Fuga da Alcatraz

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Fuga da Alcatraz
Fuga da alcatraz.png
Clint Eastwood in una scena del film
Titolo originaleEscape from Alcatraz
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1979
Durata112 min
Rapporto1,78:1
Generedrammatico
RegiaDon Siegel
SoggettoJ. Campbell Bruce
SceneggiaturaRichard Tuggle
ProduttoreDon Siegel
Produttore esecutivoRobert Daley
Casa di produzioneParamount Pictures
Distribuzione in italianoCIC
FotografiaBruce Surtees
MontaggioFerris Webster
Effetti specialiChuck Gaspar
MusicheJerry Fielding
ScenografiaAllen Smith, Edward J. McDonald
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz) è un film del 1979 diretto da Don Siegel.

Il film, girato proprio nella prigione di Alcatraz 16 anni dopo la sua chiusura permanente, si basa sul libro Escape from Alcatraz di J. Campbell Bruce, e descrive la vera storia dell'evasione di tre detenuti, Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin, avvenuta nella notte dell'11 giugno 1962. La pellicola segna anche la quinta e ultima collaborazione tra il regista e Clint Eastwood.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio 1960, il rapinatore Frank Morris, dopo varie evasioni da altri penitenziari federali, viene condotto nella prigione di Alcatraz. Evadere dal penitenziario, circondato dal mare da tutti i lati, sembra un'impresa impossibile: in ventisei anni infatti nessuno c'è mai riuscito. Frank, inizialmente, viene provocato continuamente da uno strano uomo, Wolf Grace, che si mostra interessato sessualmente a Frank. Nella doccia, egli tenta di molestare Frank ma non riesce nell'intento poiché viene messo al tappeto. Con il passare del tempo, Morris si integra bene nel complesso carcerario, stabilendo un rapporto amichevole con diversi prigionieri, tra cui English, Charley Puzo, Chester Dalton, Tornasole, e i due fratelli Anglin. English è un uomo di colore, che ha ucciso due bianchi per legittima difesa, Charley Puzo è un semplice ladro di auto, Chester Dalton è un pittore, Tornasole è un eccentrico individuo, goloso di dolci e che tiene con sé un topolino, mentre i due fratelli John e Clarence Anglin sono due rapinatori di banche.

Nella dura atmosfera e nella disperazione di un carcere di massima sicurezza, Morris, insieme a Puzo e ai due fratelli Anglin, architetta un'evasione, sfruttando l'indebolimento dei muri della prigione provocato dalla salsedine marina e un condotto di aerazione che passa sopra le celle. Il piano prevede di evadere da una griglia nella cella, scrostando il muro che la circonda con un semplice tagliaunghie e accedere nei condotti di aerazione. Da lì, arrivare al tetto e con una rudimentale zattera attraversare le gelide acque della Baia di San Francisco, con l'intenzione di arrivare sulle Angels Island. Per effettuare il piano, Tornasole e English procurano diversi materiali necessari alla fuga. Con il passare dei mesi, le parti di muro che circondano la griglia vengono distrutte e le zattere sono pronte. È quindi possibile effettuare finalmente la fuga. Durante la loro ultima pausa il detenuto Wolf intende vendicarsi di Morris (col quale aveva avuto una colluttazione che li aveva portati entrambi ad una detenzione in isolamento) uccidendolo con un pezzo di vetro, ma viene salvato da English che lo allontana. La sera successiva Morris saluta per l'ultima volta English e poco dopo inizia la fuga. I quattro scappano attraverso la griglia presente nelle loro celle, lasciando al loro posto, nei letti, delle teste di cartapesta. I tre arrivano nel tetto senza Puzo, poiché è molto insicuro e decide di fuggire soltanto molti minuti dopo. Arrivati nella scogliera, preparano la zattera e iniziano a remare, mentre Puzo non riesce ad attraversare una galleria e rinuncia alla fuga.

Il film, così come la realtà, lascia insoluto l'interrogativo se i tre arrivarono mai a destinazione. Sarebbe stata l'unica evasione riuscita della storia di Alcatraz, che era considerata prigione invulnerabile, e che venne chiusa definitivamente circa un anno dopo.

In effetti, nel 2015 i nipoti dei fratelli Anglin rivelarono che i loro zii erano riusciti a scappare in Brasile, fornendo agli inquirenti una foto riconosciuta ufficialmente come vera e risalente al 1975.[1]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Per girare il film si dovette ricostruire una rete elettrica lunga quindici miglia al fine di riconnettere l'elettricità all'isola tramite quella di San Francisco; inoltre, fu necessario molto lavoro per ripristinare lo stato della prigione a come esso era nel 1963, ossia alla chiusura del complesso carcerario. Al termine del film molti dei miglioramenti, apportati per l'occasione, furono mantenuti intatti e permangono tuttora.

La scena della pericolosa fuga dalle cancellate della prigione, sulla spiaggia e infine in acqua, non fu compiuta da controfigure, ma proprio dai tre attori, che in precedenza avevano seguito un'adeguata preparazione.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Uscito negli Stati Uniti il 24 giugno 1979, il film venne proiettato in 815 sale cinematografiche, incassando la prima settimana 5.306.354 dollari. In totale guadagnò 64,5 milioni di dollari: 43 milioni negli Stati Uniti[2] e altri 21,5 milioni all'estero. Roger Ebert lo definì "un ritratto teso e duro della vita in prigione, ed è anche un esempio magistrale di narrazione, in cui i personaggi dicono poco e la telecamera guida l'azione."[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fuga da Alcatraz, i nipoti degli evasi rivelano: «Ecco come sono scappati dalla prigione», su ilmessaggero.it, 13 ottobre 2015. URL consultato l'8 febbraio 2016.
  2. ^ (EN) Escape from Alcatraz, su boxofficemojo.com. URL consultato il 18 settembre 2016.
  3. ^ (EN) Escape from Alcatraz, su rogerebert.com. URL consultato il 18 settembre 2016.

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