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Dōtaku

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Una dōtaku del III secolo, periodo Yayoi.

Le dōtaku (銅鐸?) sono campane giapponesi di bronzo, relativamente sottili, risalenti al periodo Yayoi. Le più antiche dōtaku ritrovate risalgono al II o III secolo (corrispondenti alla fine del periodo Yayoi). La loro altezza varia dai 10 ai 130 centimetri circa. L'ottima fattura delle dōtaku indica una buona padronanza delle tecniche di fusione del bronzo da parte dei giapponesi del periodo Yayoi. Erano decorate con motivi raffiguranti la natura e gli animali (tra i quali libellule, mantidi religiose e ragni). Gli storici credono che le dōtaku venissero utilizzate a scopo rituale, per propiziare buoni raccolti. Gli animali raffigurati erano infatti nemici naturali degli insetti che attaccavano le piante di riso. Si suppone quindi che le dōtaku appartenessero a figure sciamaniche che detenevano sia il potere politico (necessario per la loro realizzazione) che quello religioso (per celebrare i riti in cui venivano utilizzate). Attualmente sono state ritrovate circa 470 dōtaku.

Secondo Folklores Giapponesi, le Dotaku erano utilizzate come campane di emergenza (solitamente posizionate in torri di guardia), in particolare in caso di invasioni. Vennero sfruttate specialmente a causa delle frequenti invasioni dalla penisola Coreana, perché, che in tempi antichi era abitata da popoli brutali e crudeli.

Quando gli osservatori trovano invasori, ad alta voce suonò Dotaku come allarme, per la gente per nascondere se stessi e le loro cose, e per i combattenti per prepararsi per respingere i nemici.

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