Movimento studentesco

Il Movimento studentesco è un fenomeno sociale nato nella seconda metà del Novecento nei Paesi occidentali, concretizzatosi nella formazione di gruppi giovanili di protesta su cause politiche, ambientali, economiche o sociali. Nonostante sia spesso focalizzato su temi legati al mondo dell'educazione come scuola, curriculum e fondi per l'istruzione, i gruppi studenteschi hanno influenzato anche eventi politici di respiro più ampio.[1]
I movimenti studenteschi moderni sono molto vari nelle tematiche, nelle dimensioni e nell'efficacia, vedendo la partecipazione di studenti di diverse età, etnie, estrazioni socio-economiche e visioni politiche.[2] Nonostante l'attivismo studentesco sia generalmente associato a politiche di sinistra, sono comuni anche movimenti studenteschi di destra (ad esempio, movimenti di entrambe le appartenenze combatterono insieme contro l'apartheid in Sudafrica).[3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le forme di protesta studentesca nascono di fatto con la nascita stessa dell'università. Nel 1229, in seguito a una controversia con il vescovo e le autorità cittadine seguita ai disordini del carnevale in cui avevano perso la vita alcuni studenti, i maestri dell'Università di Parigi avevano prima interrotto le lezioni, poi abbandonato la città, mentre gli universitari iniziavano uno sciopero durato poi ben due anni.[4]. Il 10 febbraio 1335, giorno di Santa Scolastica, due studenti dell'Università di Oxford ebbero un alterco, poi terminato violentemente, con un oste per la qualità del vino. La popolazione, istigata dall'oste, si diede alla caccia allo studente, finché nell'Università si organizzò, l'11 febbraio, una risposta studentesca altrettanto violenta, con la distruzione di edifici e l'uccisione e ferimento di molti cittadini. Il giovedì successivo avvenne la rappresaglia dei cittadini, che invasero armati l'Univerisità facendo strage degli studenti. Il Re Eduardo III scelse però di non chiudere l'Ateneo, ritenuto troppo importante sia culturalmente che economicamente, e diede l'immunità agli studenti sopravvissuti.[5]
Negli anni '60 i campus statunitensi vedono il sorgere del movimento studentesco in opposizione alla guerra del Vietnam. La prima grande rivolta studentesca è l'occupazione dell'Universitò della California a Berkeley nel 1964, una sorta di anticipazione del Sessantotto a livello americano e internazionale, dopo che ll'episodio fu reso celebre dal libro di Hal Draper, Berkeley: The New Student Revolt (tradotto da Einaudi l’anno seguente con il titolo La rivolta di Berkeley). A Berkeley il 2 dicembre 1964 Mario Savio, brillante e intrepido studente italo-americano della facoltà di Fisica, sale su un’auto della polizia (a piedi scalzi per non rovinarla) e parla della libertà d’espressione facendosi così icona dell'America della controcultura. Accese la miccia che sarebbe divampata quattro anni dopo anche in Europa con poche lapidarie parole: “Il rettore dice che l’università è una macchina, ma noi siamo essere umani. Mettiamoci in mezzo agli ingranaggi e impediamole di funzionare fino a quando non saremi considerati uomini liberi”. Con la compagna Suzanne Golberg, Savio fonda il Free Speech Movement (che ancora oggi è attivo per opera del figlio Nadav che ogni anno devolve 6000 dollari ad attivisti studenteschi in difficoltà) con il quale riuscì a imporre all’amministrazione universitaria l'abrogazione delle restrizioni alle organizzazioni politiche nel campus, e riconobbe il diritto degli studenti di esprimere liberamente le proprie opinioni. Nel 1997 la scalinata di Sproul Plaza, da cui aveva pronunciato il suo discorso più famoso, è stata ufficialmente ribattezzata “Scala Mario Savio”.[6][7] Ed è sullo scenario della baia di San Francisco che è ambientato il film più noto sull'argomento, Fragole e sangue (The Strawberry Statement, uscito nel 1970). Nel 1966 era nato negli USA il Black Campus Movement (BCM) di Ibrahim X. Kendi come "spazio di opposizione e spazio e spazio di riforme rilevanti nell'eurocentrismo degli atenei americani" e che denunciò anche scorrettezze, emarginazione e molestie nei confronti delle studentesse.[8] Nella sua campagna elettorale del 1966 per governatore della California, il repubblicano Ronald Reagan promise di "ripulire il disastro a Berkeley", riferendosi ai disordini diffusi non solo all'Università della California - Berkeley, ma anche nei campus universitari di tutto lo stato. Studenti e docenti stavano infatti partecipando a proteste, manifestazioni e scioperi legati a questioni come la leva militare, i diritti civili, la discriminazione e la liberazione delle donne. Reagan dichiarò che molti movimenti di sinistra nei campus avevano superato la protesta legittima, con le azioni dei "beatnik, radicali e sostenitori del turpiloquio" che erano diventate più legate a "rivolte, con anarchia" che a "libertà accademica."[9] Nell'ottobre 1966 a Berkeley e nell'Università del Michigan avvennero le prime dimostrazioni studentesche contro l'uso del napalm.[10] Il 23 aprile 1968 viene occupata la Columbia University,sino al 30 aprile, quando alle 2 e 50 del mattino lo sgombero viene effettuato da circa 1000 agenti di polizia con 720 manifestanti arrestati in una sola notte.[11] Tutto il mondo subì nel 1968 una forte scossa: dal movimento per i diritti civili per gli afroamericani e le minoranze negli Stati Uniti d'America all'assassinio di Ernesto "Che" Guevara in Bolivia, dalla mobilitazione contro la guerra del Vietnam in tutto il blocco occidentale alla grande rivoluzione culturale nella Repubblica Popolare Cinese e il suo massimo attrito con l'Unione Sovietica, dalla Primavera di Praga in Cecoslovacchia al Maggio francese in Francia, dalle mobilitazioni popolari e studentesche in Polonia, Giappone, Messico, Jugoslavia, Germania Ovest al sodalizio "studenti-braccianti-operai" che animò le proteste in Italia. In tutto il mondo nasceva l'identificazione giovanile con la controcultura derivata dalle rivolte nordamericane.
Il decennio successivo protrasse le forme di contestazione, le occupazioni e le manifestazioni dei gruppi universitari di moltissimi Paesi del mondo. In Messico, il 2 ottobre 1968, migliaia di studenti si riunirono nella Plaza de las Tres Culturas di Tlatelolco. Mancavano solo dieci giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi nella città, quindi il governo decise di reprimere le manifestazioni il prima possibile. Un corpo di paramilitari infiltrati, il Batallón Olimpia, i franchi tiratori aprirono il fuoco, i militari si scagliarono contro i manifestanti, causando di più di 300 morti e di 1.200 feriti. Nel maggio del 1970, il presidente Nixon annunciò l’invasione della Cambogia, anche con l'arruolamento degli universitari tramite il ROTC (servizio militare universitario).Gli studenti della Kent State University, iniziarono una conteastazione che si concluse tragicamente il 4 maggio 1970. Le proteste iniziarono il 1° maggio, quando il presidente Nixon ufficializzò l’azione. Nel corso della mattinata si svolsero diversi comizi, del tutto pacifici, all’interno del campus. Appena prima di mezzanotte, su una strada del centro città, un piccolo gruppo di manifestanti accese un falò, richiamando l’attenzione della polizia locale. Sii verificarono episodi violenti con lanci di bottiglie e vetrine in frantumi. Alle 3 del mattino la polizia mise in fuga i manifestanti, lanciando lacrimogeni. Il 3 maggio quasi 1200 elementi della Guardia Nazionale occuparono l’Università e in serata si verificarono nuovi scontri. Circa duecento dimostranti richiedesero la riduzione delle tasse universitarie, l’amnistia per le persone arrestate durante le proteste dei due giorni precedenti e il ritiro della Guardia Nazionale. L’assembramento venne sciolto in poco tempo da nuovi lanci di lacrimogeni. Lunedì 4 maggio, poco prima di mezzogiorno, circa 500 persone si riunirono negli spazi comuni dell’università. I militari ordinarono alla folla di disperders, la folla rispose con urla e lanci di pietre. Settanta soldati della Guardia Nazionale spararono un numero di colpi compreso tra 61 e 67, uccidendo quattro studenti e ferendone nove. Le vittime furono Allison Krause, Jeffrey Miller, Sandra Scheuer e William Schroeder, tutti di età compresa tra i 19 e i 20 anni. Solo uno dei quattro studenti deceduti stava realmente prendendo parte alla protesta.[12][13] In Argentina, durante il governo di Isabel Perón, gli studenti di La Plata si mobilitarono per chiedere uno sconto sul biglietto dell’autobus (il cosiddetto BES, biglietto per gli studenti delle superiori), ottenendolo nel settembre del 1975. Quando, nel 1976, venne instaurata la dittatura, il BES venne sospeso e l’intelligence della polizia argentina realizzò indagini per determinare chi erano stati i leader delle mobilitazioni per sradicare al più presto quel “focolaio di potenziali sovversivi”. All’alba del 16 settembre 1976, dieci studenti vennero sequestrati e portati prima a un centro di detenzione clandestino (Arana) e poi al Centro Investigativo di Banfield (il “Pozzo di Banfield”), e ad altri centri di tortura: fu la "notte delle matite spezzate". In memoria di questi fatti, a partire dal 1998, nel calendario scolastico argentino il 16 settembre è la “Giornata dei Diritti degli Studenti delle Scuole Superiori”[14]
Il 4 giugno 1989 in Cina avviene la strage di Piazza Tienanmen, diventata sinonimo di lotta per la libertà e la democrazia, ma anche di repressione brutale contro le decine di migliaia di studenti universitari scesi in piazza contro il regime totalitario cinese, anche come eco degli avvenimenti nei Paesi dell'Est comunista di quell'anno. Le proteste di Piazza Tienanmen iniziarono il 15 aprile 1989, con la morte di Hu Yaobang, un ex leader del Partito Comunista Cinese noto per le sue posizioni riformiste, che era visto come un simbolo di speranza per una generazione di giovani cinesi che desiderava un cambiamento. Migliaia di studenti universitari e cittadini si radunarono a Pechino per rendere omaggio a Hu e per chiedere riforme politiche ed economiche. Il 3 giugno, l'esercito fu dispiegato per sgomberare la piazza. La notte tra il 3 e il 4 giugno, carri armati e truppe armate entrarono a Tienanmen, aprendo il fuoco sui manifestanti. Migliaia di persone furono uccise o ferite, anche se il numero esatto delle vittime, i loro nomi, le loro storie, rimangono ignoti a causa della censura governativa. Al centro di questa tragedia, un'immagine cattura l'attenzione del mondo: quella di un uomo solo che il giorno dopo la strage nella quale sono state uccise migliaia di persone e altrettante ferite, ha fermato una colonna di carri armati che irrompevano nella piazza. Parlare di quella tragedia in Cina è tuttora un tabù: l'apparato di intelligence cinese ha distrutto o occultato prove e testimonianze. Chi vuole parlare del 4 giugno, usa lo stratagemma di riferirsi alla data come 35 maggio, un’espressione coniata dallo scrittore Yu Hua.[15]
Il 16 agosto 1996 circa 20 mila, poliziotti sudcoreani in assetto da guerra, appoggiati da moderni elicotteri muniti di speciali lanciagas lacrimogeni, diedero l'assalto all'università Yonsei (roccaforte di sinistra) di Seul per sgombrare ed arrestare i circa 4.000 studenti che da tre giorni resistevano agli attacchi delle forze dell'ordine asserragliati dentro il campo universitario. Gli studenti, che avevano affermato di essere pronti a uscire se la polizia non li avesse fermati o arrestati, opposero una dura resistenza agli agenti. Utilizzando tavoli, sedie e copertoni fecero barricate, anche incendiandole, vicino agli edifici occupati. Gli studenti chiedevano una immediata e incondizionata riunificazione con la Corea del Nord e per questo,considerati filo-nordcoreani, la loro marcia era stata dichiarata illegale. Il capo di stato sudcoreano Kim Youg Sam, pur essendo un noto ex-contestatore, aveva lanciato un duro avvertimento agli studenti e al regime del nord: "Agirò con fermezza nei confronti di chiunque tenti di rovesciare il nostro governo e anche verso qualsiasi sistema politico che sfidi la democrazia sulla quale poggia il nostro governo". Per Kim Young Sam la sicurezza del paese era legata alla presenza americana (anche questa al centro della contestazione degli studenti), con ben 37 mila uomini di stanza. Anche nel villaggio di frontiera di Panmunjon la tensione restò alta dopo che due studenti sudcoreani, Ryu Sae Hong e Do Chong Hwa, che si erano recati clandestinamente nella Corea del Nord per partecipare a manifestazioni per la riunificazione della penisola, si erano presentati alla linea di demarcazione per rientrare al sud in compagnia di un gruppo di nordcoreani.[16]
All'interno della Primavera Araba degli anni 10 del 2000, in Tunisia nel 2010 studenti ed attivisti iniziarono a prendere parte a manifestazioni di sostegno alla rivolta popolare, chiedendo le dimissioni del tenutario del potere Saleh, per poi tornare in piazza nel 2011 quando il Consiglio di Cooperazione per il Golfo:firmò firmato un piano di transizione consentendo immunità giudiziaria alla famiglia di Saleh e il suo mantenimento della carica di presidente onorario temporaneo. La defezione del generale Mohsin alAhmar, un tempo amico di Saleh, che aveva dichiarato di voler proteggere gli studenti dalla violenza del regime, portò i manifestanti a raccolta nella piazza sino alla militarizzazione della rivolta civile, che era iniziata pacificamente.[17] Sempre nel 2010 nel Regno Unito gli studenti scesero in piazza in 52.000 contro una tassazione che veniva portata dal Governo a più di 9000 sterline l'anno, oltre agli aumenti degli affitti per le residenze studentesche, Il corteo si diresse nella zona di Millbank, sede di uffici governativi londinesi, dove i manifestanti devastarono le facciate di alcuni edifici, tra le cariche della polizia. Vi furono diversi feriti e vari arresti. Gli arresti complessivi tra novembre e dicembre furono 393.[18][19]
In Italia
[modifica | modifica wikitesto]In Italia, le prime forme di lotta con modalità similari a quelle considerate caratterizzanti i Movimenti Studenteschi del Novecento sono ascrivibili al Risorgimento. Nel gennaio 1821 gli studenti, asserragliatisi nel cortile del Rettorato dell'Ateneo Torinese in segno di protesta per l'arresto di due di loro in violazione del privilegio del foro, furono attaccati e sgomberati a forza dalle truppe comandate da Ignazio Thaon di Ravel.[20] Il 10 marzo 1885 studenti repubblicani vennero arrestati a Torino mentre commemoravano Mazzini. Per solidarietà il 16 marzo a Bologna venne occupata l’aula magna della biblioteca e issata a mezz’asta la bandiera universitaria. Seguirono giorni di dibattiti nelle aule occupate, cui partecipò anche Giosuè Carducci da professore, finché il 19 marzo il ministro non ordinò la chiusura dell’università per riportare ordine. il 28 aprile 1890 si tenne un’adunanza nel cortile della facoltà di veterinaria, dove si decise che gli studenti avrebbero festeggiato il primo maggio insieme ai lavoratori. Il questore negò il permesso, ma la manifestazione si tenne comunque fra atti di vandalismo contro i negozi e cariche di militari e agenti in piazza Maggiore. L’anno successivo fu lo stesso Carducci a subire le critiche dei suoi studenti. Non gli perdonarono di essere andato con il Primo Ministro Crispi a inaugurare la bandiera del circolo degli studenti monarchici, accogliendolo in duecento nella sua aula in via Zamboni con un concerto di fischi e insulti.[21] Il 14-15 marzo 1951 gli Universitari proclamavano uno sciopero contro la legge Ermini-Marchesi e l'aumento delle rette.[22]
Negli ultimi decenni in Italia si sono succeduti movimenti studenteschi di grande portata. In alcuni casi essi erano contemporanei ad altri movimenti di protesta sollevatisi nel resto d'Europa e del mondo come il movimento del Sessantotto, in altri casi invece erano solo sintomo di un disagio tutto italiano come il movimento del Settantasette avvenuto in tale anno, la "Pantera" del 1989/1990, e quello dell'"Onda Anomala" del 2008/2009. Certe volte, soprattutto negli anni sessanta, i movimenti studenteschi si sono accompagnati ad importanti cambiamenti sociali.[23]
Anni Sessanta
[modifica | modifica wikitesto]Fin dai primi anni sessanta, anni di crescita economica, vi fu un accumulo di tensioni sociali e politiche, maturarono in Italia le basi di quel movimento che ebbe il suo culmine nel 1968. La facoltà di sociologia di Trento ha appena un anno di vita, quando nel maggio 1965, il senato nell'approvare il disegno di legge per il riconoscimento dell'istituto declassa la laurea in sociologia in laurea di ‘scienze politiche e sociali, ad indirizzo sociologico’.Gli studenti (tra i quali figurano alcuni tra i principali esponenti della politica italiana degli anni successivi, sia parlamentare che extraparlamentare, compresi i vertici del terrorismo degli anni di piombo, come Marco Boato, Mario Rostagno, e i fondatori delle BR Margherita Cagol e Renato Curcio - che inizialmente con Boato faceva parte degli studenti cattolici della formazione l'Intesa) si oppongono, e il 24 gennaio 1966 riunitisi in assemblea generale decidono l'occupazione dell'università. L'occupazione durerà 18 giorni ed otterrà il riconoscimento ufficiale e definitivo della Facoltà di Sociologia.[24][25] Nel 1967 gli universitari di Torino avevano già risposto all'appello antimilitarista degli studenti americani con la manifestazione cittadina del 15 aprile della quale dava notizia la stessa rivista ufficiale delle rappresentanze studentesche Ateneo (pubblicata dal 1949 al 1968), nel suo numero 2 / anno XVIII (aprile 1967).[26] Si arriva così alla vera e propria Contestazione giovanile del 1968, la quale produsse un'onda lunga che si sviluppò grazie all'attività di associazioni come il Movimento Studentesco ed altre organizzazioni della sinistra extraparlamentare, che proseguirono le lotte politiche all'interno delle Università e delle Scuole per tutti gli anni settanta: proprio a metà di quegli anni, infatti, si generarono vari gruppi e organizzazioni tra i movimenti degli studenti.
Cospicua adesione la ebbero gli OSA (Organismi Studenteschi Autonomi)[27], una sorta di federazione dei "Comitati Unitari degli Studenti Antifascisti" che sorsero in molte scuole.[28] Essi svilupparono un profondo dibattito sul funzionamento delle istituzioni scolastiche (promossero la partecipazione prevista dai decreti delegati che in quegli anni videro la luce), facendosi portavoce di varie istanze di rinnovamento dei contenuti e di miglioramento materiale delle strutture scolastiche (dall'edilizia ai testi scolastici, ecc.).
Anni Settanta
[modifica | modifica wikitesto]Il 23 gennaio 1973 durante scontri tra polizia e manifestanti a Milano viene colpito alla testa da arma da fuoco andando in immediato come lo studente Roberto Francheschi (che poi morirà). All’Università Bocconi, Francheschi è uno dei leader del movimento studentesco che cerca di arginare l’insorgere di quella mentalità che voleva l’attività politica prioritaria rispetto all’impegno culturale e la ricerca della via facile nello studio, convinto che l’essere dalla parte degli sfruttati significa mettere a loro disposizione il meglio della ricerca scientifica.[29] La prima versione ufficiale parla di "un sasso" lanciato da un manifestante, come anche avverrà poi dalla voce delle forze dell'ordine nel 2001 a Genova a caldo dell'uccisione per colpo di arma da fuoco di Carlo Giuliani (a sua volta appartenente al movimento studentesco negli anni '90). Poi il Questore afferma che sono stati esplosi quattro colpi: due dall’agente Gallo (uno ha colpito Franceschi, l’altro l’operaio Roberto Piacentini, entrambi colpiti alle spalle) e due in aria dal brigadiere Agatino Puglisi. Il Gallo avrebbe sparato in quanto colto da raptus da paura:. La ricostruzione è una montatura, come emergerà poi inoppugnabilmente in sede processuale. Il 26 gennaio si presentano spontaneamente dal magistrato due cittadini: l’avvocato dello Stato Marcello Della Valle e il ragionier Italo De Silvio, i quali, l’uno all’insaputa dell’altro, riferiscono di avere assistito agli scontri dalle finestre delle proprie abitazioni e di aver notato distintamente un uomo in abiti civili, ma con elmetto in testa, estrarre una pistola e sparare ripetutamente a braccio teso al centro dell’incrocio fra via Sarfatti e via Bocconi. Si trattava di un funzionario di polizia. Nel frattempo si scopre che l’agente Gallo era giunto al Policlinico alle 0.30 (la sparatoria era avvenuta due ore prima).[30]
Il Settantasette
[modifica | modifica wikitesto]Una nuova protesta studentesca, questa volta prettamente italiana e caratterizzata da un rifiuto rivoluzionario del sistema dei partiti e dei sindacati, scoppiò tra il 1976 ed il 1978: nota come movimento del Settantasette, coincise con l'anno di fuoco del periodo dei cosiddetti "anni di piombo". La principale differenza dal 1968 è il distacco dall'operaismo e dal comunismo convenzionali, con una nuova identità controculturale che ruota attorno all’idea-forza del rifiuto del lavoro, non soltanto come una ideologia dell'emancipazione, ma come modo di lettura della società capitalista, dei suoi protagonisti, del modo di distribuzione del potere in essa. Nonostante la decisa presenza di gruppo come Autonomia Operaia, infatti, il grosso del movimento era caratterizzato piuttosto da nuove tendenze, creative, estremamente libertarie, dissacranti, come gli Indiani metropolitani, i Situazionisti, e un intero panorama di refrattari ad ogni cultura precedente, ivi compresa la "sinistra" intesa appunto come ideologia del lavoro.[31] L'avversario da abbattere non erano più i partiti conservatori e reazionari al potere, ma il PCI, il Partito Comunista Italiano che, adottando la strategia del "compromesso storico" proposta dal segretario Enrico Berlinguer, sosteneva il governo democristiano e proponeva una politica di "austerity" per uscire dalla crisi economica. Nell'ala meno "creativa" e più "militante", dal punto di vista dello scontro vi fu un salto di qualità, anche per influsso della costituzione delle Brigate Rosse. Gli studenti che scendevano in piazza dipingevano sui muri slogan come "Le spranghe nel '68, nel '77 le P38" e nelle manifestazioni la mano che imitava una pistola sostituiva il pugno chiuso.[32] Il primo febbraio, in piena città universitaria, viene ferito da una rivoltellata fascista lo studente Guido Bellachioma. Il giorno dopo, mentre nel piazzale della Minerva Walter Veltroni arringa a nome della FGCI alcune centinaia di studenti, migliaia di manifestanti assaltano e incendiano la sede del Fronte della Gioventù in via Sommacampagna. Una macchina della polizia in borghese taglia all'improvviso il corteo e viene bersagliata di sassi. Uno dei poliziotti, Domenico Arboletti, esce e senza qualificarsi spara alcuni colpi. Dal corteo rispondono al fuoco, l'agente cade ferito gravemente. Il suo collega esce a sua volta col mitra spianato, ferisce prima Paolo Tommassini, poi Daddo Fortuna che tentava di portare via il compagno ferito trascinandolo con una mano e tenendo con l'altra sia la sua pistola che quella di Tommassini. Dopo la sparatoria il corteo rientra nella città universitaria e la occupa. Nei giorni seguenti il cronista de l'Unità Duccio Trombadori viene “processato” dall'assemblea riunita a Lettere ed «espulso a vita per affermazioni deliranti» dalla città universitaria.[33] Il 17 febbraio del 1977 Luciano Lama fu contestato e preso a sassate all'interno dell'Università "La Sapienza" di Roma.[34] Il 21 aprile 1977 l'agente Settimio Passamonti[35] fu ucciso durante una manifestazione scoppiata dopo lo sgombero dell'Università "La Sapienza" di Roma. A ciò il ministro degli interni Francesco Cossiga fa seguire il divieto di manifestazioni pubbliche, ma il 13 maggio 1977 il Partito Radicale organizza un sit-in a piazza Navona a Roma per il terzo anniversario del referendum sul divorzio, dove la studentessa diciannovenne Giorgiana Masi muore colpita da un proiettile "vagante" esploso da ponte Garibaldi.[36]
Anni Ottanta
[modifica | modifica wikitesto]Nell’autunno del 1985, nel pieno degli anni craxiani, del “made in Italy” e della “Milano da bere”, gli studenti delle scuole superiori tornarono a protestare per chiedere aule e strutture adeguate..Non furono secondarie neanche le motivazioni extrascolastiche: ne è un esempio la prima apparizione del movimento a Napoli, il 17 ottobre, dove le ragioni della protesta studentesca incrociarono la rabbia dei giovani per la morte di Giancarlo Siani, il giovane giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre. Le forme della mobilitazione sono quelle tradizionali, occupazioni e manifestazioni di strada. La protesta conquistò il favore dei media nonostante gli attacchi alla ministra Franca Falcucci. Domenico Starnone dipinse così gli studenti del movimento:: "Tengono i poster delle star (Vasco Rossi), di gran lunga più amate degli insegnanti; usano una lingua italiandialettale sempre più estranea a quella della scuola, dei docenti; sanno già, di elettronica, nel 1985-86, quello che i loro professori ignorano del tutto o non riescono ad apprendere; risultano irraggiungibili sia con i programmi tradizionali che con le didattiche tutte impegno, attualità e, come estremo rimedio, consumi alla moda; hanno, quando li hanno, spazi e interessi culturali veri solo fuori della scuola".A Fregene gli studenti intitolarono signficativamente il loro istituto superiore a “John Belushi”, esprimento un universo comunicativo ed estetico che si intrecciava con il linguaggio dell’autoproduzione e delle fanzine di area punk. Descritti anche come "metallari, skhinehad”, hanno collettivi dai nomi talvolta goliardici come “Felce e Mirtillo”. Non è un caso che una rivista controculturale come «Frigidaire» dedicà un inserto speciale al movimento, «Thermos», in cui erano raccolte le voci, immagini e slogan del fenomeno in atto. L’impegno giovanile si fa carico della difesa della qualità della vita studentesca, ma anche di temi come la pace, il disarmo, l’energia, il nucleare, la droga, l’aborto. Il Ministro degli Interni Scalfaro arriva a ipotizzare il pericolo di nuovi arruolamenti nelle Brigate rosse («Ecco perché diciamo di no alle uova marce anche se non sono ancora comparse le molotov», ma altre opinioni politiche ritengono gli studenti del movimento “ragazzi che vogliono solo studiare” e che “fanno politica senza saperlo”. Fin dalle prime mobilitazioni si precisa quale forma politica il movimento intenda assumere: «All’interno delle manifestazioni non ci saranno striscioni e bandiere con sigle di partiti e organizzazioni politiche, in quanto questa è una lotta che deve vedere tutti gli studenti uniti in difesa dei comuni diritti materiali di studio», per chiarire di essere apartitico ma non apolitico.Gli studenti si riappropriano dei vecchi strumenti della democrazia diretta assembleare: il movimento non ha leader formali e tutti gli studenti medi hanno diritto di parola nei coordinamenti. Non mancheranno i confronti tra studenti e polizia, sebbene restino episodi trascurabili rispetto al livello di violenza degli anni precedenti. Dopo gli scontri, il movimento appare compatto nel denunciare le responsabilità di governo e polizia, come nella mozione approvata da una assemblea bolognese, in cui gli studenti «condannano fermamente le cariche operate dalle “forze dell’ordine”; esprimono solidarietà agli studenti di Roma e Milano; richiedono la liberazione degli studenti arrestati; ribadiscono la volontà di continuare la lotta per il diritto allo studio". Il movimento ottenne lo stop all'aumento delle tasse scolastiche, ma lamentò il fatto che "in realtà nulla è cambiato e noi continuiamo, nostro malgrado, a studiare in scuole prive di strutture di tipo edilizio o igenico-sanitario, con docenti che non sempre comprendono le nostre esigenze". In merito alla presunta inconsistenza dell’85 non si deve dimenticare che saranno quegli stessi giovani, approdati all’università, a dare vita al movimento della Pantera.[37]
La Pantera e gli Anni Novanta
[modifica | modifica wikitesto]Più in là, alla fine degli anni ottanta, alla vigilia del crollo del Muro di Berlino e dell'inizio della cosiddetta era post-moderna, esplose in Italia il Movimento Studentesco della Pantera. Le occupazioni universitarie della Pantera, che durano circa due mesi all’inizio del 1990 seguendo a breve distanza l’occupazione in solitaria dell’Università di Palermo iniziata a dicembre dell’anno precedente, mettono fine al lungo riflusso degli anni 80 e denunciano i primi processi di privatizzazione dell’istruzione, intesa non solo come ingresso dei privati nella sua gestione ma anche come adozione di logiche privatistiche nell’amministrazione pubblica.[38] Secondo il nascente neoliberismo, le università – affermava Luigi Berlinguer – dovevano essere concepite come aziende[39]. La mobilitazione ebbe inizio con l’occupazione della facoltà di Lettere per le pessime condizioni strutturali del plesso e per l’assenza di norme omogenee in materia di diritto allo studio; in qualche giorno quasi tutte le università palermitane vennero occupate. Nel mese di gennaio 1990 le contestazioni presero i connotati di movimento nazionale, organizzato e diffuso (fondamentale per le comunicazioni tra gli atenei lo strumento del fax), che si riconobbe simbolicamente in una pantera avvistata e sfuggita nella periferia romana, e si ispirò nel logo alle Black Panthers americane. Le forme espressive della Pantera, nel rivendicare la continuità con i movimenti studenteschi del passato, volevano anche mostrare l'evoluzione rispetto al già avvenuto. Prima della Pantera nessun altro movimento aveva avuto un logo e un nome. Durante l’assemblea romana nella quale, per la prima volta, il logo fu proposto, alcuni occupanti si opposero. considerandola una deriva pubblicitaria ("diventeremo «l’IBM della contestazione!»"). Sul quotidiano Il Manifesto del 28 gennaio 1990, con il titolo: «Anni Ottanta, addio», Erasmo D’Angelis descrive il corteo studentesco che il giorno prima ha invaso le strade di Firenze: "Quattro monatti incappucciati scortano la bara (sembra vera, chissà come se la sono procurata), col cadavere del decennio appena defunto poggiata su un carretto tutto nero trainato da altri becchini. Dietro, tanti studenti in lacrime (false) con due immagini angoscianti, emblematiche: le facce di Vittorio Sgarbi e Sandra Milo, seguite dal monito: «Usa la testa, non i piedi», e da un’altra parola: «Pace», usato come il classico dei the end" Un documento del marzo 1990, redatto a Bologna dalla «Commissione Ruberti» della Facoltà di Giurisprudenza occupata, si apre con la fotografia di uno striscione nel quale, affiancata a una Pantera che distrugge il simbolo della Finivest, una siringa e delle monete, c’è scritto: «No a Craxi – Jervolino/ No a Ruberti/ No alle privatizzazioni/ Abbattiamo la logica dei Baroni». Sopra la fotografia è riportato lo slogan: «Privatizzare è prima di tutto privare». Gli studenti appaiono preoccupati dalla concentrazione dei media in poche mani (in quei giorni Fininvest acquisisce Mondadori), lo reputano un rischio per la democrazia. Allo stesso modo criticano la Legge Mammì, la quale, a loro avviso, invece che evitare la formazione dei monopoli, norma la loro esistenza. Il rapporto con i media diventa conflittuale quando viene in essi riconosciuto il tentativo di "folklorizzare" la lotta studentesca, e in un documento della Pantera fiorentina si legge: "Astensione dal consumo. Tale iniziativa è mirata a colpire economicamente il simbolo della concentrazione editoriale, il quotidiano La Repubblica, sospendendone l’acquisto a partire dal giorno della mobilitazione generale". Ogni università occupata si dotò di commissioni stampa, le quali selezionarono gli organi d’informazione con cui comunicare e quelli ai quali, al contrario, non fornire informazioni. Nascono anche nuove forme di lotta: il movimento teorizza pratiche molto simili ai “netstrike” e all' "hacktivismo" contemporanei, proponendosi, dopo aver bloccato, tra le altre, le comunicazioni del Comune di Firenze, di «congestionare i terminali del Parlamento e del Quirinale con telefonate e fax»[40] Il movimento della Pantera rimproverava al governo di essere incapace di gestire il cambiamento socio-culturale sostenendolo con degli investimenti ed un progetto appropriato, e quindi di sviare dalle proprie responsabilità affidando in parte la gestione delle istituzioni formative ad enti esterni, pur nell’azzardo di esporre l’istruzione superiore alla negazione dei suoi principi basilari. I contestatori della riforma temevano che il potere decisionale riconosciuto ad imprese, aziende ed enti finanziatori avrebbe potuto indirizzare le risorse investite verso obiettivi economicamente vantaggiosi più che scientificamente rilevanti, circostanza che avrebbe asservito finalità della scienza a dinamiche di mercato e quindi di profitto.[41]
La Pantera è culla delle controculture giovanili che arrivano in Italia negli anni Novanta, quella Rap, Breaker, Hip Hop e del Writing in particolare.[42]
La prosecuzione diretta dei principi politici della Pantera sono le occupazioni universitarie del 1995-1996 (Roma, Genova, Palermo, Milano, Torino e gran parte degli Atenei) contro la riforma Ruberti dell'Università. La legge n.341/1990, conosciuta come la "riforma Ruberti" dal ministro socialista che la propose, è la legge che istituisce l’ "autonomia finanziaria e contabile", permettendo agli Atenei di finanziare le proprie attività e i propri istituti anche con i "contributi" dei privati o con sponsorizzazioni. La seconda parte della "Ruberti" tocca invece "riforma degli ordinamenti didattici", creando la "minilaurea" (laurea breve). Il Movimento nella sua espressione del '95-'96 si oppone a entrambe le svolte.[43][44][45][46] Si giunge così a Genova 2001: il Movimento - in sé avulso da pratiche di lotta violenta o di scontro frontale di piazza, ma infiltrato ed oscurato dal presenzialismo "militante" di organizzazioni politiche più strutturate (Autonomia, Tute Bianche...) - vive le giornate di sangue del G8, dopo le quali non è in grado di reggere, "emotivamente" e politicamente, la gravità anche luttuosa di quell'urto.[47]
Di fatto, lo Stato è costretto dai movimenti studenteschi degli anni '90 a prendere atto della legittimità di molte delle richieste prettamente "scolatische" od "universitarie" dei movimenti stessi. Nel 1998 viene quindi promulgato un apposito Decreto del Presidente della Repubblica, il D.P.R. 249/1998, nel quale si riconoscono spazi autogestiti e libertà espressiva ai movimenti studenteschi stessi, in qualche modo legittimando ufficialmente alcune delle attività o pratiche che essi avevano nel decennio imposto con la forza politica e sociale, occupando o attuando forme di controcultura fuori dal precedente ordinamento legale. Nel D.P.R. si dice infatti: " Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l’esercizio del diritto di associazione all’interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all’interno della scuola, nonché l’utilizzo di locali da parte di studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni. La salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti anche con handicap; In nessun caso può essere sanzionata, nè direttamente nè indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità". Il Movimento Studentesco recepirà senza entusiasmi, di fatto proseguendo i comportamenti, le rivendicazioni circa la qualità delle strutture e dell'insegnamento, e le forme aggregative non-istituzionalizzate preesistenti, pur ora essendo tali atteggiamenti inquadrati come accettabili dall'Istituzione stessa.[48]
Nuovo Millennio
[modifica | modifica wikitesto]Nuove proteste organizzate scoppiarono diffusamente, di nuovo a livello solo italiano, in occasione della pubblicazione della riforma Moratti nel periodo 2003 - 2005, e con il "Movimento Studentesco dell'Onda" nel periodo 2008 - 2009 contro la riforma Gelmini e la finanziaria Tremonti.
Nel 2023, iniziata dalla studentessa Ilaria Lamera che va a vivere in una tenda su una aiuola pubblica per denunciare i costi irraggiungibili per gli studenti non possono permettersi un tetto, nasce la "protesta delle tende" contro il caro affitti per gli studenti fuori sede nelle città che ospitano Atenei. Su uno striscione appeso a Milano si legge: "“Siamo stanchi di attendere. Soldi a casa, studio, reddito. Non alla guerra”. I collettivi studenteschi chiedono la reintroduzione dell'equo canone, studentati pubblici e accessibili, un reddito studentesco e il divieto di accesso ai privati ai bandi della legge 338/2000 (per il cofinanziamento statale per alloggi e residenze per studenti universitari).. Ilaria Lamera riceverà poi, il 7 dicembre 2023, l'Ambrogino d’oro, attestato di civica benemerenza da parte del Comune di Milano (il quale così, da imputato del movimento, riconosce i propri torti in materia, e la necessità della lotta della studentessa)., che ella ritirerà dichiarando: "Avrei preferito soluzioni più efficienti piuttosto che ricevere un premio".[49][50][51][52][53] A Trento, nella Facoltà di Sociologia, la rappresentante Udu degli studenti Claudia Sofia Scandola dichiara: "Sociologia è nata per essere una facoltà aperta a tutto e a tutti, non solo alle classi medio-alte ma anche alla classe media e alla classe operaia. Ed è da qui che sono partite le rivendicazioni del Sessantotto. Da qui dobbiamo continuare a chiedere risposte".[54] Il 12 settembre viene convocata a Potenza una manifestazione studentesca ("Tutti per Elisa!") in ricordo di Elisa Claps e per il deciso schieramento del movimento studentesco contro le violenze sulle donne.[55] Nel novembre 2023 viene occupata dagli studenti pro-Palestina l'Aula Caldora dell'Università di Calabria per chiedere "una presa di posizione da parte della governance dell'Università a favore di un cessate il fuoco, per la fine di qualsiasi coinvolgimento dell'UniCal in progetti di produzione di armamenti e dei rapporti della stessa con aziende della filiera bellica, come Leonardo Spa".[56]
Nel 2025, di nuovo a livello mondiale, i redivivi movimenti studenteschi sposano, a partire dai campus statunitensi, la causa Palestinese dopo i fatti del 7 ottobre 2023 e la risposta bellica di Israele sulla Striscia di Gaza. Le Università italitane vengono occupate dai cosiddetti "Pro-Pal", e si susseguono nelle città manifestazioni e scontri.[57] Tornano anche le occupazioni per rivendicazioni interne all'amministrazione degli Atenei e alle politiche finanziarie ad essi inerenti da parte del Governo, nella figura della ministra Anna Maria Bernini: nei primi mesi del 2025 alla Sapienza di Roma si susseguono varie occupazioni di aule da parte di studenti, docenti e ricercatori precari chiedendo "il raddoppio del Fondo di Finanziamento Ordinario, la stabilizzazione dei precari, contratti dignitosi per tutte e tutti e la fine dell'ingerenza della guerra e degli interessi privati nell'università".[58] A Bologna 10 studenti vengono denunciati per l’occupazione di un’aula inutilizzata in via Belmeloro al fine di lottare contro il caro-affitti, per la Palestina,per mense più accessibili e di qualità.[59]
Occupazioni universitarie e Legge
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2000 la Corte di Cassazione (sentenza numero 1044, 22 febbraio 2000) afferma circa il reato di occupazione abusiva contestato ai movimenti studenteschi che gli studenti sono “soggetti attivi della comunità scolastica e partecipi della sua gestione”; quindi il caso degli universitari “non può essere in alcun modo omologato a quello, rilevante nel diverso delitto di violazione di domicilio, di permanenza nell’altrui abitazione contro la volontà del titolare dello ius excludendi”. Nell’interpretazione del giudice può incidere anche un altro fattore, ovvero il fine di questa occupazione: se le intenzioni dichiarate degli occupanti sono quelle di fare pressione sull’università e dare risonanza alla propria rivendicazione, non distruggere deliberatamente gli spazi; questo vale finché non si forniscono prove del contrario, come il caso di oggetti rotti o muri sporcati. Inoltre, l’accesso agli spazi universitari è per legge formalmente aperto e tutti possono accedervi sia di giorno che di notte.[60]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Fletcher, A. (2005) Guide to Social Change Led By and With Young People Archiviato il 29 settembre 2011 in Internet Archive. Olympia, WA: CommonAction.
- ↑ Fletcher, A. (2006)Washington Youth Voice Handbook Archiviato il 31 dicembre 2006 in Internet Archive. Olympia, WA: CommonAction.
- ↑ Mark Edelman Boren, Student Resistance: A History of the Unruly Subject, 2013, p. 261, ISBN 1-135-20645-7.
- ↑ RM Fonti - Istruzione e educazione nel Medioevo - VII, 1, su www.rm.unina.it. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- ↑ Myriam Venezia, La Rivolta di Santa Scolastica, su StorieParallele.it, 22 febbraio 2021. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- ↑ Gianni Bonina, Mario Savio, il siciliano che infiammò l'America, su Gianni Bonina, 11 maggio 2018. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ↑ Gianni Dell'Aiuto, Mario Savio e il Movimento Free Speech, su Futuro Europa, 1º ottobre 2023. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ↑ Francena Turner, “Movements Come and Go and Are Soon Forgotten”: The Black Campus Movement at Fayetteville State, 1966-1972, in Zanj: The Journal of Critical Global South Studies, vol. 6, n. 1, 2022, pp. 44–69. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ Ronald Reagan on the unrest on college campuses, 1967 | Gilder Lehrman Institute of American History, su www.gilderlehrman.org. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Napalm and The Dow Chemical Company | American Experience | PBS, su www.pbs.org. URL consultato il 18 dicembre 2025.
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- ↑ Appunti per una storia delle mobilitazioni studentesche, su edicolaed.com.
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- ↑ (EN) The untold story of the 2010 student protests, su Huck, 17 novembre 2020. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- ↑ “Nota delle retribuzioni e compensi corrisposti d’ordine di S.E. il signor conte ministro Balbo ... per le opere e servigi impiegati a favore delli signori studenti dipendentemente dalli fatti avvenuti nei giorni 11 e 12 gennaio scorso [1821]” · L'Archivio in mostra, su www.asut.unito.it. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ Quasi mille anni di lotte studentesche, su incronaca.unibo.it. URL consultato il 15 dicembre 2025.
- ↑ 5. Dalla scoperta della vita democratica alla contestazione · L'Archivio in mostra, su www.asut.unito.it. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ Storia del movimento studentesco., su instoria.it.
- ↑ 24 gennaio 1966: occupata a Trento Sociologia - L'alter-Ugo, su ugomariatassinari.it, 23 gennaio 2021. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ Trento 24.1.1966: Sociologia! – Reggio Fahrenheit, su reggiofa.com, 24 gennaio 2016. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ Solidarietà agli studenti americani che lottano per la libertà del Vietnam · L'Archivio in mostra, su www.asut.unito.it. URL consultato il 18 dicembre 2025.
- ↑ casadellacultura.it, http://casadellacultura.it/ferrucciocapelli/il-movimento-degli-studenti-e-il-pci-negli-anni-incandescenti-della-solidarieta-nazionale-e-del-terrorismo/.
- ↑ peacelink.it, https://www.peacelink.it/tarantosociale/a/49393.html.
- ↑ Chi era Roberto, su Fondazione Roberto Franceschi Onlus, 21 dicembre 2025. URL consultato il 21 dicembre 2025.
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- ↑ 1977, la rivoluzione che cancellò la rivoluzione, su ildubbio.news.
- ↑ redazione, Febbraio ’77 , Luciano Lama fu contestato alla Sapienza: la ricostruzione dei movimenti studenteschi in Italia, su Globalist.it, 20 febbraio 2025. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Redazione, La storia di Settimio Passamonti, ucciso dopo lo sgombero dell'Università occupata, su Leccenews24, 21 aprile 2023. URL consultato il 18 dicembre 2025.
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- ↑ Tende davanti alla Statale di Milano, gli studenti: “Contro il caro affitti solo finte promesse e contentini”, su Il Giorno, 25 settembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Roma, gli studenti della Sapienza tornano a protestare con le tende intorno alla Minerva, su Corriere della Sera, 30 settembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Gino Bove 28 settembre 2023 11:46 Facebook WhatsApp, Spunta un accampamento nel piazzale dell'Università, ragazzi protestano in tenda: «Meglio qui che in studentato», su AnconaToday. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Diritto ad abitare, a Roma la manifestazione "Reddito contro rendita" - LaPresse, su www.lapresse.it, 19 ottobre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Il Comune di Milano premia la studentessa della protesta delle tende: “Ora però aspetto soluzioni concrete”, in Milano Fanpage, 16 novembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ (IT) Stanze a peso d'oro e ateneo con i conti in rosso: a Trento tornano le tende della protesta studentesca - Cronaca | l'Adige.it, su l'Adige, 26 settembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
- ↑ Domenico Leccese, TUTTI PER ELISA 11 NOVEMBRE 2023 MANIFESTAZIONE STUDENTESCA APERTA ALLA CITTADINANZA, su lecronachelucane.it, 10 novembre 2023. URL consultato il 19 dicembre 2025.
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Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- History of Student Activism from Campus Compact.
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- Fletcher, Adam. (2005) "Meaningful Student Involvement Series." HumanLinks Foundation.
- Kreider, Aaron ed. "The SEAC Organizing Guide." Student Environmental Action Coalition, 2004.
- McGhan, Barry. "The Student Movement: Where do you stand?" Time Magazine, 1971.
- Vellela, Tony. "New Voices: Student Activism in the 80s and 90s." Boston, MA: South End Press, 1988.
- Student Movements in India, An AICUF Publication, Chennai 1999
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Movimento studentesco sulla Treccani
- (EN) Campus Activism (rete con risorse per movimenti studenteschi)
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