Fatti di Cittadella

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La definizione Fatti di Cittadella fa riferimento ad uno scontro armato tra un folto gruppo di squadristi fascisti ed i Carabinieri della Stazione di Cittadella, avvenuto l'8 maggio 1921.

Premessa[modifica | modifica wikitesto]

La mattina dell'8 maggio 1921 la squadra d'azione "Benito Mussolini" assaltò e devastò la camera del lavoro di Cittadella, come ritorsione per il ferimento con arma da fuoco del segretario del fascio di combattimento locale Angelo Rossi perpetrato dai socialisti. In occasione di questa spedizione vennero arrestati cinque squadristi dai Regi Carabinieri locali.[1]

I fatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli arresti Faustino Facchetti, comandante dei carabinieri locali, radunò nella caserma i militi presenti nel suo mandamento, prevedendo che vi sarebbero stati altri disordini. Nel primo pomeriggio, infatti, si radunarono circa 150 squadristi provenienti da Vicenza, Padova, Castelfranco Veneto e Bassano del Grappa, che suddivisi in due gruppi confluirono verso la caserma, incontrando sul loro percorso un gruppo di soldati di un battaglione di fanteria di stanza nel paese, che non oppose resistenza armata.

Il doppio assalto alla caserma venne respinto dai carabinieri con l'uccisione degli squadristi Angelo Boscolo Bragadin, Giovanni Battista Fumei e Vittore Mezzomo della squadra d'azione "La Serenissima", il ferimento grave di un quarto di costoro e il ferimento mortale del comandante Facchetti, che morì nel vicino ospedale, con un polmone trapassato da un proiettile dopo 24 ore di agonia.[1]

Facchetti venne sepolto il giorno seguente la morte, con una cerimonia semiclandestina.[senza fonte]

La piazza sede dello scontro, in prossimità della porta Bassano, venne rinominata "Piazza Martiri Fascisti" e nella stessa venne eretto un monumento per commemorare quei caduti, con una lapide riportante i loro nomi e il commento: "qui caddero incompresi". Il monumento venne demolito dai partigiani e la piazza intitolata al defunto maresciallo dei regi carabinieri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mimmo Franzinelli Squadristi, Mondadori, Milano, 2003.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]