Gruppo riporto e controllo difesa aerea

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Coordinate: 44°47′34.35″N 11°29′39″E / 44.792876°N 11.494167°E44.792876; 11.494167

Gruppo riporto e controllo difesa aerea
GRCDA AM.svg
Stemma del Reparto
Descrizione generale
Attivodal 1º novembre 2006 al 30 ottobre 2014
NazioneItalia Italia
ServizioAeronautica Militare
Ruolodifesa aerea
RadarARES "B"
CallsignPioppo
Sito internetPagina sul GRCDA
Parte di
Sito ufficiale dell'Aeronautica Militare
Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

Il Gruppo riporto e controllo difesa aerea (abbr. GRCDA, callsign: Pioppo[1]), precedentemente noto come 11º Gruppo radar dell'Aeronautica Militare (11º Gr.R.A.M.), è stato un ente dell'Aeronautica Militare ubicato sulla base aerea di Poggio Renatico (FE), il cui compito era la sorveglianza dello spazio aereo nella sua area di responsabilità e guidare i caccia intercettori e (unico reparto in Italia) gli intercettori teleguidati della difesa aerea nazionale del 17º stormo dell'ex 1ª Brigata Aerea dotata di Nike Hercules ed in caso di necessità delle unità del Comando artiglieria contraerei dell'Esercito dotate di Raytheon MIM-23 Hawk, quando a questi viene ordinato di intervenire[2].

Stemma dell'ormai disciolto 11º Gruppo radar aeronautica militare, di cui il GRCDA è stato l'erede.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della seconda guerra mondiale, accanto alle specialità tradizionali dell'Aeronautica Militare, nacque la difesa aerea territoriale, articolata su un comando generale con sede a Roma, centri nodali per l'identificazione del traffico aereo e la diramazione di ordini, oltre a una serie di postazioni di avvistamento sparse su tutto il territorio nazionale.

Lo strumento più importante della neonata difesa aerea era il radar, uno strumento che lo stato maggiore dell'Aeronautica Militare adottò per la prima volta nel 1951 con una piccola stazione radar mobile al centro dell'area aeroportuale di Ferrara: si trattava di un'antenna AMES 10 a dipoli, uno strumento di scarse prestazioni anche per l'epoca (risaliva alla battaglia d'Inghilterra), ma ideale per i primi esperimenti di avvistamento e riporto, grazie alle tabelle a muro e alle mappe su cui veniva aggiornata la situazione del traffico locale.

La stazione radar di Ferrara, denominata "11º Posto di riporto e controllo", dipendeva dal Comando della difesa aerea territoriale dell'Italia Settentrionale (1º Settore D.A.T.), che avrebbe avuto sede sull'aeroporto di Treviso-Sant'Angelo fino all'ottobre 1954.

Tra gli anni 1957 e 1961 il reparto, diventato "Centro di riporto e controllo" (CRC) con capacità di valutazione della minaccia aerea e potere di decisione d'intervento, vide l'introduzione di radar di ricerca e di quota più robusti, affidabili, di facile manutenzione e di minore complessità d'impiego, con l'introduzione dei primi schermi “PPI” (Plan Position Indicator) per la lettura della posizione degli aeromobili in vista.

Il 15 luglio 1972 il reparto trasferì la propria sede operativa sull'aeroporto "Giuseppe Veronesi" di Poggio Renatico, dove venne riequipaggiato con il radar di produzione francese “ARES B”, sensore tridimensionale (in grado cioè di rilevare contemporanenamente radiale, distanza e quota) di media potenza e particolarmente resistente all'inganno e al disturbo elettromagnetico.

Contemporaneamente, fu introdotto il sistema "NATO Air Defense Ground Environment"(NADGE) già in uso presso gli alleati, con l'implementazione di elaboratori elettronici Hughes e l'automazione nello scambio tra le reti di sorveglianza (creando di fatto un ombrello di controllo che andava dalla Norvegia alla Turchia) e nella registrazione in tempo reale dei tracciati radar su supporti digitali.

Nel 1983 al sito radar di Poggio Renatico fu assegnato il titolo di Gruppo radar e acquisì la capacità di collegarsi e scambiare informazioni per via telematica e criptata con le piattaforme radar aviotrasportate AWACS.

Nel 1998, l'11º Gr.R.A.M. viene incorporato nel centro operativo del Comando operativo delle forze aeree e, qualche anno più tardi, nella Direzione operazioni aeree correnti dello stesso COFA, che nel frattempo aveva completato il suo trasferimento sul sedime poggese dalla precedente sede di Vicenza.

Dal 1º novembre 2006 il Gruppo radar è nuovamente un reparto autonomo, posto, al pari degli altri Gr.R.A.M., alle dipendenze del C.O.F.A. (già Alto comando e dal 1º gennaio 2011 ridenominato Comando operazioni aeree alle dipendenze del Comando della squadra aerea), con la denominazione di Gruppo riporto e controllo difesa aerea.

Nel 2010, in seguito alla riorganizzazione degli alti comandi dell'Aeronautica Militare, i gruppi radar sono stati posti alle dirette dipendenze del "Centro coordinamento gruppi radar dell'A.M." (CCGRAM) del Comando operazioni aeree (COA) di Poggio Renatico, posto a sua volta nell'organigramma del Comando della squadra aerea di Centocelle[3].

Il reparto ha aumentato le proprie capacità operative arrivando a sorvegliare tutto lo spazio aereo nazionale[4], nell'ambito del programma di riorganizzazione della forza armata[5] che ha di recente visto la riconfigurazione degli altri G.R.A.M. in Squadriglie radar remote.

Giovedì 30 ottobre 2014, il GRCDA è stato soppresso come ente autonomo e le sue funzioni sono state assorbite nell'ambito dell'Air Control Centre, Recognized Air Picture Production Centre, Sensor Fusion Post (ARS) del Comando operazioni aeree (COA) di Poggio Renatico (FE). La trasformazione nella nuova realtà operativa è stata sancita a seguito dell'imminente adozione, da parte dell'Italia, del nuovo sistema di Comando e controllo NATO denominato Air Command and Control System (ACCS)[6]

Dal 15 marzo 2017, a seguito della revisione ordinativa del COA, è stato riorganizzato l’ARS in Reparto Difesa Aerea Missilistica Integrata (DAMI), con funzioni di controllo e coordinamento, alle cui dipendenze è stato posto l'11º Gruppo DAMI.

Operatività[modifica | modifica wikitesto]

Diversi sensori Early Warning presidiati e remoti, dislocati sul tutto il territorio italiano e nel territorio della vicina Slovenia, oltre agli assetti radar aerotrasportati (AWACS) di gestione interalleata NATO, costituiscono una rete di controllo i cui dati arrivavano alla sala operativa del GRCDA dando ai controllori una visione ottimale della situazione radar e consentendo una accurata identificazione di tutto il traffico aereo.

Eventuali minacce alla sicurezza o velivoli di incerta identificazione rendono necessaria una reazione, che il Gruppo predisponeva inviando un ordine di scramble agli assetti militari dislocati nelle basi dell'Aeronautica Militare.

I mezzi in dotazione permettevano lo scambio di informazioni con gli enti di difesa aerea dei Paesi limitrofi e con gli enti sovraordinati della catena di comando nazionale e NATO, con l'obbiettivo fissato di mantenere quanto più alto il livello di interconnessione, prontezza e flessibilità in tematica di sicurezza del volo.

Il controllo dello spazio aereo italiano operato dal GRCDA comprendeva due missioni NATO di Air Policing, in collaborazione a giorni alterni con altri Paesi membri dell'Alleanza:

Altri gruppi e centri radar disciolti[modifica | modifica wikitesto]

Le principali stazioni radar dell'Aeronautica Militare.
Blue pog.svg Stazioni remotizzate
SpringGreen pog.svg Centri di comando e controllo
White pog.svg Stazioni in disuso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere dell'Aviatore ANUA, n.11-12/2011, pag.6.
  2. ^ Sito ufficiale Aeronautica Militare, www.aeronautica.difesa.it. URL consultato il 15 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2011).
  3. ^ Sito ufficiale dell'A.M.: Il Comando della squadra aerea.
  4. ^ Il Gen. Ottone al GRCDA di Poggio Renatico, www.aeronautica.difesa.it. URL consultato il 15 novembre 2011.
  5. ^ Redazione estense.com, Home » Poggio Renatico » Difesa aerea, nuovo comandante, www.estense.com, 15 novembre 2011. URL consultato il 3 settembre 2013.
  6. ^ Sito ufficiale AM: News, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 20 novembre 2014.
  7. ^ Miragec14, Hungary takes over Slovenian air policing.
  8. ^ Assetto Forze armate, audizione CSMAM Generale Pasquale Preziosa (21.11.13).
  9. ^ Italian Air Force Typhoon committed to the air policing task of the Albanian air space[collegamento interrotto], da eurofighter.com.
  10. ^ Portogruaro.Net Magazine - luglio 2010, pagg.4-5.
  11. ^ Sciando di Michele Tomaselli.
  12. ^ a b Nel 2005 era stata proposta la riconfigurazione in Squadriglia radar remota entro il 2010 (fonte:legislature.camera.it), conseguita in realtà a partire dal 1º luglio 2012 (fonte: Sito ufficiale A.M.: Reparti Difesa Aerea, su aeronautica.difesa.it. URL consultato il 4 luglio 2012.).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]