Principato di Catalogna
| Principato di Catalogna | |
|---|---|
| Dati amministrativi | |
| Nome ufficiale | (CA) Principat de Catalunya (LA) Principatus Cathaloniæ |
| Lingue ufficiali | Catalano, latino |
| Lingue parlate | Catalano, occitano |
| Capitale | Barcellona |
| Dipendente da | (1173-1640, 1652-1714) (1516-1640, 1652-1714) (1641-1652) |
| Dipendenze | contee catalane (fino 1491) |
| Politica | |
| Forma di governo | Monarchia pattista |
| Principe | Elenco |
| Organi deliberativi | Corti Catalane |
| Nascita | 1173 con Alfonso I |
| Causa | Tregua di Dio di Fondarella e prima compilazione degli Usatges de Barcelona |
| Fine | 1714 con Carlo III |
| Causa | Assorbimento da parte del Regno di Spagna per mezzo dei decreti di Nueva Planta |
| Territorio e popolazione | |
| Territorio originale | Contee catalane |
| Massima estensione | 34 000 nel 1659 |
| Popolazione | ~ 500 000[1] nel ~ XVIII secolo |
| Suddivisione | Vegueria |
| Economia | |
| Valuta | Croat, Ducat, Fiorino, e altri |
| Commerci con | Mediterraneo occidentale, Nordafrica, Paesi Bassi |
| Religione e società | |
| Religioni preminenti | Cattolica |
| Religione di Stato | Cattolica |
| Religioni minoritarie | Minoranza giudaica (fino al XV secolo) |
| Classi sociali | Clero, nobiltà, stato popolare |
| Evoluzione storica | |
| Preceduto da | |
| Succeduto da | |
Il Principato di Catalogna (in catalano: Principat de Catalunya, in latino: Principatus Cathaloniæ) fu uno Stato dell'Europa sud-occidentale, esistito dal XII secolo fino agli inizi del XVIII secolo. Il Principato costituì uno dei pilastri fondamentali della la monarchia composita nota come Corona d'Aragona.
Nato nella seconda metà del XII secolo a seguito dell'evoluzione territoriale, legislativa e istituzionale della Contea di Barcellona, il Principato cessò di esistere come entità politica indipendente dopo la sconfitta degli Asburgo nel 1714 nella Guerra di successione spagnola e la successiva soppressione del sistema istituzionale catalano mediante il Decreto di Nueva Planta del 1716. Pur non essendo formalmente un regno, era legalmente e istituzionalmente alla pari con il resto degli Stati che componevano la Corona d'Aragona (in particolare con i regni di Aragona e Valencia) e godeva di un ampio autogoverno gestito da istituzioni esclusive, tra cui la Generalitat e le Corti Catalane.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
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Caduto l'Impero romano d'Occidente, la regione fu occupata dai visigoti e poi divenne territorio di al-Andalus, il nome con il quale gli arabi musulmani chiamavano la parte della Penisola iberica che avevano conquistato. L'attuale Catalogna fu occupata dai Franchi e fu durante la dominazione carolingia che si sviluppò una cultura catalana, sotto l'egemonia della Contea di Barcellona, indipendente dal X secolo.
Il matrimonio di Raimondo Berengario IV di Barcellona con Petronilla di Aragona diede vita all'unione dinastica della contea di Barcellona con il Regno di Aragona. La nuova entità venne denominata ufficialmente "Corona d'Aragona", mentre la contea di Barcellona venne integrata nel nuovo Stato formato dalle antiche contee catalane, divenute "principati" soltanto dopo il XIV secolo. La Catalogna e l'Aragona mantennero, comunque, governi autonomi.
Successivamente Raimondo Berengario IV conquistò Tortosa e Lleida, portando la Catalogna ai confini odierni. Durante il regno di suo figlio Alfonso I, nel 1173, la Catalogna fu definita e delimitata per la prima volta come entità giuridica e politica, mentre gli Usatges di Barcellona, considerati uno dei documenti fondativi dell'identità politica catalana, furono raccolti e rielaborati per essere trasformati nella legge della Catalogna (Consuetudinem Cathalonie).
Apice medievale del Principato
[modifica | modifica wikitesto]Nei secoli successivi, il principato di Catalogna divenne uno dei più importanti stati europei, complice la conquista dei territori della penisola iberica sotto la dominazione araba. Valencia e le Baleari entrarono così a far parte del regno catalano-aragonese. Tuttavia, vi fu una battuta d'arresto nei territori settentrionali. Infatti le contee occitane sotto il dominio catalano vennero annesse dal nascente Regno di Francia.

Durante questo periodo, la Catalogna sviluppò numerose istituzioni politiche col fine di contenere e limitare il potere reale: le Corti Catalane di Catalogna, la Generalitat e il Consiglio dei Cento di Barcellona. La Cort fu uno dei primi organi parlamentari europei che pose fine alla legislazione unilateralmente (dal 1283)[2].
Nel XIII e XIV secolo, anche il Regno di Sicilia, il Regno di Sardegna, il Regno di Napoli, il ducato di Atene e Neopatria vennero progressivamente conquistati e inclusi nella corona d'Aragona, che raggiunse la sua massima estensione geografica. Questa espansione territoriale fu accompagnata da un grande sviluppo commerciale catalano, col suo epicentro a Barcellona, creando un'estesa rete commerciale attraverso il Mediterraneo che competeva con le repubbliche marinare di Genova e Venezia. In questo contesto vennero create istituzioni che offrivano protezione legale ai mercanti, come il Consolato del Mare e il Libro del Consolato del Mare, una delle prime raccolte di leggi marittime.
Il secondo quarto del XIV secolo vide cambiamenti cruciali per la Catalogna, segnati da una successione di catastrofi naturali, crisi demografiche, stagnazione e declino dell'economia catalana e aumento delle tensioni sociali. Tra il 1347 e il 1497, si stima che il principato di Catalogna abbia perso il 37% della sua popolazione. Nel 1410, il re Martino I morì senza discendenti sopravvissuti. In virtù del Compromesso di Caspe (1412), Ferdinando dalla Casa castigliana di Trastámara ricevette la Corona d'Aragona come Ferdinando I d'Aragona. Durante il regno di Giovanni II, le tensioni sociali e politiche causarono la guerra civile catalana (1462-1472).
La Catalogna nella monarchia spagnola
[modifica | modifica wikitesto]L'unione dinastica fra la Castiglia e l'Aragona si sarebbe realizzata circa mezzo secolo più tardi, a seguito del matrimonio fra Isabella I, principessa ereditaria di Castiglia, e Ferdinando II, principe ereditario di Aragona, nel 1469. Durante il regno di Isabella e Ferdinando fu portata a termine nel 1492 la conquista di Granada da parte della Corona di Castiglia. In quello stesso anno divenne completamente cristiana con l'espulsione degli ebrei e venne scoperta l'America, in nome della corona, da Cristoforo Colombo.

Tra il Cinquecento e il Seicento gli Asburgo furono la dinastia regnante in Spagna grazie all'imperatore Carlo V (Carlo I di Spagna) che ereditò sia l’impero asburgico sia l’impero spagnolo. Per un lungo periodo, il Principato di Catalogna, nell'ambito della Monarchia Spagnola, è riuscito a mantenere un proprio sistema istituzionale e legislativo, contrastando la tendenza osservata nell'Europa meridionale e centrale durante l'era moderna, che ha eroso l'importanza delle istituzioni rappresentative. La prolungata assenza dei monarchi, che risiedevano per la maggior parte del tempo in Castiglia, ha portato al consolidamento del ruolo del viceré quale rappresentante del re nel Principato.
Le tensioni tra le istituzioni catalane e la monarchia, insieme alla crisi economica e alle rivolte dei contadini, causarono conflitti, come la guerra dei mietitori (1640-1652). Quando la guerra tra Spagna e Francia terminò nel 1659, il trattato di pace (Pace dei Pirenei) cedette alla Francia i territori di lingua catalana a nord dei Pirenei, Rossiglione, Conflent, Vallespir, Capcir e la metà settentrionale della Cerdagna.
Tuttavia, fino all'avvento della dinastia dei Borboni, con la Guerra di successione spagnola, la Catalogna mantenne una certa indipendenza e le sue leggi. Durante la stessa guerra, la Catalogna appoggiò le pretese del membro del ramo austriaco degli Asburgo. Con la sconfitta delle truppe catalane, il nuovo re Filippo V decretò, mediante il Decreto di Nueva Planta (1716), la fine delle principali legislazione e istituzioni politiche catalane, e decretò la fine delle strutture territoriali proprie, tra cui la corona di Aragona e quindi il principato di Catalogna. Con l'imposizione della lingua spagnola anche la lingua catalana perse di importanza.
Uso storico del termine
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Si tratta di un termine giuridico che apparve soltanto nel XIV secolo per indicare l'entità politica soggetta alla giurisdizione delle Corti Catalane,[3] il cui sovrano (in latino princeps) era il conte di Barcellona, che dal 1162 ebbe anche il titolo di re d'Aragona. Nonostante non possedesse formalmente il titolo di regno, il Principato era uno Stato giuridicamente e istituzionalmente alla pari con il resto degli Stati che componevano la Corona d'Aragona (i regni di Aragona, Maiorca e Valencia, tra gli altri), il cui unico legame comune era la figura del monarca.[4] Non si trattava di una contea, in quanto la contea di Barcellona non copriva tutta la Catalogna (storiograficamente viene usato il termine Contee catalane per descrivere il periodo storico della Catalogna prima della formazione del Principato come stato medievale tra il XII e il XIII secolo.). Gli Usatges abbinavano il titolo di Princeps con quello di conte di Barcellona.
Spesso si usava il titolo nobiliare di principe da parte dell'erede alla corona. Nel caso della Corona d'Aragona, l'erede aveva il titolo di duca di Gerona, poi cambiato in principe di Girona. Non bisogna quindi confondere il Principato di Catalogna con un titolo nobiliare, bensì considerarlo un titolo di sovranità.
Il primo riferimento esplicito al termine "Principat de Cathalunya" si trova nella disputa tra Pietro IV d'Aragona e III di Catalogna e il Regno di Maiorca sulla signoria delle contee di Rossiglione e Cerdanya nel 1343.
Tuttavia, esistono precedenti nell'uso del termine princeps per riferirsi al conte di Barcellona. Così, nel Usatge 65 delle Corti di Barcellona 1064, ai tempi del conte Ramon Berenguer I veniva chiamato Principatus il gruppo formato dalle contee di Barcellona, Gerona e Osona.[5] Lo stesso Ramon Berenguer I viene citato come principe di Barcellona, conte di Girona e marchese di Osona (princeps Barchinonensis, comes Gerundensis, marchio Ausonensis) negli Atti del consiglio di consacrazione della Cattedrale di Barcellona, nel 1058.[6]
Uso del termine in epoca moderna
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Il nome Principato continuò ad essere usato nei Decreti di Nueva Planta dell'amministrazione della Casa di Borbone e fu pienamente in vigore fino al XIX secolo. Tuttavia, nel regio decreto del 30 novembre 1833 sulla divisione provinciale della Spagna, impostato da Javier de Burgos, l'unico principato menzionato fu quello delle Asturie.
I movimenti repubblicani preferirono abbandonare il termine principato, ma in cambio i movimenti pancatalanisti preferirono mantenerlo per riferirsi alla Catalogna astratta, differenziandola dai Paesi catalani.
Oggi, anche se il termine Principato non è presente nello statuto della Catalogna, è un nome tradizionale.[7]
Delimitazione del Principato
[modifica | modifica wikitesto]I primi confini tra i due territori della Corona d'Aragona si riscontrano nel 1173: nel tentativo di dichiarare una tregua generale in Catalogna si ritiene che il confine fosse segnato dal fiume Segre, anche se vi furono diverse modifiche nel corso del secolo.[8]
Un termine utilizzato, tanto nella disposizione di Giacomo I[9] del 1244 che nelle Corts di Barcellona del 1283, era Cathalonia universa per riferirsi all'intero territorio. Il termine venne istituzionalizzato nei governi locali di Ibiza, Maiorca e Perpignano.
Nel 1325 venne incorporata la contea di Empúries nelle terre reali. Nel 1381 si unì la Val d'Aran al Principato.[10] Nel 1413 venne incorporata la contea di Urgell nelle terre reali e, finalmente, nel 1491 quella di Pallars Sobirà, l'ultima contea catalana ad avere ancora un proprio conte.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Simon i Tarrés, Antoni. La població catalana a l'epoca moderna. Síntesi i actualització . Barcelona, 1992 p. 217-258 (in catalano)
- ↑ Las Cortes Catalanas y la primera Generalidad medieval (s. XIII-XIV), su usuarios.multimania.es. URL consultato il 21 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2010).
- ↑ Corts di Barcellona, del 1454. URL consultato il 22 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2008), che istituirono la festa di San Giorgio nel principato.
- ↑ (ES) José Ángel Sesma Muñoz: La Corona de Aragón. Una introducción crítica, Zaragoza, Colección Mariano de Pano y Ruata, 2000 ISBN 84-95306-80-8
- ↑ Fita Colomé, Fidel, El principado de Cataluña. Razón de este nombre., Boletín de la Real Academia de la Historia, tomo 40 (1902), p. 261.
- ↑ Fita Colomé, Íbid., p. 263.
- ↑ "In tempi moderni, vi è una tendenza a includere in questa denominazione le regioni di lingua catalana sotto amministrazione francese (nord della Catalogna), quelle comprese sotto amministrazione Aragonese (Franja de Poniente), Andorra e le comarca della Catalogna", in l'Enciclopèdia: Principat de Catalunya (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2012).
- ↑ Corona de Aragón, su enciclopedia-aragonesa.com, Gran Enciclopedia Aragonesa. URL consultato il 29 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2018).
- ↑ Véase texto latino en Joaquim Miret, Itinerari de Jaume I el Conqueridor, Ed. facsímil del Institut d'Estudis Catalans, 2007, pág. 166.
- ↑ Conselh Generau d'Aran, Notes sobre l'encaix territorial de la Vall d'Aran, febbraio 2010.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Eva Serra, La Formació de la Catalunya Moderna. 1640 - 1714, Vic, Ed. Eumo, 2018, ISBN 978-8497666435.
- Stefano Maria Cingolani, La formació nacional de Catalunya i el fet identitari dels catalans (785-1410), Barcelona, Generalitat de Catalunya, 2015, ISBN 9788439392590.
- Francisco José Morales Roca, Caballeros de la Espuela Dorada del Principado de Cataluña: dinastía de los Trastámara, 1412-1555, Ediciones Hidalguia, 1988, ISBN 9788400068448.
- Víctor Ferro, El Dret Públic Català. Les Institucions a Catalunya fins al Decret de Nova Planta, Vic, Ed. Eumo, 1987, ISBN 84-7602-203-4.
- Thomas N. Bisson, The Medieval Crown of Aragon: a short history, Oxford, Clarendon Press, 1986, ISBN 9780198219873.
- Francisco José Morales Roca, Próceres habilitados en las Cortes del Principado de Cataluña, siglo XVII (1599-1713), Ediciones Hidalguia, 1983, ISBN 9788400054311.
- Jaume Sobrequés i Callicó, Catálogo de la cancillería de Enrique IV de Castilla, señor del principado de Cataluña: (lugartenencia de Juan de Beaumont, 1462-1464), Editorial CSIC, 1975, ISBN 9788400042127.
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