Vigor Bovolenta

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Vigor Bovolenta
Vigor Bovolenta.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 202 cm
Pallavolo Volleyball (indoor) pictogram.svg
Ruolo Centrale
Carriera
Giovanili
1990-1992Porto Ravenna
Squadre di club
1990-1997Porto Ravenna
1997-19984 Torri Ferrara
1998-1999Roma
1999-2000Palermo
2000-2003Modena
2003-2008Piacenza
2008-2010Perugia
2010-2012Forlì
Nazionale
1995-2008Italia Italia197
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Argento Atlanta 1996
Transparent.png Europei
Oro Grecia 1995
Oro Austria 1999
Argento Repubblica Ceca 2001
Bronzo Paesi Bassi 1997
Transparent.png World League
Oro Rio de Janeiro 1995
Oro Mosca 1997
Oro Mar del Plata 1999
Oro Rotterdam 2000
Transparent.png Coppa del Mondo
Oro Giappone 1995
Statistiche aggiornate al 25 marzo 2012

Vigor Bovolenta (Porto Viro, 30 maggio 1974Macerata, 24 marzo 2012[1]) è stato un pallavolista italiano.

Definito il Gigante del Polesine per la sua mole (202 cm di altezza), ha vestito la maglia azzurra negli anni della nazionale di Julio Velasco, di cui è stato unanimemente considerato un pilastro, considerata la più forte squadra italiana di pallavolo di tutti i tempi e soprannominata "generazione di fenomeni"[2].

Ad un mese dalla sua scomparsa, avvenuta sul campo all'età di 37 anni, verosimilmente per pregresse patologie cardiache, il 24 aprile 2012, è stata organizzata una partita al PalaDeAndré per ricordarlo. L'evento, chiamato Bovo Day, organizzato dalla società pallavolistica del Ravenna ha visto affrontarsi l'"Italia di Berruto" contro "Gli amici di Vigor".[3] Nella sua lunga carriera ha utilizzato solo due numeri di maglia nelle squadre: il numero 10 fino al 1999 e il 16 fino all'ultima partita con Forlì.[4] Dall'anno successivo l'evento è organizzato dalla moglie a Piacenza.

Il 12 agosto 2012, in occasione della conquista della medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra da parte della Nazionale Italiana di pallavolo, la squadra gli dedica il trofeo, portando sul podio la sua maglia azzurra nº 16.[5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Centrale, esordì con i dilettanti del Polesella prima di essere ingaggiato da Il Messaggero Ravenna, nel 1990. Esordì in prima squadra nella stagione 1990-91, in cui la squadra romagnola vinse scudetto e Coppa Italia; con lo stesso club vinse tre Coppe dei Campioni, una Coppa CEV e due Supercoppe Europee. Con la maglia ravennate giocò fino al 1997.

Vestì successivamente tre maglie diverse in tre stagioni, giocando per 4 Torri Ferrara, Piaggio Roma e Iveco Palermo. Nel 2000 esordì con l'Unibon Modena (con cui vinse il campionato 2001-02). Chiuse la sua esperienza nella squadra emiliana nel 2003 per poi passare alla Copra Piacenza, con cui disputò tre finali scudetto e vinse una Top Teams Cup.

Nel 2008 venne ingaggiato dalla RPA LuigiBacchi.it Perugia e partecipò con l'Italia ai Giochi olimpici di Pechino; dal 2010 ha giocato con la Yoga Forlì.

Ha collezionato 553 partite in A1, in 21 anni[6].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 maggio 1995 esordì in Nazionale, a L'Avana, nella gara persa per 3-1 dagli azzurri contro Cuba. Con la Nazionale ha vinto quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo e due Europei, oltre all'argento ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 e all'Europeo in Repubblica Ceca. Con la maglia azzurra ha giocato in totale 197 partite e vinto ben 7 trofei in 13 anni.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Bovolenta muore il 24 marzo 2012 all'età di 37 anni in seguito ad un malore avvenuto durante la partita fra la sua squadra, Volley Forlì, e la Lube per il campionato di B2. Dopo essersi accasciato improvvisamente al suolo dopo una battuta, viene trasportato immediatamente all'ospedale di Macerata, dove muore un paio d'ore più tardi[7][8], intorno alla mezzanotte, a seguito di un arresto cardiaco.[9]

Vigor aveva già sofferto di extrasistole negli anni antecedenti, tanto da essere stato costretto a uno stop di 4 mesi dodici anni prima della tragedia,[10] ma secondo una prima analisi l'episodio non avrebbe influito sul decesso. Era affetto da una coronaropatia aterosclerotica[11].

A quindici giorni dalla scomparsa la moglie Federica Lisi si accorge di aspettare il quinto figlio.[12]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ravenna: 1990-1991
Modena: 2001-2002
Ravenna: 1990-1991

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ravenna: 1991-1992, 1992-1993, 1993-1994
Piacenza: 2005-2006
Ravenna: 1996-1997
Perugia: 2009-2010
Ravenna: 1992, 1993
Ravenna: 1991

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 25 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Malore in campo. Addio a Bovolenta, su gazzetta.it, La Gazzetta dello Sport, 24 marzo 2012.
  2. ^ Chi era Vigor Bovolenta, su Il Post, 26 marzo 2012. URL consultato il 1º aprile 2021.
  3. ^ il Resto del Carlino, Bovolenta, ora è ufficiale: martedì 24 aprile sarà 'Bovo Day', su il Resto del Carlino. URL consultato il 1º aprile 2021.
  4. ^ Legavolley - Atleta: Vigor Bovolenta
  5. ^ Olimpiadi: Italvolley di bronzo con dedica a Bovolenta - Olimpiadi Londra 2012 - XXX Giochi Olimpici - Virgilio Sport Archiviato il 13 agosto 2012 in Internet Archive.
  6. ^ Dramma nel volley: Bovolenta stroncato da un malore al cuore, su sport.sky.it. URL consultato il 21 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2012).
  7. ^ Redazione Online, Pallavolo, il dramma di Bovolenta Muore in campo stroncato da un malore, su Corriere della Sera. URL consultato il 1º aprile 2021.
  8. ^ Morte Vigor Bovolenta, la Procura: "Era malato, non doveva giocare", su Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2013. URL consultato il 1º aprile 2021.
  9. ^ Vigor Bovolenta Story/ “Bovo forever” by Taglio di Po. Con l'Italia di Velasco & Anastasi, MondoVolley Atlanta/Pechino, su mediamind.it, 15 aprile 2012. URL consultato il 23 giugno 2020 (archiviato il 23 giugno 2020).
  10. ^ Bovolenta, l'esperto: "Studiai il suo cuore, era ok" - Quotidiano Net
  11. ^ "Bovolenta soffriva alle coronarie", per la morte indagati due medici forlivesi - Cronaca
  12. ^ Federica Lisi Bovolenta: "Dopo Bovo, la mia nuova vita con Pia", su Repubblica.it, 19 agosto 2019. URL consultato il 23 agosto 2019.
  13. ^ Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Vigor Bovolenta, su quirinale.it. URL consultato il 1º maggio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federica Lisi Bovolenta - Anna Cherubini, Noi non ci lasceremo mai. La mia vita con Bovo, Mondadori 2013

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]