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Federazione di rugby a 15 della Francia

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Fédération française de rugby
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Disciplina Rugby a 15
Fondazione13 maggio 1919
GiurisdizioneFrancia metropolitana
PaeseFrancia (bandiera) Francia
ConfederazioneWorld Rugby (dal 1978)
Rugby Europe (dal 1934)
SedeFrancia (bandiera) Parigi
PresidenteFrancia (bandiera) Florian Grill
Sito ufficialewww.ffr.fr

La Fédération française de rugby (IPA: [fedeʁɑsjɔ̃ fʁɑ̃sɛːz də ʁyɡbi]) o FFR è l'organismo di governo del rugby a 15 in Francia. Fondata nel 1919 e riconosciuta “Ente di pubblica utilità” già nel 1922, fin dalla sua nascita coordina tutta l'attività nazionale di club e gestisce quella internazionale delle rappresentative francesi, compiti fino ad allora in carico all'Unione delle società francesi di sport atletici (USFSA).

Capofila nel 1934 del gruppo di membri fondatori della Fédération Internationale de Rugby Amateur (F.I.R.A., oggi Rugby Europe), nel 1978, prima federazione non anglosassone, divenne membro associato dell'International Rugby Football Board (IRFB, oggi World Rugby) e dal 1989 coordina anche l'attività femminile.

La sua sede legale è a Marcoussis, comune dell'Île-de-France, e il suo presidente è Florian Grill, in carica dal 2023.

Il rugby entrò in Francia tramite i marinai e i commercianti britannici sbarcati nei porti del nord del Paese: il primo consorzio su suolo francese nacque nel 1872, l'Havre Athletic Club, e in capo a pochi anni il gioco arrivò anche nella capitale Parigi.

Il primo campionato nacque nel 1892 e la nazionale esordì nel 1906; quando essa fu invitata dalle Union britanniche, nel 1910, a prendere parte al Cinque Nazioni, non esisteva ancora una federazione, il rugby essendo affidato a un comitato di gestione interno all'USFSA[1]. Il 13 maggio 1919 tale comitato di gestione si eresse a soggetto autonomo all'interno dell'USFSA e un anno più tardi, in un congresso a Lione, dichiarò la propria indipendenza da tale organismo dandosi il nome di Fédération française de rugby[2].

Nel 1931 la Francia fu rimossa dal Cinque Nazioni con accuse di favoreggiamento del professionismo[3] e induzione al gioco violento[4]; la FFR avviò quindi colloqui con le altre federazioni continentali - tra cui Italia, Spagna, Germania e Romania[5] - che si concretizzarono con la fondazione della F.I.R.A.[6], il cui campionato europeo la stessa Francia dominò per tutto il XX secolo, prima di dedicarsi esclusivamente al Sei Nazioni.

Nel dopoguerra, la Francia vinse nel 1954 il suo primo Cinque Nazioni di sempre[7] e nel 1978 vide coronati il suo sforzo di diventare la prima federazione non anglosassone a far parte dei membri IRFB (che all'epoca contava solo sette membri, ovvero le quattro union delle Isole britanniche più Australia, Sudafrica e Nuova Zelanda)[8][9], veste nella quale si prodigò per proporre lo svecchiamento dell'approccio alla disciplina e l'istituzione di un campionato mondiale[10].

Nel 1989, inoltre, l'allora presidente Albert Ferrasse promosse l'integrazione nei ranghi federali della disciplina al femminile, che per i quasi vent'anni precedenti era stata gestita dalla FFRF, organismo estraneo alla FFR[11].

La federazione ha organizzato due edizioni della Coppa del Mondo maschile (nel 2007 e nel 2023) e una di quella femminile (nel 2014).

Attività di club

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In ambito maschile di club la federazione ha giurisdizione sul Top14, campionato nazionale di rugby più antico del mondo, nato nel 1892 sotto la direzione di USFSA, preso in carico nel 1921, dal 1998 affidato alla gestione di Ligue Nationale de Rugby e giunto nel 2025 alla sua 127ª edizione. Con 24 titoli nazionali, il club più vittorioso del campionato francese è il Tolosa, il quale è anche quello più blasonato a livello continentale, avendo vinto 6 volte il trofeo di campione d'Europa tra il 1996 e il 2024[12]. Più in generale la Francia è la federazione più vittoriosa in ambito europeo, con 13 vittorie in Champions Cup (le citate 6 di Tolosa, più 3 di Tolone, 2 della Rochelle e una di Bordeaux Bègles) e 11 in Challenge Cup (3 di Clermont, 2 di Montpellier più una ciascuna per Bourgoin-Jallieu, Stade français, Pau, Biarritz, Colomiers, Lione e la citata Tolone).

Dal 1989 gestisce inoltre il campionato femminile, anch'esso dominato nel palmarès da una formazione di Tolosa, il Fémina Sport, vincitore di 9 titoli e che attraverso alcune fusioni societarie, diede origine alla sezione femminile dell'attuale Stade Toulousain vincitore di un ulteriore titolo sotto tale nuova veste.

Attività internazionale

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La nazionale maschile ha vinto 25 titoli di campione d'Europa F.I.R.A. tra il 1936 e il 1994 (record della competizione), anche se, al pari dell'Italia, essa non partecipa più a tale torneo dopo che entrambe si dedicano esclusivamente al Sei Nazioni (nella forma attuale dal 2000). Ha inoltre vinto, al 2026, 27 titoli del Cinque/Sei Nazioni, diciannove dei quali indivisi e undici con il Grande Slam[13]. Alla Coppa del Mondo maschile è giunta tre volte in finale, benché sempre sconfitta: dalla Nuova Zelanda (due volte, 1987 e 2011) e dall'Australia (1999). Inoltre ha raggiunto in altre tre occasioni la semifinale perdendola, vincendo nel 1995 la finale per il terzo posto. La Francia sotto la gestione FFR vanta anche due argenti olimpici nel rugby a XV, ai giochi di Anversa nel 1920 e di Parigi nel 1924, in entrambi i casi contro la nazionale degli Stati Uniti.

La formazione femminile partecipa annualmente al Sei Nazioni di categoria, competizione che ha vinto 6 volte – la più recente nel 2018 – cinque delle quali con il Grande Slam[14]. Relativamente alla Coppa del Mondo, al pari di quella maschile la squadra ha preso parte a tutte le edizioni e ha raggiunto la semifinale in nove occasioni su dieci partecipazioni, con sette terzi (uno dei quali condiviso) e due quarti posti[15].

A parte le due medaglie di inizio XX secolo, in ambito olimpico la FFR compete nel rugby a 7, disciplina introdotta dal CIO a partire dalle olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. In tale competizione la Francia vanta un argento femminile al torneo di Tokyo tenutosi nel 2021 (sconfitta in finale contro la Nuova Zelanda) e un oro maschile al torneo di Parigi 2024.

Bernard Lapasset, primo francese a presiedere World Rugby
1919-1920 Frantz Reichel
1920-1928 Octave Léry
1928-1939 Roger Dantou
1939-1943 Albert Ginesty
1943-1952  Alfred Eluère
1952-1962 René Crabos
1962-1966 Jean Delbert
1966-1968 Marcel Batigne
1968-1991 Albert Ferrasse
1991-2008 Bernard Lapasset
2008-2016 Pierre Camou
2016-2023 Bernard Laporte
2023- Florian Grill
  1. (FR) Commission centrale de rugby, in Tous les Sports, vol. 150, Paris, Union des sociétés françaises de sports athlétiques, 10 gennaio 1919, p. 3. URL consultato l'8 marzo 2026. Ospitato su Biblioteca nazionale di Francia.
  2. (EN) Henry Hoursiangou, Le Congrès de Lyon décide de le constituer en une fédération indépendante, in l’Athlète, Bordeaux, 26 giugno 1920, p. 1. URL consultato l'8 marzo 2026. Ospitato su Biblioteca nazionale di Francia.
  3. (EN) Mike Rayner, Rugby Union and Professionalisation: Elite Player Perspectives, London, Routledge, 2017, p. 60, ISBN 1-351-97124-7.
  4. (EN) Serge Laget, Rugby: Olympic Tackles and Scrums (PDF), in Olympic Review, n. 288, Losanna, Comitato Olimpico Internazionale, 1991, pp. 510-13, ISSN 0377-192X (WC · ACNP). URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2014).
  5. Lo statuto della Federazione Internazionale di Rugby Amatori approvato, in il Littoriale, n. 73, Roma, 26 marzo 1934, p. 8. URL consultato l'8 marzo 2026.
  6. (EN) History, su fira-aer-rugby.com, Rugby Europe, 26 maggio 2005. URL consultato l'8 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  7. (EN) Fine French pack upset England, in The Observer, 11 aprile 1954, p. 14. URL consultato l'8 marzo 2026.
  8. (FR) Les invités du vendredi qui précède le 3e samedi de mars, in Rugby Magazine, n. 785, Paris, Fédération Française de Rugby, 31 maggio 1978, p. 2-3. URL consultato il 6 gennaio 2026. Ospitato su Biblioteca nazionale di Francia.
  9. (EN) Board agrees on shorter safaris for Lions in future, in The Guardian, 18 marzo 1978, p. 24. URL consultato il 13 gennaio 2026.
  10. (EN) David Frost, South Africa may play in the first World Cup, in The Guardian, 23 marzo 1985, p. 15. URL consultato il 12 gennaio 2026.
  11. (FR) Jacques Fouroux, Compte-rendu de la section sportive, in Rugby Magazine, vol. 897, Paris, Fédération Française de Rugby, 31 agosto 1989, p. 19. URL consultato l'8 marzo 2026. Ospitato su Biblioteca nazionale di Francia.
  12. (EN) Sarah Rendell, Leinster 22-31 Toulouse: Champions Cup final – as it happened, in The Guardian, 25 maggio 2024. URL consultato il 15 dicembre 2024.
  13. (FR) 6 Nations 2025 – Le classement final de l’édition 2025 avec le succès du XV de France, in RugbyRama, Midi Olympique, 15 marzo 2025. URL consultato l'8 marzo 2026 (archiviato il 16 marzo 2025).
  14. (EN) Paul Eddison, France Women power to Grand Slam glory in Wales, su sixnationsrugby.com, Six Nations Rugby, 16 marzo 2018. URL consultato il 28 marzo 2018 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2018).
  15. (EN) Five-try France blow away Canada to take bronze at Rugby World Cup 2021, su world.rugby, World Rugby, 12 novembre 2022. URL consultato il 9 marzo 2026 (archiviato il 9 marzo 2026).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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