Costituzione degli Ateniesi (Pseudo-Senofonte)

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Costituzione degli Ateniesi
Titolo originale Ἀθηναίων πολιτεία
Autore ignoto
1ª ed. originale V secolo a.C.
Genere trattato
Lingua originale greco antico

La Costituzione degli Ateniesi (in greco antico: Ἀθηναίων πολιτεία, Athenàion politéia) è una sorta di un pamphlet (considerato il primo del genere, nella storia letteraria greca) che fu attribuito dagli antichi a Senofonte,[1] ma è considerato spurio dagli studiosi moderni.[2]

Essa non va confusa con l'omonimo scritto di Aristotele o, più probabilmente, di uno dei suoi allievi.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

In esso è contenuta l'analisi critica fatta da un oligarca al regime ateniese,[3] mettendone in luce quelli che egli ritiene essere elementi negativi, come ad esempio l'ignoranza dei governanti, la mancanza di scrupoli morali in alcuni di essi, l'interesse dei giudici per il denaro o la libertà di parola concessa ai meteci e agli schiavi.

L'autore è del tutto contrario al sistema di governo ateniese, che vede come un insieme di individui inferiori che non dovrebbero nemmeno prendere la parola in una città governata saggiamente (come in un regime aristocratico), ma essere ridotti in schiavitù.

Nella seconda parte dello scritto, all'insofferenza verso il regime democratico, si sostituiscono alcune considerazioni sulla necessità di potenziare la flotta ateniese, per mantenere il controllo del mare e sulla validità della gestione economica della città: questo mostra una buona conoscenza e preparazione tecnica e politica dell'autore, che conclude il libello con la constatazione che la situazione, ad Atene, non possa migliorare.[4]

Struttura e possibili autori[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è strutturata solo apparentemente in forma di monologo, mentre in realtà ha forma dialogica, nel quale le considerazioni, i giudizi e le obiezioni vengono mossi da un secondo interlocutore, cancellato (forse erroneamente) dalla tradizione manoscritta.[4]

La data di composizione del testo non è mai stata stabilita con certezza: si ritiene che il terminus ante quem sia il 424 a.C., ma sono state avanzate altre possibili date di composizione sulla base di vari eventi descritti nell'opera e di alcuni parallelismi con la fine del I libro della Guerra del Peloponneso di Tucidide.[5]

Diogene Laerzio elenca la Costituzione tra le opere attribuite a Senofonte, ma segnala che già il grammatico Demetrio di Magnesia riteneva l'opera spuria.[1] Tra i possibili autori erano nominati anche Tucidide di Melesia,[6] Crizia, Alcibiade; Giulio Polluce e Stobeo ritenevano invece l'opera autentica, così come la tradizione manoscritta successiva.[7] I motivi principali che portano a negare l'attribuzione a Senofonte sono lo stile ripetitivo della prosa, una generale mancanza di chiarezza nella successione delle argomentazioni e, in alcuni casi, una commistione tra dialetto attico e ionico.[7] Per via dell'uso della prima persona plurale in due passaggi del testo, si è supposto che l'autore fosse un ateniese all'estero al momento della composizione oppure uno straniero residente ad Atene, tuttavia mancano prove a sostegno di queste ipotesi.[3] Appare più certo, invece, che l'autore fosse di idee oligarchiche, poiché rifiuta i principi democratici alla base della costituzione ateniese.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei filosofi, II, 57.
  2. ^ Marchant-Bowersock, p. 462.
  3. ^ a b Marchant-Bowersock, p. 463.
  4. ^ a b Mario Casertano e Gianfranco Nuzzo, Storia e testi della letteratura greca, vol. 2, Palumbo Editore, 2011, p. 607, ISBN 978-88-8020-841-9.
  5. ^ Marchant-Bowersock, pp. 463-465, con discussione di alcune possibili date.
  6. ^ Marchant-Bowersock, p. 465
  7. ^ a b Marchant-Bowersock, p. 461.
  8. ^ Marchant-Bowersock, p. 462. Per questo motivo nel mondo anglosassone l'ignoto autore è chiamato Old Oligarch, cioè "Vecchio oligarca" (Marchant-Bowersock, p. 463).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni e commenti[modifica | modifica wikitesto]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Canfora, Studi sull'"Athenaion Politeia" psudosenofonte, Torino, 1980.
  • Luciano Canfora, Anonimo Ateniese. La democrazia come violenza, 4. edizione, Palermo, 1986.
  • Enrico Flores, Il sistema non riformabile. La pseudosenofontea "Costituzione degli Ateniesi" e l'Atene periclea, Napoli, 1982.
  • Marcello Gigante, La "Costituzione degli Ateniesi". Studi sullo Pseudo-Senofonte, Napoli, 1953.
  • Diego Lanza, Osservazioni linguistiche all'"Athenaion Politeia", in Prometheus, nº 3, 1977, pp. 211-220.
  • Marta Sordi, L'"Athenaion Politeia" e Senofonte, in Aevum, nº 76, 2002, pp. 17-24.

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