Diocesi di Angra

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Diocesi di Angra
Dioecesis Angrensis
Chiesa latina
Igr se angra 1.jpg
Suffraganea del patriarcato di Lisbona
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo João Evangelista Pimentel Lavrador
Vescovi emeriti António de Sousa Braga, S.C.I.
Sacerdoti 147 di cui 139 secolari e 8 regolari
1.552 battezzati per sacerdote
Religiosi 10 uomini, 120 donne
Diaconi 5 permanenti
Abitanti 247.066
Battezzati 228.285 (92,4% del totale)
Superficie 2.243 km² in Portogallo
Parrocchie 165 (15 vicariati)
Erezione 3 novembre 1534
Rito romano
Cattedrale Santissimo Salvatore
Santi patroni Santissimo Salvatore
Beato João Baptista Machado
Indirizzo Rua do Barcelos 43, Apartado 55, 9701-901 Angra do Heroísmo CODEX, Açores, Portugal
Sito web www.diocesedeangra.pt
Dati dall'Annuario pontificio 2013 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Portogallo
Il palazzo episcopale.

La diocesi di Angra (in latino: Dioecesis Angrensis) è una sede della Chiesa cattolica in Portogallo suffraganea del patriarcato di Lisbona. Nel 2015 contava 228.285 battezzati su 247.066 abitanti. È retta dal vescovo João Evangelista Pimentel Lavrador.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende le isole Azzorre.

Sede vescovile è la città di Angra do Heroísmo, dove si trova la cattedrale del Santissimo Salvatore.

Il territorio si estende su 2.243 km² ed è suddiviso in 165 parrocchie, raggruppate in 15 arcipresbiterati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le isole Azzorre furono scoperte nel 1427 e divennero ufficialmente possesso del Portogallo nel 1432. La colonizzazione delle isole, ancora disabitate, ebbe subito inizio; la giurisdizione temporale e spirituale fu inizialmente affidata all'Ordine del Cristo, che governava l'arcipelago dalla sede centrale di Tomar. La giurisdizione spirituale ebbe termine nel 1514, quando fu eretta la diocesi di Funchal, cui furono sottoposte le Azzorre; la giurisdizione temporale terminò nel 1551, quando furono incorporate alla Corona portoghese e sottomesse al padroado regio.

Il deciso aumento del numero dei coloni e la fondazione di diverse chiese determinarono l'erezione di una diocesi nell'arcipelago. Il primo tentativo fu effettuato nel 1533; il 31 gennaio di quell'anno papa Clemente VII eresse la diocesi di São Miguel, ma il progetto non andò in porto per la prematura morte del pontefice, che impedì la stesura definitiva e la firma della bolla di erezione.[1]

Il 3 novembre 1534 con la bolla Aequum reputamus di papa Paolo III la diocesi fu nuovamente eretta, con sede trasferita dall'isola di São Miguel all'isola di Terceira e ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Funchal. Originariamente suffraganea della stessa arcidiocesi, il 3 luglio 1551 entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Lisbona. L'organizzazione e l'amministrazione della diocesi fu sottomessa al patronato portoghese, fino alla legge di separazione fra Stato e Chiesa del 1911.

Si deve al vescovo Estêvão de Jesus Maria l'istituzione del seminario diocesano nel 1862; fino ad allora i sacerdoti della diocesi si erano formati nelle case dei numerosi istituti religiosi presenti nell'arcipelago, ed in particolare nei collegi dei Gesuiti di Angra, di Ponta Delgada e di Horta. Nel 1872 il vescovo João Pereira Bothelho de Amaral y Pimentel fondò il Boletim Eclesiástico dos Açores, organo ufficiale della diocesi.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostinho Ribeiro † (5 novembre 1534 - 24 settembre 1540 nominato vescovo di Lamego)
  • Rodrigo Pinheiro † (24 settembre 1540 - 24 agosto 1552 nominato vescovo di Porto)
  • Jorge de Santiago, O.P. † (24 agosto 1552 - 26 ottobre 1561 deceduto)
  • Manuel de Almada † (18 marzo 1562 - 1566 dimesso)
  • Nuno Álvares Pereira † (25 ottobre 1566 - 20 agosto 1570 deceduto)
  • Gaspar de Faria † (15 ottobre 1571 - 19 marzo 1576 deceduto)
  • Pedro de Castilho † (4 luglio 1578 - 3 giugno 1583 nominato vescovo di Leiria)
  • Manuel de Gouveia † (14 marzo 1584 - 4 novembre 1596 deceduto)
  • Jerónimo Teixeira Cabral † (7 gennaio 1598 - 14 maggio 1612 nominato vescovo di Miranda)
  • Agostinho Ribeiro † (29 luglio 1613 - 12 luglio 1621 deceduto)
  • Pedro da Costa † (2 maggio 1622 - 9 settembre 1625 deceduto)
  • João Pimenta de Abreu † (8 febbraio 1627 - 28 dicembre 1632 deceduto)
  • António da Ressurreição, O.P. † (4 dicembre 1634 - 8 aprile 1637 deceduto)
    • Sede vacante (1637-1671)
  • Lourenço de Castro, O.P. † (18 marzo 1671 - 1º dicembre 1681 nominato vescovo di Miranda)
  • João dos Prazeres, O.F.M. † (8 marzo 1683 - 1º febbraio 1685 deceduto)
    • Manuel da Natividade, O.F.M. † (18 marzo 1686) (vescovo eletto)[2]
  • Clemente Vieira, O.S.A. † (24 novembre 1687 - 24 settembre 1692 deceduto)[3]
  • António Vieira Leitão † (23 novembre 1693 - 22 maggio 1714 deceduto)
    • Sede vacante (1714-1716)
  • João de Brito e Vasconcelos † (7 dicembre 1716 - 30 dicembre 1719 deceduto)
  • Manuel Álvares da Costa † (20 gennaio 1721 - 10 gennaio 1733 deceduto)
    • Sede vacante (1733-1738)
  • Valério do Sacramento, O.F.M.Ref. † (3 settembre 1738 - 14 luglio 1756 dimesso)
  • António Caetano da Rocha † (19 luglio 1756 - 21 luglio 1772 deceduto)
  • João Marcelino dos Santos Homem Aparício † (20 dicembre 1773 - 21 maggio 1782 deceduto)
  • José da Avé-Maria Leite da Costa e Silva † (16 dicembre 1782 - 30 ottobre 1799 deceduto)
  • José Pegado de Azevedo † (20 luglio 1801 - 19 giugno 1812 deceduto)
    • Sede vacante (1812-1815)
  • Alexandre da Sagrada Familia Ferreira da Silva, O.F.M. † (18 dicembre 1815 - 23 aprile 1818 deceduto)
  • Manuel Nicolau de Almeida, O.C.D. † (29 maggio 1820 - 11 dicembre 1825 deceduto)
  • Estêvão de Jesus Maria † (28 gennaio 1828 - 28 luglio 1870 deceduto)
  • João Pereira Bothelho de Amaral y Pimentel † (22 dicembre 1871 - 27 gennaio 1889 deceduto)
  • Francisco Maria do Prado Lacerda † (27 gennaio 1889 succeduto - 23 dicembre 1891 deceduto)
  • Francisco José Ribeiro Vieira e Brito † (5 marzo 1892 - 8 gennaio 1902 nominato vescovo di Lamego)
  • José Manuel de Carvalho † (9 giugno 1902 - 24 aprile 1904 deceduto)
  • José Correia Cardoso Monteiro † (10 marzo 1905 - 20 giugno 1910 deceduto)
  • Manuel Damasceno da Costa † (2 ottobre 1914 - 27 gennaio 1922 deceduto)
  • António Augusto de Castro Meireles † (20 dicembre 1923 - 20 giugno 1928 nominato vescovo coadiutore di Porto)
  • Guilherme Augusto Inácio da Cunha Guimarães † (20 giugno 1928 - 17 giugno 1957 deceduto)
  • Manuel Alfonso de Carvalho † (17 giugno 1957 succeduto - 13 dicembre 1978 deceduto)
  • Aurélio Granada Escudeiro † (30 giugno 1979 - 9 aprile 1996 ritirato)
  • António de Sousa Braga, S.C.I. (9 aprile 1996 - 15 marzo 2016 ritirato)
  • João Evangelista Pimentel Lavrador, succeduto il 15 marzo 2016

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2015 su una popolazione di 247.066 persone contava 228.285 battezzati, corrispondenti al 92,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1959 319.131 320.774 99,5 295 288 7 1.081 22 98 168
1970 300.995 302.632 99,5 266 255 11 1.131 29 180 151
1980 251.000 255.400 98,3 210 202 8 1.195 22 240 152
1990 266.000 269.110 98,8 175 170 5 1.520 17 263 165
1999 257.389 260.653 98,7 165 156 9 1.559 1 19 219 172
2000 257.020 260.569 98,6 158 150 8 1.626 1 18 215 172
2001 256.920 259.567 99,0 179 171 8 1.435 2 19 209 172
2002 245.030 249.030 98,4 170 162 8 1.441 2 17 205 172
2003 234.157 241.763 96,9 176 167 9 1.330 2 17 181 174
2004 238.425 257.380 92,6 172 161 11 1.386 2 20 185 172
2006 231.243 241.763 95,6 153 145 8 1.511 1 17 167 172
2012 236.746 246.746 95,9 152 143 9 1.557 5 18 130 164
2015 228.285 247.066 92,4 147 139 8 1.552 5 10 120 165

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi la Cedola concistoriale relativa, in (LA) Bullarium patronatus Portugalliae regum a cura di Levy Maria Jordão, vol. I, Olisipone 1868, pp. 144-145.
  2. ^ Manuel da Natividade era già deceduto l'8 dicembre precedente.
  3. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana. Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 500-501.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]