Aeroporto di Gadurrà

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Aeroporto di Gadurrà
Fabbricato e torre Gadurrà.jpg
Fabbricato e torre di Gadurrà.
Codice IATAnessuno
Codice ICAOnessuno
Nome commercialeCodifica militare 806
Descrizione
Tipomilitare
GestoreRegia Aeronautica
StatoGrecia Grecia
PeriferiaEgeo Meridionale
Posizionecosta orientale dell'isola di Rodi
Coordinate36°08′37″N 28°04′00″E / 36.143611°N 28.066667°E36.143611; 28.066667Coordinate: 36°08′37″N 28°04′00″E / 36.143611°N 28.066667°E36.143611; 28.066667
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Grecia
Aeroporto di Gadurrà
Aeroporto di Gadurrà
Piste
Orientamento (QFU)LunghezzaSuperficie
15/331.700 x 60 mmacadam

L'aeroporto di Gadurrà (dal nome del vicino fiume, in inglese: Kalathos Airfield, dal nome del paese vicino) fu un aeroporto militare costruito verso la fine degli anni trenta, durante l'occupazione Italiana del Dodecaneso. Si trova sulla costa orientale dell'isola di Rodi, 1 km a nord dalla località di Càlato (Kalathos) e a 8 km a nord dal paese di Lindo (Lindos).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La 281ª squadriglia nella base di Gadurrà nel giugno 1941

L'aeroporto di Gadurrà fu costruito nella valle dell'omonimo fiume, a poche centinaia di metri dalla foce sul mar di Levante ed aveva la codifica militare 806. Fu il secondo aeroporto ad essere costruito sull'isola e consisteva in una pista d'atterraggio in macadam lunga 1 700 m e larga 60 m ed un accampamento temporaneo per il personale. Dipendeva dal Comando Aeronautica dell'Egeo di Rodi basato all'aeroporto di Marizza. Al 25 settembre 1940 risultavano schierati sull'aeroporto di Gadurrà il 92º Gruppo BT (bombardamento terrestre), con la 200ª e 201ª Squadriglia e il 34º Gruppo BT, con la 67ª e 68ª Squadriglia.[1] Altre squadriglie si aggiunsero col tempo, ed alcune vennero dotate della versione silurante, sulla quale operarono assi come Carlo Faggioni, Carlo Emanuele Buscaglia, Giuseppe Cimicchi, Giulio Cesare Graziani ed altri. Queste furono la 279ª, trasferita da Catania a Gadurrà ad aprile 1941,[2] la 205ª Squadriglia del 41º Gruppo (i famosi Sorci Verdi), arrivata nel febbraio 1942, la 278ª e 279ª Aerosiluranti, la 281ª Squadriglia (Quattro Gatti), la 253ª squadriglia ed il 104º Gruppo Aerosiluranti.[3] Queste unità effettuarono diverse sortite contro i convogli inglesi, affondando alcuni mercantili, ed in alcuni casi anche dei bombardamenti contro la costa della Palestina britannica (la 205ª Squadriglia) motivo per cui subì svariati attacchi e tentativi di sabotaggio da parte di incursori britannici.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La pista nell'aprile 2012.

La pista è facilmente individuabile sia dalle immagini satellitari che a terra. Con orientamento 15/33 la testata meridionale della pista termina sulla spiaggia della baia di Vliha-Reni mentre una piccola porzione della testata settentrionale è stata coperta dal terrapieno della strada statale EO95. L'area è parzialmente ricoperta da arbusti e vegetazione anche se buona parte della pista è ancora percorribile in auto. La pavimentazione in macadam ancora presente versa in pessimo stato di conservazione come la piccola torre di controllo e la vecchia chiesetta costruita dai soldati italiani. Negli anni a seguire l'area venne usata occasionalmente dall'aeronautica militare greca per manovre addestrative con gli elicotteri basati a Marizza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]