Movimento Studentesco

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Occupazione dell'Università Statale di Milano da parte di studenti del Movimento studentesco
Manifestazione del Movimento Studentesco nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

Movimento Studentesco (MS) fu un'organizzazione extraparlamentare studentesca di sinistra, attiva in molti atenei d'Italia, particolarmente a Milano, tra i primi anni sessanta e il 1976.

All'inizio degli anni sessanta l'incremento del livello culturale e la maturazione della società permisero agli studenti medi e universitari di chiedere delle riforme e di ottenere maggiore partecipazione alle decisioni che riguardavano le attività scolastiche.

L'espressione "movimento studentesco" indica il movimento nel settore degli studenti medi e universitari in Italia, attivo dai primi anni sessanta fino alla sua dissoluzione e il passaggio dei militanti del tempo nel Movimento Lavoratori per il Socialismo avvenuto nel 1976. All'interno di questo vasto e variegato movimento si enuclearono dei specifici movimenti di durata e localizzazione e scopi definiti in modo specifico. L'espressione "Movimento Studentesco" (abbreviato in MS), in senso specifico, indica una specifica struttura nata all'Università Statale di Milano e diffusasi nella maggior parte delle scuole milanesi e oltre.

In altre zone il Movimento studentesco assunse inizialmente una più ampia articolazione. A Brescia, per esempio, ebbe inizialmente una connotazione più unitaria. Nella prima metà degli anni settanta il MS bresciano perse la componente di Lotta Continua; solo successivamente la componente che si rifaceva alla FGCI si distaccò dall'MS, dopo un duro confronto, fondando con componenti più moderate il Movimento Democratico degli Studenti. Le parole d'ordine degli schieramenti contrapposti erano "gestione sociale" e "uso parziale alternativo".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La natura assembleare del Movimento Studentesco e il fatto di essere esposto a un elevato ricambio delle persone militanti, connesso al piano di studi degli aderenti, in maggioranza studenti, resero sempre complessa la formazione delle attività e delle opinioni.

Ebbe come principali leader carismatici Mario Capanna destinato a una lunga carriera politica e Salvatore Toscano come valore politico ideologico.

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

L'attività politica ufficiale iniziò all'inizio del 1968 e proseguì fino al 1976. La composizione iniziale era costituita da studenti della borghesia milanese di orientamento politico di sinistra e la sua impostazione ideologica era influenzata dai concetti leninisti di lotta di classe ed avanguardia rivoluzionaria.

Questa impostazione diede un atteggiamento prudente nei suoi confronti da parte dei movimenti della sinistra parlamentare.

In genere le sue linee di azione si basarono sulle assemblee, tendendo a rifiutare le impostazioni verticistiche, ma richiedendo la loro approvazione nelle assemblee studentesche. Concetti simili influenzarono anche la sua struttura organizzativa, molto più precisa e organizzata delle altre strutture spontanee cresciute nel periodo.

Uscita dall'ambito universitario verso la società[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni 10-11 marzo 1968 il Movimento Studentesco tenne un dibattito all'Università statale di Milano. Ne conseguì la decisione di uscire dall'ambito studentesco per aprirsi ai problemi della società, in particolare del mondo del lavoro. Mantenne tuttavia una autonomia rispetto agli operai, ritenendo il proprio ruolo vicino ma esterno alla classe operaia, da influenzare senza esserne assorbiti.

Divergenze interne[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 gennaio 1971 il Movimento Studentesco tenne una assemblea presso l'aula magna della Università statale di Milano. Si presentarono due tesi in contrasto, una da parte di Mario Capanna, sostenuta da Salvatore Toscano, di tendenze riformiste ma legate al movimento operaio, e una da parte di Giuseppe Saracino, rappresentante dell'area liberale del movimento. L'assemblea terminò con una frattura tra le due tendenze. Il gruppo facente capo a Giuseppe Saracino presentò in realtà una mozione di astensione (mozione pepe) ispirata al pensiero di Rudi Dutschke e alla sua lunga marcia nelle istituzioni; la votazione si concluse con 445 astenuti, 220 favore e 1 contro.

Nel febbraio 1974, in seguito a una discussione, in parte riguardante la figura di Giuseppe Stalin, Capanna, Fabio Guzzini e Giuseppe Liverani si dimisero dal gruppo dirigente, accelerando un processo di crisi. Alla guida del movimento rimasero Cafiero e Toscano.

Alla fine di ottobre del 1974, dopo un lungo dibattito interno, un folto gruppo di quadri dirigenti (circa 300) si allontanò dal Movimento Studentesco, con un manifesto murale intitolato "Perché usciamo dal Movimento Studentesco". In questo modo il "Coordinamento dei Comitati antifascisti" di Milano divenne un organismo del tutto indipendente.

Dopo un periodo di crisi e di dibattiti, il 1º febbraio 1976 il Movimento Studentesco si trasformò in Movimento Lavoratori per il Socialismo, di cui Salvatore Toscano fu primo segretario. È un passo verso la trasformazione in partito e l'avvicinamento alla politica parlamentare, abbandonando la politica extraparlamentare.

A sua volta questo movimento si fonderà nel 1981 con il Partito di Unità Proletaria completando il passaggio nel campo parlamentare. Ma il vero apporto "parlamentarista" avverrà all'interno di Democrazia Proletaria, della quale Mario Capanna sarà prima coordinatore e poi (1984-1987) segretario.

Avvenimenti particolari[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione dopo la morte di Roberto Franceschi a Milano

Il 1º febbraio 1972 ci fu una grande manifestazione del Movimento Studentesco a Milano. Mario Capanna tenne un forte comizio conclusivo.

Il 23 gennaio 1973 davanti all'Università "Bocconi" di Milano, durante scontri tra forze dell'ordine e giovani della sinistra extraparlamentare, viene ferito gravemente con un colpo d'arma da fuoco il ventunenne Roberto Franceschi, militante del Movimento Studentesco; Franceschi morirà il 30 gennaio. Oggi c'è un monumento che ricorda Franceschi sul luogo nel quale è caduto.

Il 5 febbraio 1973 tre esponenti del movimento Studentesco, Mario Capanna, Fabio Guzzini e Giuseppe Liverani, vengono arrestati per aver aggredito, il precedente 25 gennaio, Giuseppe Schiavinato, l'allora rettore dell'Università Statale di Milano.

Il 16 aprile 1975 viene ucciso a Piazza Cavour a Milano Claudio Varalli (17 anni)[1], militante del Movimento Studentesco, dal neofascista Antonio Braggion. Nei giorni successivi la repressione delle manifestazioni di protesta porteranno all'uccisione di altri giovani della sinistra extraparlamentare: il 17 aprile a Milano Giannino Zibecchi, docente di educazione fisica e militante del Comitato Antifascista del Ticinese, verrà schiacciato da un camion dei carabinieri; il 18 aprile, a Firenze, un agente in borghese ucciderà, con un colpo di rivoltella, un militante del PCI, Rodolfo Boschi.

Servizio d'ordine[modifica | modifica wikitesto]

Il Movimento disponeva di un forte servizio d'ordine, assai ben organizzato, i cui membri erano chiamati katanga o "katanghesi" (dal nome della provincia secessionista congolese dei primi anni '60). Il servizio d'ordine aveva il compito di far rispettare ai cortei i limiti di percorso imposti dalla Questura o dalla Prefettura e di sorvegliare lo svolgersi delle manifestazioni, bloccando sul nascere eventuali azioni violente di qualche esagitato o difendendo i partecipanti ai cortei da aggressioni esterne. Frequenti erano gli scontri con gruppi di estrema destra, ma non mancarono occasioni di confronto fisico anche con forze di polizia o con altri gruppi dell'estrema sinistra. Ripetuti gli scontri con i militanti di Avanguardia Operaia.

Esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Esponenti del Movimento Studentesco furono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ , 1991. Varalli aveva 17 anni.</cfr. www.pernondimenticare.net>

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Capanna, Mario, Movimento Studentesco, crescita politica e azione rivoluzionaria, Edizioni Sapere, Milano 1968
  • Capanna, Mario, Formidabili quegli anni, Rizzoli, Milano 1988
  • Capanna, Mario, Lettera a mio figlio sul Sessantotto, Rizzoli, Milano 1998
  • Cortese, Luisa (a cura di), Il Movimento Studentesco, storia e documenti 1968-1973 - prefazione di Giulio Maccacaro, Valentino Bompiani editore, Milano, 1973
  • Poli, Francesco, Rovida, Ezio, Che cos'è un monumento, Storia del monumento a Roberto Franceschi, Gabriele Mazzotta editore, Milano, 1995
  • Rovida, Ezio (a cura di) 1966-1976 Milano e gli anni della grande speranza, Dalai editore, Milano, 2012
  • Toscano, Salvatore, A partire dal '68, Mazzotta, Milano 1978
  • Tobagi, Walter, Storia del movimento studentesco e dei marxisti-leninisti in Italia, Sugar, Milano 1970
  • Il Sessantotto – La stagione dei movimenti (1960-1979), (1), a cura della redazione di "Materiali per una nuova sinistra", Ed. Associate, 1988
  • Tumminelli, Roberto, Passate col rosso, Baldini & Castoldi, Milano, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]