Caso degli emoderivati infetti

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Il caso degli emoderivati infetti è un caso di cronaca giudiziaria, risalente alla messa in commercio, a partire dagli anni ottanta, di emoderivati infetti da parte di aziende farmaceutiche internazionali, tra cui la Bayer[1] e la Baxter International. I principali contagiati sono i politrasfusi, ossia emofilici e talassemici. Secondo alcune stime, in Italia i decessi per infezione da emoderivati sono, al 2009, circa 2.600[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le indagini in Europa risalgono ai primi anni novanta[3], e in Italia Duilio Poggiolini venne imputato di aver concesso la commercializzazione di sangue infetto da HIV[4].

Anni dopo, fu nuovamente interrogato Poggiolini in seguito a nuovi filoni d'indagine[5]. Nel 2003, il New York Times riportò la notizia secondo cui a metà degli anni 1980 alcuni farmaci per la coagulazione del sangue, prodotti da multinazionali USA, vennero dirottati ad emofilici in Asia e in America Latina, perché vi sarebbero state evidenze che tali prodotti stavano infettando con HIV, mentre dalla fine di febbraio 1984 la Bayer vendeva un nuovo prodotto, più sicuro. La società implicata continuò tuttavia a vendere per oltre un anno il vecchio prodotto all'estero[1]. Lo studio legale Lieff Cabraser sta seguendo le cause in Argentina, Germania, Hong Kong, Irlanda, Israele, Italia, Taiwan e Gran Bretagna, e in vari altri paesi per intentare azioni legali presso i tribunali degli Stati Uniti contro le società responsabili[6].

Nel 2009, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha emanato un decreto per le transazioni giudiziarie per danni da emotrasfusioni[7], che però a detta dell'avvocato Bertone, che segue alcuni di questi casi presso il tribunale di Napoli, sede del dibattimento, non soddisfa le parti in causa, in quanto escluderebbe molti danneggiati dal processo per danni[8]. Nel marzo 2009, viene nuovamente indagato Poggiolini[9].


Indennizzo e risarcimento del danno per trasfusioni infette[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esiste una legge dello Stato, la n. 210/92, che offre un indennizzo in termini pecuniari a tutti coloro che hanno contratto il virus (e di cui si abbia conclamazione accertata) da trasfusioni di sangue e/o emoderivati infetti e/o vaccini. Sono numerose le sentenze emesse da giudici di merito e dalla Corte di Cassazione che riconoscono - in aggiunta (totale o parziale) all'indennizzo previsto dalla L. 210/92 - a soggetti che hanno contratto tale tipo di infezione virale a causa di trasfusioni, un risarcimento dei danni ritenendo, quindi, colpevole il Ministero della Salute (già della Sanità) per omessa attività normativa e carenza di pratica vigilanza circa la produzione, commercializzazione e distribuzione del sangue e suoi derivati. L'indennizzo consiste in un assegno bimestrale di importo variabile a seconda della gravità della patologia contratta, principalmente HBV, HCV e HIV.[10]. Allo scandalo del sangue e degli emoderivati infetti è seguito un contenzioso che ha visto soccombere il Ministero della Salute per ingenti somme che lo Stato non riesce a pagare o a pagare in ritardo. Questo fenomeno ha indotto l'avvocato Renato Mattarelli dello studio legale Mattarelli-Mezzini, che assiste centinaia di emotrasfusi danneggiati da sangue infetto, a tentare la cessione in massa dei crediti delle sentenze non pagate [11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Walt Bogdanich e Eric Koli, 2 Paths of Bayer Drug in 80's: Riskier One Steered Overseas, NY Times, 22 maggio 2003. URL consultato il 22 luglio 2009.
  2. ^ "Emoderivati infetti: 3mila morti e migliaia di condannati" dal programma "Un abuso al giorno toglie il codice d'intorno" (XML), Radio 24, 14 luglio 2008. URL consultato il 22 luglio 2009.
  3. ^ Sangue all'AIDS scandalo in Germania, La Repubblica, 24 novembre 1992. URL consultato il 22 luglio 2009.
  4. ^ Enzo D'Errico, Scandalo sangue infetto: si indaga su Poggiolini, Corriere della Sera, 30 ottobre 1993. URL consultato il 22 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  5. ^ Scandalo sangue infetto interrogato Poggiolini, La Repubblica, 7 ottobre 1999. URL consultato il 22 luglio 2009.
  6. ^ Causa emofilici.com, causaemofilici.com. URL consultato il 22 luglio 2009.
  7. ^ Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Regolamento di esecuzione dell’articolo 33, comma 2, del decreto legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007 n. 222 e dell’articolo 2 comma 382, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 per la fissazione dei criteri in base ai quali definire le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o affetti da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, che abbiano instaurato azioni di risarcimento danni tuttora pendenti. (PDF), 20 marzo 2009. URL consultato il 22 luglio 2009.
  8. ^ Radio 24, Emoderivati infetti, un anno dopo, 21 luglio 2009. URL consultato il 22 luglio 2009.
  9. ^ Nadia Francalacci, Sangue Infetto (PDF), Il Venerdì di Repubblica, 12 marzo 2009. URL consultato il 22 luglio 2009.
  10. ^ Cfr Indenizzo e risarcimento da prelievi e trasfusione di sangue, R. Mattarelli - R. Mezzini, Maggioli Editore, III^ ed. 2014
  11. ^ Il Messaggero, 7 luglio 2014, <<Migliaia di infettati dalle trasfusioni di sangue: Ma lo Stato non paga>>

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Calizzani, Regole a rischio sulle transazioni (JPG), Il Sole24Ore, 24 marzo 2009. URL consultato il 22 luglio 2009.
  • Ilaria Venturi, Ingiustizia al plasma (PDF), L'Espresso, 16 aprile 2009. URL consultato il 22 luglio 2009.
  • Belli Guido, La responsabilità della pubblica amministrazione per danni da emotrasfusioni infette, in La responsabilità civile, nº 11, 2011, pp. 778-782.
  • Renato Mattarelli, Rosita Mezzini, Indennizzo e risarcimento dei danni da prelievi e trasfusione di sangue, III edizione, Bologna, Maggioli Editore, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]