Tutti i battiti del mio cuore

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Tutti i battiti del mio cuore
Tutti i battiti del mio cuore.jpg
Romain Duris e Niels Arestrup in una scena del film
Titolo originale De battre mon cœur s'est arrêté
Paese di produzione Francia
Anno 2005
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jacques Audiard
Soggetto James Toback
Sceneggiatura Tonino Benacquista e Jacques Audiard
Fotografia Stéphane Fontaine
Montaggio Juliette Welfling
Musiche Alexandre Desplat
Scenografia François Emmanuelli, Marie Cheminal e Sandrine Mauvezin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Tutti i battiti del mio cuore (De battre mon cœur s'est arrêté) è un film del 2005 diretto da Jacques Audiard. La pellicola ha vinto molti premi, sia in patria che all'estero, ottenendone ben 8 (su 10 candidature) ai Premi César 2006.

È un remake del film del 1976 Rapsodia per un killer di James Toback.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Thomas Seyr da ragazzino aveva un gran talento al pianoforte, ma per diverse ragioni, tra cui la morte della madre e l'opposizione del padre, nel corso degli ultimi anni ha accantonato il suo desiderio di diventare un musicista. Ora lavora in una ditta immobiliare, dove sbriga i compiti più difficili e loschi, come liberare con la violenza gli edifici dagli occupanti abusivi; ogni tanto aiuta (anche economicamente) suo padre Robert, invischiato continuamente in affari illegali.

Un giorno, l'incontro casuale con il suo vecchio insegnante di pianoforte fa riaccendere in Thomas la sua passione per la musica; dietro la promessa di un'audizione, decide di rimettersi a suonare e comincia a prendere lezioni da una giovane insegnante, Miao-Lin, appena arrivata a Parigi, che parla vietnamita e cinese, ma nemmeno una parola di francese. Tuttavia, ora che la musica è ritornata prepotentemente nella sua vita, Thomas è costretto a sacrificare tutto il resto, a partire dal lavoro e dal rapporto con il padre, contrario alla sua decisione di rimettersi a suonare e coinvolto in un pericoloso affare con un mafioso russo.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • È il ritratto di un giovane uomo diviso in due da una serie di conflitti (...) La cinepresa di Audiard bracca lui e gli altri personaggi, sottolineandone i gesti, i particolari, le sfumature. Commento del dizionario Morandini che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio.[2]
  • Il dizionario Farinotti assegna al film tre stelle su cinque di giudizio, senza però fornire alcun commento.[3]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il titolo originale del film (De battre mon coeur s'est arrêté) è ripreso da una strofa della canzone La fille du père Noël di Jacques Dutronc.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  2. ^ Commento tratto da Il Morandini, mymovies.it. URL consultato l'8 febbraio 2014.
  3. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008, pag. 2069.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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