Colpo di Stato spagnolo del luglio 1936

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Il Colpo di Stato in Spagna del luglio 1936 divise le forze armate repubblicane spagnole, segnando l'inizio della guerra civile. Dopo un periodo di difficoltà nella Seconda Repubblica, un gruppo di ufficiali tentò di rovesciare il governo del Fronte Popolare di sinistra, eletto cinque mesi prima, tramite un colpo di Stato militare, soprannominato Alzamiento Nacional. La pianificazione iniziò nei primi mesi del 1936 e la sollevazione militare fu attivata tra il 17 e il 18 luglio 1936. Il colpo di Stato non riuscì a prendere immediatamente il controllo completo del paese e ne seguì una guerra civile.

La rivolta, iniziata dal Tercio de Extranjeros nel Marocco spagnolo, secondo la pianificazione avrebbe dovuto essere rapida: Cadice, con il suo porto, venne occupata dai ribelli nazionalisti, mentre il generale Gonzalo Queipo de Llano riuscì ad impadronirsi di Siviglia. Il governo mantenne il controllo della parte centrale e meridionale del paese, comprese Madrid e Barcellona. I ribelli ottennero il sostegno di circa la metà dell'esercito continentale, circa 60.000 uomini, e di tutti i 35.000 uomini dell'Armata d'Africa. L'Armata d'Africa era la forza militare più professionale ed efficace. Il governo mantenne meno della metà della fornitura di fucili, mitragliatrici pesanti e leggere e pezzi di artiglieria[senza fonte]. Entrambe le parti potevano contare su pochi carri armati e su aerei obsoleti, mentre la capacità navale era abbastanza omogenea. Le defezioni degli ufficiali indebolirono le unità repubblicane di entrambi gli schieramenti.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni del novembre 1933, la Spagna entrò in un periodo chiamato "biennio nero" [1].[2] Sia i carlisti che gli alfonsisti continuarono a prepararsi,[3] ricevendo l'appoggio del presidente del consiglio italiano Benito Mussolini. José-María Gil Robles lottò per controllare l'ala giovanile della CEDA, che replicava politicamente i movimenti giovanili tedeschi e italiani. I monarchici, tuttavia, rivolsero la loro attenzione alla Falange Española fascista, sotto la guida di José Antonio Primo de Rivera.[4] Per le strade spagnole si verificò violenza aperta.[5] La CEDA di Gil Robles continuò ad imitare le azioni del partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, mettendo in scena, nel marzo 1934, un raduno.[6][7] Gil Robles utilizzò una legge anti-sciopero per ridurre e annullare, uno alla volta, l'influenza dei sindacati. [8] Gli sforzi per sottrarre gli enti locali al controllo socialista richiesero uno sciopero generale, brutalmente soffocato, con l'arresto di quattro deputati ed altre significative violazioni degli articoli 55 e 56 della Costituzione.[9]

Il 26 settembre 1936, la CEDA annunciò che non avrebbe più sostenuto il governo di minoranza del Partito Repubblicano Radicale; esso venne sostituito da un governo PRR che comprendeva tre membri della CEDA.[10] Uno sciopero generale della UGT ebbe successo nella maggior parte della Nazione.[11] Il generale Francisco Franco venne posto al comando militare contro la rivolta dei minatori delle Asturie del 1934, l'unico luogo in cui era riuscito lo sciopero.[12] Circa 30.000 operai vennero chiamati alle armi in dieci giorni.[13] Gli uomini di Franco, alcuni provenienti dal' Armata d'Africa spagnola,[14] agirono orribilmente, uccidendo uomini, donne e bambini ed eseguendo esecuzioni sommarie nel momento in cui riconquistarono le principali città delle Asturie.[15] Nel corso della rivolta vennero uccisi circa 1.000 operai e 250 soldati governativi.[16] Questo segnò la fine effettiva della repubblica.[17] Seguirono mesi di rappresaglia e di repressione da entrambe le parti e venne usata la tortura sui prigionieri politici. Bombardamenti, sparatorie, omicidi politici e religiosi divennero, lungo le strade, azioni comuni. I partiti politici furono costretti ad organizzare milizie armate proprie. [18][19] Ancora una volta Gil Robles richiese le dimissioni del governo e la trattativa condusse ad assegnare alla CEDA cinque ministeri del governo Lerroux. L'esercito venne epurato dei membri repubblicani e riformato; i fedelissimi di Gil Robles vennero promossi, il generalissimo Franco venne nominato capo di stato maggiore.[20]

Le elezioni del 1936 vennero vinte da un raggruppamento di partiti di sinistra[21] uniti come Fronte Popolare.[22] La destra iniziò allora a cospirare su come rovesciare la repubblica, piuttosto che prenderne il controllo.[23] Ma il governo era debole, Azaña, di fatto, guidava un governo di minoranza.[24] Con un tale scenario, la pacificazione e la riconciliazione sarebbero state un compito enorme, se non impossibile.[24] Gli atti di violenza e le rappresaglie crescevano esponenzialmente. [25] Nel mese di aprile del 1936, il parlamento sostituì il presidente Zamora con Azaña. [26] Tuttavia, Azaña era sempre più isolato dalla politica di tutti i giorni, mentre il suo sostituto, Casares Quiroga, era debole. Questo fu un evento spartiacque che ispirò i conservatori a rinunciare alla politica parlamentare.[27] La CEDA rivolse la sua campagna verso il cospiratore dell'esercito Emilio Mola. Il monarchico José Calvo Sotelo sostituì il portavoce della CEDA, Gil Robles, come leader della destra in Parlamento.[27][28] Ma il 16 giugno 1936 in Parlamento Quiroga minacciò il leader della destra monarchica, José Calvo Sotelo, affermando che "La violenza contro il capo del partito monarchico non sarebbe stata da considerarsi un crimine", minaccia che causò una vivace replica. Nella notte tra il 12 luglio e 13 luglio 1936 Sotelo fu rapito e assassinato da militanti socialisti. L'evento, che generò sgomento in tutta la Spagna, fu la causa scatenante dell'insurrezione nazionalista, guidata da Francisco Franco, contro il governo filo-marxista del Fronte popolare; insurrezione che sarebbe sfociata nella Guerra civile spagnola. Prieto fece del suo meglio per evitare la rivoluzione, promuovendo una serie di opere pubbliche e riforme di ordine civile, comprese le parti della guardia militare e civile.[29] I comunisti assunsero rapidamente le fila delle organizzazioni socialiste, spaventando le classi medie.[30] Diversi generali, che disprezzavao i politici di professione, ritenevano che il governo avrebbe dovuto essere sostituito. .[31]

I preparativi[modifica | modifica wikitesto]

Il governo repubblicano cercò di rimuovere i generali sospetti; così Franco venne rimosso dalla funzione di capo di stato maggiore e trasferito al comando delle isole Canarie.[32] Goded venne rimosso dalla funzione di Ispettore Generale e divenne generale delle Isole Baleari; Emilio Mola venne spostato dalla guida dell'Armata d'Africa per diventare comandante militare di Pamplona in Navarra.[32] Tuttavia ciò permise a Mola di dirigere la rivolta dalla terraferma, anche se il rapporto tra lui e i leader carlisti era problematico. Il generale José Sanjurjo divenne la figura di spicco dell'operazione e contribuì a raggiungere un accordo con i carlisti.[32] Mola era il capo pianificatore e secondo in comando.[33] José Antonio Primo de Rivera venne arrestato a metà marzo, al fine di limitare l'azione della Falange.[32] Tuttavia, la condotta del governo non fu così mirata ed incisiva come avrebbe dovuto essere: gli avvertimenti da parte del direttore della sicurezza e di altre funzionari di alto livello non vennero presi nella giusta considerazione.[34]

Il 12 giugno 1936, il primo ministro Casares Quiroga incontrò il generale Juan Yagüe, giustamente accusato di essere la mente del complotto crescente in Nord Africa, ma Yagüe, mentendo, riuscì a convincere Casares della sua fedeltà alla repubblica.[35] Mola, il 15 giugno 1936, tenne un incontro tra i comandanti di guarnigione nel nord della Spagna e le autorità locali, in audizione della riunione, lo circondarono con la Guardia Civil.[35] Tuttavia, Casares ordinò la loro rimozione, affermando che di Mola si fidava.[36] Mola iniziò in primavera una seria pianificazione, ma il generale Francisco Franco esitò fino all'inizio del luglio 1936, ispirando altri pianificatori a riferirsi a lui come "Miss Isole Canarie 1936".[33] Franco era un giocatore chiave a causa del suo prestigio come ex direttore dell'accademia militare e come l'uomo che aveva soppresso la rivolta socialista del 1934.[33] Era inoltre ben rispettato dall'Armata Spagnola marocchina, la più forte forza militare del tempo.[36] Franco scrisse una lettera criptica a Casares, il 23 giugno 1936, suggerendo che il militare era sleale, ma poteva essere trattenuto se fosse stato messo in carica.[36] Casares non fece nulla, non riuscendo ad arrestare o tacitare Franco, anche se metterlo al comando generale era impossibile.[36] A Franco, nel corso del nuovo regime, venne assegnato il controllo del Marocco, ma di fatto fu messo da parte.[37] Il 5 luglio 1936 venne noleggiato un aereo, che condusse il Generale Franco dalle Canarie al Marocco, il 14 luglio 1936.[38]

Omicidio di Calvo Sotelo[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 luglio 1936, a Madrid, i membri della Falange assassinarono il tenente José Castillo, membro delle forze di polizia delle Guardie d'Assalto.[38] Castillo era anche un componente del partito socialista. Il giorno successivo, i membri delle guardie d'assalto arrestarono il deputato monarchico José Calvo Sotelo, un leader monarchico spagnolo e importante parlamentare conservatore: l'obiettivo originale era, in realtà, Gil Robles, ma la sua residenza non poté essere individuata.[39] Calvo Sotelo aveva protestato contro le riforme agricole, gli espropri e le restrizioni imposte all'autorità della Chiesa cattolica, restrizioni che considerava azioni "bolsceviche" e "anarchiche". Sostenne invece la creazione di uno stato corporativo.[40] Calvo Sotelo, infine, venne fucilato dalla Guardia Nazionale, senza alcun processo.[39]

La fucilazione di Sotelo, membro di spicco del Parlamento, con il coinvolgimento della polizia, suscitò sospetti e forti reazioni tra gli oppositori di destra del governo.[41][nb 1] Seguirono massicce rappresaglie.[39] Anche se i generali nazionalisti conservatori erano già in fase avanzata per attuare una rivolta pianificata, l'evento fornì un catalizzatore e una comoda giustificazione pubblica per il loro colpo di Stato, ed in particolare, che la Spagna avrebbe dovuto essere salvata dall'anarchia con mezzi militari e non democratici.[39] I socialisti e i comunisti, guidati da Prieto, chiesero di distribuire le armi alla gente, prima che lo facessero i militari, decisione che il primo ministro non parve, per lungo tempo, apprezzare. [39]

L'aereo di Franco atterrò a Gran Canaria il 14 luglio 1936, ma, di stanza a Tenerife, avrebbe dovuto lui stesso preparare il piano del colpo di Stato, in quanto Amado Balmes, comandante militare a Gran Canaria, venne ucciso in un incidente di pratica al bersaglio il 16 luglio 1936.[42] Non fu mai chiarito se la sua morte fosse stata un incidente, un suicidio o un omicidio. [42] Prima di partire per il Marocco spagnolo, Franco s'incontrò con il console italiano di Las Palmas, Ruggero Martini Marchi.[43]

Inizio del colpo di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Mappa mostrante la Spagna nel luglio 1936, dopo l'Alzamiento:

     Area sotto il controllo repubblicano

     Area sotto il controllo nazionalista

Da Pamplona, capoluogo della Navarra carlista, il generale di brigata Emilio Mola, chiamato "El Director", che comandava la locale guarnigione, si impegnò con successo all'unificazione di tutte le componenti golpiste, in particolare a convincere i carlisti ad insorgere unitamente alle forze armate. La festa di San Fermín, che si svolse a Pamplona dal 7 al 14 luglio 1936 (festa che si caratterizza per le sfrenate corse dei tori nelle vie della città, in mezzo ai "sanfermines", e che si conclude nell'ingresso alla Plaza de Toros), fu l'ideale occasione di copertura della cospirazione, che assunse il nome di Alzamiento nacional.

La sincronizzazione della rivolta venne fissata al 17 luglio 1936, alle ore 17.00; ciò venne concordato con il leader dei carlisti, Manuel Fal Condé.[44] Tuttavia, la tempistica venne modificata: gli uomini nel Marocco spagnolo dovevano ribellarsi alle 5:00, mentre quelli di stanza in Spagna avrebbero iniziato esattamente il giorno dopo; quindi, dopo aver avuto il controllo del Marocco spagnolo, le truppe potevano essere inviate nella penisola iberica in concomitanza con l'inizio dell'insurrezione nel continente. [45] La ribellione avrebbe dovuto essere un rapido colpo di Stato, ma il governo fu in grado di mantenere il controllo della maggior parte del paese.[46]

Il controllo nel Marocco spagnolo, da parte della destra monarchica spagnola, era quasi certo; molti dei soldati agirono come mercenari, mentre la stragrande maggioranza degli ufficiali appoggiò la causa dei ribelli. I regulares, truppe reclutate dalla popolazione locale, erano prevalentemente musulmani, ai quali venne riferito, strumentalmente, che la repubblica voleva "abolire Allah".[47] Entro il tempo previsto, il Marocco spagnolo venne già assicurato, dato che i legionari si spostarono nelle aree popolari, sparando ai sindacalisti e ai generali lealisti. Si verificò poca resistenza; in totale, 189 persone vennero uccise dai ribelli.[48] Goded e Franco presero immediatamente il controllo delle isole a cui erano stati assegnati. Avvertendo che fosse imminente un colpo di Stato, i militanti di sinistra, il 17 luglio 1936, barricarono le strade, ma Franco evitò la cattura prendendo un rimorchiatore per recarsi all'aeroporto.[33]

Il 18 luglio 1936, Casares Quiroga rifiutò un'offerta di aiuto da parte della Confederación Nacional del Trabajo (CNT) e dell' Unión General de Trabajadores(UGT), affermando che nessuna parte al di fuori Marocco spagnolo si sarebbe unita ai ribelli e che la popolazione avrebbe dovuto fidarsi dei metodi legali per affrontare la rivolta. La distribuzione di armi sarebbe stata illegale. Il CNT e l'UGT proclamarono uno sciopero generale, in effetti una mobilitazione; aprirono i nascondigli di armi, alcuni sepolti fin dai moti del 1934.[47] Le forze paramilitari, meglio addestrate dell'esercito, spesso aspettavano di vedere l'esito delle azioni della milizia prima o di aderire o di sopprimere la ribellione. L'azione rapida, sia da parte dei ribelli che delle milizie anarchiche, era spesso sufficiente per decidere il destino di una città.[49] Il generale Queipo de Llano riuscì a garantire Siviglia ai ribelli, arrestando un certo numero di altri ufficiali.[50]

Gli epicentri della rivolta nazionalista furono così la Navarra con gli El Requetés, cioè la milizia carlista, all'estremo nord, e i territori del Marocco spagnolo, con Cadice, Granada e Siviglia, all'estremo sud. I capi della sollevazione armata furono i generali Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo de Llano e José Enrique Varela, i noti e cosiddetti "cuatro generales". Il navarrese, e carlista, e il generale José Sanjurjo. Francisco Franco, al comando delle truppe ammutinate di stanza in Africa e dei legionari del Tercio, prese la guida delle forze nazionaliste del sud della Spagna, mentre il generale Emilio Mola delle forze del Nord.

Reazione repubblicana[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 luglio 1936 Santiago Casares Quiroga si dimette da capo del governo repubblicano. Diego Martínez Barrio cerca di formare un nuovo governo, ma non riesce ad ottenere un sostegno parlamentare sufficientemente ampio, per cui a questo punto viene incaricato, per formare un nuovo governo, il repubblicano José Giral.

Militarmente, a Madrid, i nazionalisti vennero circondati e confinati nella caserma Montaña, dove, dopo una cruenta battaglia, caddero con grande spargimento di sangue. Il primo ministro José Giral ordinò la distribuzione di armi tra la popolazione, con la creazione di milizie a Madrid, Barcellona e Valencia. Milizie anarchiche presero il controllo di gran parte dell'Aragona e della Catalogna. A Barcellona il 21 luglio 1936, 12.000 soldati ribelli furono costretti a desistere per l'intervento della polizia lealista e di milizie operaie, per cui il generale del Tercio Manuel Goded Llopis si arrese, venendo condannato a morte. Il 20 luglio 1936, i repubblicani iniziarono l'Assedio dell'Alcázar di Toledo.

L'Alzamiento fu anche, per i repubblicani, una giustificazione per condurre una cruenta repressione anticattolica. Tra il 18 e il 31 luglio 1936 furono infatti uccisi 861 sacerdoti. Nel mese di agosto del 1936 ne sarebbero stati uccisi altri 2.077, compresi i vescovi di Sigüenza, Lleida (Salvio Huix Miralpeix), Cuenca, (Cruz Laplana y Laguna), Barbastro (Florentino Asensio Barroso), Segorbe, Jaén, Tarragona, Ciudad Real, Almería (Diego Ventaja Milán) e Guadix. [51].

Esito[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la spietatezza e la determinazione dei sostenitori del colpo di Stato, i ribelli fallirono nel conquistare ognuna delle grandi città, ad eccezione di Siviglia, che fornì un punto di approdo per le truppe africane di Franco. Le aree principalmente conservatrici e cattoliche della Vecchia Castiglia e di León caddero rapidamente, mentre a Pamplona celebrarono la rivolta come se fosse una festa.[46] Il governo mantenne il controllo di Malaga, Jaén e Almería. Cadice venne conquistata dai ribelli con l'aiuto delle prime truppe dell'Armata d'Africa.[52] A Madrid i governativi vennero circondati nella caserma Montaña; la caserma cadde il giorno dopo, con grande spargimento di sangue. Il leader repubblicano Santiago Casares Quiroga venne sostituito da José Giral, che ordinò la distribuzione di armi tra la popolazione civile.[53] Questo facilitò la sconfitta dell'insurrezione dell'esercito nei principali centri industriali, tra cui Madrid, Barcellona, Valencia e altre principali città del Mediterraneo,[54] ma consentì agli anarchici di armarsi e di prendere il controllo di Barcellona e di ampie fasce dell'Aragona e della Catalogna. A Barcellona, il governo ufficiale perse il controllo della sicurezza, dei servizi essenziali e di assistenza sociale.[55] Tuttavia, gli anarchici si trattennero dal richiedere troppo potere politico, consapevoli che tale richiesta avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi.[55] Il generale Goded si arrese a Barcellona e fu poi condannato a morte, nonostante avesse trasmesso alla radio un messaggio che spiegava la sua prigionia, su richiesta delle autorità.[56] Nel frattempo, l'Armata d'Africa passò lo Stretto di Gibilterra, utilizzando aerei da trasporto Junkers Ju 52, forniti dalla Germania nazista, senza alcuna interferenza della forza aerea lealista, a causa della confusione e della mancanza di decisione nel lato repubblicano spagnolo. Il massiccio ponte aereo delle truppe dal Marocco spagnolo fu il primo combattimento di trasporto aereo a lungo raggio del mondo e permise alle truppe di Franco d'incontrare le forze del generale Queipo de Llano a Siviglia.[57] Il loro movimento rapido permise loro d'incontrare l'Armata del Nord del generale Mola e di proteggere la maggior parte del nord e del nord-ovest della Spagna, così come l'Andalusia centrale e occidentale. Il governo repubblicano finì per controllare quasi tutta la costa spagnola orientale e l'area centrale intorno a Madrid, così come le Asturie, la Cantabria e parte dei Paesi Baschi a nord. Mola volle creare un senso di paura all'interno delle aree controllate dai nazionalisti. Ci fu un'enorme purga di massoni e di una vasta parte della sinistra, tra cui alcuni socialisti moderati.[58]

L'inizio della guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile spagnola.

Il risultato del colpo di Stato fu una polarizzazione della Spagna. Seguendo gli ordini del generale Mola, i ribelli fascisti furono protagonisti di un periodo di terrore, instillando paura nei potenziali ranghi pro-repubblicani, tramite esecuzioni sistematiche di repubblicani nelle città catturate. Si percepì dalla folla esaltata un desiderio di vendetta spontanea, che prese forma con omicidi casuali dei fascisti, dei conservatori e dei simpatizzanti del colpo di Stato, divampato nelle zone lealiste.[59]

I nazionalisti controllavano una superficie della nazione abitata da 11 dei 25 milioni di persone.[60] I nazionalisti, il 24 luglio 1936, formarono un governo, la Giunta di difesa nazionale, [61]presieduta da Miguel Cabanellas Ferrer, che si riunì per la prima volta a Burgos.

I ribelli ottennero anche il sostegno di circa la metà dell'esercito territoriale, circa 60.000 uomini. Nelle unità repubblicane, tuttavia, ben il 90% degli ufficiali si ribellò, disertò o semplicemente scomparve e la loro fedeltà alla Repubblica venne messa in dubbio, mentre qualcuno passò nei ranghi nazionalisti. Ciò ridusse considerevolmente la catena di comando delle unità, dato che doveva essere modellata una nuova struttura, problema che nelle unità nazionaliste non si verificò. [62] L'Armata d'Africa, comunque, era completamente sotto il controllo nazionalista, composta di 35.000 uomini considerati la forza di combattimento più preparata della nazione. [62] I ribelli vennero raggiunti da altri 30.000 membri delle forze di polizia militare, dalle guardie d'assalto, dalle guardie civili, e dai carabinieri, mentre [63] 50.000 carabineros rimasero fedeli al governo.[63] Di 500.000 fucili, circa 200.000 vennero trattenuti dal governo. 65.000 vennero rilasciati alla popolazione di Madrid nei giorni successivi alla rivolta, ma, di questi, solo 7.000 erano utilizzabili. Circa 70.000 vennero persi dopo i primi progressi nazionalisti avvenuti nel corso della guerra.[62] I repubblicani controllavano circa un terzo delle mitragliatrici pesanti e leggere, 1.007 pezzi di artiglieria, mentre solo 387 erano in mani repubblicane.[64] L'esercito spagnolo aveva, prima del colpo di Stato, solo 18 carri armati moderni, mentre i repubblicani ne potevano schierare solo 10.[65] In termini di numeri, i nazionalisti presero il controllo di 17 navi da guerra, lasciandone ai repubblicani 27. Tuttavia, le due più moderne, entrambi incrociatori della classe Canarias, erano in mano ai nazionalisti, anche se non erano pronte per il servizio quando scoppiò la guerra. La loro recente costruzione e dimensione compensò la differenza di numeri tra franchisti e repubblicani. La marina militare repubblicana soffrì degli stessi problemi dell'esercito: molti ufficiali disertarono o vennero uccisi dopo aver tentato di farlo.[65] A causa delle preoccupazioni di un ufficiale repubblicano che tale colpo di Stato fosse imminente, i due terzi della capacità aerea vennero mantenuti dal governo. Tuttavia, tutti i servizi logistici e che ruotavano attorno al servizio aereo erano obsoleti e vulnerabili, sia per quanto riguarda le problematiche di volo che per quelli meccanici.[66]

Dopo meno di due settimane, il golpe, oltre che una guerra civile, era già un conflitto internazionale: il 28 luglio 1936, giunsero i primi aiuti da parte delle potenze straniere, Italia e Germania, per i nazionalisti, mentre i primi di agosto del 1936 giunse il sostegno della Francia per i repubblicani. Il conflitto poi sarebbe durato quasi tre anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas (2001). pp. 196–198, 309: Condés era un amico personale di Castillo. La sua squadra aveva inizialmente cercato di arrestare Gil Robles come rappresaglia per l'omicidio di Castillo, ma Robles non era in casa, allora andarono a casa di Calvo Sotelo. Thomas ha concluso che l'intenzione di Condés era di arrestare Calvo Sotelo e che Cuenca agì di sua iniziativa, anche se riconosce altre fonti che contestano questo risultato.
  1. ^ In spagnolo bienio negro.
  2. ^ Preston (2006). p. 66.
  3. ^ Thomas (1961). p. 75.
  4. ^ Preston (2006). pp. 69–70.
  5. ^ Preston (2006). p. 70.
  6. ^ Thomas (1961). p. 67.
  7. ^ Preston (2006). p. 72.
  8. ^ Preston (2006). pp. 73–74.
  9. ^ Preston (2006). p. 75.
  10. ^ Thomas (1961). p. 78.
  11. ^ Preston (2006). p. 77.
  12. ^ Preston (2006). pp. 78–79.
  13. ^ Thomas (1961). p. 80.
  14. ^ Thomas (1961). p. 81.
  15. ^ Preston (2006). p. 79.
  16. ^ Thomas (1961). p. 84.
  17. ^ Preston (2006). pp. 79–80.
  18. ^ Thomas (1961). pp. 84–85.
  19. ^ Thomas (1961). p. 85.
  20. ^ Preston (2006). p. 81.
  21. ^ Thomas (2006). p. 145.
  22. ^ Preston (2006). pp. 82–83.
  23. ^ Preston (2006). p. 83.
  24. ^ a b Preston (2006). p. 84.
  25. ^ Preston (2006). p. 85.
  26. ^ Payne (1973). p. 642.
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  48. ^ Beevor (2006). pp. 56–57.
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  55. ^ a b Beevor (2006). pp. 106–107.
  56. ^ Beevor (2006). p. 69.
  57. ^ Per la didascalia fotografica pg.146 e anche il testo pg.201, Air Power, Budiansky, Stephen, Penguin Group, London England 2005
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  65. ^ a b Howson (1998). p. 21.
  66. ^ Howson (1998). pp. 21–22.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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