Crisafulli (famiglia)

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I Crisafulli sono una famiglia nobile siciliana con varie ramificazioni presenti nella provincia di Messina.

Il nome è di chiara origine greca: derivando da χρυσός (oro) e φύλλον (foglia), ergo Foglia d'oro.

Secondo il Mango di Casalgerardo, questa famiglia discende dal generale bizantino Giorgio Maniace Crisafi, principe e Vicario dell'Imperatore di Costantinopoli, e sarebbe stata originata da un certo Giovan Dragutto, chiamato con il vezzeggiativo Crisafulli per le sue qualità umane[1].

Tra gli esponenti più illustri della famiglia si ricordano un Leonardo Crisafulli, protomedico di Sicilia, decorato, con privilegio del 20 dicembre 1604, del titolo di don; un Santoro Crisafulli (1565ca-1640ca), nato a Savoca, da don Antonino Crisafulli (1543-1616), nobile signorotto locale, fu dottore in legge, Luogotenente dello Strategoto di Messina, Giudice della Corte Straticoziale e della Gran Corte Regia; un Cola-Antonio Crisafulli, assieme al Santoro e al Leonardo suddetti, risulta iscritto alle Mastre Nobili di Messina negli anni novanta del Cinquecento.

Ramo di Santa Lucia del Mela[modifica | modifica wikitesto]

Un ramo della famiglia si spostò nella cittadina di Santa Lucia del Mela e fu rappresentata da un Antonino, giurato nel 1797-98 e 1806-7.

Ramo di Savoca[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Antonio Crisafulli del 1581 con Stemma della famiglia Crisafulli presso la Chiesa di San Michele in Savoca

Il ramo più prospero fu quello di Savoca, presente nella cittadina jonica già nel Quattrocento e imparentato per secoli con le illustri famiglie Trimarchi, Prestipino, Nicòtina, Trischitta, Salvadore, Cacòpardo e Scarcella. A Savoca, i Crisafulli risiedevano in un grande palazzo nei pressi della Porta della Città, alcuni di loro esercitavano la professione di speziale e possedevano vastissime proprietà terriere sulle colline e sulla marina, dove oggi sorge il paese di Santa Teresa di Riva. All'interno della Chiesa di San Michele a Savoca è presente una delle sepolture di questa famiglia; la lapide reca lo stemma gentilizio e un'iscrizione che ci fa capire che venne realizzata su iniziativa di Antonio Crisafulli nel 1581.

Tra i discendenti di questa famiglia si ricordano:

Dalla famiglia Crisafulli discendono anche, per via materna, il politico Rosario Cacopardo (1903-1953), il giurista e politico Vincenzo Michele Trimarchi (1914-2007), il medico Enrico Trimarchi (1910-1959) e il politico Salvatore Ragno (1934-2010).

Arma[modifica | modifica wikitesto]

Di rosso, all'albero di alloro, sradicato al naturale, sostenuto da due leoni d'oro, contrarampanti ed affrontati al tronco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, Scheda sulla famiglia Crisafulli

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]