Carlo d'Aragona Tagliavia

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Carlo d'Aragona Tagliavia

Carlo d'Aragona Tagliavia (Castelvetrano, 1530Madrid, 1599) è stato un generale e principe italiano.

Stemma della famiglia Tagliavia
Tagliavia.jpg
Blasonatura
D'azzurro, alla palma al naturale, fruttato di due grappoli d'oro e sradicato dello stesso

Era figlio di Giovanni Tagliavia, conte di Castelvetrano, e di Beatrice d'Aragona e Cruillas, a sua volta figlia di Gaspare Federico d’Aragona e Cruillas e di Chiara (o Clara) d’Aragona, nonché sorella di Carlo d'Aragona († 1460), marchese di Avola, e duca di Terranova.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte della madre, nel 1542, ottenne il titolo di duca di Terranova (che il nonno materno aveva ottenuto nel 1502) e nel 1564 quello di principe di Castelvetrano[1].

Fu cavaliere dell'Ordine d'Aviz e dell'Ordine del Toson d'Oro (1585).[2]

Era chiamato Magnus Siculus dal Cardinale di Granvelle. Per quaranta giorni fu Reggente del trono di Spagna in attesa della maggiore età di re Filippo II di Spagna, dopo l'abdicazione di Carlo I di Spagna (Carlo V del Sacro Romano Impero).

Fu Presidente e Capitano generale del Regno di Sicilia, in varie riprese, tra il 1566 ed il 1568[3], Viceré di Sicilia dal 1571 al 1577, Viceré di Catalogna dal 1581 al 1583, ed infine si trasferì a Milano, dove fu Governatore del Ducato dal 1583 al 1592.

Mori a Madrid nel 1599 ma, come da lui richiesto nel testamento, fu seppellito a Castelvetrano nella chiesa di San Domenico.

Carlo d'Aragona Tagliavia in letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Carlo d'Aragona Tagliavia viene citato dal Manzoni nel Capitolo I de I promessi sposi, come autore di due "gride" con le quali si bandivano da Milano i "bravi".

Chiesa di San Domenico (Castelvetrano), sepolcro di Carlo d'Aragona Tagliavia

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine d'Aviz - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine d'Aviz
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro
— 1585

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco M. Emanuele e Gaetani, Marchese di Villabianca, Della Sicilia nobile, Palermo, Stamperia de' Santi Apostoli, 1754, p. 20.
  2. ^ Historia de la insigne Orden del Toyson de Oro, vol I, p. 258.
  3. ^ Giovanni E. Di Blasi, Storia cronologica dei Viceré, Luogotenenti e Presidenti del Regno di Sicilia, Palermo, Stamperia Oretea, 1842, p. 218.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romano Canosa, Storia di Milano nell'età di Filippo II, Sapere 2000, Roma, 1996.
  • Romano Canosa, La vita quotidiana a Milano in età spagnola, Longanesi, Milano, 1996.

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN171800779 · ISNI (EN0000 0001 2075 6276