Vincenzo Arangio-Ruiz
Vincenzo Arangio-Ruiz (Napoli, 1884 – Roma, 1964) è stato un giurista italiano. Si laureò nel 1904 e nel 1907 ottenne il primo incarico universitario presso l'Università degli Studi di Camerino, per passare poi all'Università degli studi di Perugia, cui seguirono Cagliari, Messina e Modena. Nel 1925 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce. Ordinario di diritto romano presso la facoltà di Giurisprudenza dell'università Federico II di Napoli, ha ricoperto il ruolo di preside della facoltà dal 1943 al 1945. Successivamente, insegnò all'università La Sapienza di Roma. Fra i suoi allievi, Mario Talamanca e Feliciano Serrao.
Antifascista, liberale, ricoprì inoltre le cariche di ministro di Grazia e Giustizia nel I governo di unità nazionale e di ministro dell'Educazione nel III governo Bonomi e nel governo Parri.
I suoi scritti più importanti di diritto romano (tuttora studiati nelle università italiane) sono:
Fu presidente dell'Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo.
Fu anche presidente generale del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (CNGEI) dal 1954 al 1962[1].
[modifica] Note
- ^ Mario Sica, Storia dello scautismo in Italia, 4a ed., Roma, Fiordaliso, 2006, pp. 270. ISBN 978-88-8054-774-7
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