Laggiù nella giungla

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Laggiù nella giungla
Laggiù nella giungla (film).JPG
Una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1986
Durata109 min
Genereavventura
RegiaStefano Reali
SceneggiaturaNicola Badalucco
Luca D'Ascanio
Elena Dreoni
Pino Quartullo
Stefano Reali
ProduttoreIstituto Luce, Italnoleggio Cinematografico RAI Karol Film
Distribuzione (Italia)Italnoleggio Cinematografico
FotografiaSilvano Ippoliti
MontaggioAngelo Curi
MusicheCarlo Savina
ScenografiaGiovanni Agostinucci
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Laggiù nella giungla è un film del 1988, diretto da Stefano Reali, con Tony Vogel, Anna Galiena, Andréa Ferréol e Robert Powell.

La pellicola, che vuole essere un omaggio ai grandi colossal hollywoodiani, racconta in chiave fantastica l'avventura di nove viaggiatori che, pur essendosi persi in Abruzzo, si trovano catapultati nella giungla amazzonica, piena di insidie e pericoli inaspettati.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una foratura blocca una corriera sull'autostrada Roma-L'Aquila proprio su un viadotto: al momento di ripartire, ben nove persone mancano all'appello. L'automezzo, dopo varie proteste da parte degli altri passeggeri, riparte.

Questi nove, che si trovano sulle rive scoscese di un fiume impetuoso sotto il viadotto, nel tentativo di risalire sulla strada e chiedere soccorso si smarriscono stranamente in una foresta tropicale. Alla sorpresa e allo sgomento, si uniscono fame, rischi e paura: ci sono serpenti e ghepardi. Bisogna camminare e dormire tra insidie di ogni sorta. Il gruppo poi riesce a rifocillarsi in una capanna, visibilmente abbandonata da qualcuno molto tempo prima.

Il geografo Kruger, insieme a Farrow, decidono comunque di avanzare, mentre la Emma viene addirittura rapita da un indigeno, corpacciuto e afflitto da un ascesso dentario allo scopo di essere curato: questo indigeno balbetta alcune parole: "polvere gialla". Poiché l'indigeno pare sia stato l'aiutante di un esploratore bianco, è facile pensare all'oro: una piantina sommaria della regione, probabilmente tracciata da costui, oltre che il ritrovamento di alcuni setacci, inducono ad ipotizzare l'esistenza di un giacimento. Alla ricerca del materiale prezioso, il gruppo arriva ad una caverna, contrassegnata sulla mappa da una crocetta, ma non trova che un sacco di polline, il quale, tra l'altro, rivela subito una straordinaria efficacia per ferite e malanni.

Fabbricata una zattera rudimentale e imbarcato il sacco, il gruppo si lancia in acque turbinose, per ricomparire infine sano e salvo sul viadotto, dove una troupe della TV sta intrattenendo i telespettatori sui luoghi della incredibile scomparsa, a fronte della quale ogni ricerca è risultata vana.

Poi arriva la stessa corriera, l'autista si toglie barba e baffi posticci e Kruger riconosce in lui il suo antico maestro, lo scienziato esploratore della giungla. Il polline era stata la prova che le sue intenzioni erano giuste, ma il sacco, che a tutti appariva come una strepitosa e lucrosa promessa, ora non contiene che cenere. Era il polline che creava ricchezza vegetale e vitalità in ogni cosa, oltre che effetti prodigiosi, ma solo nei luoghi in cui un mirabile equilibrio naturale poteva così essere instaurato e conservato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

«[...] il film che avevo in mente io sarebbe costato dieci volte di più, se fosse stato realizzato come era scritto. La realizzazione “a basso costo” ha nuociuto molto, all’idea.»

(Stefano Reali)

Per sua natura, un film d'avventura ambientato in mezzo alla foresta ha costi di produzione notevoli. Dato che però si trattava dell'opera prima del regista, gli venne affidato un budget limitato. Gli sceneggiatori si trovarono quindi a dover apportare cambiamenti alla sceneggiatura, che non furono mai del tutto graditi al regista.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

1988David di Donatello

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La pellicola vuole essere un omaggio ai film di genere, con continue citazioni ai colossal e ai B-movie d'avventura della Hollywood degli anni '50, condito da una abbondante dose di ironia. Un esempio ne sono i titoli di testa, che scorrono sulle pagine di un libro, chiaro omaggio ai colossal di Zoltán Korda, in un'atmosfera che stona alquanto con ciò che lo segue immediatamente, impiegati sul pullman in gita aziendale.
  • Quando i nove passeggeri del pullman cadono dal viadotto e si ritrovano sulla riva del torrente, si rendono immediatamente conto che le loro voci, così come la propria personalità sono cambiate: ciascuno di loro va ad incarnare un ruolo stereotipato dei film di avventura. Leader del gruppo diventa un allenatore che ha sulla coscienza la morte di un atleta cardiopatico che voleva a tutti i costi gareggiare, che si avvale dei consigli dello studioso miope, imbranato con le donne. Fanno poi parte del gruppo un’anziana donna che da adolescente rimase incinta e abbandonò il bambino, il giovane che, pur ferito, tace pur di non ostacolare il gruppo, la femme fatale, un giovane muto, il pericoloso evaso, l’uomo e la donna qualsiasi, che finiranno per provare qualcosa l'uno per l'altro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IN VIAGGIO CON VAN JOHNSON 'LAGGIU' NELLA GIUNGLA'... - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 24 febbraio 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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