Francesca Barracciu

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesca Barracciu
Francesca Barracciu (Martin Rulsch) 1.jpg

Sottosegretario di Stato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
2 novembre 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Simonetta Giordani
Successore Antimo Cesaro

Sindaco di Sorgono
Durata mandato 8 maggio 2005 –
31 maggio 2010
Predecessore Gianfranco Frau
Successore Vittorio Mocci

Eurodeputato
Legislature VII (da 17 dicembre 2012 a 27 febbraio 2014[1])
Gruppo
parlamentare
Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Circoscrizione Italia insulare
Incarichi parlamentari
  • Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
  • Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro
  • Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
Titolo di studio laurea in filosofia; laurea in pedagogia
Professione docente, consulente

Francesca Barracciu (Sorgono, 11 giugno 1966) è una politica italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata sia in filosofia che in pedagogia, è stata docente di materie letterarie e latino presso le scuole superiori nonché consulente per le attività culturali presso enti pubblici e privati. Entra in politica negli anni ottanta militando nel PCI poi PDS, DS e PD, componente di vari organismi politici è stata segretaria regionale Sardegna PD dal luglio al dicembre 2008. Consigliere e assessore comunale del comune di Sorgono, sindaco dello stesso comune dal 2005 al 2010 (eletta col 100% in quanto unico candidato), Consigliere regionale della Sardegna dal 2004 al 2013.

Nel 2009 si candida al Parlamento europeo tra le file del PD nella circoscrizione Isole e ottiene 116 844 preferenze risultando la prima dei non eletti, e subentrando poi a Rosario Crocetta il 17 dicembre 2012, dopo le sue dimissioni per l'elezione a Presidente della Regione Siciliana.[2]

Il 29 settembre 2013 ha vinto al primo turno le primarie del centrosinistra in vista delle elezioni regionali in Sardegna del 2014 con il 44,3%, ottenendo 22 808 voti, e sconfiggendo Gianfranco Ganau (PD, 32,6%), Andrea Murgia (indipendente ex-PD, 12,5%), Roberto Deriu (PD, 7,6%), e Simone Atzeni (PSI, 3,0%).[3] Il 30 dicembre successivo, tuttavia, dopo alcune pressioni di esponenti del suo partito, rinuncia a partecipare alla competizione elettorale, in quanto indagata nell'inchiesta sulle "spese pazze" dei fondi ai gruppi regionali,[4] ed è stata quindi sostituita dall'economista Francesco Pigliaru poi eletto Presidente della Sardegna.[5]

Nel settembre del 2013 viene iscritta nel registro degli indagati insieme ad altri 33 esponenti: due mesi dopo, l'allora europarlamentare e candidata governatrice, viene sentita dalla pm Marco Cocco per rispondere del mancato rendiconto di spese effettuate dal gruppo consiliare tra febbraio 2006 e gennaio 2009, per un totale di trentatremila euro di rimborsi chilometrici per il carburante.

Il 28 febbraio 2014 viene nominata Sottosegretaria di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo guidato dal Ministro Dario Franceschini, all'interno del Governo Renzi,[6] rassegnando le dimissioni da parlamentare europeo. Le dimissioni sono state ratificate l'11 marzo 2014;[7] le subentra Giovanni Barbagallo.

La sua nomina ha provocato forti perplessità in quanto fu l'allora Segretario del PD Matteo Renzi, appena insediato, a chiedere alla Barracciu di rinunciare alla corsa come candidato del centrosinistra per Presidente della Sardegna nonostante la vittoria alle primarie, a due mesi dal voto, in relazione all'inchiesta sui fondi regionali mentre era stato lui stesso poi, da Presidente del Consiglio a nominarla poi Sottosegretaria nel suo Esecutivo. Tuttavia il Premier e il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi hanno difeso la nomina di Barracciu e di altri Sottosegretari indagati ribadendo che l'avviso di garanzia non deve essere giudicato una condanna in via definitiva.

Il 5 dicembre 2014 interviene a Nuoro alle celebrazioni in onore del poeta Sebastiano Satta a cento anni dalla sua scomparsa. La Barracciu legge però un intervento in cui richiama la vita e i lavori di Salvatore Satta. Il giorno seguente, minimizza la gaffe come "una leggerezza del mio staff", sottolineando che "chi mi conosce e conosce il mio percorso di studi non mette sicuramente in dubbio che so benissimo chi sono Salvatore e Sebastiano Satta".[8]

Nel 2015, si candida a consigliere comunale nella sua Sorgono a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Rodi e la sua lista Un futuro per Sorgono. Tuttavia subisce una pesante sconfitta dal candidato civico di sinistra, il sindacalista Cgil Giovanni Arru eletto Sindaco con il 68% della sua lista Unita Mente con 789 voti doppiando Rodi fermo al 33% con 372 voti tuttavia Barracciu con 88 voti è la più votata della lista sconfitta dopo il candidato sindaco entrando in Consiglio comunale in minoranza.

Il 21 ottobre 2015 viene rinviata a giudizio per le spese pazze da lei sostenute durante il mandato di consigliere regionale della Sardegna dal 2004 al 2013 contestate dalla Procura di Cagliari per un ingiustificato di oltre 81 000 euro tra viaggi, spese e cene. La Barracciu ha ribadito la sua innocenza e che uscirà dall'inchiesta a testa alta annunciando però contestualmente le sue dimissioni da Sottosegretario alla Cultura e al Turismo del Governo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Entranti / uscenti
  2. ^ Francesca Barracciu, Europarl.europa.eu. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  3. ^ Francesca Barracciu ha vinto le primarie del centrosinistra in Sardegna, il Post, 30 settembre 2013. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  4. ^ Sardegna, Barracciu rinuncia a candidatura Regione. Pd nel caos a due mesi dal voto, la Repubblica, 30 dicembre 2013. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  5. ^ Rudy Francesco Calvo, Chi è Francesco Pigliaru, il candidato del Pd in Sardegna, Europa, 6 gennaio 2014. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  6. ^ Laura Eduati, Antonio Gentile e Francesca Barracciu, i primi due imbarazzi di Renzi, in L'Huffington Post, 28 febbraio 2014. URL consultato il 28 febbraio 2014.
  7. ^ Barracciu lascia il Parlamento europeo Al suo posto entra il siciliano Barbagallo - Politica - L'Unione Sarda
  8. ^ Nuoro, gaffe della Barracciu su Satta "E' stata una leggerezza del mio staff", Unione Sarda, 6 dicembre 2014. URL consultato il 12 gennaio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]