Michele Crisafulli Mondìo

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Michele Crisafulli Mondìo
CrisafulliMondio.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVI, XXVII, XVIII

Dati generali
Partito politico Partito Agrario - Partito Nazionale Fascista
Professione avvocato

Michele Crisafulli Mondìo (Messina, 19 marzo 1881Savoca, 26 febbraio 1943) è stato un politico italiano, esponente del Fascismo messinese, deputato del Regno d'Italia, sindaco di Santa Teresa di Riva.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Michele Crisafulli Mondìo nasce da facoltosa famiglia di latifondisti. Il padre, l'avvocato Francesco Antonio Crisafulli-Trimarchi (1836-1904) appartiene ad un'agiata famiglia aristocratica proveniente da Savoca, la madre Amalia Elvira Mondìo dei marchesi di Navarri (1854-1908) discende da un nobile casato di origine spagnola, trapiantato a Messina nel XVI secolo.

La famiglia Crisafulli-Trimarchi-Mondìo, che vive tra Messina, Savoca e Santa Teresa di Riva, possiede vaste proprietà agrarie e urbane nei comuni di Savoca, Santa Teresa di Riva e Capo d'Orlando. Il nonno paterno, notar Vincenzo Crisafulli (1794-1868) era stato cassiere comunale di Savoca; i due zii paterni furono il sacerdote Giuseppe Crisafulli Trimarchi (1819-1887), preside della Facoltà di Lettere, e il professor Michele Crisafulli Trimarchi, preside della facoltà di Medicina dell'Ateneo Messinese).

Formazione e prima attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea in Giurisprudenza a Messina. Nel 1907 inizia la sua carriera politica con l'elezione a sindaco del comune di Santa Teresa di Riva: manterrà tale carica fino al 1917. Nel 1908, scampa, per un puro caso, al Terremoto di Messina, in cui perdono la vita cinque dei suoi otto fratelli (una sorella e quattro fratelli) e la madre. Nel 1917, diventa consigliere provinciale a Messina e inizia la sua collaborazione politica col duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò, esponente dei demosociali. Tra il 1917 e il 1920, ricopre altresì le cariche di assessore e vicesindaco nella giunta comunale di Santa Teresa di Riva, presieduta, in quegli anni, dal sindaco Cav. Vittorio Caminiti. Nel 1919 si candida con i radicali alla Camera dei deputati ma non viene eletto.

Elezione a parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921 è eletto deputato con la lista del partito Agrario. Ad agosto del 1923, aderisce al movimento fascista, divenendo in breve tempo capo indiscusso del fascismo nel Messinese, emarginando il fondatore del fascio messinese, Gennaro Villelli, e dirigendo con energia la fascistizzazione di tutta la provincia.

Nel 1924 è rieletto deputato nel Listone nel collegio unico siciliano e viene riconfermato anche nella successiva legislatura nel 1929. Più volte è segretario provinciale del PNF a Messina. Diviene amico personale e collaboratore del duce, e lo stesso Benito Mussolini trascorre più volte, in gran segreto, alcuni giorni di villeggiatura nella villa del Crisafulli a Santa Teresa di Riva, oggi conosciuta come Villa Crisafulli-Ragno[1].

Carriera politica a Messina[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni venti è presidente del Rotary Club di Messina[2]. Promuove a Santa Teresa di Riva e dintorni la costruzione di alcune opere pubbliche. Sponsorizza, in collaborazione con l'attore Piero Carnabuci, suo concittadino, la promozione di spettacoli teatrali presso il Teatro antico di Taormina.

Verso la metà degli anni venti, la sua unica figlia (adottiva) Aldea Righetti Crisafulli, va in sposa all'avv. Luigi Ragno, commissario prefettizio e podestà di Santa Teresa di Riva tra il 1924 e il 1929.

Nel 1929, entra in contrasto con l'onorevole Ludovico Fulci, già ministro delle Poste, amico personale di re Vittorio Emanuele III. A causa di ciò è espulso per un certo periodo dal Partito Fascista e costretto a riparare per qualche tempo in Spagna. Tornato a Messina si dedica all'industria agrumaria: ha però ormai perduto la leadership del fascismo nella provincia di Messina.

Nel 1942 lascia la città di Messina, martellata da continui bombardamenti aerei anglo-americani, e ripara nella tranquilla Savoca, alloggiando nell'antico palazzotto dei suoi avi, sito in via San Michele, presso l'antica Porta della Città. Morirà improvvisamente il 26 febbraio 1943, a Savoca, stroncato da un infarto. Viene tumulato nella cappella gentilizia delle famiglie Crisafulli-Trimarchi nel Gran Camposanto di Messina.

Massone, fu membro della Gran Loggia d'Italia[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il "Ventennio" a Santa Teresa di Riva Archiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive.
  2. ^ I presidenti del Rotary Club di Messina Archiviato il 27 luglio 2011 in Internet Archive.
  3. ^ Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Bompiani/Giunti, Firenze-Milano, 2018, pag. 526.


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