It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back

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It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back
Artista Public Enemy
Tipo album Studio
Pubblicazione 1988
Durata 57 min : 51 s
Dischi 1
Tracce 16
Genere Hardcore rap
Etichetta Def Jam/Columbia
CK-44303
Produttore The Bomb Squad
Public Enemy - cronologia
Album precedente
(1987)
Album successivo
(1990)

It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back è il secondo album in studio della band hardcore hip hop Public Enemy.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nelle intenzioni dei Public Enemy l'album doveva essere l'equivalente hip hop del disco What's Going On di Marvin Gaye, opera rinomata per il suo forte contenuto a sfondo sociale. Le sedute di registrazione si svolsero durante il 1987 presso i Chung King Studios, i Greene St. Recording, e gli Sabella Studios di New York City.

L'album rimase in classifica per 49 settimane nella statunitense Billboard 200, raggiungendo come posizione massima la numero 42. Nell'agosto 1989, il disco venne certificato disco di platino dalla Recording Industry Association of America, con vendite superiori al milione di copie nei soli Stati Uniti. L'opera fu molto ben accolta dalla critica, che lodò le tecniche di produzione e le liriche a sfondo politico e sociale di Chuck D. Inoltre apparve in molte classifiche di fine anno come uno dei migliori album del 1988, e fu scelto come miglior disco del 1988 da The Village Voice.[1]

Quest'album ha avuto un notevole successo ed è considerato una pietra miliare del genere, tanto che nel 2003 la rivista Rolling Stone lo piazzò al quarantottesimo posto nella classifica dei 500 album migliori di tutti i tempi, e lo mise al primo posto tra gli album hip hop consigliati.

Nel brano She Watch Channel Zero?! è presente un campionamento dal brano Angel of Death degli Slayer. I Public Enemy hanno anche rifatto Bring the Noise in versione rap metal in collaborazione con gli Anthrax. Il brano Don't Believe the Hype è stato incluso nella compilation Deejay Rap.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Countdown to Armageddon (C. Ridenhour E. Sadler, H. Shocklee) – 1:40
  2. Bring the Noise (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 3:46
  3. Don't Believe the Hype (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee, W. Drayton) – 5:19
  4. Cold Lampin' With Flavor (E. Sadler, H. Shocklee, W. Drayton) – 4:17
  5. Terminator X to the Edge of Panic (C. Ridenhour, N. Rogers, W. Drayton) – 4:31
  6. Mind Terrorist (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 1:21
  7. Louder Than a Bomb (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 3:37
  8. Caught, Can We Get a Witness? (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 4:53
  9. Show Em Whatcha Got (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 1:56
  10. She Watch Channel Zero?! (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee, R. Griffin, W. Drayton) – 3:49
  11. Night of the Living Baseheads (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 3:14
  12. Black Steel in the Hour of Chaos (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee, W. Drayton) – 6:23
  13. Security of the First World (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 1:20
  14. Rebel Without a Pause (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee, N. Rogers) – 5:02
  15. Prophets of Rage (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee, W. Drayton) – 3:18
  16. Party for Your Right to Fight (C. Ridenhour, E. Sadler, H. Shocklee) – 3:24

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert Hilburn, Rap—The Power and the Controversy : Success has validated pop's most volatile form, but its future impact could be shaped by the continuing Public Enemy uproar, in Los Angeles Times (Los Angeles Times), Tribune Company, 4 febbraio 1990. URL consultato il 7 giugno 2012.
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