Il caso Scafroglia

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Il caso Scafroglia
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Anno 2002
Genere satira
Durata 20/30 minuti
Presentatore Corrado Guzzanti
Regia Corrado Guzzanti - Igor Skofic
Rete Rai 3
« Il 10 maggio del 2001 Mario Scafroglia esce di casa e si reca alla vicina stazione di Brambate per prendere il treno che doveva portarlo al lavoro. Ma quel giorno i colleghi non lo vedono arrivare... »

Il caso Scafroglia è stato un programma televisivo satirico andato in onda dal 4 novembre al 13 dicembre del 2002 su Rai 3.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trasmissione si proponeva di far luce su un caso (naturalmente di fantasia) di una persona scomparsa, Mario Scafroglia. L'ipotesi era che l'uomo avesse fatto perdere volontariamente le proprie tracce, il che offriva in ogni puntata nuovi spunti di riflessione per approfondire in chiave satirica temi di attualità, politica e costume, nel tentativo di capire i motivi che avevano spinto Scafroglia a fuggire.

Alla fine dell'ultima puntata, si scopre che Mario Scafroglia altri non è che lo stesso presentatore scappato dall'abitazione dell'uomo con la casa in Abruzzo, suo fratello, noto al pubblico a casa per essere l'ascoltatore che in ognuna delle ventisette puntate della serie interveniva telefonicamente, per contestare al conduttore prese di posizione che in realtà l'ascoltatore andava a travisare a causa di doppi sensi e giochi di parole che lo ingannavano.

La trasmissione[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Guzzanti, oltre a curare la regia insieme a Igor Skofic e la scrittura con Andrea Salerno, impersonava l'anonimo conduttore del programma, che racchiudeva in sé le peggiori caratteristiche del mondo dei media e dello spettacolo: morbosità, superficialità, disincanto e costante ricerca del sensazionalismo. Ospite fisso era Padre Federico (Marco Marzocca), che incarnava il cliché del sacerdote codino e retrogrado, in generale lontano dalla realtà e dalla gente comune. Lo scontro tra il perbenismo del sacerdote e il cinismo sprezzante del conduttore (che lo provoca in continuazione storpiandone il nome, o con frecciate del tipo «Il vero Messia era Elvis», «I quattro Vangeli corrispondono ai quattro elementi terra, aria, acqua, fuoco», «Va bene la castità, ma negli anni settanta c'è chi si è divertito») dava luogo a parecchi dialoghi esilaranti.

Il distacco dalla realtà di Padre Federico era evidente durante "L'angolo delle telefonate": un momento, presente in ogni puntata, nel quale il religioso rispondeva alle chiamate dei giovani che tornavano dalle discoteche (il che, a suo dire, accadrebbe verso le ore 22-23). Intendeva così proporsi come sorta di "telefono amico" per cercare di allontanarli dalla perdizione dell'alcol, della droga e delle corse in automobile. Invariabilmente non chiamava nessun giovane, bensì un solitario telespettatore abruzzese (impersonato ancora da Guzzanti): quest'ultimo, caduto in esilaranti equivoci (per esempio dare Grazia a Sofri, la direzione della rivista Grazia; la città dello Stato anziché laicità; l'arresto del tenore Caruso invece che l'attivista politico omonimo), protestava vibratamente contro quanto detto durante la trasmissione. Nelle prime puntate a chiamare era invece una vecchia signora, rimasta vedova, che aveva nella TV la sua unica compagnia, fan di Padre Federico che apostrofava sempre con un Bravo, bravissimo.

Il talk show era intervallato da sketch dello stesso Guzzanti, basati su personaggi vecchi e nuovi:

Partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Alla trasmissione partecipò anche Caterina Guzzanti in più ruoli:

  • una dottoressa incaricata di ricostruire il volto dello scomparso Scafroglia;
  • una ragazza trasferita telematicamente in Svizzera, come fosse una somma di denaro, e lì prigioniera di un conto cifrato;
  • una dislessica e vanesia Miss Italia;
  • un cucciolo di NOCS russo, smarritosi all'interno degli studi della Rai durante le operazioni di cattura del consiglio d'amministrazione e della presa del palazzo;
  • Una psicologa (Dottoressa Acceprane) interrogata a proposito della presunta timidezza di Dio - egli infatti si nasconde agli occhi di tutti; dimostra scarsa severità, eccezion fatta per alcune sfuriate, allontanandosi così dalla ben maggiore espansività degli Dei greci; non aver avuto genitori avrà probabilmente influito sul carattere "chiuso" di Dio -;
  • un angelo mandato per punire il conduttore Antonio Socci, ma che invece sbaglia studio, entrando in quello de Il caso Scafroglia e annunciando un parto doloroso per il conduttore, il quale risponde negando questa possibilità, dato che lui usa il diaframma.

Da segnalare anche la partecipazione in due puntate di Fiorella Mannoia, invitata a parlare di problemi di attualità, e che si ritrova invece vittima delle pesanti avances del conduttore; e di Antonio Albanese, nei panni di un elettore di centrodestra cocainomane e di Francesca Reggiani nei panni di Marina Doria, moglie del principe di Savoia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]