La porta dell'infinito

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La porta dell'infinito
Titolo originale Gateway
Autore Frederik Pohl
1ª ed. originale 1977
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Serie ciclo degli Heechee
Seguito da Oltre l'orizzonte azzurro

La porta dell'infinito (Gateway) è un romanzo di fantascienza del 1977 di Frederik Pohl, che ha vinto tutti i principali premi riservati a questo genere letterario: il Premio Hugo, il Premio Nebula, il Premio Campbell e il Premio Locus. È il primo libro del ciclo degli Heechee.

La vicenda viene narrata in prima persona dal protagonista, Robinette Broadhead, alternando capitoli di dialogo con il suo programma di psicoanalisi (Sigfrid) a capitoli in cui viene ripercorsa la storia principale. I due temi convergono nell'epilogo. Un terzo elemento narrativo è costituito da sidebars (in forma di poesie, annunci pubblicitari, lettere all'editore, rapporti), che l'autore ha inserito nel romanzo per arricchire l'ambientazione e riflettere differenti prospettive rispetto a quella del protagonista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Gateway (che è anche il titolo in inglese del romanzo) è un asteroide cavo, costruito come spazioporto dagli Heechee, una razza aliena da lungo tempo scomparsa, scoperto per caso da un esploratore su Venere, che armeggiando coi comandi di una nave attiva il meccanismo automatico di ritorno alla base. Incapace di ritornare su Venere, l'esploratore riesce comunque a comunicare la posizione di Gateway.

Quando giungono i soccorritori, scoprono che l'asteroide contiene un tesoro: un migliaio di piccole astronavi abbandonate. Molte funzionano ancora, ma usarle è pericoloso: nessuno ne capisce la tecnologia e non possono essere sottoposte a ingegneria inversa per scoprirne il funzionamento. I controlli per selezionare una destinazione sono identificati per tentativi, ma nessuno sa dove una nuova impostazione porterà i passeggeri o quanto durerà il viaggio. Una volta definita, la destinazione non può essere cambiata durante il volo senza fatali conseguenze. La maggioranza delle navi porta a luoghi inutili, altre alla morte, ma alcune conducono ad artefatti Heechee, pianeti abitabili o altri luoghi che possono arricchire i fortunati “cercatori”. Le navi, impostate per tornare automaticamente su Gateway, hanno tre dimensioni standard: Uno, Tre e Cinque (corrispondenti al numero di passeggeri) e alcune sono corazzate. Dopo aver aggiunto l'equipaggiamento essenziale, inclusa una scorta di provviste, una, tre o cinque persone possono salire a bordo. Ogni nave ha un modulo di atterraggio, per visitare un eventuale pianeta.

Il protagonista, Robinette (Bob) Broadhead, è un minatore che ha vinto a una lotteria; il premio non è sufficiente a vivere di rendita, ma basta per abbandonare la Terra ormai sovraffollata con un biglietto di sola andata per Gateway. Una volta arrivato, pospone il più possibile la sua missione, finché i soldi cominciano a scarseggiare. Terrorizzato, compie tre viaggi. Il primo è inutile. Il parziale successo del secondo è compensato negativamente dal fatto che distrugge la nave. Al terzo viaggio, la società che gestisce Gateway vuole tentare qualcosa di nuovo: inviare due navi da cinque, una leggermente dietro all'altra, alla stessa destinazione. Bob decide di partecipare, insieme a Gelle-Klara Moynlin, una donna che ha conosciuto a Gateway e di cui è innamorato. A fine viaggio, scoprono con orrore di essere giunti in prossimità dell'orizzonte degli eventi di un buco nero, senza energia per fuggire dalla sua morsa gravitazionale.

Con un piano disperato, collegando le due navi e stringendosi in una soltanto, facendo esplodere i moduli di atterraggio collegati, si può spingere una nave verso il buco nero per far raggiungere all'altra la velocità di fuga. Mentre lavora freneticamente per trasferire l'attrezzatura, Bob si ritrova solo nella nave sbagliata quando scade il tempo. Decide di sacrificarsi e sigilla il portello tra le due navi, ma è la sua nave che riesce a scappare, lasciando gli altri nell'orbita del buco nero.

Bob ritorna a Gateway e diviene molto ricco, anche perché riceve l'intero premio destinato al gruppo. Angosciato dal senso di colpa per aver abbandonato i compagni, specialmente Klara, entra in terapia con il programma psicologico di intelligenza artificiale "Sigfrid von Shrink". Solo dopo aver ripercorso tutta la vicenda, Bob affronta la vera origine della sua sofferenza: per la dilatazione temporale dovuta alla singolarità gravitazionale del buco nero, i suoi compagni sono ancora vivi (“per loro il tempo si è fermato”). Il pensiero con cui Bob deve imparare a convivere è che, durante la sua esistenza sulla Terra, Klara vivrà sempre un unico momento, quello nel quale lui l'ha abbandonata.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

(elenco parziale)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]