La faida

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La faida
Titolo originaleThe Forgiveness of Blood
Lingua originaleAlbanese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Albania, Danimarca, Italia
Anno2011
Durata109 min
Generedrammatico
RegiaJoshua Marston
SceneggiaturaJoshua Marston, Andamion Murataj
ProduttorePaul Mezey
Casa di produzioneArtists Public Domain, Fandango, Journeyman Pictures, Lissus Media
FotografiaRob Hardy
MontaggioMalcolm Jamieson
MusicheLeonardo Heiblum, Jacobo Lieberman
Interpreti e personaggi

La faida (The Forgiveness of Blood) è un film del 2011 diretto da Joshua Marston. Il film è stato presentato in gara alla sessantunesima edizione del Festival del Cinema di Berlino.[1][2] Joshua Marston ed Andamion Murataj hanno vinto il Leone d'argento per la migliore sceneggiatura.[3]

Originariamente il film era stato selezionato per rappresentare l'Albania nella categoria Film straniero per i Premi Oscar 2011, ma è stato respinto in seguito alle proteste di Bujar Alimani, il regista di Amnesty, relative al fatto che La faida non poteva rappresentare la nazione per via del grande contributo dato dagli Stati Uniti al film. L'AMPAS ha quindi squalificato il film e la scelta della rappresentanza albanese è quindi ricaduta sul film di Alimani.[4]

Il film ruota intorno alla faida di una famiglia albanese.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

IL film è ambientato nel piccolo centro di Gur i zi alle porte di Scutari nel nord dell'Albania. Racconta, con estremo realismo, le vicende legate ad una vendetta familiare (gjakmarrja), istituto di antica origine, la cui forma moderna deriva dal Kanun (codice) di Leke Dukagjini del XV secolo, usato ancor oggi, specialmente in quella parte dello stato balcanico, per risolvere i conflitti di sangue. La vicenda ha come protagonista Nik, un adolescente come molti, e la sua famiglia. Il padre e lo zio vengono a macchiarsi dell'omicidio di un contandino per questioni di passaggio. Inizia così il calvario della vendetta familiare perché secondo il Kanun la famiglia della vittima conta il diritto di vendicarsi su un membro maschio della famiglia dell'omicida. Mentre lo zio viene arrestato il padre si dà alla macchia per sfuggire a polizia e vendetta. Tra l'istituto consuetudinario e la legge dello stato la scelta non è univoca e spesso vendetta e prigione vengono a far parte di una stessa pena (sebbene la prima sia formalmente vietata). Nik e la sua famiglia sono costretti a chiudersi in casa (unico luogo intangibile secondo il Kanun) e la sorella Rudina a prendere il posto del padre nella consegna giornaliera del pane. La situazione diventa ben presto insostenibile, specialmente per Nik che si sente prigioniero e ha dovuto abbandonare la scuola, gli amici e la ragazza per la quale ha una cotta. La totale sottomissione alle volontà della famiglia della vittima fa crescere in Nik un sentimento di rabbia incontrollabile che sfogherà con un incontro ravvicinato con i propri nemici di sangue.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Competition of the 61st Berlinale, in Berlinale. URL consultato il 20 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2011).
  2. ^ Spacey, Moore and 3D in focus at Berlin film fest, in Yahoo News. URL consultato il 20 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2011).
  3. ^ The Awards / Die Preise (PDF), in Berlinale.de, Berlin International Film Festival, 19 febbraio 2011. URL consultato il 20 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2011).
  4. ^ Nick Holdsworth, Albanian Oscar entry disqualified, in Variety, 9 ottobre 2011. URL consultato il -2011-10-09.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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