Esperantido

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esperantidoj
Creato da autori vari nel periodo dal 1888 ad oggi, quasi tutti nel XX secolo
Parlato in diffusione sparsa nel mondo, in quanto lingue internazionali
Locutori
Totale non censiti
Classifica nessuna tra le prime 100
Altre informazioni
Tipo SVO (per la maggioranza, e in genere non obbligatorio)
Tassonomia
Filogenesi lingue artificiali
 lingue ausiliarie internazionali
  lingue a posteriori
   esperanto
    esperantidoj

Esperantido è il termine usato all'interno della comunità degli studiosi dell'esperanto e delle lingue artificiali per descrivere un progetto di lingua basato o ispirato all'esperanto.

Il termine esperantido in origine faceva riferimento ad un progetto ben preciso, quello che più tardi venne conosciuto come ido. La parola esperantido deriva da esperanto seguito dal suffisso -ido (che, in esperanto stesso, indica un discendente). Di conseguenza, esperantido significa letteralmente "derivato dall'esperanto".

Logo della lingua Ido.
Logo della lingua Neo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Progetti di riforma dell'esperanto[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni "esperantidoj"[1] sono stati creati per superare quelle che venivano percepite come debolezze dell'esperanto o di altri esperantidoj. È significativo che già Ludwik Lejzer Zamenhof, l'autore dell'esperanto, propose, nel 1894, una serie di cambiamenti al linguaggio (il cosiddetto esperanto riformato), che però furono respinti degli esperantisti dell'epoca. È stato anche ipotizzato che Zamenhof propose intenzionalmente cambiamenti così radicali da assicurarsi il rifiuto e consolidare la versione usata.

Specie di "esperantidoj"[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono progetti, come l'ido o i numerosi progetti di René de Saussure che sono chiaramente esperantidoj, sia perché gli autori lo dichiarano espressamente sia perché la loro struttura rende evidente tale parentela. Altri esperantidoj non sono dichiaratamente tali, ma è possibile notare il loro esserlo dalla loro struttura (esperantidoj pastiche). Infine ci sono alcuni esperantidoj i cui autori dichiarano espressamente la loro relazione con l'esperanto, anche se essa non è evidente in base alla loro struttura, come per esempio per il Romanal. Molti progetti di esperantidoj, forse la maggior parte, non lo sono esattamente, poiché in realtà essi sono tentativi di riforma dell'Ido (cioè sono “ididoj”), poiché gli idisti nella loro storia hanno avuto una tendenza ad auto-riformare la propria lingua molto maggiore rispetto agli esperantisti.

Generalmente non si applica il termine “esperantido” alle lingue artificiali che sono apparse dopo l'esperanto ma hanno solo un minimo di influenza dell'esperanto, come Occidental/Interlingue e l'Interlingua della IALA.

Secondo lo scopo si possono dividere gli esperantidoj in fantastici e non fantastici. Gli esperantidoj fantastici, come adjuvilo o Arcaicam Esperantom sono stati proposti solo con scopi letterari. Gli esperantidoj non fantastici sono progetti che, come l'ido, hanno lo scopo di sostituire l'esperanto “ortodosso”. Gli esperantidoj non fantastici si possono dividere in radicali o moderati. I progetti radicali, come l'Ido, propongono importanti cambiamenti all'esperanto; gli esperantidoj moderati, come Antido, propongono cambiamenti meno importanti e spesso restano fra l'ido e l'esperanto.

Scopo degli "esperantidoj" non fantastici[modifica | modifica wikitesto]

La riforma e il miglioramento dell'esperanto è lo scopo ed il sogno di centinaia di uomini, i quali ritengono che il mancato successo dell'esperanto derivi da imperfezioni della sua struttura linguistica. Risolte esse, la lingua che ne deriva raggiungerebbe il ruolo internazionale e inter-umano desiderato per l'esperanto. I sostenitori dell'esperanto “ufficiale” al contrario ritengono che esso è già completamente utilizzabile, come attesta il suo vasto uso come lingua artificiale di maggiore successo.

Gli "esperantidoj" oggi[modifica | modifica wikitesto]

Soltanto l'Ido di Beaufront, Couturat e Leau, ed il Neo di Alfandari, hanno avuto un'applicazione pratica degna di nota e posseggono tuttora un piccolo movimento di sostegno. Gli altri progetti sono in genere terminati poco dopo la loro creazione o la morte dei loro autori; oppure sono rimasti allo stadio di creazioni individuali. Le molte lingue artistiche create di recente hanno preferito in genere modelli stabiliti a priori, come ad es. il Klingon, il Na'vi, il Láadan e il Dothraki; oppure derivazioni dalle lingue letterarie classiche e moderne, come i linguaggi della Terra di Mezzo di Tolkien.

Lista di "esperantidoj"[modifica | modifica wikitesto]

La lista che segue, pur non essendo completa, è rappresentativa, perché comprende gli "esperantidoj" più conosciuti e molti di quelli meno conosciuti.

A[modifica | modifica wikitesto]

C[modifica | modifica wikitesto]

D[modifica | modifica wikitesto]

E[modifica | modifica wikitesto]

F[modifica | modifica wikitesto]

I[modifica | modifica wikitesto]

K[modifica | modifica wikitesto]

L[modifica | modifica wikitesto]

M[modifica | modifica wikitesto]

N[modifica | modifica wikitesto]

O[modifica | modifica wikitesto]

P[modifica | modifica wikitesto]

  • Poliespo, polisintetica, per mezzo della lingua cherokee
  • Popido, fantastica

R[modifica | modifica wikitesto]

S[modifica | modifica wikitesto]

U[modifica | modifica wikitesto]

V[modifica | modifica wikitesto]

W[modifica | modifica wikitesto]

X[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dire "esperantidi" è sbagliato, perché in esperanto il plurale si forma con "oj"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]