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Costituzione degli Ateniesi

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Costituzione degli Ateniesi
Titolo originale Ἀθηναίων πολιτεία
Aristotle by Raphael.jpg
Aristotele dipinto da Raffaello
Autore Aristotele
1ª ed. originale 330-322 a.C.
Genere trattato
Lingua originale greco antico

La Costituzione degli Ateniesi (in greco antico Ἀθηναίων πολιτεία, Athênaíôn politeía) è un'opera antica attribuita ad Aristotele e ai suoi allievi, che descrive il regime politico dell'antica Atene. Il trattato fu composto tra il 330 e il 322 a.C. [1].

Storia della tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Il testo fu rinvenuto nel 1879 in Egitto, nella regione di Ermopoli, su due papiri: il primo (Berolinensis 163), contenente solo pochi frammenti, fu acquistato dal Museo Egizio di Berlino, e pubblicato nel 1880 da Friedrich Blass; il secondo (Londiniensis 131), comprato nel 1889 dal British Museum[2], identificato nel 1890 da Frederic George Kenyon, che lo attribuì senza dubbi allo Stagirita, pubblicando l'editio princeps nel 1891, mutila al principio e alla fine.

Il Pap. CXXXI della British Library, con la Costituzione degli Ateniesi

Alcuni autori antichi, infatti, come Diogene Laerzio[3] testimoniano che il filosofo greco fece raccogliere dai suoi allievi ben 158 costituzioni delle città greche, tra cui una costituzione di Atene che, data l'importanza della città, è presumibile abbia redatto egli stesso, basandosi su Androzione[4].
Sulla base della notizia laerziana, nacque ben presto una polemica sulla paternità dell'opera che dura ancora oggi: mentre per la maggior parte dei commentatori l'opera è di Aristotele, altri, sottolineando le numerose discrepanze e i passi contraddittori fra loro con anacronismi talora macroscopici, ne attribuiscono la stesura a un lavoro collettivo della scuola peripatetica[5].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, per come la leggiamo oggi, si compone di due parti: la prima storico-istituzionale, dal capitolo I al capitolo XLI, tratta delle differenti evoluzioni della costituzione, dal processo degli Alcmeonidi fino al 403 a.C.; la seconda è descrittiva, le istituzioni della città, dalle condizioni di accesso alla cittadinanza, alle magistrature e ai tribunali.
L'inizio del papiro é mutilo e, a quanto dato ricostruire da citazioni indirette, sembra che Aristotele partisse dal sinecismo di Teseo, anche se la trattazione per noi inizia con il processo ai seguaci di Cilone, passando a trattare la costituzione pre-draconiana (cap. 3), i risultati della riforma di Dracone (4-5), Solone - con ampie citazioni dalle sue elegie[6], la tirannide di Pisistrato e i suoi figli (6-19), Clistene (21), le riforme fino alla restaurazione di Trasibulo, con resoconti spesso divergenti rispetto a Senofonte, anche in chiave molto moderata.
Con il cap. 41, come detto, dopo aver ricordato che i mutamenti costituzionali erano stati 11 dal tempo di Ione[7], si passa ad analizzare nel dettaglio il governo ateniese, laddove "politeia" non indica una costituzione scritta, ma, seguendo il significato platonico[8], "ordinamento del governo", con una notevole digressione sugli arconti[9]. L'opera si conclude bruscamente al cap. 69, con la descrizione delle modalità dello scrutinio pubblico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una omonima Costituzione degli Ateniesi, di tematiche opposte a quelle di Aristotele, è stata attribuita a Senofonte. Essa analizza alcuni aspetti negativi del governo ateniese in chiave oligarchica, non descrittivo-analitica, ma politico-polemica e si suppone che l'opera sia stata scritta durante la guerra del Peloponneso.
  2. ^ Pap. CXXXI.
  3. ^ Diogene Laerzio, V 27, nel catalogo delle opere aristoteliche.
  4. ^ C. S. Bearzot, Storie di Atene, storia dei Greci. Studi e ricerche di attidografia, Milano, Vita e Pensiero, 2010, pp. 113-128.
  5. ^ M. Sève, Preface, in Aristote, Constitution d'Athènes, Paris, Les Belles Lettres, 1996, collana Livre de Poche, n°4688, pp. 14 ss.
  6. ^ Frr. 4-5, 23-25 D.
  7. ^ 41, 2, che riassume, di fatto, la prima parte, secondo un usus tipico di Aristotele.
  8. ^ Cfr. Platone, Leggi, 832d.
  9. ^ Capp. 55-59.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aristotele, Athênaíôn politeía, a cura di John Edwin Sandys, Londra, Macmillan, 1893.
  • La costituzione degli Ateniesi, pref. di Luciano Canfora, Milano, BUR, 2012.

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