Aldo Buzzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Aldo Buzzi (Como, 10 agosto 1910Milano, 9 ottobre 2009) è stato uno scrittore e architetto italiano.

La formazione[modifica | modifica sorgente]

Aldo Buzzi nasce a Como, in via Garovaglio, il 10 agosto 1910, da Paolo Buzzi, chimico originario di Sondrio, e Käthe ("Ketty") Müller, una pittrice tedesca naturalizzata italiana. A Como rimane fino a sei anni: poi, per seguire il padre nei suoi spostamenti di lavoro, la famiglia si trasferisce prima a Sondrio e poi a Cernobbio, sebbene Buzzi prosegua gli studi ginnasiali nella città natale ("Andavo a Como la mattina col tram", ricorderà molti anni più tardi, ne La Lattuga di Boston).

"Alla fine delle sue peregrinazioni papà si prese un laboratorio in una vecchia via del centro di Milano", racconta ancora Buzzi: proprio a Milano egli termina gli studi, laureandosi in architettura al Politecnico nel 1938. In questi anni, Buzzi viene in contatto con personalità della letteratura e del design (Leonardo Sinisgalli, Bruno Munari) e stringe amicizia con due studenti che di lì a qualche anno avranno un certo peso nella cultura (non solo italiana) del dopoguerra: il milanese Alberto Lattuada (che con i fratelli Gianni e Luigi Comencini fonderà la Cineteca Italiana di Milano) e l'esule ebreo romeno Saul Steinberg (in seguito celeberrimo cartoonist). Proprio l'amicizia con Lattuada lo porterà ad avvicinarsi al cinema.

Il Cinema[modifica | modifica sorgente]

« Di solito uno non dice di voler fare il caporale ma il generale di corpo d' armata: io no, io preferisco fare l'aiutante. »
(Aldo Buzzi[1])

Abbandonata quasi subito la professione di architetto ("Ho lasciato l'architettura perché non mi andava di dover scendere a patti con i capricci dei clienti", confesserà a Paolo Mereghetti in un'intervista del 1998[2]), sceneggia insieme a Lattuada l'esordio di questi nel lungometraggio, Giacomo l'idealista (1942). Da questa prima collaborazione si sviluppa un rapporto professionale che si protrae fino a La Steppa (1961), e personale: la sorella di Alberto, Bianca Lattuada, direttrice di produzione dei suoi film, sarà la compagna di Buzzi per oltre cinquant'anni, fino alla scomparsa nel 2005.

Dall'esperienza sul set nasce anche il suo primo libro, il Taccuino dell'Aiuto-regista, edito da Hoepli nel 1944, con l'impaginazione di Bruno Munari. Il libro, scritto da Buzzi sfollato all'indomani dell'8 settembre '43, presenta già quelli che saranno i segni distintivi del suo stile maturo: l'interesse per i dettagli marginali, il tono da conversazione informale, l'elemento autobiografico, la capacità di compendiare in poche pagine informazioni pratiche e osservazioni ironiche.

Fra gli anni quaranta e gli anni cinquanta, Buzzi collabora, oltre che con Lattuada, anche con un altro esordiente, Luigi Comencini (Proibito rubare, 1948), con Luigi Zampa (Cuori senza frontiere, 1950) e Claudio Gora (Febbre di vivere, 1951). L'attività cinematografica lo porta a viaggiare. Roma, Belgrado, la Francia, il Messico: viaggi in seguito raccontati più o meno ampiamente, e con una massiccia dose di ironia, in Cechov a Sondrio.

Nel 1955, in collaborazione con Federico Patellani, scrive, dirige e monta il suo unico lungometraggio: America pagana, un documentario in Ferraniacolor sui resti della civiltà Maya, sulla sua storia e i suoi sviluppi, intervallato da quattro brevi racconti interpretati da attori non professionisti, che dovrebbero invece illustrare la realtà del Sudamerica degli anni cinquanta.

L'esperienza editoriale e la letteratura[modifica | modifica sorgente]

« Sembrano piccoli, i libri di Buzzi, ma a conti fatti ci sono dentro un mucchio di cose... La marginalità, l'eccentricità ha una sua centralità nella nostra letteratura. Ed è lì che si pesca il meglio, da Svevo in giù... Avrebbe incantato Gadda»
(Paolo Mauri[3], in occasione dell'uscita de La lattuga di Boston)

Stabilitosi definitivamente a Milano, nel corso degli anni sessanta Buzzi dirada le proprie collaborazioni cinematografiche, intensificando la sua collaborazione a riviste, attività che peraltro svolgeva fin dagli anni trenta (Domus,Il Selvaggio di Mino Maccari, sul quale pubblicò il suo primo scritto): Corrente, Prospettive, La Ruota, Il costume politico e letterario, il Caffè, New York Review of Books, Grand Street, Common Knowledge, The Paris Review.

Redattore capo presso la Rizzoli di Milano (vi lavora per dieci anni), Buzzi cura la pubblicazione delle ultime opere di Ennio Flaiano e Lucio Mastronardi. Nel frattempo comincia a pubblicare i suoi brevi testi, grazie a Vanni Scheiwiller e alla casa editrice All'insegna del Pesce d'Oro. Vedono così la luce Quando la pantera rugge. Memorie interrotte dall'indignazione (1972) e il Piccolo diario americano (1974), con i disegni di Saul Steinberg. Ancora Steinberg è chiamato a illustrare, cinque anni dopo, quello che diventerà, negli anni, il libro più celebre di Buzzi, nonché il primo a godere di un'adeguata diffusione (è pubblicato da Adelphi): L'uovo alla kok (1979), atipico "manuale di cucina", vero e proprio libro di culto per lettori e critici.

Nonostante le maggiori possibilità di visibilità, Buzzi continua a pubblicare i testi successivi presso Scheiwiller: Andata & ritorno (1984), Viaggio in terra delle mosche e altri viaggi (1987), Cechov a Sondrio. Appunti sulla Russia (1991). Negli anni novanta, ormai dedicatosi definitivamente alla scrittura, rivede e ripubblica in maniera organica i propri scritti (alla ricerca "non dico della perfezione, ma della soddisfazione, del gusto per il lavoro ben fatto", dice sempre a Mereghetti nell'intervista del '98): nel 1994-95 escono nella collana mondadoriana Passepartout, Cechov a Sondrio & altri viaggi (comprendente anche Viaggio nella terra delle mosche), che viene inserito fra i "libri notevoli dell'anno" 1996 dalla New York Review of Books, e Stecchini da denti. Appunti di vita, di gastronomia, di viaggio (frammenti inediti in qualche modo legati alle opere precedenti).

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

« Quello che si prova a 95 anni è quello che si provava anni fa a 85. E quello che si proverà, fra un po' d'anni, a 105 »
(Aldo Buzzi, Parliamo d'altro)

Nel 2000, l'Associazione Culturale Premio Elsa Morante gli assegna il premio speciale alla carriera. Nello stesso anno, la casa editrice Ponte alle Grazie, "resuscita" libri vecchi e nuovi di Buzzi, ormai difficilmente reperibili in libreria. Presso lo stesso editore, Buzzi pubblica un nuovo volumetto di inediti, La lattuga di Boston. Diario di un attimo (2000), in cui rievoca la propria infanzia e quella della madre; un compendio della propria narrativa, Un debole per quasi tutto ( 2006, con pezzi, rigorosamente "rivisti e corretti", provenienti da Quando la pantera rugge, Stecchini da denti e La lattuga di Boston); e l'ultimo libro di inediti, Parliamo d'altro (2006).

Nel 2002, la sua nuova versione dell'Uovo alla kok, ancora pubblicata da Adelphi, gli vale il Premio di narrativa Arturo Loria. Nel gennaio 2007, su iniziativa di Paolo Mereghetti e della Fondazione Cineteca Italiana, Ponte alle Grazie ripubblica l'ormai introvabile Taccuino dell'aiuto-regista, riproducendo fedelmente l'originaria impostazione grafica di Bruno Munari della prima edizione.

Aldo Buzzi si spegne a Milano la mattina del 9 ottobre 2009, a causa di un'emorragia cerebrale[4].

Parliamo d'altro...[modifica | modifica sorgente]

  • Nell'immediato dopoguerra, Buzzi ha curato, per l'Editoriale Domus, una serie di curiosi volumetti. Fra i titoli: "La kermesse eroica", "Ridolini e la collana della suocera" e "Ridolini esploratore" (da Larry Semon) , e "Sette anni di guai" (da Max Linder). Si tratta di libri di un centinaio di pagine, in cui il testo di Buzzi accompagna fotogrammi tratti dai rari film in questione, corredando il tutto con brevi apparati di note storico-biografiche. Ironicamente, questa collana, che aveva l'intento di preservare almeno le immagini più significative di quei film dall'usura del tempo, ha finito per divenire essa stessa una rarità da bibliofili.
  • L'amicizia fra Aldo Buzzi e Saul Steinberg è durata per oltre sessant'anni, e ha prodotto due volumi di grande interesse, entrambi editi da Adelphi. Il primo è Riflessi e Ombre, pubblicato nel 2001, a due anni dalla morte di Steinberg: in esso, il grande disegnatore americano rievoca l'infanzia in Romania e gli anni milanesi, la fuga dall'Italia delle leggi razziali e i primi successi, oltre a fornire ritratti pungenti della vita e della politica americane. Frutto delle conversazioni estive fra Buzzi e Steinberg nella residenza estiva di quest'ultimo, a East Hampton, organizzate e trascritte da Buzzi a Milano, è stato incluso fra i "libri notevoli dell'anno" dalla New York Review of Books nel 2002. Il secondo libro è l'epistolario Lettere a Aldo Buzzi 1945-1999 (2002), una sorta di autobiografia "indiretta" di Steinberg costituita dalle missive che i due amici si spedirono per oltre cinquant'anni, e della quale Buzzi si definì, modestamente, il "curatore". Steinberg inoltre fa spesso capolino fra le pagine dei libri dell'amico, e non solo come illustratore: si veda in particolare il racconto Key West, 1998, resoconto dell'ultima visita di Buzzi negli USA (Steinberg sarebbe morto poco più di un anno dopo).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Sapienza Di Buzzi Intellettuale Schivo
  2. ^ ALDO BUZZI Ricette dalla solitudine
  3. ^ Ho un debole per quasi tutto - Repubblica.it » Ricerca
  4. ^ Aldo Buzzi, 99; Italian Filmmaker and Writer
  5. ^ Buzzi: «Milano? Parliamo d' altro»

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Taccuino dell'aiuto-regista (Hoepli, 1944; Ponte alle Grazie, 2007- seconda ed.)
  • Quando la pantera rugge (All'insegna del Pesce d'Oro, 1972)
  • Piccolo diario americano, illustrato da Saul Steinberg (All'insegna del Pesce d'Oro, 1974)
  • L'uovo alla kok, illustrato da Saul Steinberg (Adelphi, 1979; 2002 -nuova ed. accresciuta)
  • Andata & ritorno (All'insegna del Pesce d'Oro, 1984)
  • Viaggio in Terra delle mosche e altri viaggi (Scheiwiller, 1987)
  • Cechov a Sondrio. Appunti sulla Russia (Scheiwiller, 1991)
  • Cechov a Sondrio e altri viaggi (Mondadori, 1994; Ponte alle Grazie, 2000- seconda ed.)
  • Stecchini da denti. Appunti di vita, di gastronomia, di viaggio (Mondadori, 1995; Ponte alle Grazie, 2000- seconda ed.)
  • La lattuga di Boston. Diario di un attimo (Ponte alle Grazie, 2000)
  • Riflessi e ombre, con Saul Steinberg (Adelphi, 2001)
  • Lettere a Aldo Buzzi 1945-1999, di Saul Steinberg (a cura di Aldo Buzzi. Adelphi, 2002)
  • Un debole per quasi tutto (Ponte alle Grazie, 2006)
  • Parliamo d'altro (Ponte alle Grazie, 2006)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Collaborazioni:

Regie:

America Pagana (1955), con Federico Patellani

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 69584 LCCN: n79128932

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie