Generazione di fenomeni

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La generazione di fenomeni, ovvero la nazionale italiana di pallavolo maschile, posa con la sua seconda World League consecutiva (1991).

Generazione di fenomeni è una frase d'autore usata nel gergo pallavolistico per indicare il gruppo di giocatori che costituirono l'ossatura della nazionale italiana maschile nel corso degli anni 90 del XX secolo, considerata una delle formazioni più forti di tutti i tempi.

Sotto la guida di Julio Velasco prima (1989-1996), Bebeto (1996-1998) e Andrea Anastasi poi (1998-2002), l'Italvolley riuscì nell'impresa di spezzare il dominio dei paesi dell'est europeo collezionando, tra il 1989 e il 2000, una serie di successi senza precedenti, inclusi tre campionati mondiali consecutivi.

L'espressione venne coniata nel 1994 dal giornalista televisivo italiano Jacopo Volpi,[1] ripresa dal titolo dell'omonima canzone del 1991 degli Stadio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo schiacciatore Andrea Giani (qui al Parma nel 1991), pluripresente nella generazione di fenomeni con 474 gare nel periodo 1988-2005.

Nonostante una lunga tradizione nella pallavolo e le buone performance a livello di club, nel corso del XX secolo l'Italia non aveva mai ottenuto particolari risultati come nazionale.[2]

La svolta arrivò nel 1989 con l'ingaggio dell'argentino Julio Velasco,[2] il primo allenatore della nazionale a tempo pieno,[3] che iniziò a rivoluzionare la squadra:[2] assunse un nuovo staff,[2] introdusse sessioni video per analizzare le partite azione per azione,[2][3] redasse schede di rendimento e di statistiche individuali.[3] Nello stesso anno, al debutto da selezionatore azzurro in una competizione, Velasco portò subito l'Italvolley alla prima, importante vittoria della sua storia, trionfando al campionato europeo.[2]

Il successo continentale fu il primo di un decennio memorabile, durante il quale la nazionale azzurra conquistò in primis tre titoli mondiali consecutivi — filotto mai riuscito prima nella storia —: nel 1990 e nel 1994 sempre con Velasco, e nel 1998 con il brasiliano Bebeto. Tale gruppo portò inoltre a casa altri tre ori europei, sette edizioni della World League[3] e vittorie in tutte le altre principali manifestazioni internazionali dell'epoca quali Coppa del Mondo, Giochi del Mediterraneo, Goodwill Games, World Top Four, World Super Challenge e Grand Champions Cup. L'unica mancanza in questo dominio altrimenti incontrastato fu rappresentata dall'oro olimpico,[3] che sfuggì nelle edizioni di Barcellona 1992 (5º posto), Atlanta 1996 (argento, con sconfitta contro gli olandesi per 17-15 al tie break) e Sydney 2000 (bronzo).

A riprova della competitività della generazione, il gruppo azzurro fu capace di assestarsi con continuità ai vertici mondiali pur a fronte delle varie riforme e innovazioni apportate al gioco della pallavolo nel corso degli anni 90, dall'abbandono del cambio-palla in favore del rally point system, all'introduzione del ruolo del libero.

Il successo nell'europeo del 1999, con Andrea Anastasi passato nel frattempo dal campo alla panchina, a posteriori chiuse questo ciclo azzurro. Dopo avere incamerato l'ottava e ultima World League nel 2000, la nazionale italiana perse il predominio del circuito mondiale, rimanendo comunque una delle squadre di riferimento: tra gli ultimi colpi di coda della generazione, ormai limitata a pochi senatori e guidata in questo periodo da Gian Paolo Montali, ci furono i due titoli continentali consecutivi del biennio 2003-2005.

Atleti[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli atleti protagonisti della generazione di fenomeni si ricordano:

Giocatore Ruolo Anni in nazionale Presenze Mondiali vinti
Andrea Anastasi schiacciatore 1981-1990 141 1990
Lorenzo Bernardi schiacciatore 1987-2001 306 1990, 1994
Claudio Bonati schiacciatore 1995-1998 57
Vigor Bovolenta centrale 1995-2008 197
Marco Bracci schiacciatore 1988-2002 347 1990, 1994, 1998
Luca Cantagalli schiacciatore 1986-1996 330 1990, 1994
Mirko Corsano schiacciatore-libero 1998-2012 202 1998
Ferdinando De Giorgi palleggiatore 1987-2002 330 1990, 1994, 1998
Alessandro Fei centrale-opposto 1998-2012 346 1998
Claudio Galli centrale 1986-1996 214
Andrea Gardini centrale 1986-2000 418 1990, 1994, 1998
Andrea Giani schiacciatore 1988-2005 474 1990, 1994, 1998
Giacomo Giretto centrale 1994-1996 83 1994
Pasquale Gravina centrale 1990-2002 284 1994, 1998
Andrea Lucchetta centrale 1982-1993 292 1990
Stefano Margutti schiacciatore 1989-1993 84
Marco Martinelli centrale 1987-1994 50 1990
Roberto Masciarelli centrale 1989-1993 150 1990
Luigi Mastrangelo centrale 1999-2012 363
Marco Meoni palleggiatore 1994-2008 269 1998
Samuele Papi schiacciatore 1993-2012 339 1994, 1998
Michele Pasinato opposto 1988-1998 356 1998
Damiano Pippi schiacciatore-libero 1993-2004 227 1994
Simone Rosalba schiacciatore 1995-2003 122 1998
Andrea Sartoretti opposto 1993-2004 328 1998
Paolo Tofoli palleggiatore 1987-2004 342 1990, 1994
Fabio Vullo palleggiatore 1984-1992 139
Andrea Zorzi opposto 1986-1998 325 1990, 1994

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès del periodo 1989-2000[modifica | modifica wikitesto]

Il tecnico Julio Velasco festeggiato dai tifosi dopo il primo titolo mondiale del volley azzurro (1990)

Medaglie d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Medaglie d'argento[modifica | modifica wikitesto]

Medaglie di bronzo[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La squadra che ha vinto tre campionati mondiali consecutivi tra il 1990 e 1998 è stata inserita nella Volleyball Hall of Fame nel 2002 ed è stata nominata "Squadra del Secolo" dalla Federazione internazionale di pallavolo.[2]

Tre atleti di questa nazionale (Andrea Giani, Andrea Gardini e Lorenzo Bernardi) e l'allenatore Julio Velasco sono stati anch'essi singolarmente inseriti nella Volleyball Hall of Fame.[4] Inoltre Lorenzo Bernardi è stato nominato Giocatore del Secolo dalla Federazione internazionale di pallavolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo Baresi, La “Generazione di fenomeni” e la prima vittoria nel Campionato Mondiale di pallavolo del 1990, su giacomobaresi.com, 24 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2016).
  2. ^ a b c d e f g (EN) Court of Honor Award, su volleyhall.org. URL consultato il 22 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 5 settembre 2015).
  3. ^ a b c d e Paolo Bruschi, Julio Velasco e la nascita della “generazione dei fenomeni”, su gonews.it, 1º ottobre 2014. URL consultato il 7 novembre 2015.
  4. ^ (EN) Hall of Famers, su volleyhall.org. URL consultato il 22 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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