George Islay MacNeill Robertson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
George Islay MacNeill Robertson
George Robertson.jpg

Segretario generale della NATO
Durata mandato 14 ottobre 1999 –
5 gennaio 2004
Predecessore Javier Solana
Successore Alessandro Minuto-Rizzo (ad interim)

Segretario di Stato per la difesa
Durata mandato 3 maggio 1997 –
11 ottobre 1999
Capo del governo Tony Blair
Predecessore Michael Portillo
Successore Geoff Hoon

Segretario di Stato per la Scozia del governo ombra
Durata mandato 21 ottobre 1993 –
2 maggio 1997
Capo del governo John Smith
Margaret Beckett (ad interim)
Tony Blair
Predecessore Tom Clarke
Successore Jacqui Lait

Membro del Parlamento
per Hamilton South
Durata mandato 1997 –
24 agosto 1999
Predecessore -
Successore William "Bill" Tynan

Membro del Parlamento
per Hamilton
Durata mandato 31 maggio 1978 –
1997
Predecessore Alexander Wilson
Successore -

Dati generali
Partito politico Partito Laburista
Università Università di Dundee

George Islay MacNeill Robertson, barone Robertson di Port Ellen (Port Ellen, 12 aprile 1946), è un politico scozzese, segretario generale della NATO dal 14 ottobre 1999 al 5 gennaio 2004.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

George Islay MacNeill Robertson è nato a Port Ellen, nell'isola di Islay, il 12 aprile 1946 ed è figlio di un poliziotto.

È stato educato alla Dunoon Grammar School. Quando aveva 15 anni, è stato coinvolto nelle proteste contro l'attracco dei sottomarini americani in Gran Bretagna.[1]

Ha studiato economia al Queen's College dell'Dundee. In quegli anni il Queen's College si è separato dall'Università di St. Andrews per diventare l'Università di Dundee. Nel 1968 ha conseguito un Master of Arts diventando uno dei primi laureati nel nuovo ateneo. Infatti solo una minoranza degli studenti di quell'anno ha optato per conseguire la laurea all'Università di Dundee piuttosto che all'Università di St. Andrews.[2][3] Durante i suoi studi universitari ha svolto un ruolo importante nella vita studentesca. In particolare scriveva per il giornale studentesco Annasach, lanciato nel 1967, e ha avuto un ruolo attivo nelle proteste studentesche.[2][4][5] Robertson ha usato la sua rubrica nel giornale per sostenere la nuova università e ha incoraggiato i suoi compagni a prendere la laurea all'Università di Dundee. Gli studenti che avevano iniziato prima del 1967 potevano infatti scegliere se laurearsi all'Università di Dundee o all'Università di St. Andrews.[5]

Nel 1968 è stato uno dei numerosi studenti di Dundee a invadere il campo durante una partita di rugby a Saint Andrews coinvolgendo una squadra sudafricana per protestare contro l'apartheid.[6] Lo stesso anno ha organizzato un work-in di 24 ore da parte degli studenti nella biblioteca universitaria in opposizione ai tagli delle borse di studio proposti dal governo.[6] Dal 1968 al 1978 ha lavorato come funzionario nel sindacato per l'industria dello scotch whisky GMB.

Robertson è entrato per la prima volta nella Camera dei comuni come parlamentare laburista di minoranza nel 1978, dopo aver vinto le elezioni suppletive di Hamilton nel maggio di quell'anno, convocate a causa dalla morte del parlamentare in carica Alexander Wilson nel marzo di quell'anno. Ha sconfitto il candidato del Partito Nazionale Scozzese Margo MacDonald, che è arrivato secondo. Robertson ha mantenuto il collegio elettorale con una maggioranza maggiore e ha ottenuto il 51 % delle preferenze. È stato rieletto nelle cinque successive elezioni generali. Negli anni è stato segretario privato parlamentare per i servizi sociali, portavoce dell'opposizione per gli affari scozzesi, portavoce dell'opposizione per la difesa, portavoce dell'opposizione per gli affari esteri e portavoce capo dell'opposizione per l'Europa. È stato anche presidente del Partito Laburista Scozzese in Scozia e in seguito è stato nominato membro del Consiglio privato di sua maestà.[7] Dal 1993 al 1997 è stato segretario di Stato per la Scozia del governo ombra. Nel 1995 ha detto che "la devoluzione sarebbe la pietra tombale del nazionalismo".[8] Ha detto questo per placare i timori che la devoluzione avrebbe fornito una piattaforma più ampia per il Partito Nazionale Scozzese. La citazione di Robertson viene spesso ricordata, di solito in modo derisorio, dal momento che il Partito Nazionale Scozzese ha vinto le elezioni per il Parlamento scozzese nelle elezioni parlamentari in Scozia del 2007,[8][9] del 2011 e del 2016.[10][11]

I tre figli di Robertson studiavano alla scuola di Dunblane dove nel 1996 il bandito Thomas Hamilton ha assassinato sedici bambini e la loro insegnante. Dopo il massacro, Robertson, da lungo tempo residente in città, ha fatto da portavoce per le famiglie delle vittime. È stato una figura chiave nella successiva campagna che ha portato a una nuova normativa sulla detenzione di armi da fuoco in Gran Bretagna.[12]

Nel 2003, il giornale Sunday Herald ha pubblicato un articolo intitolato "Il segreto Dunblane dovrebbe essere tenuto segreto ?", in riferimento ai documenti relativi all'inchiesta del giudice Cullen sul massacro che resteranno segretati per cento anni. In un forum di discussione sul sito web del giornale, contributori anonimi hanno affermato che Robertson aveva firmato una raccomandazione per far ottenere una licenza di detenzione di una pistola a Thomas Hamilton nella sua veste di parlamentare della sua circoscrizione. In realtà, Robertson non era mai stato il parlamentare dell'assassino, e le affermazioni erano totalmente infondate. Robertson ha citato in giudizio il Sunday Herald e ha ottenuto un risarcimento danni. Una successiva azione di Robertson, volta a ottenere delle scuse dal giornale, non ha avuto successo. Il caso è diventato un importante per verificare se gli editori possono essere ritenuti responsabili per i commenti pubblicati sui loro siti web.[13][14]

Dopo il trionfo dei laburisti alle elezioni generali del 1997, Robertson è stato nominato segretario di Stato per la difesa, carica che ha ricoperto fino all'ottobre del 1999 quando si è dimesso dal Gabinetto per diventare segretario generale della NATO. Ha ottenuto questa carica dopo che il ministro della difesa tedesco Rudolf Scharping ha rifiutato di essere nominato per la posizione e dopo che sono stati sollevati dubbi circa l'idoneità del politico britannico e già membro dei Royal Marines Paddy Ashdown, a quel tempo il leader uscente dei Liberal Democratici, che non aveva mai detenuto una posizione nel governo.[15][16][17]

Il 24 agosto 1999 è stato creato pari a vita con il titolo di barone Robertson di Port Ellen.

Robertson era era contrario alla convocazione del referendum sull'indipendenza della Scozia del 2014. In un articolo sul The Washington Post, ha scritto: "Il Regno Unito residuo sarebbe ancora un giocatore importante nel mondo ma perdendo un terzo del suo territorio, 5 milioni di abitanti e e un'enorme quantità di credibilità, il suo peso globale diminuirebbe inevitabilmente".[18] In un discorso alla Brookings Institution dell'8 aprile 2014, ha dichiarato: "Gli applausi più rumorosi per la disgregazione della Gran Bretagna verrebbero dai nostri avversari e dai nostri nemici: la distruzione della seconda potenza militare in Occidente sarebbe cataclismatica in termini geopolitici".[19] Baron Bomber ha paragonato gli sforzi degli unionisti nel mantenere la Scozia legata al Regno Unito con quelli della lotta di Abraham Lincoln contro la schiavitù quando ha dichiarato: "Potrebbero apparire più pertinenti alla Guerra Civile in cui morirono centinaia di migliaia di americani una guerra per tenere insieme la nuova Unione. Per Lincoln e ai suoi compatrioti l'Unione era così preziosa, così importante e la sua integrità così preziosa da spargere fiumi di sangue per tenerla insieme".[20]

Negli anni è stato anche vicepresidente della Westminster Foundation for Democracy, vicepresidente del British Council per nove anni, vicepresidente del Britain-Russia Centre, membro del consiglio e poi presidente del Royal Institute of International Affairs, membro della Pilgrims Society, governatore della Ditchley Foundation, trustee del 21st Century Trust, patrono del British-American Project, membro del consiglio di amministrazione di Cable & Wireless Communications, membro del consiglio di amministrazione di Weir Group,[21] membro del consiglio di amministrazione The TNK-BP, membro del consiglio dei consultori del Global Panel America e membro del gruppo di alto livello dei parlamentari britannici per il disarmo nucleare multilaterale e la non proliferazione istituito nell'ottobre del 2009.[22] Inoltre è consigliere senior del The Cohen Group, una società di consulenza di Washington che fornisce consulenza e assistenza in marketing e Regulatory Affairs.

Ha ricevuto lauree honoris causa dall'Università della Scozia Occidentale dal 5 luglio 2006, dall'Università di Dundee, dall'Università di Bradford, dall'Università di Cranfield e dall'Università statale di Baku.

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 1970 ha sposato Sandra Wallace. Hanno tre figli: Malcolm, Martin e Rachael.[23]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze britanniche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio
— 2003
Cavaliere dell'Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Cardo
— 30 novembre 2004

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce del Grand'ordine del re Petar Krešimir IV (Croazia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'ordine del re Petar Krešimir IV (Croazia)
— 1º dicembre 2003
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia)
— 2004[24]
Gran Croce dell'Ordine al merito di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al merito di Germania (Germania)
— 1991
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi)
— 8 settembre 2003
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2000
Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti)
— 12 novembre 2003

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archived copy, su c-spanarchives.org. URL consultato il 3 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2011).
  2. ^ a b General Election Special 2, Archives Records and Artefacts at the University of Dundee. URL consultato il 18 aprile 2016.
  3. ^ Student protests at Dundee, Archives Records and Artefacts at the University of Dundee. URL consultato il 18 aprile 2016.
  4. ^ Making Contact. 12 decades of staff and student magazines (PDF), in Contact, giugno 2011, p. 27. URL consultato l'11 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 18 Jgennaio 2012).
  5. ^ a b Kenneth, Rolfe, Mervyn and Swinfen, David Baxter, A Dundee Celebration, Dundee, Università di Dundee, 2007, p. 34.
  6. ^ a b Kenneth, Rolfe, Mervyn and Swinfen, David Baxter, A Dundee Celebration, Dundee, University of Dundee, 2007, p. 35.
  7. ^ NATO, NATO Secretary General (1999–2003) The Rt. Hon. Lord Robertson of Port Ellen, in Who is who at NATO?, NATO, 6 gennaio 2004. URL consultato il 22 febbraio 2007.
  8. ^ a b Warner, Gerald, How Bulldog Brown could call Braveheart Salmond's bluff, in Scotland on Sunday (Edimburgo), 6 maggio 2007. URL consultato il 6 maggio 2007.
  9. ^ Devine, Tom, Old Scotland took the high road. New Scotland is upwardly mobile, in The Independent (London), 11 maggio 2008. URL consultato il 17 settembre 2008.
  10. ^ Nicholas Watt, Tony Blair's Scottish nightmare comes true as Alex Salmond trounces Labour, in The Guardian (London), 6 maggio 2011. URL consultato il 4 agosto 2011.
  11. ^ Q&A: Scottish independence referendum, BBC News, 29 maggio 2011. URL consultato il 4 agosto 2011.
    «The 2011 result has blown out of the water the claim once made by Labour veteran Lord Robertson that devolution would "kill nationalism stone dead" - ironically, Labour, the party which set up devolution - has never managed to gain the overall majority achieved by the SNP.».
  12. ^ Robertson driven by 'a safer world', BBC News, 4 agosto 1999. URL consultato il 1º aprile 2016.
  13. ^ Dan McDougall, Robertson sues over Dunblane killer allegations, in The Dunbane Shootings and Gun Law, Martin Frost, ottobre 2005. URL consultato il 22 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2007).
  14. ^ Bill Thompson, Be careful what you say on the net, BBC News, 10 settembre 2004. URL consultato il 22 febbraio 2007.
  15. ^ Fitchett, Joseph, Paddy Ashdown of Britain Is Seen by Some As Leading Candidate for Secretary-General : Hunt for NATO Chief Moves Into New Phase, in The New York Times, 15 luglio 1999. URL consultato il 18 aprile 2014.
  16. ^ Ulbrich, Jeffrey, Secretary-general sought by NATO, in Amarillo Globe-News, Associated Press, 16 luglio 1999. URL consultato il 18 aprile 2014.
  17. ^ Whitney, Craig R., Britain Nominates Its Defense Secretary to Be Head of NATO, in The New York Times, 31 luglio 1999. URL consultato il 18 aprile 2014.
  18. ^ George Robertson, Scotland secession could lead to re-Balkanization of Europe, in The Washington Post, 5 gennaio 2014. URL consultato il 1º aprile 2016.
  19. ^ Scottish independence: Lord Robertson says Yes vote 'would be cataclysmic', BBC News, 8 aprile 2014. URL consultato il 1º aprile 2016.
  20. ^ Fred Dews, Lord George Robertson: Forces of Darkness Would Love Scottish Split from United Kingdom, su Brookings.edu, Brookings Institution, 7 aprile 2014. URL consultato il 1º aprile 2016.
  21. ^ http://www.weir.co.uk/Group/home.nsf/luPages/profiledirectors
  22. ^ Julian Borger, Nuclear-free world ultimate aim of new cross-party pressure group, in The Guardian (London), 8 settembre 2009.
  23. ^ http://www.heraldscotland.com/news/12028420.In_sickness_and_in_health_but_not_in_tow/
  24. ^ (in Estonian) EESTI TÄNAB 1995-2009[collegamento interrotto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN58437259 · ISNI (EN0000 0001 0976 7425 · LCCN (ENn2002038817 · GND (DE112723434X