviazione nella Seconda guerra mondiale, in Il Tirreno, 8 ottobre 2015.
  • Giacomo Bini, Loris Baldi-aviatore, in NoidiQua, Quarranta, dicembre 2014.
  • Alberto Bisleri, Loris Baldi: l'asso che volava con "Silva", in Aerei nella Storia, nº 119, Parma, West-Ward, aprile-maggio 2018, pp. 36-38.
  • Giancarlo Garello, L'Aeronautica Nazionale Repubblicana Parte.1, in Storia Militare Dossier, nº 20, Parma, Ermanno Albertelli Editore, luglio-agosto 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]