Il caso Scafroglia

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Il caso Scafroglia
Ilcasoscafroglia.gif
Il logo del programma
PaeseItalia
Anno2002
Generesatirico
Durata10/30 minuti
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreCorrado Guzzanti
RegiaCorrado Guzzanti - Igor Skofic
Rete televisivaRai 3

«Il 10 maggio del 2001 Mario Scafroglia esce di casa e si reca alla vicina stazione di Brambate per prendere il treno che doveva portarlo al lavoro. Ma quel giorno i colleghi non lo vedono arrivare...»

Il caso Scafroglia è stato un programma televisivo satirico andato in onda dal 4 novembre al 18 dicembre del 2002 su Rai 3.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione si proponeva di far luce su un caso (naturalmente di fantasia) di una persona scomparsa, Mario Scafroglia. L'ipotesi era che l'uomo avesse fatto perdere volontariamente le proprie tracce, il che offriva in ogni puntata nuovi spunti di riflessione per approfondire in chiave satirica temi di attualità, politica e costume, nel tentativo di capire i motivi che avevano spinto Scafroglia a fuggire.

Alla fine dell'ultima puntata, si scopre che Mario Scafroglia altri non è che lo stesso presentatore scappato dall'abitazione dell'uomo con la casa in Abruzzo, suo fratello, noto al pubblico a casa per essere l'ascoltatore che in ognuna delle ventisette puntate della serie interveniva telefonicamente, per contestare al conduttore prese di posizione che in realtà l'ascoltatore andava a travisare a causa di doppi sensi e giochi di parole che lo ingannavano.

La trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Guzzanti, oltre a curare la regia insieme a Igor Skofic e la scrittura con Andrea Salerno, impersonava l'anonimo conduttore del programma, che racchiudeva in sé le peggiori caratteristiche del mondo dei media e dello spettacolo: morbosità, superficialità, disincanto e costante ricerca del sensazionalismo. Ospite fisso era Padre Federico (Marco Marzocca), che incarnava il cliché del sacerdote codino e retrogrado, in generale lontano dalla realtà e dalla gente comune. Lo scontro tra il perbenismo del sacerdote e il cinismo sprezzante del conduttore (che lo provoca in continuazione storpiandone il nome, o con frecciate del tipo «Il vero Messia era Elvis», «I quattro Vangeli corrispondono ai quattro elementi terra, aria, acqua, fuoco», «Gli anni della liberazione sessuale, anni oscuri!» «Eh, insomma... C'è chi si è divertito.») dava luogo a parecchi dialoghi esilaranti.

Il distacco dalla realtà di Padre Federico era evidente durante "L'angolo delle telefonate": un momento, presente in ogni puntata, nel quale il religioso rispondeva alle chiamate dei giovani che tornavano dalle discoteche (il che, a suo dire, accadrebbe verso le ore 22-23). Intendeva così proporsi come sorta di "telefono amico" per cercare di allontanarli dalla perdizione dell'alcol, della droga e delle corse in automobile. Invariabilmente non chiamava nessun giovane, bensì un solitario telespettatore dall'accento romano (impersonato ancora da Guzzanti): questi, caduto in esilaranti equivoci (per esempio dare Grazia a Sofri, la direzione della rivista Grazia; la città dello Stato anziché laicità; l'arresto del tenore Caruso invece che l'attivista politico omonimo), protestava vibratamente contro quanto detto durante la trasmissione e coglieva ogni volta l'occasione per parlare di una sua casa in Abruzzo. Nella prima puntata a chiamare era invece una vecchia signora, rimasta vedova, che aveva nella TV la sua unica compagnia, fan di Padre Federico che apostrofava sempre con un Bravo, bravissimo.

Nel corso del programma, il conduttore e padre Federico commentavano le notizie della giornata. Uno degli argomenti su cui Guzzanti concentrò di più la sua attenzione fu senza dubbio l'accertamento in Appello del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso di cui fu riconosciuto colpevole Giulio Andreotti, quando ricopriva l'incarico di Presidente del Consiglio. Il talk show era intervallato da sketch dello stesso Guzzanti, basati su personaggi vecchi e nuovi:

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Alla trasmissione partecipò anche Caterina Guzzanti in più ruoli:

  • una dottoressa incaricata di ricostruire il volto dello scomparso Scafroglia;
  • una ragazza trasferita telematicamente in Svizzera, come fosse una somma di denaro, e lì prigioniera di un conto cifrato;
  • una dislessica e vanesia Miss Italia;
  • un cucciolo di NOCS russo, smarritosi all'interno degli studi della Rai durante le operazioni di cattura del consiglio d'amministrazione e della presa del palazzo;
  • una psicologa (dottoressa Acceprane) interrogata a proposito della presunta timidezza di Dio. Egli infatti si nasconde agli occhi di tutti; dimostra scarsa severità, eccezion fatta per alcune sfuriate, allontanandosi così dalla ben maggiore espansività degli Dei greci; non aver avuto genitori avrà probabilmente influito sul carattere "chiuso" di Dio.
  • un angelo mandato per punire il conduttore Antonio Socci, ma che invece sbaglia studio, entrando in quello de Il caso Scafroglia e annunciando un parto doloroso per il conduttore, il quale risponde negando questa possibilità, dato che lui usa il diaframma.

Da segnalare anche la partecipazione: Fiorella Mannoia, che invitata per due puntate a parlare di problemi di attualità si ritrova invece vittima di pesanti avances da parte del conduttore; Antonio Albanese, nei panni di un elettore di centrodestra cocainomane (personaggio i cui tratti riprenderà in futuro per un suo altro personaggio, Mino Martinelli); e Francesca Reggiani nei panni di Marina Doria, moglie del principe di Savoia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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