Ecce bombo

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Ecce bombo
EcceBombo1978WP.jpg
Un fotogramma del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1978
Durata103 min
Rapporto1,66:1
Generecommedia, drammatico
RegiaNanni Moretti
SoggettoNanni Moretti
SceneggiaturaNanni Moretti
ProduttoreMario Gallo
Produttore esecutivoMario Gallo
Casa di produzioneFilmalpha, Alphabetafilm
Distribuzione in italianoCIDIF
FotografiaGiuseppe Pinori
MontaggioEnzo Meniconi
MusicheFranco Piersanti
ScenografiaMassimo Razzi
CostumiLina Nerli Taviani, Fabrizia Magnini
TruccoPietro Tenoglio
Interpreti e personaggi

Ecce bombo è un film italiano del 1978, diretto da Nanni Moretti. Il film è stato presentato in concorso al 31º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film descrive le giornate di Michele, studente universitario, i suoi rapporti con i genitori e la sorella Valentina, quelli con le ragazze e la sua vita di gruppo, Mirko, Vito e Goffredo, quattro amici ex sessantottini. I loro passatempi sono quelli ormai consumati della sua generazione: cinema, pizzeria, bottiglieria, ma più spesso si trascorre il tempo seduti al bar senza far niente, tra difficili rapporti sentimentali, scarso dialogo familiare, discutere del più e del meno o parlare dai microfoni di una radio privata. Michele ha difficili rapporti in famiglia, una complicata relazione con la fidanzata Silvia, che lavora nel cinema come aiuto regista e con le donne in generale. Mirko, un ragazzo assillato da vari problemi, ospita in casa Olga, una ragazza schizofrenica. Vito è un pigro impiegato. Goffredo è uno svogliato studente universitario. Michele aiuta ragazzi liceali a prepararsi all'esame di maturità,

I quattro, stufi di spendere le serate in maniera inconcludente al bar, decidono di tenere riunioni di autocoscienza per risolvere le loro insoddisfazioni, ma finiscono per abbandonarsi a logorroiche divagazioni senza giungere a nulla.

L'arrivo dell'estate mette fine all'esperimento, ma i quattro amici continuano a vedersi. Una sera, durante uno dei consueti incontri, tutti insieme decidono di andare da Olga, la voce si sparge tra gli altri ragazzi del bar e del quartiere, ma alla fine, tranne Michele, ognuno si perde per strada, distratto da futili svaghi.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Come in "Io sono un autarchico", suo primo lavoro, anche in questo film Moretti fa una satira della generazione post-sessantottina, una generazione tanto incomprensibile quanto un'esclamazione "Ecce bombo" che da titolo al film. Avvolta da una nube di sofferenza e isolamento, condannata a un ripiegamento irrisolto e inconcludente, ma pur sempre vitale nella esigenza del cambiamento e nell'opposizione alle regole dei padri.

A questi ventenni in crisi non fanno difetto l'autocritica e l'ironia, quando guardano alla propria socialità grottesca e alle mode di facile consumo ‒ le demenziali televisioni private e radio "libere", i rituali delle occupazioni studentesche, le comuni ‒ oppure quando aspettano l'alba su una spiaggia di Ostia per poi scoprire che il sole è sorto alle loro spalle, mentre un robivecchi in bicicletta grida "ecce bombo". È Mirko, in una delle tante riunioni di autocoscienza, a mettere a fuoco la situazione: "Penso che sbagliamo quasi tutto: nei rapporti con le donne, tra noi, con lo studio, in famiglia, nel lavoro". la vicenda sia frammentaria, lasciando però inalterati i rapporti di causa ed effetto tra generazioni separate da distanze siderali.

Nanni-Michele si addentra nei drammi di una realtà giovanile: una generazione che anela al libero amore ma finisce vittima di ruoli borghesi e di una concezione tradizionale della sessualità. Questi giovani che irridono ai luoghi comuni quali quelli di di TeleCalifornia, televisione privata ingessata nella sua retorica comunicativa, che poi si avviluppano nei dibattiti notturni delle piccole emittenti radiofoniche locali, sono avvezzi alla critica della società ma fondamentalmente incapaci di cambiare il "sistema".

La crisi di questa gioventù è palpabile, emerge dalle riunioni collettive, così come dall'autogestione scolastica, si palesa nelle discussioni programmatiche sul modo di innamorarsi, come pure nei dialoghi inconcludenti ed allucinati. E infatti la realtà generazionale di Moretti e amici non ha neanche la possibilità di illudersi sul proprio destino, impegnata com'è nell'analisi lucida delle proprie insicurezze e delle proprie debolezze.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lungometraggio di Nanni Moretti, il film è stato girato in presa diretta in formato 16 mm, per motivi di risparmio, per essere poi successivamente "gonfiato" in 35 mm per la distribuzione nelle sale.

Il titolo del film deriva da uno straccivendolo che andava in giro urlando così, riportato in una delle scene del film.[2] Altri titoli ipotizzati ma scartati per il film furono: Sono stanco delle uova al tegamino, Piccolo gruppo, Delirio d'agosto e Senza caviglie.[3]

Il personaggio dell'attore poeta è interpretato da Luigi Moretti, padre del regista. Tra gli attori, nei panni di personaggi secondari, figurano anche Augusto Minzolini e Giampiero Mughini.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì in prima visione in Italia l'8 marzo 1978;[4] fu presentato al London Film Festival nel novembre successivo,[4] mentre fu distribuito in Germania Ovest a partire 20 novembre 1980.[4]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film include la canzone Amare inutilmente (G. Agate - G. Paoli) tratta dall'album Amare per vivere di Gino Paoli (Durium, 1972).

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena in cui Michele urla «Ma che siamo in un film di Alberto Sordi?!» è stata ripresa da Massimiliano Bruno nel suo film Nessuno mi può giudicare. In questa citazione, Lionello, interpretato da Rocco Papaleo, urla «Ma che siamo in un film di Nanni Moretti?!».
  • Nel video ufficiale della canzone La mia parte intollerante, Caparezza ed il suo terapista ululano per introdurre un flashback, proprio come fa Michele quando Goffredo racconta il trauma subito da bambino.
  • Nella canzone Il Bel Canto del gruppo alternativo Ministri il verso «Ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi» cita la scena in cui Michele urla «Te lo meriti Alberto Sordi!»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1978, festival-cannes.fr. URL consultato il 18 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2013).
  2. ^ Paolo D'Agostini, Moretti: "Ecce bombo" non doveva far ridere", in la Repubblica.it, 6 dicembre 2006. URL consultato il 18 dicembre 2013.
  3. ^ Nanni Moretti, 11 introduzioni ai miei film Archiviato il 20 luglio 2011 in Internet Archive., SacherFilm.eu.
  4. ^ a b c (EN) dalla scheda del film (sezione Release Info) su IMDb [1].

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