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Entimema

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L'entimema (dal greco ἐνθύμημα), detto anche sillogismo retorico, è definito nella Retorica di Aristotele come un'argomentazione in forma di sillogismo nella quale una delle premesse non è certa ma solo probabile: esso non ha dunque scopo dimostrativo ma persuasivo.

In genere si fa riferimento a un entimema anche quando si ha un sillogismo incompleto o ellittico, nel quale una o più premesse sono volutamente sottintese, perché già di per sé note; sarebbe quindi superfluo citarle. La definizione di entimema come sillogismo ellittico è comunque attestata solo a partire da Quintiliano.[1]

Stando ad Aristotele (Retorica, II.23), l'entimema può essere:

  • dimostrativo, in quanto trae conclusioni da "premesse sulle quali esiste accordo";
  • confutativo, in quanto trae conclusioni "non accolte dall'avversario".

Esiste un'ulteriore categoria, quella degli entimemi apparenti o erismi.

La Logica di Port-Royal definisce l'enthymème come un sillogismo «perfetto nello spirito, ma imperfetto nell'espressione».

Esempi:

«È italiano, dunque ha buon gusto.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Polidoro, Metafora: retorica, semiotica e scienze cognitive e M. Rivoltella, Argomentazione, parola, immagine.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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