Alina Marazzi

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Alina Marazzi

Alina Marazzi (Milano, 5 novembre 1964) è una regista italiana. Le sue opere ruotano intorno a "personaggi femminili che non riescono ad aderire a dei modelli che vengono dall'esterno, dalla famiglia, dalla società"[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Antonio Marazzi, antropologo, e di Luisa Hoepli, detta Liseli (figlia dell'editore Ulrico Hoepli, nipote del fratello del più celebre editore-libraio omonimo, morto senza figli), dopo aver lavorato come aiuto regista per il cinema e aver collaborato con lo Studio Azzurro, per il quale ha curato riprese e montaggio della videoinstallazione Less aesthetics, more ethic, si è dedicata ai documentari su temi sociali, conducendo fra l'altro dei laboratori audiovisivi a San Vittore e lavorando al progetto Fabrica. Il suo primo film-documentario, Un'ora sola ti vorrei, incentrato sulla figura della madre e sul suo suicidio a 33 anni[2], ha ottenuto la menzione speciale della giuria al Festival del cinema di Locarno e il premio per il miglior documentario al Torino film festival[3]. Nel 2005 ha diretto Per sempre, film documentario su alcune comunità monastiche femminili italiane[4].

Nel 2007 dirige Vogliamo anche le rose, documentario poetico su quindici anni di lotte per l'emancipazione sociale della donna che intreccia il piano privato con la storia collettiva attraverso l'uso di filmati di repertorio e frammenti di diari[5][6].

Nel 2012 esce nelle sale Tutto parla di te[7], film lungometraggio sul tema dell'ambivalenza materna, film di finzione intrecciato con altri linguaggi artistici, danza, animazione, fotografia d'autore, filmati d'archivio[8], interpretato da Charlotte Rampling e Elena Radonicich. Premio Tao Due Camera d'Oro come miglior regista emergente al Festival di Roma 2012.

Nel 2014 realizza Confini, cortometraggio con filmati d'archivio dell'Istituto Luce sulla Grande Guerra e versi poetici di Mariangela Gualtieri. L'episodio è inserito nel film collettivo 9x10 novanta.

Nel 2018 diventa docente all'Università IULM di Milano nel master di Arti del racconto, tenendo il corso "Il racconto cinematografico: il film documentario".

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Ha curato la drammaturgia video multicanale dell'opera lirica contemporanea Il Sogno di una cosa, produzione del Teatro Grande di Brescia con i Teatri di Reggio Emilia e Piccolo Teatro di Milano, con musica del Maestro Mauro Montalbetti, regia e libretto di Marco Baliani, nel quarantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Il debutto è avvenuto il 6 novembre 2014 al Piccolo Teatro Strehler.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'America me l'immaginavo, storie di emigrazione dall'isola siciliana di Marettimo (1991)
  • Il declino di Milano, un ritratto della «capitale morale» alla vigilia di Tangentopoli (1992)
  • Mediterraneo, il mare industrializzato (1993)
  • Il Ticino è vicino? (1995)
  • Ragazzi dentro - Il mondo visto dai ragazzi reclusi nelle carceri minorili italiane (1998)
  • Il sogno tradito: i bambini di strada raccontano la Romania a dieci anni dalla caduta di Ceausescu (1999)
  • Un'ora sola ti vorrei (2002)
  • Per sempre (2005)
  • Vogliamo anche le rose (2007)
  • Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni (2011)
  • Tutto parla di te (2012)
  • Confini, episodio del film 9x10 novanta (2014)
  • Anna Piaggi, una visionaria nella moda (2016)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sabato 27 novembre al cinema Trevi, per la rassegna Cinema e Psicoanalisi, incontro con la regista Alina Marazzi., su Centro Sperimentale di Cinematografia. URL consultato il 23 settembre 2019.
  2. ^ Simone Emiliani, "Un'ora sola ti vorrei", di Alina Marazzi, su SentieriSelvaggi, 15 luglio 2005. URL consultato il 23 settembre 2019.
  3. ^ Marta Dore, Alina Marazzi porta in sala la depressione post partum, su Linkiesta, 9 aprile 2013. URL consultato il 23 settembre 2019.
  4. ^ Raffaele Meale, Per sempre (2005) di Alina Marazzi - Recensione, su Quinlan, 30 agosto 2005. URL consultato il 23 settembre 2019.
  5. ^ Natalia Aspesi, Donne in piazza (PDF), su la Repubblica, 1º agosto 2007, p. 42. URL consultato il 22 settembre 2019.
  6. ^ Maurizio Porro, Alina e le sue sorelle (PDF), su Il Corriere della Sera, 4 agosto 2007, p. 8. URL consultato il 22 settembre 2019.
  7. ^ Cristiana Paternò, Alina Marazzi, su Cinecittà News, 5 agosto 2012. URL consultato il 23 settembre 2019.
  8. ^ Redazione, Playing the blues, su Vogue Italia, 13 marzo 2012. URL consultato il 23 settembre 2019.

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Controllo di autoritàVIAF (EN129775640 · ISNI (EN0000 0000 8911 7467 · SBN IT\ICCU\MILV\258676 · LCCN (ENno2017059542 · GND (DE142080659 · WorldCat Identities (ENno2017-059542